Apr 02 2009

Incontro del Presidente Petronzio con i precari

Categoria: In English, Editoriale Coordinamento Precari @ 10:28

Il Presidente, prof. Roberto Petronzio, accompagnato dal prof. Benedetto D’Ettorre Piazzoli e dal dott. Glauco Deleo, e insieme al direttore dei LNF, prof. Mario Calvetti, ha preso posto davanti a circa 200 persone tra precari e strutturati. Degna di nota la presenza di due nutrite delegazioni dai LNGS (circa 15 persone) e dalla sezione di Napoli (una decina).

Dopo il benvenuto da parte del direttore Calvetti, il Presidente Petronzio ha chiesto di poter presentare le medesime slides mostrate durante l’ultimo CD, considerandole una buona base di partenza per l’incontro (il materiale è stato già pubblicato sul nostro sito: slides e nota). Il Presidente ha poi proseguito rispondendo in dettaglio alle domande poste in precedenza dal Coordinamento, nonché ad alcune domande aggiuntive formulate dall’assemblea. Seguono le minute dell’incontro.

L’incontro è stato un istruttivo momento di incontro con il Presidente, che ringraziamo nuovamente. Nonostante la disponibilità formale a incontrarci e a parlare, si conferma un atteggiamento poco trasparente dell’ente nell’affrontare il dramma del gran numero di colleghi precari che si sono accumulati negli ultimi 8 anni, sia a causa del blocco delle assunzioni che di una spregiudicata politica del personale nell’INFN. Al di là delle scarse assicurazioni formali, vediamo confermata la volontà di cancellare quasi del tutto una generazione di lavoratori, e questo al di là di ogni giudizio di merito sul contributo che essi hanno dato al buon funzionamento dell’ente e al raggiungimento degli obiettivi scientifici dell’INFN.

Una nota positiva a conclusione della giornata: le delegazioni dai LNGS e da Napoli, costituite prevalentemente da "assegnisti cofinanziati" (quelli di cui, secondo le parole del Presidente, "deve occuparsi l’università"), hanno deciso durante una riunione nel pomeriggio, di dare vita, all’interno del Coordinamento Precari, a un "gruppo di lavoro" dedicato alla situazione degli assegnisti che a vario titolo contribuiscono alle attività dell’INFN.


Incontro del Presidente dell’INFN con i precari

Frascati 1 Aprile 2008

Il Presidente, Prof. Roberto Petronzio, ha risposto alle domande che gli sono state poste dal Coordinamento Precari INFN durante il Consiglio Direttivo del 27 marzo scorso, e ha dato spazio ad un dibattito che ha toccato principalmente la questione delle idoneità R5 e del futuro degli assegnisti di ricerca. Ecco le minute dell’incontro (per la prima parte abbiamo riportato le domande originali):

1. Riguardo la documentazione inviata all’inizio della settimana al Ministero Funzione Pubblica, vorremmo sapere se:

a) L’Ente ha finalmente considerato come vincolante il diritto all’assunzione per tutti gli stabilizzandi (compresi quelli che non erano in servizio, la famosa lista 3)?

R: Mi sono impegnato a tutelare tutti gli stabilizzandi che fanno parte della lista 1 e 2, indipendentemente dai vincoli imposti dal governo, ossia la scadenza del processo di stabilizzazione al 31 dicembre 2009. Dopo questa data tutti gli stabilizzandi avranno diritto al 40% dei posti messi a concorso, fino al 2011. Anche quelli della lista 3 potranno ovviamente concorrere come gli altri, ed avranno una quota riservata nei concorsi. Dal 2010 si passerà dunque da un regime di stabilizzazione a un regime di concorsi. Le deroghe che sono state chieste non sono deroghe per le stabilizzazioni, ma deroghe che riguardano la possibilità di tenere sui fondi ordinari le persone stabilizzabili.

