Ott 30 2008

Intervista a due ex ricercatori dell’INFN

Categoria: Editoriale Claudio Gatti @ 16:18

Federico, fisico teorico dell’INFN, e’ in partenza per la Spagna dove ha ottenuto

un posto ‘Tenure-Track’. Negli ultimi anni, viste le scarse possibilita’ di impiego

in Italia, ha fatto domande per posizioni in Enti di Ricerca e Universita’ europee,

soprattutto UK, Francia e Spagna. Ci incontriamo per un caffe’ e gli rivolgiamo alcune

domande.

Buconero: Federico, qual’e’ il percorso tipico di un laureato in fisica in questi

paesi per arrivare ad un posto permanente come ricercatore?

Federico: All’estero ci sono diverse posizioni. Prima di tutto il dottorato

(PhD), di durata in media triennale. In alcune nazioni come la

Francia hanno contributi pensionistici completi. In Italia invece

il dottorato e’ un contratto co.co.co..

Poi ci sono i borsisti, con contratti di durata da uno a tre anni,

non pagano tasse e non hanno contributi. Ad esempio, sono cosi’ alcune

posizioni post-dottorato in Spagna.

Il PostDoc e’ un’assunzione a tempo determinato come ‘civil servant’

o funzionario pubblico. Paghi le tasse standard e hai tutti i

contributi pagati. In questa posizione puoi chiedere ed avere

un mutuo facilmente (almeno fino a poco tempo fa).

In Francia, in UK e in parte in Spagna, i posti dopo il dottorato

sono solo cosi’. Si ottengono tramite domanda locale o nazionale,

a seconda del budget dei gruppi o dei consorzi di Universita’.

Tipicamente non c’e’ un concorso per accedervi.

Infine, c’e’ il Tenure-track, un’assunzione a tempo determinato

come il PostDoc. Ma e’ previsto che alla fine  del contratto vieni

valutato ed eventualmente promosso ad un posto a tempo indeterminato (TI).

Questo e’ l’unico canale per accedere ad un posto fisso in UK e

Spagna. La procedure "concorsuale" prevede la domanda, la valutazione

dei titoli ed un colloquio. Le domande si fanno ad organizzazioni

governative centrali e avvengono tramite campagne annuali: ad esempio

il Ministero dell’Universita’ e Ricerca per la Spagna

(http://www.micinn.es/ciencia/) e al Science & Tecnology Facilities

Council (http://www.scitech.ac.uk), al Engineering and Physical

Sciences Research Council (http://www.epsrc.ac.uk/) o alla Royal

Society (http://royalsociety.org/) per quanto riguarda la UK.

Quando sei permanente inizia la carriera da ricercatore o professore.

In Francia c’e’ un concorso diretto per diventare permanenti.

Il concorso e’ nazionale e si svolge annualmente. Non hanno il

Tenure-Track ma c’e’ un’idea di riforma.

Buconero: Ci puoi parlare piu’ in dettaglio di uno di questi paesi?

Federico: Conosco meglio il sistema francese.

Lo schema universitario francese nel 2008 e’, dopo la riforma,

il BMD (Bachelor+Master+Doctorate).

Per accedere al dottorato ci vuole il master.

Il dottorato dura tre anni, pagato da qualche struttura, univeristaria o

di qualche laboratotorio.

Non ci sono dottorati senza borsa, hai i contributi pensionistici e

lo stipendio e’ di circa 1500 euro al mese netto.

Dopo il dottorato puoi avere contratti Postdoc: 2 anni ciascuno.

Lo stipendio e’ tra i 1900 e i 2500 euro al mese. Gli enti che danno

questi contratti sono il CNRS, l’IN2P3 (analogo dell’INFN ndr), e l’ANR.

Per essere assunto a TI, ogni anno ci sono campagne di reclutamento nazionali.

Le campagne sono da parte di 3 enti:

Il CNRS, dove vinci subito il posto fisso, non c’e’ attivita’ didattica e puoi

parlare la tua lingua.

Puoi vicenre posti a TI da ricercatore giovane (CR2 sotto i 5 anni dal PhD), senior

(CR1) oppure da direttore di ricerca (DR1 e DR2).

Il concorso prevede la domanda, la valutazione dei titoli e un colloquio.

La campagna si apre a dicembre e finisce a luglio.

