Ott 23 2008
Storia di Un Ricercatore Che Vende I Suoi Risultati Scientifici
Storia di un Ricercatore che vende i suoi risultati scientifici
Ebbene sì, oramai non mi resta altro che vendere i miei risultati scientifici. Direte voi, è normale: si lavora e si viene pagati. Certo, rispondo io, però dodici anni fa avevo una visione diversa della ricerca: dopo la laurea, contento della mia lode e del concorso di dottorato vinto, pensavo che una delle più grandi gratificazioni del mondo della ricerca fosse il riconoscimento del proprio operato e dei risultati ottenuti. Ho sempre ritenuto che il salario fosse un qualcosa di necessario per sopravivvere ma non che fosse lo scopo del lavoro.
Dopo vari anni passati con contrattini a 800-1250 euro al mese, mi sono ritrovato per due anni a fare ricerca a spese mie. Mi sono detto: faccio ricerca … com’è possibile che non riesco a trovare uno stipendio? Detto, fatto: adesso guadagno in media circa 4500 euro al mese … non male
Come faccio? Semplice. Grazie alla mia esperienza mi ritrovo a lavorare su ricerche di frontiera, ad essere invitato a congressi internazionali, a divulgare il mio lavoro tra le varie università in giro per il mondo, ed a vendere i miei risultati scientifici. Il meccanismo è molto semplice: c’è chi lavora (ad esempio io), chi paga (ad esempio gli istituti/università dei professori che contatto) e chi firma gli articoli (ad esempio i professori di ruolo)
Cerco un argomento vicino ai precedenti lavori del professore di turno e non troppo distante delle mie competenze, ci lavoro un po’ su, faccio una prima stesura, la invio al professore e gli chiedo se vuole collaborare con me. Naturalmente la risposta è spesso sì. A questo punto gli chiedo se può pagarmi una trasferta, una borsa di studio, un qualcosa. Per un articolo chiedo 3000-8000 euro, a secondo della situazione. Se mi risponde sì, completo l’articolo, vado da lui e glielo mostro, prendo i soldi, aggiungo il suo nome alla lista degli autori (a volte tolgo il mio, se sono soddisfatto dell’importo ricevuto), ed il gioco è fatto. Siamo tutti contenti!
Finalmente ho trovato un modo per mettere a frutto il lavoro che faccio
Un saluto a tutti voi,
un Ricercatore che vende i suoi risultati scientifici


28 October 2008, ore 16:15
Caro Anonimo,
benché capisca che non ti voglia firmare, mi piacerebbe molto sapere di più della tua storia, e qual’è il tuo campo di ricerca.
Nell’INFN, borse di studio, assegni di ricerca o qualunque altro contratto, vengono assegnati sulla base di richieste fatte dai gruppi di ricerca, se approvati dai direttori delle singole sedi INFN e dal Presidente del nostro ente. Non e’ quindi possibile che un professore possa singolarmente, con fondi INFN, sovvenzionare direttamente alcuna ricerca. Tutte le spese di ogni singolo esperimento sono inoltre pianificate e approvate da commissioni composte dai dipendenti stessi dell’ente.
Questa apparente complessità per ottenere dei fondi in realtà ci garantisce la trasparenze nell’uso delle nostre risorse.
28 October 2008, ore 16:41
Io ci provo ad indovinare…chimica farmaceutica?
Sapete, le industrie farmaceutiche sono un po’ delle ONLUS, che organizzano seminari per conto di professori che fanno ricerca indipendentemente dai soldi che ne possono ricevere.
Queste aziende, oltre a favorire il libero scambio di opinioni a carattere gratuito per poter aiutare la popolazione mondiale a stare meglio, favoriscono la sopravvivenza di poveri ricercatori meritevoli che per sorte avversa non potrebbero altresi’ sopravvivere…ohibo’ meno male che ci sono loro.
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