Nov 08 2008
I ricercatori precari e l’università per sentito dire. Risposta a Francesco Giavazzi
I ricercatori precari e l’università per sentito dire
Risposta a Francesco Giavazzi
ANNA CAROLA FRESCHI E VITTORIO METE*
Tra le tante stravaganze nell’intervento di Francesco Giavazzi intitolato "La fabbrica dei docenti" sul Corriere della Sera del 28 ottobre, la più insostenibile è che la L.133 non abbia rappresentato un blocco di fatto dei concorsi per ricercatore.
Giavazzi sostiene che i concorsi per ricercatore - a suo avviso sovrabbondanti - “assicureranno un posto a vita ad altrettanti dottorandi che lamentano la loro condizione di precari. In tutte le università del mondo ad un certo punto si ottiene un posto a vita, ma ciò avviene solo dopo aver dimostrato ripetutamente di saper conseguire risultati nella ricerca” (corsivo nostro). continua
Fonte: La Stampa


9 November 2008, ore 18:58
Il prof. Giavazzi in una trasmissione televisiva tempo fa aveva fatto una proposta per risolvere un grave problema determinato da insegnanti che non facevano il loro dovere, che sembravano assentarsi per periodi di tempo molto lunghi senza problemi. Sembrava un’affermazione basata sulla conoscenza di un fenomeno molto diffuso a livello nazionale: contattato qualche giorno dopo, affermava che il problema del quale aveva parlato aveva riguardato un paio di studenti che conosceva personalmente. E per un problema che riguarda un paio di persone si propongono provvedimenti generali, senza sapere se e quanto il fenomeno sia rilevante?