Ott 26 2008
Storia di Francesco Cusanno
La mia situazione è purtroppo abbastanza comune e simile a molti, forse la maggioranza, dei laureati in fisica che hanno avuto la cattiva idea di voler fare ricerca e di cercare di farla in Italia negli ultimi 10 anni: laureato appunto in fisica a La Sapienza nel 2000 (108/110, nemmeno 110/110, ma che pretendo?), dottorato in Fisica a Roma Tre nel 2005 su un’attività incentrata su un esperimento a Jefferson Lab, laboratorio negli USA. Nel frattempo un contratto di 4 mesi con La Sapienza (co.co.co per attività di ricerca), due Borse di studio INFN per neo-laureati, un contratto di 9 mesi con l’ISS (co.co.pro per attività di ricerca), poi due assegni di ricerca INFN per continuare l’attività di ricerca incentrata a Jefferson Lab (che di questi tempi ha appena avuto l’approvazione per un "upgrade" di 300 milioni di USD). Non mi metto ad elencare le presentazioni a congressi e conferenze internazionali, di un paio dei quali ho collaborato a organizzare, ho 48 pubblicazioni su riviste internazionali, di cui forse una mezza dozzina a primo nome, ormai anche questi conti preferisco non farli perché servono solo ad avvilirmi. Oltre a occuparmi di apparati e rivelatori, ma anche analisi dati, in fisica dei nuclei, ho anche una preparazione ed esperienza nello sviluppo di rivelatori avanzati per diagnostica medica (di quello mi sono occupato a La Sapienza e all’ISS).
Dopo 8 anni di attività di ricerca post-laurea, di cui 3 anni e mezzo post-PhD, ancora non sono neanche un precario, ma un sotto-precario, in quanto, pur ovviamente avendo svolto sempre nella pratica una attività assolutamente comparabile con quella di un ricercatore, nessuno dei contratti avuti o in essere si configura come lavoro subordinato, nemmeno un mese, nemmeno un giorno (per ovviare a questa "ingiustizia" il governo ha pensato bene di "ammazzare i precari"). Di concorsi in otto anni l’INFN ne ha bandito uno, l’ISS per fisici ha bandito in tutto due o tre posti, il CNR e La Sapienza non si discostano di molto da questo "trend", l’ENEA fondamentalmente ha bandito solo posti per assumere parte dei precari che già aveva da prima del 2000 (ne conosco diversi), insomma le probabilità di essere assunto sono state praticamente quasi nulle, indipendentemente dalle capacità.
Probabilmente se fossi all’estero invece di essere poco più di uno studente avrei un contratto da 40 mila euro all’anno, certamente non a tempo indeterminato, ma in paesi dove quasi tutti i posti sono a tempo determinato e dove comunque i contratti a tempo determinato non sono discriminatori rispetto a quelli a tempo indeterminato.
D’altra parte andare all’estero è ormai una opzione sempre più concreta, viste le prospettive sempre più buie nel nostro paese. Avrei dovuto pensarci prima, probabilmente.