D (Pino Carinci): E gli altri? Cosa facciamo con quelli che hanno una rapporto di lavoro con l’INFN ma non un contratto TD (cioè quelli della lista 3, N.d.R.)?

R: Tutte le persone dovrebbero avere l’opportunità di fare concorsi in cui si viene selezionati su criteri di meritocrazia, mentre invece le stabilizzazioni vanno nella direzione opposta. Se non ci fossero state le stabilizzazioni ci sarebbero stati 100 posti a concorso, invece in questo modo vengono bloccate le pari opportunità. Non posso garantire per tutti; mi impegno per coloro che sono finiti nelle liste di stabilizzazione (solo di tabella 1 e 2, N.d.R.) e non per gli altri. L’unica classe da proteggere sono gli stabilizzandi, ossia gli unici con un vero contratto di lavoro con l’ente (di nuovo solo di tabella 1 e 2, N.d.R.), al di là delle limitazioni governative. Per gli altri (quelli in tabella 3, N.d.R.) non è possibile, non ci sono i fondi.

b) L’ente ha tenuto conto degli ”stabilizzandi 2008” (lavoratori ”in servizio alla data del 1 gennaio 2008 che consegua il requisito dei tre anni di anzianità di servizio in virtù di un contratto stipulato anteriormente alla data del 28 settembre 2007”?

c) Quanti sono gli stabilizzandi 2008?

R: Nella comunicazione a Brunetta abbiamo ampliato la lista dell’insieme degli stabilizzandi includendo anche la finanziaria 2008. In totale si tratta di 11 persone: 5 ricercatori, 3 tecnologi, 1 CTER, 1 operatore tecnico e 1 collaboratore di amministrazione.

d) Qual è il numero di lavoratori assumibili pescando dalle graduatorie attive dei concorsi già effettuate? (l’ENEA è in grado di assumere un precario INFN attraverso l’idoneità di un concorso effettuato nel 2005…)

R: Non possiamo assumere pescando dalle idoneità perché non abbiamo posti per assumere: vogliamo fare nuovi concorsi e non assumere gli idonei. L’idoneità nei concorsi non è sempre difendibile. Forse la situazione è più facile per gli amministrativi, ma per i ricercatori non va bene pescare nelle liste di idoneità.

2. Perché non vengono rese pubbliche le graduatorie di coloro che attualmente sono stabilizzabili, avendo espunto quanti hanno ottenuto o per i quali è stata richiesta l’assunzione? Questa informazione è fondamentale per i diretti interessati, che devono conoscere quale sia la loro reale probabilità di assunzione con un congruo preavviso.

R: Le graduatorie verranno rese pubbliche. Finora non è stato possibile perché sono ancora in corso i concorsi per i tecnici. Quando saranno chiuse le graduatorie per questi concorsi ci saranno delle liste definitive che potranno essere pubblicate.

3. TD in scadenza: come state agendo per stabilire le priorità?

R: Non abbiamo ancora una risposta a questa domanda. Cercheremo però di dare indicazioni in merito entro il mese di aprile, soprattutto in vista di una situazione in cui verranno suggeriti altri canali di sbocco prima della fine dei contratti a TD. Tutti i contratti TD in scadenza sono stati “allineati” in modo da scadere a luglio 2009. Il problema di stilare le liste è aggravato dal fatto che pochi direttori hanno dato indicazioni di priorità, mettendo tutti sullo stesso piano, e questa è una difficoltà oggettiva. Spero che le soluzioni che stiamo escogitando permetteranno alle persone di lavorare fino al momento in cui si riapriranno i concorsi.

4. L’assegno di ricerca, che tecnicamente è un contratto per personale in formazione, è stato usato per pagare personale di elevata professionalità tecnico-scientifica o amministrativa per svolgere mansioni da personale dipendente. Quali prospettive ci sono per questi colleghi?

