Apr 21 2009

L’R5 visto da chi dovrebbe subirlo: la protesta dei ricercatori precari

Categoria: Torino Tag , Chiara Oppedisano @ 11:20

I sottoscritti ricercatori precari esprimono il proprio profondo disappunto per il bando

"Procedura selettiva per soli esami finalizzata alla formulazione di idoneità che costituiscono titolo per eventuale costituzione di rapporti di lavoro subordinato con contratto a tempo determinato di personale ricercatore di III livello".

Esponiamo di seguito le ragioni della nostra contrarieta’:

1. L’utilita’ per un candidato di sottoporsi ad un periodo di studio per il superamento di detto concorso risulta molto dubbia, in quanto, in caso di esito positivo, si e’ semplicemente inseriti in una lista di idonei (senza alcuna graduatoria) che potranno in un futuro forse accedere a contratti di nuovo a Tempo Determinato, in numero presumibilmente molto più limitato rispetto a quello degli idonei. Ci risulta, inoltre, che, sommando Tempo Indetermibarnato e Determinato, oggi l’ente superi gia’ di 260 unita’ la pianta organica. Ci chiediamo, a questo proposito, perchè aggiungere altre persone a questo calderone e, nel caso, quando e quanti di questi contratti saranno disponibili.

2. Tale procedura minaccia di riproporre in futuro il problema di trovarsi con un consistente numero di ricercatori e tecnici precari che magari potrebbero usufruire di future sanatorie o concorsi riservati, giustificati dall’idoneita’ di cui possono fregiarsi. Consideriamo l’assunzione di personale a tempo indeterminato attraverso sanatoria (o procedure similari) quanto di piu’ inopportuno per un ente di ricerca, in quanto risultante in una pianta organica non dettata da linee di politica scientifica, ma semplicemente da criteri "sindacali" che finiscono per premiare le sedi e i profili tecnici che hanno maggiormente abusato di contratti precari.

3. Riteniamo che l’idoneita’ all’attivita’ di ricerca scientifica/tecnologica all’interno dell’ente dovrebbe essere frutto di una valutazione rigorosa dei prodotti della ricerca medesima: pubblicazioni, citazioni, talk a conferenze internazionali, technical notes per le collaborazioni sperimentali…Un esame di tipo esclusivamente scolastico da un lato risulta un modo poco consono per valutare il lavoro e le qualita’ di una persona che da anni (molti anni, per la maggior parte del personale precario) svolge un’attivita’ di ricerca, dall’altro finisce per costringere il candidato a sottrarre un consistente numero di ore alla sua normale attivita’ scientifica per prepararsi per il concorso. Inutile sottolineare il costo per l’ente in termini di perdita di "manpower" per un periodo non trascurabile.

4. Riteniamo tale concorso profondamente ingiusto per quei ricercatori italiani, altamente qualificati, che stanno completando la propria formazione scientifica con un Post-Doc all’estero, magari oltreoceano, e che difficilmente interromperebbero il loro lavoro per prepararsi per tale selezione, chiederebbero un permesso al proprio responsabile, e si sottoporrebbero ad un viaggio costoso per partecipare ad un concorso non finalizzato ad una posizione realmente disponibile.

5. Troviamo grave che il Presidente Petronzio, nell’incontro con i precari INFN svoltosi a Frascati (http://www.buconero.eu/2009/04/incontro-del-presidente-petronzio-con-i-precari/), abbia ipotizzato di utilizzare l’eventuale "bollino blu" ottenuto, come punteggio per futuri concorsi a Tempo Indeterminato. Premesso che chi deve scegliere se partecipare o meno ad un concorso avrebbe diritto a conoscere con certezza (cosa significa "potrebbe valere come punteggio"?) le carte in tavola, se cio’ fosse vero costringerebbe anche quanti fossero interessati a puntare solo a posizioni permanenti (a 30-35 anni si avrebbe anche il diritto di programmare la propria vita) a fare comunque due concorsi impegnativi (quello per il bollino blu e quello da ricercatore), raddoppiando il tempo sottratto alla ricerca e dedicato alla preparazione di concorsi.

Cogliamo l’occasione per discutere le modalita’ concorsuali in Italia.

Ribadiamo l’importanza di una selezione a monte delle assunzioni presso gli enti di ricerca, ma riteniamo che questa, come avviene negli altri Paesi europei, andrebbe basata piu’ sulla qualita’ del lavoro svolto che sulla verifica di conoscenze di tipo accademico. Attualmente quest’ultima pesa troppo (in modo esclusivo nel caso di questo concorso).

A titolo di esempio ci permettiamo di riportare quanto avviene in Francia, per il reclutamento di personale a Tempo Indeterminato (!) del CNRS (http://www.sg.cnrs.fr/drhchercheurs/concoursch/default-fr.htm):

"Les concours se déroulent en deux phases : la phase d’admissibilité et la phase d’admission. La phase d’admissibilité est la première étape avant la phase d’admission. Elle consiste en l’examen des dossiers et en une audition ; systématique pour les candidats au poste de chargé de recherche et facultative pour les candidats au poste de directeur de recherche. En effet, chaque section du Comité national décide si elle procèdera ou non à l’audition de ses candidats. A l’issue de cette phase, les candidats sont déclarés ou non admissibles. La phase d’admission suit la phase d’admissibilité. Elle consiste en l’arrêt de la liste des candidats définitivement admis sur la base de l’examen du dossier des candidats admissibles".

Alla luce delle motivazioni sopra riportate formuliamo le seguenti richieste:

1. Chiediamo all’Ente di abbandonare questa pratica di "navigazione a vista" in materia di reclutamento del personale, e di adottare una chiara programmazione delle assunzioni di ricercatori e tecnologi che consenta, a regime, di avere ogni anno un concorso nazionale per un numero — magari limitato — ma ben definito di posizioni permanenti, che porti ad un abbassamento dell’eta’ di accesso a contratti a tempo indeterminato.

2. Chiediamo al personale strutturato che ritenesse di condividere le motivazioni sopra riportate di non dare la propria disponibilita’ a far parte della commissione e dei comitati di vigilanza locali di tale concorso.

Seguono le firme

Sezione di BARI

Roberto Anglani

Lucia Barbone

Leonardo Benucci

Monica Brigida

Alessandro Bruno

Leonardo Campanelli

Michele Caselle

Marco Ciminale

Cristina Consolandi

Guido Cuscela

Giulia De Sario

Carmelo Di Giglio

Giuseppe Florio

Gianfranco Gargano

Giuliana Gatto Rotondo

Domenico Giordano

Michela Ieva

Nicola Daniele Ippolito

Vincenzo Laporta

Letizia Lusito

Norman Manna

Elisabetta Memola

Alessandro Mirizzi

Claudia Monte

Stefano Nicotri

Ester Pantaleo

Alessandra Pastore

Davide Perrino

giuseppe Antonio Pierro

Francesca Paola Quacquarelli

Valeria Radicci

Silvia Rainò

Anna Maria Rotunno

Marco Ruggeri

Romualdo Santoro

Giuseppe Simonetti

Raffaello Trentadue

Salvatore A. Tupputi

Bartolomeo Ventura

Giacomo Volpe

Sezione di BOLOGNA

Luca Brigliadori

Giuseppe Codispoti

Olindo Corradini

Michela Cozzi

Laura Fabbri

Marco Garbini

Marina Giunta

Luigi Guiducci

Stefano Marcellini

Gianni Masetti

Niccolo’ Moggi

Manuel Mussini

Carla Sbarra

Gabriele Sirri

Antonello Sbrizzi

Marco Selvi

Sezione di CAGLIARI

Roberto De Leo

Caterina Deplano

Francesco Dettori

Michele Floris

Giulia Manca

Roberto Marzeddu

Jenny Spiga

Antonio Uras

Sezione di CATANIA

Francesca Amorini

Massimiliano Chiorboli

Marco Fargetta

Mario Galanti

Danilo Gambacurta

Emidio Giorgio

Giuseppe Greco

Elisa Ingra

Elena Laguidara

Emanuele Leonora

Francesco Noto

Paolo Russotto

Manuela Cavallaro

Sonja Orrigo

Alberto Pulvirenti

Francesco Romano

Mario Scuderi

Valeira Sipalado

Bruno Zerbo

CNAF

Marco Bencivenni

Karen Calabrese Melcarne

Fabio Capannini

Luciana Carota

Alessandro Cavalli

Daniele Cesini

Claudia Ciocca

Gabriele Compostella

Andrea Cristofori

Michele Di Benedetto

Danilo Dongiovanni

Armando Fella

Francesco Giacomini

Daniele Gregori

Luca Magnoni

Barbara Martelli

Giuseppe Misurelli

Alessandro Paolini

Elisabetta Ronchieri

Lorenzo Rinaldi

Vladimir Sapunenko

Riccardo Zappi

Sezione di FERRARA

Antonio Petrella

Silvia Pozzi

Sezione di FIRENZE

Luigi Bardelli

Giuseppe Broccolo

Chiara Genta

Novella Grassi

Piergiulio Lenzi

Alessandro Migliori

Nicola Mori

Sergio Riccarini

Antonio Tropiano

Andrea Viciani

Sezione di GENOVA

Daniela Bagliani

Andrea Bersani

Carlo Canali

Carlo Carraro

Andrea Coccaro

Matteo De Gerone

Sergio Di Domizio

Siemone Dussoni

Katia Fratini

Stefano Giusto

Elena Guardincerri

Elisa Guido

Carlo Schiavi

Alessandro Toigo

Sezione de L’AQUILA

Natalia Di Marco

Francesco Salamida

Sezione di LECCE

Robert Armillis

Michele Bianco

Viviana De Donno

Vito Di Benedetto

Claudio Chiri

Roberto Crupi

Marco Favetta

Angelo Guida

Andrea Massafra

Anna Mazzacane

Marco Peccarrisi

Lorenzo Perrone

Mariangela Settimo

Giovanni Francesco Tassielli

Giuseppina Terracciano

Alfredo Urbano

Giovanni Zizzi

LNF

Marco Bellaveglia

Luigi Benussi

Claudio Cantone

Mariangela Cestelli Guidi

Luca Cultrera

Erika De Lucia

Danilo Domenici

Marco Esposito

Marco Garattini

Fabio Happacher

Matteo Martini

Simone Pacetti

Marco Poli Lener

Fulvio Pompili

Mauro Raggi

Alessio Sarti
Barbara Sciascia

Roberto Versaci

Elisabetta Vilucchi

LNGS

Maddalena Antonello

Piergiorgio Aprili

Manuela Castagna

Adriano Di Giovanni

Benedetto Gallese

Paolo Gorla

Luca Grandi

Ettore Segreto

Piero Spinnato

Andrzej Szelc

Claudia Tomei

Sezione di MILANO

Danilo Banfi

Luca Vaccarossa

Sezione di MILANO Bicocca

Simone Alioli

Andrea Benaglia

Giuseppe Cerati

Federico De Guio

Erica Fanchini

Andrea Giachero

Luca Gironi

Davide Grandi

Martina Malberti

Arabella Martelli

Davide Perego

Leonardo Sala

Roberto Salerno

Silvia Taroni

Sezione di NAPOLI

Michela Biglietti

Tiziana Capussela

Lucia Consiglio

Gianfranca De Rosa

Camilla Di Donato

Antonino Di Leva

Domenico D’Urso

Benedicta Normanna Limata

Alberto Marotta

Paolo Massarotti

Sabino Meola

Diego Monorchio

Elisa Musto

Francesco Perfetto

Adelaide Raulo

Elvira Rossi

Andrea Russo

Stefano Russo

Luca Scotto Lavina

Laura Valore

Sezione di PADOVA

Silvia Amerio

Chiara Bianchin

Carlo Bombonati

Antonio Caciolli

Davide Caffarri

Francesco Dazzi

Marco De Mattia

Enrico Feltresi

Nicola Gagliardi

Saverio Lombardi

Nicola Liguori

Paolo Mason

Marco Mazzocco

Luca Merlo

Sandra Moretto

Davide Moro

Lucia Pavan

Luca Perrozzi

Silvia Pesente

Elisa Prandini

Villi Scalzotto

Franco Simonetto

Andrea Triossi

Filippo Varanini

Sezione di PAVIA

Claudio Viviani

Sezione di PERUGIA

Andrea Achilli

Emanuele Bonamente

Mirco Cannoni

Benedetta Caponeri

Stefano Ciprini

Stefano Germani

Ermanno Imbergamo

Elisa Manoni

Roberto Piandani

Mauro Piccini

Antonino Sergi

Sezione di PISA

Paolo Azzurri

Maria Grazia Bagliesi

Luca Baldini

Jacopo Bernardini

Andrea Bocci

Laura Borrello

Johan Bregeon

Pierluigi Catastini

Gennaro Corcella

Stefano Di Falco

Simone Donati

Andrea Dotti

Simone Gennai

Michael Kuss

Gianluca Lamanna

Giuseppe Latino

Luca Latronico

Nicola Neri

Nicola Omodei

Francesco Palmonari

Melissa Pesce-Rollins

Michele Pinchera

Massimiliano Razzano

Laura Sartori

Carmelo Sgro’

Paola Squillacioti

Enrico Trincherini

Iacopo Vivarelli

Guido Volpi

Sezione di ROMA I

Fabrizio Ameli

Federica Antonucci

Sara Borroni

Bachir Bouhadef

Fabio Cappella

Alberto Colla

Alessandra Corsi

Emanuele Di Marco

Salvatore Fiore

Gabriele Giovanetti

Filippo Orio

Francesca Pastore

Mersia Perra

Francesco Renga

Stefano Rosati

Chiara Rovelli

Francesco Simeone

Elena Solfaroli Camillocci

Francesca Spada

Manuela Vecchi

Marco Vignati

Sezione di ROMA II

Simona Bocchetta

Irina James

Barbara Liberti

Andrea Lionetto

Viola Sordini

Sezione di TORINO

Stefano Bagnasco

Andrea Beraudo

Livio Bianchi

Emanuele Biolcati

Sara Bolognesi

Antonio Bonardi

Raffaella Bonino

Maria Assunta Borgia

Francesco Bossu’

Cristina Botta

Elena Bruna

Stefania Bufalino (rappr. assegnisti Dip. Fisica Sperimentale)

Silvia Calusi

Stefano Camera

Elena Cantoni

Michela Chiosso

Milena Dattoli

Federico Di Pierro

Martino Gagliardi

Marco Galli

Gianni Garbarino

Simona Giordanengo

Pietro Giudice

Ivan Gnesi

Alessio Gorgi

Stefano Goria

Stefano Lottini

Grazia Luparello

Simone Maldera

Stefano Melis

Riccardo Nicoletti

Margherita Obertino

Paolo Olivero

Mario Pelliccioni

Alexei Prokudin (rappr. assegnisti Dip. Fisica Teorica)

Davide Proment

Alessandro Re

Ana Laura Serra

Aurelio Tonachini

Daniele Trocino

Sezione di TRENTO

Ambra Gresele

Vincenzo Miccio

Mario Nadalini

Sezione di TRIESTE

Filippo Ambroglini

Giacomo Contin

Raffaele Grosso

Giulia Pesaro

Irina Rashevskaya

Andrea Rossi

Giulio Sbrizzai

Federica Sozzi

Massimo Venaruzzo

Dall’estero

Cristina Adorisio

Giuseppe Avolio

Carlo Battilana

Daniele Benedetti

Leonardo Benucci

Marcella Bona

Massimo Casarsa

Manuela Cirilli

Maria Rosaria D’Alfonso

Marco Delmastro

Sara Diglio

Monica D’Onofrio

Michele Frigerio

Nicoletta Garelli

Giuliana Gatto Rotondo

Andrea Giammanco

Sergio Grancagnolo

Paolo Iengo

Nicolo’ Magini

Boris Mangano

Giovanni Marchiori

Paolo Meridiani

Stefano Mersi

Michael Joseph Morello

Andrea Parenti

Marisa Pedretti

Riccardo Ranieri

Andrea Rizzi

Marco Rovere

Daniela Salvatore

Matteo Sani

Antonio Sidoti

Giovanni Siragusa

Daniele Spiga

Diego Tonelli

Monica Turcato

Federico Zema

I colleghi strutturati firmano in sostegno all’appello

Oscar Adriani, Sebastiano Albergo (Catania), Wanda Alberico (Torino), Bruno Alessandro (Torino), Mario Antonelli (LNF),
Fabio Anulli (Roma I), Angela Badala' (Catania), Fabio Bellini (Roma I), Giovanni Bencivenni (LNF), Maurizio Benfatto (LNF),
Monica Bertani (LNF), Tommaso Boccali (Pisa), Francesco Cappuzzello (Catania), Roberto Carosi (Pisa), Rossella Caruso (Catania),
Francesca Cavallari, Gianluca Cavoto (Roma I), Anna Ceresole (Torino), Corrado Cicalo' (Cagliari), Vitaliano Ciulli (Firenze),
Livia Conti (Padova), Guido Cossu (Pisa), Salvatore Costa (Catania), Heide Costantini (Genova), Donato Creanza (Bari),
Alessandro De Angelis (Udine), Alessandro De Falco (Cagliari), Simone Dell'Angelo (LNF), Massimo Della Pietra (Napoli),
Arturo De Pace (Torino), Patrizia De Simone (LNF), Pasquale Di Nezza (LNF), Daniela Fabris (Padova), Alessandra Fantoni (LNF),
Massimo Ferrario (LNF), Alessandro Ferretti (Torino), Emanuele Fiandrini (Perugia), Stefano Galeotti (Pisa), Francesca Galluccio (Napoli),
Angela Gargano (Napoli), Paola Gianotti (LNF), Carlo Giunti (Torino), Susanna Guiducci (LNF), Giuseppe Iacobucci (Napoli),
G. Iaselli (Bari), Gino Isidori (LNF), Sandra Leone, Paolo Levi Sandri (LNF), Ivano Lippi, Luca Lista (Napoli), Lucio Ludovici (Roma I),
Lamberto Luminari (Roma I), Paolo Maestro (Siena), Augusto Marcelli (LNF), Maria Rosaria Masullo (Napoli), Giovanni Mazzitelli (LNF),
Maria Alessandra Mazzoni (Roma I), Giuseppe Martellotti (Roma), Barbara Mele (Roma I), Alberto Messineo (Pisa), Marco Mirazita (LNF),
Alfredo Molinari (Torino), Marco Monteno (Torino), Silvio Morganti (Roma I), Matthew Moulson (LNF), Salvatore My (Bari), Marzia Nardi (Torino),
Salvatore Nuzzo (Bari), Rudolf Oldeman (Cagliari), Chiara Oppedisano (Torino), Alessandro Paoloni (LNF), Eugenio Paoloni (Pisa),
Riccardo Paramatti (Roma I), Renzo F. Parodi (Genova), Dimitra Pierroutsakou (Napoli), Davide Pinci (Roma I), Alexis Pompili (Bari),
Gabriella Pugliese (Bari), Antonio Ranieri, