Ott 15 2008
Precari, addio lavoro stabile. Via libera della Camera al provvedimento ammazza-precari
Fonte: www.rassegna.it
Pubblico impiego
Precari, addio lavoro stabile
Via libera della Camera al provvedimento ammazza-precari. L’ora X scatterà il primo luglio del 2009: quel giorno 60 mila ricercatori perderanno il posto
La Camera ha approvato l’articolo 37 bis del ddl lavoro che blocca dal primo luglio 2009 la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione. Questi lavoratori potranno essere assunti soltanto tramite concorso. L’emendamento, proposto dal ministro Brunetta, cancella le norme approvate dal governo Prodi nella Finanziaria 2008. E manda a spasso 50–60.000 addetti con contratti instabili.


16 October 2008, ore 9:18
Come al solito a pagare sono i piu` deboli…
Nessuno si e` chiesto come mai ci sono cosi` tanti precari nella pubblica amministrazione? La risposta e` ovvia e banale: ci sono OGGI tanti precari perche’ si sono aggirati per anni i blocchi del turn-over. Questi precari, insomma, di fatto servivano (e servono) a far funzionare le amministrazioni.
Ma aderiamo per un attimo al pregiudizio, secondo il quale gli Enti di Ricerca sono un mondo dorato, dove i precari non suppliscono ai "fannulloni" a tempo indeterminato, ma sono necessari per supportare i tanti progetti di ricerca. Perche’ non si chiede conto a chi ha gestito, in questi ultimi anni, i progetti di ricerca, soprattutto quelli piu` importanti, del fatto che questi progetti si basano -non del tutto, ma sicuramente su MOLTI ASPETTI FONDAMENTALI- sul lavoro di centinaia (e non giochiamo sui numeri…) di precari? Perche’ il prezzo di un uso troppo disinvolto delle risorse, anche umane, deve essere SEMPRE pagato dall’anello piu` debole?
16 October 2008, ore 15:25
Circa la penosa situazione della ricerca in Italia in generale e delle ultimi leggi in particolare, che penalizzano e non tengono conto degli effetti di un indiscriminato taglio di precari anche negli enti di ricerca, continuo a sostenere l’importanza di azioni volte a sensibilizzare/ci su quello che accadra’ in futuro a questi enti, se questa legge verra’ approvata senza opportuni emendamenti.
La cosa che piu’ mi rattrista e’ la rassegnazione di molti anche se non di tutti, la poca indignazione diffusa e l’indolenza della nostra dirigenza, affatto preoccupata, almeno cosi’ sembra, delle nostre sorti e di come "giovani" talenti (alcuni hanno 40 anni) formati nel mondo della ricerca, cosi’ specifico, possano perdersi, sperperando tutto l’investimento fatto.