R: Lasciamo perdere le patologie, ossia gli assegnisti di 37-38 anni. Per questi faremo un’indagine per vedere quanti sono. Il problema è capire a che punto effettuare una selezione. Tagliare direttamente alla fine del dottorato vorrebbe dire tagliare un dottorando su cinque. Non credo infatti che l’università garantisca un livello di preparazione sufficiente ai dottorati, dato che il dottorato sta diventando come l’antica tesi di laurea. È necessario tagliare invece dopo/durante l’assegno. L’unico modo per superare la situazione presente sono i concorsi: pensiamo al fatto che gli assegnisti INFN sono 100 + 300 cofinanziati. L’INFN non può farsi carico degli assegni universitari (e quindi di quelli cofinanziati, N.d.R.). Il discorso è che i ricercatori INFN sono 600, quelli universitari sono 3000. La forza dell’ente sono 3600 persone e il vero sbocco degli assegni è l’università; è illusorio immaginare che lo sbocco possa essere l’ente. L’università’ eroga gli assegni e poi deve farsi garante dell’eventuale assunzione: non è l’INFN a dover risolvere il problema.

5. Qual è la posizione dell’INFN riguardo l’utilizzo del pensionamento anticipato (65 anni o 40 anni di contributi), reso possibile dalla legge 133/08?

R: Pensionamento anticipato: oramai e’ rigoroso ai 65 anni (a domanda il Presidente conferma che quest’anno è stato attuato il pensionamento a 66 anni, perché comunque le risorse liberate a 65 non sarebbero state utilizzabiie causa limiti imposti dalla legge, N.d.R.). Sui 40 anni di contributi ancora non abbiamo deciso. Ci potremo ripensare ma bisogna prima definire la dimensione del fenomeno, e se serve si farà.

6. Perché, a differenza degli altri enti, non ci sono ancora miglioramenti del panorama legislativo per l’INFN? Né una deroga per le assunzioni (a dicembre il Presidente all’assemblea dei rappresentanti del personale aveva dato quasi per scontato la cosa), né una deroga al tetto di spesa per i TD su fondi ordinari, né infine l’allargamento della dotazione organica o il raggiungimento di una autonomia finanziaria per quanto concerne le spese del personale (fino ad una certa frazione del bilancio), come tra l’altro richiesto al tavolo Funzione Pubblica - Enti nello scorso novembre.

R: Abbiamo agito finora come comitato di settore. Alcuni enti hanno avuto facilitazione grazie al turnover, cosa che per noi non è possibile. L’unica cosa su cui possiamo puntare è quella della pianta organica, su cui si possono poi fare progetti di assorbimento più efficienti. Ci sembra invece molto più difficile ottenere deroghe ai limiti per la spesa dei TD su fondi ordinari (35% della spesa per TD del 2003, N.d.R.).

7. Quando verranno banditi i 37 posti ”Mussi”?

R: Verranno banditi nel 2009, mentre le assunzioni saranno fatte nel 2010.

Domande e risposte in ordine sparso sulle selezioni di idoneità R5:

D: Che periodicità avranno gli R5? Chi non passa la selzione può ritentare la volta successiva?

R: La logica delle idoneità è semplice: i TD possono essere assegnati o su selezione (art. 36) o a chiamata diretta vagliata dalla giunta (art. 23). Negli ultimi anni gli art. 23 sono stati dati sempre più spesso su fondi esterni vincolati, ma una volta assegnato ogni art. 23 è uguale all’altro. Vorremmo che a regime ci fosse un sistema in cui il controllo di qualità venisse fatto a monte. L’unico momento in cui è possibile fare una prova di cultura generale, è subito dopo il dottorato all’inizio di un assegno di ricerca. Il bacino di TD da cui attingere diventa così fatto da persone tutte uguali, non e’ più arbitrario ma vincolato ai posti che si possono bandire. Questo sistema ovviamente funziona se viene garantita la periodicità delle selezioni. Pensiamo che si svolgeranno una volta l’anno. Il sistema poi si autoregola: la selezione si può fare quante volte si vuole, ma se non si vince non c’è la possibilità di avere accesso ad un TD. Il programma del concorso e’ noto a priori e si tratta di argomenti di cultura generale. E’ una sorta di scrematura per evitare corsie preferenziali. Chi ha già avuto un contratto a TD nell’INFN non deve fare la selezione R5.

