Mar 04 2009
Un commento sull’R5 da alcuni rappresentanti dei ricercatori
Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera dalle rappresentanti dei ricercatori di Napoli, Gargano e Masullo, a proposito della delibera per i "bandi di selezioni e giudizi di idoneitM-`" (l’R5 di cui si era parlato).
Coordinamento Precari INFN
Cari colleghi,
nel Consiglio Direttivo del 27 febbraio e` stato deliberato il Bando per le Procedure selettive per giudizi di idoneita` da ricercatore e tecnologo III livello, con un voto contrario (Luciano Di Fiore) e 4 astenuti.
Si tratta di 5 distinti bandi, 2 per ricercatori (fisica sperimentale e fisica teorica) e 3 per tecnologi (meccanica e impiantistica, elettronica e informatica, tecnologie degli acceleratori). Per ciascuna selezione, ci saranno due prove scritte, su temi chiaramente specificati nei bandi. La prima prova, uguale per tutti i candidati, consistera` nello sviluppo di alcuni argomenti attinenti ai singoli bandi; la seconda prova consistera` nello sviluppo di uno o piu` temi "a scelta del candidato" tra quelli che saranno proposti dalla Commissione esaminatrice. Possono partecipare le persone che non abbiano stipulato contratti di lavoro subordinato a tempo determinato con l’INFN. I requisiti per la partecipazione sono, per i ricercatori il dottorato di ricerca o attivita` di ricerca post-laurea di almeno 36 mesi; per i tecnologi 24 mesi di esperienza professionale post-laurea o dottorato di ricerca. Le selezioni verranno effettuate nelle seguenti sedi di esame: Torino, Padova, Firenze, Roma, Bari, Catania, Cagliari. Supera la selezione chi ottiene valutazione positiva in entrambe le prove e non vi e` alcun limite al numero di idonei. L’idoneita` fornisce l’abilitazione per l;accesso ai contratti di lavoro a tempo determinato (art. 23) per ricercatori e tecnologi.
L’introduzione di queste selezioni consentira` un controllo sull~Raccesso a tutte le tipologie di art. 23 sia su fondi interni, che esterni e rappresentera` uno strumento per impedire il riformarsi di un precariato diffuso di persone che non sono passate per una selezione a carattere nazionale.
Rispetto a queste selezioni, l’assemblea dei rappresentanti dei ricercatori, a nome anche della maggioranza della comunita`, ha espresso parere sfavorevole, non solo tramite il rappresentante nazionale, ma anche direttamente ai Direttori e nell’incontro col membro di Giunta G. Fortuna durante l’assemblea nazionale del 20.02.09. Molte sono state le motivazioni addotte, fra le quali il fatto che questo tipo di selezione prevede solo un’abilitazione e non la certezza di avere un contratto, se pur a tempo determinato. Quelli fra gli idonei, che poi otterranno un art.23, dovranno comunque partecipare ad ulteriori concorsi prima di poter ottenere una posizione stabile. Fra l’altro, questo tipo di bando non contenendo ne’ il numero di posti a concorso, ne’i criteri di selezione, ne’ prevedendo una graduatoria, va contro quelli che sono i principi di Trasparenza, Selezione e Valutazione definiti dalla Carta Europea dei Ricercatori. Tale selezione, inoltre, basata solo su parametri culturali di base, si porrebbe a valle delle altre a cui i "giovani" ricercatori dell’INFN sono gia` sottoposti (concorsi per PhD, per borse di studio, per assegni di ricerca….).
A nostro avviso non c’e` stata la reale possibilita` di vagliare altre soluzioni riguardanti le assegnazioni degli articoli 23, soluzioni che avrebbero potuto essere eticamente piu` corrette nei confronti di chi oggi lavora da precario nell’ente, e anche piu` idonee per lo sviluppo dell’ente stesso.
Cordiali saluti
Angela e Iaia


4 March 2009, ore 19:31
Tutto corretto, tranne una frase, che forse non e` delle mie colleghe:
"…e rappresentera` uno strumento per impedire il riformarsi di un precariato diffuso di persone che non sono passate per una selezione a carattere nazionale."
Mi dispiace, ma a me pare che la semplice introduzione di una selezione non impedisce proprio un bel niente; e` semmai l’indicare un numero massimo di contratti da erogare durante l’anno, che impedisce la crescita del numero di precari. Se si sceglie, come dirigenza dell’Ente, di erogare 100 contratti, il fatto di aver selezionato questi 100 in modo da assicurarsi che siano i 100 "migliori" disponibili, non toglie che se 100 sono troppi sono troppi. Inoltre, se l’intenzione e`, come sembra, di selezionarne di piu`, ci saranno in questo modo 100+x speranzosi… di cui x NON avranno un contratto.