Chiamatemi Barone. L’ho detto anche mia moglie, ieri sera, dopo aver sentito ripetere questa definizione almeno una decina di volte, in tivù, nei salotti dove si discute delle sorti dell’umanità. Da Vespa e da Mentana. Da Floris e da Santoro. Ospiti: la variegata tribù di lotta e di governo, che si affolla intorno e dentro l’Università. Studenti pro e contro, manifestanti di sinistra e di destra, agitatori e agitati, rumoreggianti e silenziosi. Occupanti e occupati. Poi, filo-ministeriali e oppositori democratici. Infine, professori. Pardon: "baroni". Perché ormai è dato per scontato: i professori universitari sono "baroni". continua
Fonte: La Repubblica.it

Caro Beppe, in Italia siamo fatti così: ci eccitiamo per un certo argomento, per qualche giorno ne parlano tutti i giornali, poi ne arriva un altro (di qualsiasi genere, anche calcistico), e il primo viene completamente accantonato. Pensi che noi precari della ricerca finiremo nel dimenticatoio?
Nicoletta Nicol , nicoletta.nicol@gmail.com
Perché, Nicoletta, ci siete mai usciti?
Fonte: Corriere della Sera
| "Il disegno di legge del ministro maschera i tagli" |
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| RAFFAELLO MASCI |
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ROMA
Il rigore che il ministro Mariastella Gelmini intende introdurre nella gestione delle università, stando alle prime indiscrezioni sul ddl che si appresta a presentare, in linea di principio piace: il patto di stabilità finanziaria, la valutazione premiale, perfino (in buona parte) il blocco dei concorsi in atto. Questo dicono, con differenti sfumature, i rettori delle università italiane. Tuttavia il provvedimento rischia di nascere con lo stesso peccato originale che ha pesato sulla scuola e che ha scatenato la piazza in questi giorni: e cioè il fatto che a monte di tutto ci sia non una logica di intervento mirato contro i mali dell’università italiana, ma solo (o soprattutto) una esigenza di cassa che impone dei tagli. Quindi, al di là del merito, dopo quella scolastica potrebbe esplodere anche la piazza universitaria. continua |
Fonte: La Stampa
Lavora nell’università (71,9%) o in un ente di ricerca pubblico (19,9%), è stato all’estero ma è tornato in patria, ha un’età compresa tra i 40 ed i 49 anni, è maschio (73,6%) è abbastanza soddisfatto del proprio lavoro anche se lamenta l’esiguità dei salari. In un’indagine condotta nell’ambito del progetto Rescar (Researcher’s careers), l’Irpps-Cnr ha disegnato il profilo del ricercatore ‘eccellente’ italiano che opera nelle scienze della vita (life sciences). continua
Fonte: Virgilio Notizie
30.10.2008. Alla fine anche Catania ha avuto le sue lezioni in piazza. Una folla, via via sempre più fitta con il passare delle ore, ha invaso pacificamente Piazza Università nel giorno in cui il Decreto Gelmini è diventato legge e alla vigilia dello sciopero generale di questa mattina (il corteo partirà alle 9 da piazza Roma).
Forse un po’ in ritardo rispetto al panorama nazionale, dove cortei di migliaia di studenti attraversano Roma praticamente ogni giorno e dove le piazze più belle di Italia si sono tramutate da tempo in aule universitarie. Ma protesta studentesca cresce anche qui: è originale, è ironica. E l’ironia è il sale della vita e di questa lotta trasversale che si espande, incarnandosi in una lotta per i diritti di tutti, non solo degli studenti. Lotta per i diritti dei precari, della ricerca, dei professori, delle famiglie: per far credere loro che è ancora possibile un futuro migliore per i propri ragazzi.continua
Fonte: AetnaNet
| 4 Novembre 2008 |
| 17:00 | a | 19:00 |
Università "La Sapienza" di Roma,
Facoltà di Lettere, Aula VI
Piazzale Aldo Moro, Roma
Incontro di tutti i firmatari dell’appello dei Dottori di Ricerca, Dottorandi, Assegnisti e Docenti a Contratto pubblicato sul sito www.controlalegge133.splinder.com .
Temi in discussione:
1. Sviluppo della mobilitazione e della protesta dopo il successo ottenuto dall’appello per il ritiro della Legge 133/2008.
2. Studio di iniziative unitarie e/o coordinate tra Atenei per arrivare ad un coordinamento nazionale della protesta;
3. Sviluppo di analisi comuni sui problemi dell’Università e della ricerca nel nostro paese;
4. Partecipazione comune al corteo del 14 novembre 2008;
5. Dibattito sull’apporto di studenti e docenti alla nostra protesta;
6. Varie ed eventuali.
E’ NECESSARIA LA PARTECIPAZIONE DI TUTTI!
maggiori informazioni qui.
da Il Sole24ore
(rassegna stampa dell’Universita` di Pisa)
Da notare in particolare le parole di Andrea Lenzi, presidente del CUN (Consiglio Universitario Nazionale): "Se l’intervento si limita al blocco delle comparazioni valutative per i ricercatori [quelle per assumere i nuovi ricercarori, n.d.r.] va bene, ma se dovesse estendersi anche agli associati sarebbe un ulteriore colpo inferto al rapporto tra Universita` e politica".
In concomitanza con lo sciopero nazionale del 14 novembre, il personale del CNAF sta organizzando una forma di protesta per i due giorni precedenti. Noi faremo 2 giornate di assemblea permanente (12 e 13): proponiamo alle altre sezioni dell’INFN di partecipare alla protesta nelle forme che ritengono piu’ opportune. A questo proposito invitiamo tutte le sedi a rispondere a questo invito sul blog con le rispettive proposte e commenti.
Nell’ottica del coordinamento tra le sezioni, proponiamo di creare una mailing-list di rappresentanti, ed orientativamente per mercoledi’ prossimo 5/11 una riunione telefonica per discutere i dettagli dell’azione comune.
Alessandro e Marco Emilio per i precari CNAF
comunicato protesta CNAF
Roma, 30 ott. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - "Non sono d’accordo con le posizioni del ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta, sui precari, soprattutto quando si parla della ricerca". Lo afferma il presidente della commissione Sanita’ del Senato, Antonio Tomassini (Pdl), durante il suo intervento al convegno sugli emoderivati, che si e’ svolto questo pomeriggio a Roma nella Biblioteca di Palazzo Madama. "I precari rappresentano la forza migliore per la ricerca italiana. Dunque - conclude - non possiamo lasciarli a casa".
Fonte: Adnkronos
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