D: Quanti sono i posti?

R: Non possiamo quantificarlo, altrimenti sarebbe necessario fare una graduatoria. E fare una graduatoria determinerebbe poi un ordine di chiamata sul TD e questo ingesserebbe l’Ente (i fondi esterni per gli art.23 sono quasi sempre vincolati a una linea di ricerca o a un esperimento, N.d.R.). L’alternativa è fare gli assegni su base nazionale 2 volte l’anno, ma questo ingesserebbe gli assegni: chi si dottora a marzo dovrebbe aspettare ottobre per iniziare l’assegno (quindi gli assegni saranno ancora dati senza un controllo centralizzato, N.d.R.).

D: E` ben possibile che si presentino 500 candidati?

R: Se sono tutti preparati, tutti passeranno la selezione. Darò inidcazioni in merito anche alle commissioni.

D: Gli idonei al “concorsone” (ricercatore o teconolo) devono fare l’R5?

R: Si, dato che il concorsone non aveva liste di idoneità.

D: Perchè non si è scelto di non valutare pubblicazioni e curriculum?

R: Per evitare di fare una selezione in base a quello che le persone hanno già fatto (o al gruppo o esperimento con cui hanno collaborato in precedenza); la selezione per solo esame su argomenti di cultura generale mette tutti sullo stesso piano.

Altri interventi:

D: (Matthew Moulson): Condivido l’importanza di avere delle selezioni per mirare all’eccellenza. Il processo di stabilizzazione ad un primo sguardo sembra cozzare con questa logica perché sembra prescindere dal merito. E’ difficile da mandare giù anche per noi ricercatori. L’ente però dimostra troppa fiducia nelle istituzioni per quanto riguarda le procedure di selezione. L’ente assume che, chi avuto un contratto a TD, sia più bravo degli altri: invece sappiamo che l’avere avuto un contratto piuttosto che un altro è un fatto completamente casuale. Stesso discorso vale per i concorsi: molto spesso i candidati bravi sono più di uno e, tra I molti bravi, il vincitore è quasi casuale. Il fatto è che ad un certo punto si concorre dopo 10 anni di attività di ricerca. Questa osservazione lega insieme il discorso della lista 3, i contratti atipici, il rifiuto di ripescare le idoneità dei concorsi e l’R5. Sono assolutamente convinto che se l’R5 diventa un obbligo per chi non ha ancora avuto un TD, anche per chi magari sta qui con altre forme di contratto da diversi anni, questi si troveranno in svantaggio in un esame di cultura generale rispetto a chi ha appena finito il dottorato. Apprezzo il tentativo di cercare di arginare una situazione obbiettivamente difficile, ma queste cose vanno considerate criticamente. La stabilizzazione e’ stata una opportunità per recuperare una generazione di persone che non ha mai avuto la possibilità di partecipare ad un concorso.

R: Non si può impostare un ragionamento sulle patologie. Se voglio garanzie future per persone di uguale valore discriminate male, devo fare l’R5. I bandi vanno fatti in modo nazionale, e così sarà anche per i 37 posti da ricercatore che verranno banditi nel 2010 (ma non era il 2009? N.d.R.). L’R5 potrebbe essere usata come punteggio nei futuri concorsi.

D (LNGS): Gli assegnisti si trovano schiacciati su un concorso di idoneità in cui non si tiene conto dei titoli. Non ci appare chiaro il motivo per istituire l’R5: perché non bandire direttamente concorsi per dare TD?

R: Perché non sappiamo a priori quanti fondi avremo. E’ necessario avere una lista pronta

da cui attingere ogni volta che i progetti esterni forniscono fondi e posti.

