Dic 01 2008

I mille volti e colori della ricerca a Piazza Maggiore

Categoria: CNAF Marco Emilio Poleggi @ 14:32

Alle 7:15 del 29/11, la stesura del primo rullo… un tuffo al cuore. Ce l’abbiamo fatta! Un paio di mesi di lavoro ed un’ultima settimana di febbrili attività hanno prodotto un risultato sorprendente: in meno di 3 ore il "Crescentone" di Piazza Maggiore a Bologna è interamente ricoperto dai volti di 1800 ricercatori.

Un colpo d’occhio incredibile: un caleidoscopio di sorrisi e colori sotto il sole timido di questo freddo novembre, con centinaia di persone che, all’inizio un po’ disorientate e titubanti, hanno calpestato spigliatamente le "nostre" facce.

Dal nostro angoletto INFN-CNAF abbiamo visto bimbi felici saltellare di faccia in faccia come fosse un mega "gioco della campana"; abbiamo rassicurato passanti timorosi di rovinare le foto; abbiamo chiacchierato con gli appassionati di scienza; abbiamo discusso con i più curiosi delle nostre attività all’INFN-CNAF ( LHC e Grid).

La piazza vive e si diverte. Si salta tutti insieme per realizzare un piccolo terremoto che i sismografi dell’INGV registrano fedelmente. I più piccoli assistono a bocca aperta alle "fontane di coca cola e mentos", mentre gli adulti seguono interessati le lezioni divulgative. Il freddo intenso è mitigato dal bel sole e… dall’ottimo vin brûlé preparato dai volontari FLC-CGIL, veterani di manifestazioni pubbliche :-). Non si è riusciti ad organizzare un vero e proprio angolo cucina, per fortuna che ci sono le paste di Giulia, il ciambellone di Alessandra ed il panettone di Karen e Cuggio!

Ma la piazza è anche luogo d’incontro e confronto: non sono mancati momenti di ilare imbarazzo, come quando quell’anziana signora si è presentata chiedendomi "vogliamo parlare di queste pericolose onde elettromagnetiche? Ho paura dei telefonini!", benissimo… sembrava facile convincerla che non c’è nulla da temere, ma l’arzilla signora non ha desistito neanche quando, dopo mezz’ora di fervida discussione, ho sfoderato un "signora, si tratta di radiazioni non ionizzanti!". Di solito funziona con i profani ;-). Ben peggio è andata a Luigi che ha dovuto dissertare animosamente per un’ora e mezza con un inamovibile sostenitore dell’inutilità delle misure anti surriscaldamento terrestre, adducendo la motivazione che non ha senso agire sul breve periodo perchè tanto la terrà si "spegnerà solo fra qualche miliardo di anni". Poi c’è stata la mia gaffe, classico frutto d’inesperienza, quando, su richiesta di una mamma per il suo pargolo, mi sono rifiutato di staccare un palloncino dal nostro gazebo; fortuna che mi sono salvato "in corner" ricordando alla signora che c’era un apposito stand che gonfiava e distribuiva palloncini, mentre Daniele mi tacciava di incredibile cattiveria. E che dire del tipo che ci ha chiesto "ma voi ne sapete niente di fisica extraterrestre?"; o del tale farneticante una manovra del Vaticano per abbracciare le tesi del trascendentalismo alieno, che, al mio manifesto scetticismo, se n’è andato borbottando "non mi ’soddisfacete’".

E finalmente si è riusciti a tener lontano una certa politica becera che, invece di aggregare, crea divisioni e tensioni. Non voglio dire che di politica non se ne sia fatta, anzi, abbiamo fortemente rivendicato le responsabilità del presente governo e di quelli passati, nonchè dei nostri dirigenti; ma la cosa più importante è che ci si è presentati con una voce ed un volto unici, seppur frammentati nella miriade di occhi, nasi e bocche che hanno resistito stoicamente alle migliaia di pedate dei passanti ;-). Ne "La Ricerca Calpestata" ha prevalso infatti l’aspetto sociale e comunicativo della politica, quello che è in grado di sensibilizzare e creare consenso al di là delle ideologie.

Insomma, personalmente, ho vissuto un’esperienza che mi ha ricordato che la "piazza" vuole sapere cosa la scienza può fare per lei. Per noi ricercatori, si tratta di un richiamo all’impegno pubblico, perchè non possiamo pretendere di essere ascoltati se prima non forniamo buoni argomenti e facciamo partire dal basso proposte sensate che siano di stimolo ai nostri governanti, spesso, purtroppo, avventati e disattenti, se non addirittura impreparati a gestire un’emergenza, quella della Ricerca Italiana, di proporzioni inaudite. Del resto, la ricerca produce conoscenza, e la conoscenza è il principale strumento dell’educazione, base del progresso di ogni paese democratico. Non si può risparmiare nè sull’una nè sull’altra, altrimenti, parafrasando Derek Bok, si rischia di "comprare" solo ignoranza, che è fin troppo inflazionata di questi tempi. Il futuro? In seno ai lavoratori precari dell’INFN sta partendo un coordinamento nazionale, con l’idea di collaborare con comitati analoghi degli altri enti per produrre linee guida in tema di formazione ed assunzione per la ricerca: una prima bozza di percorso formativo strutturato è già stata stesa e verrà, possibilmente in tempi brevi, completata e proposta ai nostri interlocutori (presidenze degli enti e governo).

Terminata la prima grande avventura, altre sfide sono all’orizzonte: "se ci chiedete ‘come state?’ ‘Pronti al peggio, non c’è male’" (Casino Royale, 1995), ma con molto più ottimismo di prima! Per ora grazie, mille volte grazie agli organizzatori di LRC, in particolare Vittorio Morandi, Mauro Dadina, Enrico Franceschi, Fabio Fuschino e Monia Negusini, a tutti i partecipanti, a Bologna, al Buco Nero, alla FLC-CGIL ed infine ai miei colleghi ed amici dell’INFN-CNAF: Alessandro Cavalli, Claudia Ciocca, Sergio Andreozzi, Elisabetta Ronchieri, Daniele Bonacorsi, Luigi Li Gioi, Lorenzo Rinaldi, Alessandra Marchesi, Anna Karen Calabrese Melcarne, Massimo "Cuggio" Donatelli, Andrea Cristofori, Giuseppe Misurelli, Andrea Ceccanti, Luca Magnoni, Daniele Cesini, Valerio Venturi, Giulia Vita Finzi, Stefano Zani, Luigi Degli Esposti e… tutti gli altri "calpestati" che ora non mi vengono in mente.

^m’e

p.s. Le nostre foto "ufficiali" seguiranno a breve

Il Buco Nero a La Ricerca Calpestata

Il Buco Nero a La Ricerca Calpestata

Una risposta a “I mille volti e colori della ricerca a Piazza Maggiore”

  1. Marco Emilio Poleggi ha scritto:

    Oops, dimenticavo: grazie anche ai volontari della UIL. Chiedo venia!

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