Nov 07 2008

Buone notizie, la nostra interpretazione e il nostro futuro

Categoria: In English, Editoriale Coordinamento Precari @ 13:31

Finalmente siamo in grado di riportare una notizia positiva, almeno in prospettiva. Il testo dello schema di decreto legge Numero 180, recante disposizioni urgenti su universita’ e ricerca, e’ pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 263 del 10/11/2008. Per la parte che riguarda gli EPR si legge all’Art. 1, comma 9:

All'articolo 74,   comma 1,   lettera c),   del  decreto-legge 25 giugno  2008,  n.  112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto  2008,  n. 133, dopo le parole:
«personale non dirigenziale» sono  inserite  le seguenti: «, ad esclusione di quelle degli enti di
ricerca,».

Niente taglio del 10% delle piante organiche per gli Enti Pubblici di Ricerca. Nessuna "proroga" delle stabilizzazioni, al contrario di quanto previsto in una precedente versione del decreto. Sic stantibus rebus, e’ comunque confermata la limitazione a nuove assunzioni in numero al piu’ pari alle cessazioni in servizio (mentre era in spesa e non in "teste" prima della legge 133/08).

La spesa per TD e’ fissata ad un massimo del 35% della spesa in TD nel 2003 (partendo dal 60% con la Finanziaria 2006, questo limite era divenuto del 40% con quella 2007 e del 35% con la 2008).

Il provvedimento e’ quindi molto positivo, anticipando di 3 anni gli scenari precedenti. Tuttavia, nel caso dell’INFN, che conosciamo da vicino, non si puo’ comunque affermare che la crisi del reclutamento sia risolta, proprio a causa della limitazione in spesa per tempi determinati: tracciamo brevemente lo scenario per come lo capiamo al momento (siamo disposti a correggere la rotta, a fronte di dati nuovi).

Le 78 assunzioni fatte salve dalla 133/08 andranno in porto. Rimangono 275 tempi determinati (108 dei quali stabilizzandi). A inizio 2009, i posti liberi in pianta organica saranno circa 30. Cio’ significa che per tutto il 2009 occorrerebbe tenere 245 tempi determinati, al costo di circa 10 Milioni di Euro. I fondi disponibili per tempi determinati possono essere stimati pero’ al piu’ in circa 7.2 MEuro/anno, corrispondenti a circa 180 unita’. Quindi rimangono a rischio almeno 60 tempi determinati, mentre lo sbocco per nuovi tempi determinati nei prossimi 2 anni appare esiguo: concederne equivarrebbe a cancellarne alcuni fra quelli gia’ presenti.

In questo scenario, che appare comunque critico, nel 2013 gli attuali tempi determinati saranno stati assorbiti ed eventualmente rimpiazzati con nuove unita’. Un eventuale destino nell’Ente per i 350 fra assegnisti e borsisti attuali potra’ avere una chance fra alcuni anni.

Si continua a scontare l’effetto di lungo termine dei blocchi delle assunzioni partiti con il 2002, che ha fatto impennare la precarieta’ nell’Ente (spesa per assegni di ricerca triplicata dal 2002 al 2005). Il normale processo di reclutamento e selezione si e’ inceppato e si e’ creato un accumulo di figure professionali con molti anni di reale anzianita’ di servizio, siano essi TD, stabilizzandi e non, assegnisti esperti, co. co. co., ecc., che sono rimasti appesi alla speranza di un concorso.

Data la situazione, a nostro giudizio la mobilitazione deve continuare: sul fronte esterno, per richiedere reale autonomia finanziaria per gli EPR per risolvere totalmente la crisi; sul fronte interno, per richiedere politiche che favoriscano il turn-over al fine di uscire dalla crisi dei tempi determinati che si profila all’orizzonte nel 2009-2010. La validita’ della nostra petizione rimane, eccezion fatta per la deroga al taglio delle piante organiche per gli EPR, che e’ stata gia’ concessa.

17 risposte a “Buone notizie, la nostra interpretazione e il nostro futuro”

  1. Paolo Valente ha scritto:

    Resta l’incongruenza tra il testo diffuso dal Sole 24 Ore
    http://www.buconero.eu/2008/11/testo-decreto-6-novembre-2008/
    e lo schema di decreto qui riportato (che e` quello che proviene
    da USI RdB). Nel testo dell’articolo infatti non c’e` la norma
    sulle stabilizzazioni fino al 2011. Comunque cambia poco…
    Aspettiamo la Gazzetta Ufficiale.

  2. Anna ha scritto:

    Purtroppo nel testo poi passato il comma 2 non c’e’. Per cui per gli EPR, data la regola della limitazione al turn-over sulle teste e non sul budget, resta immutata. PER DEFINIZIONE, se il turn-over resta sulle teste e non sul budget incrementare la pianta organica non serve a nulla!