La commissione, unica e nazionale, comprende 40 persone e rimane in carica

per 4 anni. Durante la procedura, 3 persone della commissione, scelte per

affinita’ con il tuo CV, sono incaricate di studiare per 4 mesi il tuo CV e

di chiedere referenze ai tuoi collaboratori. Queste fanno un report a

beneficio di tutta la commissione.

Al colloqio tutta la commissione e’ presente e il report viene presentato

in sessione chiusa. In tutta la tua vita puoi presentare la domanda 3 volte.

I posti per fisica delle particelle saranno circa 20 (teroici + speriemtnali).

Nell’ Universita’ c’e’ una campagna nazionale per docenti univesritari

(maitre de conference e professori). Qui occorre conoscere il francese.

La maggior parte del tempo la dedichi all’insegnamento mentre alla ricerca

ne viene dedicata una parte minore.

Al CEA (commissariat a l’energie atomique http://www.cea.fr), ci sono laboratori

collegati a ricerche sull’energia nucleare e all’industria. Questi centri

assumono anche fisici per svolgere attivita’ di ricerca di base ed i posti

sono come al CNRS. Anche qui non si fa’ attivita’ didattica.

Salutiamo Federico e ci spostiamo ‘virtualmente’ in Francia dove incontriamo Antoine,

fisico delle particelle, che ha lavorato per alcuni anni all’INFN e ora e’ tornato

nel suo paese dove ha vinto un posto all’IN2P3.

Buconero: Ciao Antoine, ci potresti descrivere come funziona la carriera del

ricercatore francese a partire dal dottorato?

Antoine: In Francia il dottorato dura tre anni, almeno, si viene pagati solo

per questo periodo. Puo’ accadere che una persona ci metta piu’ tempo

ed in tal caso puo’ ottenere un contratto dall’Universita’ per fare

attivita’ didattica e di ricerca, tipicamente per un anno e per lavorare

sull’argomento della sua tesi. Nel mio caso ho impiegato esattamente tre

anni.

Buconero: Cosa succede dopo il dottorato, c’e’ un PostDoc?

Antoine: Si, tipicamente credo di circa tre anni, almeno in fisica delle alte energie,

ma puo’ essere molto piu’ lungo, ad esempio in biologia.

Nel mio caso, sono stato due mesi disoccupato ed ho fatto ricerca pagato con

i sussidi statali. Poi ho fatto tre mesi e mezzo con un contratto presso

l’Universita’ di Padova e 2 mesi con un contratto da ingegnere all’IN2P3.

Infine, ho fatto tre anni ai Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN,

due con un assegno di ricerca e uno con una borsa per stranieri.

In fondo sono stato abbastanza fortunato. Sempre pagato a parte due settimane.

Pero’ per i primi sei mesi dopo il dottorato sono saltato da un posto

all’altro.

Buconero: Che tipi di contratti postDoc ci sono in Francia?

Antoine: I contratti in Francia sono minimo di un anno e di tre al massimo.

Ma la grande differenza tra la Francia e l’Italia e’ che in Francia

non ci sono precari di piu’ di 35 anni.

Buconero: Quali sono le possibilita’ di inserimento con un posto a TI all’Universita’

o presso Enti di Ricerca?

Antoine: In Francia c’e’ un concorso ogni anno, con circa 10 posti per l’IN2P3.

Poi ci sono i posti all’Universita’, non so esattamente quanti, un ventina,

credo.

Buconero: E le possibilita’ di impiego nella ricerca privata?

Antoine: Dipende da cosa hai studiato. Se prima della tesi hai fatto una scuola

di ingegneria, allora trovi come ingegnere. Ma parti da zero anche se ormai

hai un’esperienza di lavoro di tre o cinque anni.

Buconero: Come ti trovi ora in Francia? Hai liberta’ di scelta nella linea di ricerca?

Hai accesso a fondi per aprire nuove linee di ricerca e mettere su un gruppo?

Antoine: Se stai all’IN2P3, avendo passato un concorso nazionale, puoi scegliere

dove andare ed il gruppo con cui lavorare. C’e’ molta liberta’ in questo

senso. Ma non c’e’ possibilita’ di accedere a fondi. Se invece lavori

all’Universita’, allora non hai alcuna liberta’. C’e’ molta didattica,

poco tempo e niente fondi.

Ringraziamo e salutiamo Federico ed Antoine.

Buconero

Una risposta a “Intervista a due ex ricercatori dell’INFN”

  1. Viva la scuola. “Il futuro è di chi lo ricerca” « La poesia e lo spirito ha scritto:

    [...] Intervista a due ricercatori. [...]

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