Paolo Valente: C’è un sistema reale ed uno virtuoso. In quello reale le patologie sono tante e complicate ma le pagano sempre i più deboli … (applausi, N.d.R.)

D: Sono una dei 41 vincitori del concorsone. È necessario aspettare il parere della Corte dei Conti per assumerci? Sappiamo che altri enti hanno assunto anche prima del parere della Corte dei Conti.

R: E’ necessario aspettare il DPCM. Gli altri enti hanno avuto il DPCM molto prima di noi, per questo hanno potuto assumere prima. Dal punto di vista degli interessati questo però non cambia molto, si tratta ormai di una questione di giorni.

D: I 78 che verranno assunti nel 2009 comprendono due categorie: alcuni (41) vengono assunti tramite art. 5 del CCNL, e queste autorizzazioni devono arrivare entro il 30 giugno; per gli altri (gli stabilizzandi) l’autorizzazione ad assumere deve arrivare entro il 31 marzo. Quale data farà fede per “l’autorizzazione ad assumere”, quella della firma del Ministro della FP, quella della Firma del Ministro del Tesoro o la firma della Corte dei Conti?

R (Glauco Deleo): Il DPCM vale per tutti (di fatto non risponde, N.d.R.).

D: Riguardo all’utilizzo improprio dell’assegno di ricerca, il timore è che questa stretta sui TD si risolva con una nuova esplosione di forme contrattuali atipiche, per far fronte ai progetti che devono comunque andare avanti. Come pensate di gestire la cosa?

R: Gli AdR erogati direttamente dall’INFN sono controllati, e sono circa 100. Gli altri rispondono ad una politica delle università. Per quanto riguarda il loro uso improprio, l’ente sta cercando di ridurre le carriere lunghe… L’unico modo improprio di usare gli AdR è quello di darli a persone non più giovanissime. Quello che non bisogna fare (e che non farò) è di dare AdR dopo il TD, almeno non per la ricerca. Per quanto riguarda i Co.co.co., sono 90 di cui su 80 su fondi vincolati. Normalmente vorrei portare i Co.co.co. a TD. Poi ci sono i contratti Vip…

D: Non è improprio usare un contratto di formazione come l’AdR per fare attività analoga a quella che fa uno strutturato?

R: L’AdR non è un contratto di formazione, ma di collaborazione.

D: Ma gran parte dell’attività di ricerca è portata avanti dagli assegnisti, come ai Laboratori del Gran Sasso.

R: La differenza tra assegni e contratti è che con il contratto mi sento una responsabilità. Con l’AdR no. Da oggi in poi per portare avanti un esperimento non basterà ottenere i soldi, sarà anche necessario dimostrare di avere già le persone per farlo. Chi non ha persone per fare esperimenti non li farà. Faremo una regola che li vieterà….

D: Il problema vero si pone per quegli AdR che adesso sono in questa situazione.

R: Il problema lo deve risolvere l’università. Noi diamo al massimo quattro anni di AdR dopo il dottorato, se poi l’università ritiene di prolungare per altri quattro diventa un suo problema. Risolveremo il problema vietando in futuro di cofinanziare un AdR per più di quattro anni complessivi.

D: Perché allora l’R5?

R: Se ora arriva un neodottorato e viene assunto prima di voi che avete un AdR, non vi sentite sorpassati? Allora meglio una selezione di idoneità che metta tutti sullo stesso blocco di partenza, e poi per un TD verrà valutato il curriculum.

D: A proposito dell’idoneità. Lei ha detto che è un momento di rottura rispetto a procedure non corrette. E che l’R5 non sarà punitivo ma selettivo. Questo presuppone che tra gli art. 23 ci siano persone “non degne” di avere un TD. Ma chi li ha selezionati? Chi è responsabile di queste scelte?

(il Direttore dei LNF, M. Calvetti chiede di rispondere a questa domanda, N.d.R.)

