Feb 11 2009
Il Processo di Bologna e le proteste delle università: il caso francese
Sarkozy, il verme nella mela "CNRS", il Centro nazionale della ricerca scientifica (Illustrazione: Philippe Struck)
Alla fine del 2008 le università italiane, spagnole e greche hanno manifestato il loro malcontento. Nel 2009 tocca alla Francia, dove da qualche settimana il mondo della formazione è in rivolta. Un professore universitario spiega le ragioni della mobilizzazione.
FOCUS
Traduzione: Tiziana De Pasquale.
«Il 2 febbraio, l’università e la ricerca si sono fermate»: gli insegnanti e i ricercatori, di destra e di sinistra, sono in sciopero, gli studenti li seguono, gli impiegati amministrativi anche, e i laboratori di ricerca si dichiarano in lutto. Il Governo francese vuole sconvolgere lo statuto degli insegnanti-ricercatori: una riforma che è la conseguenza della “legge relativa alla libertà e la responsabilità delle università” (Lru): votata e applicata nel 2008 in modo forzato, e che ha fornito un potere enorme ai presidi di facoltà a spese delle autorità collettive. Questi ultimi avranno la facoltà di aumentare o diminuire il numero di ore dei corsi dei “professori di facoltà”. Gli oppositori denunciano il rischio decisioni imposte dall’alto e di una limitazione dell’autonomia intellettuale. Malgrado il nome, la legge ha incrementato il potere dello Stato per un nuovo metodo di finanziamento tutto a vantaggio delle imprese. continua
Fonte: cafebabel.com

