
Il dramma dei precari che, insieme a molti altri lavoratori che credevano di avere un posto garantito, potrebbero restare a casa per colpa della crisi, per Dario Franceschini, segretario del Pd, è una materia che avrebbe tutte le caratteristiche di “necessità e urgenza”. Insomma, il governo che di decreti legge ha fatto largo uso, sarebbe bene che ne facesse uno anche per affrontare l’emergenza disoccupazione.
Franceschini fa la sua proposta: «Dare un assegno mensile di disoccupazione per tutti quelli che perdono il posto di lavoro. Berlusconi – invita il segretario Pd – porti il provvedimento in aula, se vuole presenti pure un decreto legge, visto che ne ha già fatti tanti, e noi lo sosterremo». continua
Fonte: l’Unita
Roma, 27 feb. (Adnkronos Salute) - Circa 30 giovani ricercatori dell’Istituto superiore di sanità (Iss) in protesta contro "la ricerca pubblica sempre più precaria. Una realtà che tocca almeno 700 precari dell’Iss in attesa di risposta e stabilizzazione". E’ la pacifica protesta avvenuta oggi davanti all’Istituto superiore di sanità dove era in corso l’evento ‘Il volo di Pegaso’, premiazione per un concorso organizzato sulle malattie rare. continua
Fonte: IGN
«E così nelle mie tenebre vo fantasticando or sopra questo or sopra quello effetto di natura, né posso, come vorrei, dar qualche quiete al mio inquieto cervello». Ecco ciò che Galilei, ormai cieco, fa scrivere in una lettera ad un amico. Siamo nel gennaio del 1638, e Galilei, dopo la condanna inflittagli dalla chiesa romana, vive agli arresti domiciliari in una casetta ad Arcetri, nei pressi di Firenze. E non riesce a dar quiete a quel suo «inquieto cervello» che lo ha portato alla rovina. Già: la rovina. Non gli sfuggono le ragioni di quest’ultima. Le ha incise in una nota nella sua copia personale del libro - il «Dialogo» - che ha fatto scattare i meccanismi dell’Inquisizione. In quella nota Galilei dice che il sapere sulla natura genera innovazioni. Dice anche che le innovazioni sono sgradite a chi, per conservare il potere, deve rigettare ogni novità: così accade che gli ignoranti, essendo potenti, si ergono a giudici e piegano gli «intelligenti». (di Enrico Bellone, da La Stampa)
Ecco il testo della mozione che riassume quanto emerso durante l’ultima assemblea CGIL tenuta presso i Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN.
La cosa peggiore e` la guerra dei nervi (dall Unita`)
Se questi sono sprechi, di Concita de Gregorio (Unita`)
In questi giorni si discute molto delle procedure di selezione per i giovani ricercatori. Come valutare la qualita`, l’eccellenza e rigettare la mediocrita`? Certo e’ difficile, davvero difficile valutare persone che da anni e anni lavorano con slancio, intelligenza, capacita` e, per la verita`, anche dimostrando una notevole forza di carattere. E’ difficile, non e’ da tutti. Si pone un altro problema: come selezionare chi deve valutare? Per essere primi tra i ricercatori e dirigenti bisogna avere idee e perseguirle con energia, bisogna essere lucidi e obiettivi, bisogna saper coordinare e valutare persone e progetti rinunciando a volte ai propri interessi, magari non guasterebbero onesta` intellettuale e coraggio. E’ difficile, bisognerebbe essere un po’ capitani di ventura. Ecco un’idea: innovare le procedure per avanzamenti di carriera. Solo contratti a tempo determinato. Durata: 3 anni + eventualmente altri 3 anni. Ben pagati ovviamente. Ovviamente bisognerebbe rinunciare al tempo indeterminato, ma sempre lavoratori si rimane, piu’ o meno stessa dignita`, piu’ o meno stessi diritti. Cosi’ selezionati, non sbaglieranno le difficili scelte. Il cerchio si chiude.

“La cosa grave non é che i ricercatori italiani vadano all´estero. Il dramma è che poi non tornano in Italia”. L´onorevole Garavini ha trovato conferma alla sua ipotesi nel corso della sua visita al CERN di Ginevra. Accompagnata da prestigiosi ricercatori italiani, Laura Garavini ha potuto osservare da vicino l´acceleratore Atlas, azionato l’autunno scorso sotto l´attenzione dell´opinione pubblica di tutto il mondo. continua
Fonte: politicamentecorretto.com
Il libro-inchiesta di davide carlucci e antonio castaldo
Un viaggio tra truffe, favori e abusi di potere: i meccanismi perversi delle fabbriche di cultura italiane
MILANO – Sconcertante, devastante o umiliante? E’ difficile trovare gli aggettivi giusti per descrivere al meglio lo stato dell’università italiana dopo aver letto Un Paese di Baroni, il libro appena uscito di Davide Carlucci e Antonio Castaldo su «truffe, favori, abusi di potere. Logge segrete e criminalità organizzata. Come funziona l’università italiana» (editore Chiarelettere). Non un romanzo, purtroppo. Ma una lunga, dettagliata e approfondita inchiesta con nomi, cognomi, date, pochissime opinioni e tanti fatti.
continua
Fonte: Corriere della Sera
Un’altra storia di precariato: il gioco dell’oca del precario.
Pagina successiva »