  3. Anna ha scritto:

    Sarebbe interessante capire chi e’ che in Consiglio dei Ministri si e’ opposto al comma sul mantenimento in servizio…
    Magari lo schiavista Brunetta.

  4. Paolo Valente ha scritto:

    Mi sa che Tremonti, Brunetta e compagnia cantante erano all’estero…
    Comunque, aspettiamo la Gazzetta Ufficiale, magari ce lo infilano di straforo
    (ma non ci credo…)

  5. Anna ha scritto:

    No, no. Brunetta c’era, eccome! Si sa per certo che in CdM ha difeso i baroni dell’Universita’. Quell’uomo e’ ne’ piu’ ne’ meno che uno schiavista.

  6. Paolo Valente ha scritto:

    Ah, bene… allora erano Tremonti e Sil.Berl. fuori… vabbe’. Allora la vedo male.

  7. Luca ha scritto:

    Rispondo ad anna con un dubbio: la regola del turn over basato sulle test ee non sul budget
    per gli EPR non entra in vigore solo dal 2010? mi sembra di capire così leggendo la 133.

  8. Amedeo ha scritto:

    Ma è davvero una buona notizia?

    Il direttore in persona ha più volte fatto presente che c’è il rischio che l’ente di stia "eneizzando". Il rapporto tra finanziamenti e costo del personale sta peggiorando drammaticamente di anno in anno. Di questo passo l’ente rimmarra senza i fondi per fare ricerca.
    Una riduzione della pianta organica, salvando il finanziamento, penso sia salutare.

  9. Dael Maselli ha scritto:

    Amedeo, l’attuale pianta organica, come il rapporto da te citato, e’ un bluff, si sa.

    Qui si tratta di "legalizzare" la situazione attuale e non di far entrare nuove persone nell’ente. Un’eventuale riduzione della pianta organica non andrebbe fatta eliminando chi lavora bensì eliminando le mele marce, ma qui entra in gioco un discorso complicato e difficile, che i nostri vertici (ente e governo) si guardano bene dall’approfondire!

  10. Paolo Valente ha scritto:

    Caro Amedeo. Provo a fare un ragionamento con te.
    Le spese di personale nel 2008 corrisponderanno al 42% del budget dell’Ente,
    per un confronto più completo, si può guardare questo nostro articolo:
    http://www.buconero.eu/2008/10/che-cosa-non-ha-funzionato/
    dove non compare questa percentuale, ma si intuisce, dal momento che l’ENEA
    ha 90 milioni in meno in bilancio, e 1500 unità di personale in più.
    E questo è un numero.
    Però ci sono delle altre considerazioni, che provo a sintetizzare.
    1. Qual è la giusta percentuale di precari in un Ente sano? Noi siamo a 650 (delle
    varie tipologie, d’accordo, non tutti di lungo corso) su 1800 dipendenti in servizio.
    Il 30% è una percentuale "sana"? Dirai "C’è stato il blocco delle assunzioni"
    E infatti, forse questo è il vero problema… Il precariato non si è accumulato per
    ragioni "strane", se si fosse assunto in maniera consueta, sarebbe stato molto più
    ridotto.
    2. Qual è il numero di persone che servono all’Ente per fare tutte le ricerche che
    intende fare? 1800+650=2450 + la metà di circa 3000 associati. Bastano?
    3. Dici che tra poco l’Ente rimarrà senza fondi per fare ricerca. E infatti è un fatto
    che il bilancio, al netto dell’inflazione, scende costantemente dal 1999. Ma è anche
    vero che contemporaneamente è aumentato da zero, sostanzialmente, a svariati milioni
    di Euro, non ho il dettaglio sotto mano ora, il finanziamento della Commissione Europea
    e delle Regioni. Di questo non se ne tiene mai conto, ma certamente c’è stata una riduzione.
    D’altro canto non è corretto dire che bilancio=personale+ricerca, ci sta una bella fetta
    che si chiama "funzionamento", ovvero il costo delle infrastrutture. Siamo sicuri che questo
    capitolo sia ottimizzato?
    4. Se non si ricambia una frazione significativa delle persone che vanno in pensione,
    l’età media dei dipendenti cresce. Questa è già significativamente cresciuta, proprio a
    causa dei blocchi delle assunzioni in questi ultimi anni (se ti interessano i numeri ci
    sono i documenti del CPO, che non ho sottomano adesso).
    Hai idea se si bloccasse per qualche anno il reclutamento, quale sarebbe l’età media
    nei vari profili? Avresti dei soldi in più, ma siamo sicuri che servono solo dirigenti
    per fare ricerca? E poi. Gli studenti. Tu lo faresti il dottorando e il borsista o
    l’assegnista, sapendo che non verresti assunto PER CERTO nei prossimi x anni?
    Come vedi, la cosa è un po’ più complessa di: si riducono i fondi, riduciamo il personale.
    Bisogna innanzitutto capire perché il contributo dello Stato decresce, capire se
    se ne possono attrarre degli altri, proiettare questo sulle attività dell’Ente e sulle
    sue potenzialità, poi confrontarsi con il capitale umano disponibile e fare un bilancio
    complessivo. O no? Un caro saluto

  11. Amedeo ha scritto:

    Sono convinto che il sistema della ricerca e dell’università sia cronicamente sotto-finanziato.
    Ma mi sono accorto in questi giorni di una cosa che ritengo molto importante. Pur toccando con mano che la realtà del sottofinanziamento è una cosa vera, non avevo, e non ho tutt’ora, una corretta conoscenza, in termini di numeri e dinamiche effettive, della realtà di questo fenomeno.
    E questo è male.

    Come immagino sia accaduto a buona parte dei colleghi, sono rimasto scioccato in questi giorni a ritrovarmi a difendere cose che mi sembravano ovvie, quasi palesi, da un attacco sistematico, da parte dei media, ma NON SOLO, in cui la realtà è stata all’improvviso ribaltata.
    Ebbene devo ammettere che a questi attacchi e alla argomentazioni che sono state portate io non sono preparato a difendere le mie posizioni.

    Personalmente sono associato da 15 anni. Mi sono ritrovato a difendere le mie posizioni discutendo con un collega, questa volta dipendente dell’ente, che lamentava come negli ultimi 20 anni, il numero di dipendenti sia raddoppiato e come ci siano sacche, a suo dire importanti, di improduttività. Il tutto accompagnato con forti dubbi sul futuro degli esperimenti di fisica delle alte energie e quindi sulla opportunità di investire cifre e professionalità importanti per il futuro.
    No ho saputo rispondere adeguatamente alle sue argomentazioni.

    Come non ha saputo rispondere alle argomentazioni dell’ ormai famoso Perotti, che esplicitamente scrive che in realtà l’università italiana, che è l’ente che mi da lo stipendio, sia in realtà sovra finanziata.

    Devo dire che letteralmente queste cose mi hanno tolto il sonno per alcune notti.

    Alla fine, dopo aver letto con attenzione il libro di Perotti, dopo aver fatto tutta una serie di ricerche e comparazioni, ora e solo ora comincio ad avere le idee più chiare su come stanno le cose. Ora so difendermi.

    Ma il punto critico è che questo lavoro di documentazione e riflessione sui numeri veri, sulle dinamiche reali della situazione italiana, e anche sui metodi di argomentazione di certe persone, deve essere fatto da ogni uno di noi. Tutti devono affrontare il problema e capirlo per bene.
    Perotti, il mio collega, e tanti altri, hanno ragione o hanno torto?
    E perché?

  12. Paolo Branchini ha scritto:

    Caro Paolo Valente,
    Purtroppo i finanziamenti provenienti dalla comunita’ europea
    o da fondi esterni in genere,
    sicuramente sono un utile aiuto per l’ente ma al momento sono
    abbastanza meno di quelli che cronicamente perdiamo per puri
    effetti inflattivi.
    Inoltre a parte l’osservazione di cui sopra che ha un carattere
    squisitamente contabile, non e’ affato detto che gli interessi dell’ente siano facilmente sovrapponibili a quelli di altri enti finanziatori, basta guardare qualche bando per grants emessi
    anche recentemente. Sarebbe inoltre opportuno riflettere sulla percentuale di contratti a tempo determinato finanziati attraverso fondi europei che poi pero’ finiscono o finiranno per
    entrare nel conteggio dei contratti a tempo determinato a carico dell’ente.
    Insomma la situazione e’ pericolosamente molto poco chiara e questo potrebbe essere il momento di farlo.

    Saluti Paolo

  13. Paolo Valente ha scritto:

    Ah, caro Paolo, ma che il tutto sia molto poco chiaro e` evidente… e non da un giorno.
    Io volevo solo sottolineare che i calcoli sono meno semplici di quello che potrebbe
    sembrare e che l’argomento che il bilancio diminuisce e` troppo semplicistico.
    Per il resto, d’accordissimo con Amedeo. E` imperativo documentarsi. Avere coscienza di
    come funziona il nostro mondo.

  14. Giovi ha scritto:

    Brunetta ha colpito. Niente proroga. Ci mandano a casa.

  15. Paolo Valente ha scritto:

    Hai visto il testo sulla Gazzetta?

  16. Giovi ha scritto:

    No, non e’ ancora uscita ma cosi’ sembra.
    C’e’ poco da fare, se un governo e’ contro i precari (di ogni genere)…

  17. Giovi ha scritto:

    Confermato. L’unica parte che riguarda gli EPR e’

    9. All’articolo 74, comma 1, lettera c) del decreto legge 25 giugno 2008, n.112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n.133, dopo le parole: «personale non dirigenziale» sono inserite le seguenti: «, ad esclusione di quelle degli enti di ricerca».

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