Mar 05 2009
Senso di responsabilita`
Ho molto riflettuto su quanto successo ieri a Frascati, durante, ma soprattutto prima della visita del Ministro Gelmini.
Chiaramente, stante la situazione delicatissima dei nostri precari era naturale aspettarsi, da parte di chiunque, una qualche forma di protesta o, se preferiamo, di pressione, che sottolineasse la presenza fisica e reale di persone che lavorano nel nostro Ente, con un problema molto serio. Una pressione che avevamo anche ipotizzato, in una forma di estrema civilta` e correttezza, che servisse per l’appunto a dare visibilita` a coloro che, altrimenti, restano numeri in tabelle piu` o meno dettagliate, senza l’impatto dei volti, e di tutto quello che da quei volti si intuisce chiaramente: passione per il proprio lavoro, impegno, dedizione, sacrificio, da una parte, mutui, rette di asili nido, bollette e difficolta` della vita di tutti i giorni dall’altra, vissuti nell’incertezza e -perche’ negarlo- nella paura che la fine imminente di un contratto porta con se’.
Questa pressione o forma di visibilita` non c’e` stata, perche’ in vari modi, piu` o meno brutali, piu` o meno diretti, ci e` stato fatto capire che la Dirigenza del nostro Ente non riteneva utile che ci fossero iniziative diverse o dissonanti da quelle istituzionali.
Personalmente ho sofferto, nel sostenere l’opportunita` di aderire a questa richiesta, perche’ l’ho fatto di fronte a quei volti, che sono, in parte, i compagni della mia vita lavorativa, in qualche caso anche da molti anni. E l’ho fatto nonostante avessi sostenuto la necessita` di non lasciar dimenticare il problema del precariato, anche con forme di protesta, fino a un minuto prima, e anche in modo molto "convinto" (aggressivo, d’accordo Barbara, spero queste valgano come scuse pubbliche).
Ma soprattutto quello che mi fa pensare, da ieri pomeriggio, e` la constatazione del fatto che fare appello al senso di responsabilita` degli altri, implica un impegno della propria responsabilita`.
E questo, se si vuole mantenere coerenza ed onore personale, vuol dire anche che quando si sostiene che una strada e` sbagliata o non opportuna, ci si carica dell’onere di indicarne un’altra, e di percorrerla con impegno.
Spero di non essere l’unico, a sentire su di se’ tale peso.


5 March 2009, ore 11:22
Ho letto con incredulita’ le notizie da Frascati…Ho pensato piu’ o meno le stesse cose che leggo in questo editoriale: non e’ stati giusto quel che vi hanno chiesto (roba da Cina non da "scienziati" italiani), ma lo scontro sarebbe diretto (e interno) sarebbe stato poco responsabile e probabilmente poco utile.
Vi siamo vicini e vi ringraziamo (sempre!) da precari INFN …lontani da Frascati!
Teneteci informati! Chiara
5 March 2009, ore 13:37
Piu’ che incredula… sono scioccata della situazione che avete vissuto
a Frascati! Il clima in Italia e’ sempre piu’ brutto! Vi confesso che ho
paura del buio, che piano piano ci sta avvolgendo. Ma piu’ di tutto ho
paura dell’indifferenza delle persone che non vogliono assumersi la
responsabilita’ del proprio ruolo nella societa’ e continuano a
rispondermi: e noi che possiamo fare?
Ma qual era lo scopo ieri a Frascati, non far vedere allla Ministra
che nei laboratori oltre ai fisici ci sono dei cittadini attivi, che
si preoccupano del futuro? Non credo che sia una qualche cosa di cui
vergognarsi e non credo che i precari dell’INFN avrebbero potuto turbare
la visita, forse avrebbero potuto arricchirla di contenuti, dando una
smossa a questa situazione di stallo, che stanno vivendo sulla loro pelle.
Capisco che la decisione e’ stata sofferta, ma avete mostrato un
comportamento molto responsabile! Speriamo che l’ente fara’ in modo di
meritarselo nel prossimo futuro!
Grazie di tutto quel che fate… per tutti i precari e forse anche per
l’ente.
Camilla
6 March 2009, ore 16:42
[...] senso di responsabilità i precari hanno deciso di non contestare la Gelmini, ma pretendono ora un incontro con il [...]