Ott 31 2008
Anche l’università pronta alla piazza
| "Il disegno di legge del ministro maschera i tagli" | |
| RAFFAELLO MASCI | |
Il rigore che il ministro Mariastella Gelmini intende introdurre nella gestione delle università, stando alle prime indiscrezioni sul ddl che si appresta a presentare, in linea di principio piace: il patto di stabilità finanziaria, la valutazione premiale, perfino (in buona parte) il blocco dei concorsi in atto. Questo dicono, con differenti sfumature, i rettori delle università italiane. Tuttavia il provvedimento rischia di nascere con lo stesso peccato originale che ha pesato sulla scuola e che ha scatenato la piazza in questi giorni: e cioè il fatto che a monte di tutto ci sia non una logica di intervento mirato contro i mali dell’università italiana, ma solo (o soprattutto) una esigenza di cassa che impone dei tagli. Quindi, al di là del merito, dopo quella scolastica potrebbe esplodere anche la piazza universitaria. continua |
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Fonte: La Stampa


3 November 2008, ore 17:20
LETTERA APERTA
Gentile Redazione de "La Stampa",
nel vostro articolo del 31/10 "Anche l’università pronta alla piazza",
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scuola/grubrica.asp?ID_blog=60&ID_articolo=830&ID_sezione=255&sezione=News
oltre che dal titolo e dal sopratitolo ("Scuola, il nuovo fronte"), sono rimasto particolarmente sorpreso dal passaggio: "Quindi, (…) dopo quella scolastica potrebbe esplodere anche la piazza universitaria."
Quindi, non ne sapete nulla!!
Non sapete che ormai da un mese, a Torino ma anche in tantissime altre citta’ italiane (anche a Roma), e’ GIA’ in atto una massiccia protesta delle universita’ le cui dimensioni numeriche hanno gia’ superato tutte le mobilitazioni degli ultimi trent’anni.
Ne hanno parlato le radio, i giornali (anche quelli nazionali), le riviste di costume… pure la televisione!
V faccio un breve sunto degli avvenimenti.
Tutto ha avuto origine dalla legge 133, la "finanziaria dei nove minuti e mezzo" gia’ approvata il 6 agosto 2008 e quindi attualmente in vigore.
Per l’universita’ c’e’ l’articolo 66: blocco indiscriminato dell’80% del turnover per tre anni, ovvero 10-15% di personale in meno, invecchiamento del corpo docente, distruzione delle aspirazioni e del lavoro di migliaia di giovani precari e blocco delle carriere per tutti: belli e brutti!
Inoltre, tagli per 1,4 miliardi di euro in cinque anni. Peraltro sono solo l’antipasto: nell’attuale bozza della Finanziaria sono triplicati… in pratica, fra 4 anni il 30% di fondi in meno (in termini reali).
Per sottrarsi alla bancarotta pero’ la legge graziosamente prevede una via di fuga: l’articolo 16. Bastera’ al Senato Accademico un semplice voto del 50% +1 degli aventi diritto, e l’Universita’ Pubblica, come per magia,
=puff=
svanisce nel nulla per sempre!
Al suo posto subentrano delle fondazioni private, alla quale viene regalato (!) l’intero patrimonio mobiliare e immobiliare in uso all’Universita’ (comma 2).
Le fondazioni potranno in tutta liberta’ "perseguire i propri scopi" nell’ambito del diritto privato (comma 4) e operare "anche in deroga alle norme dell’ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici" (comma 9): quindi nessun limite alle rette per gli studenti.
Il trattamento economico e giuridico del personale amministrativo sara’ garantito.. ma solo fino alla stipula del nuovo contratto collettivo di lavoro (comma 13).
A settembre, alla riapertura delle lezioni, la notizia ha cominciato a circolare: sono iniziate discussioni, assemblee studentesche, mozioni degli organi accademici, volantinaggi, lezioni all’aperto, presidi, occupazioni.. anche cortei: ad esempio il 30/10, a Torino, in coda al corteo per la scuola, piu’ di 10.000 tra studenti universitari, precari, professori, ricercatori, tecnici e amministrativi di Universita’ e Politecnico hanno sfilato contro la legge 133.
Vi anticipo anche che quindici giorni fa per questi motivi e’ stato indetto uno sciopero nazionale di Universita’ e Enti di Ricerca (i quali hanno anche loro delle belle gatte da pelare.. se volete saperne di piu’ fatemelo sapere, ve ne parlo a parte) per il 14 novembre prossimo.
Nel caso foste interessati ad altri dettagli non esitate a contattarmi.
Cordiali saluti,
Alessandro Ferretti