R (M.Calvetti): Quando si chiede un art. 23 non c’è un confronto con altre persone. Arriva il responsabile di un esperimento e chiede una posizione. Ciò che fa il direttore è far passare le richieste. Quando però voi firmate un contratto per un art. 23, firmate un accordo per un contratto a termine. Questo vuol dire che il rinnovo è possibile fino a che ci sono i soldi. I vostri interventi sono demagogici. Dovete dare indicazioni per dare una soluzione a questa situazione. La pianta organica è satura. L’ente è saturo. Non è vero che ci sono persone “non degne” di avere un contratto a TD. Il confronto va fatto quando c’è un numero finito di posti, ed allora c’è chi è “degno“ e chi è “più degno”. E comunque gli esperimenti li fanno gli strutturati. Infine, vorrei aggiungere un commento riguardo alle persone che devono andare in pensione ma non hanno un numero di anni di contributi sufficiente. Se mandiamo a casa queste persone, si ritrovano in miseria. Io darei dei contratti per queste persone per fare in modo che arrivino ad un numero di anni di contributi sufficiente.

3 risposte a “Incontro del Presidente Petronzio con i precari”

  1. carla sbarra ha scritto:

    Circa la ventilata possibilita’ di usare gli R5 come punteggio nei futuri concorsi, vorrei chiedere al presidente Petronzio una risposta ad alcune semplici domande:

    1) perche’ valutare 2 volte la parte scolastica, che si ripete pari pari anche nei concorsi a tempo indeterminato?
    2) perche’ discriminare a priori in senso negativo quelle persone che, avendo gia’ avuto un TD, NON DEVONO fare gli R5 e di conseguenza non avrebbero modo di ottenere i punti in piu’?
    3) e’ stata fatta una valutazione del numero di ricorsi che l’INFN dovrebbe affrontare, e delle argomentazioni di difesa, se tale supervalutazione degli R5 venisse esplicitata nei bandi dei futuri concorsi?

    E a questo punto, se davvero si crede che le idoneita’ per i futuri TD siano strumento di equita’ e di garanzia per l’ente, tanto da usarle nei concorsi futuri, perche’ non estenderle anche agli altri livelli di progressione di carriera? Valgono anche qui le stesse storture che ci sono all’entrata, quindi per coerenza sarebbero necessarie. Per diventare primo ricercatore, una idoneita’; per dirigente di ricerca, altra idoneita’ che includa competenze specifiche di managment, valutate da professori del campo; per la presidenza, idonita’ ancor piu’ selettiva, dove alle competenze in materia di managment si aggiungono un minimo di competenze legislative e di tecniche di fund-raising.
    Giusto per garantire il livello di competenze necessario.
    Giusto per non usare due pesi e due misure.

  2. Gianluigi Filippelli ha scritto:

    Ho divulgato la notizia sulle pagine di Science Backstage, blog scientifico.
    Potete consultare l’articolo all’indirizzo:

    http://sciencebackstage.blogosfere.it/2009/04/idoneita-alla-speranza.html

  3. Antonio ha scritto:

    Scusate ma io sono esterrefatto dall’ultima riposta…. che riporto qui.

    "(…).I vostri interventi sono demagogici. Dovete dare indicazioni per dare una soluzione a questa situazione. La pianta organica è satura. L’ente è saturo. (…). E comunque gli esperimenti li fanno gli strutturati. Infine, vorrei aggiungere un commento riguardo alle persone che devono andare in pensione ma non hanno un numero di anni di contributi sufficiente. Se mandiamo a casa queste persone, si ritrovano in miseria. Io darei dei contratti per queste persone per fare in modo che arrivino ad un numero di anni di contributi sufficiente."
    Spero di sbagliare ma penso non ci sia possibilita` di interazione con un management di questi tipo.
    Per tornare ai commenti precedenti, sarei molto curioso anche io di sapere quanti progetti da milioni di euro, il management dell’INFN, e` stato capace di vedersi approvare esterni.

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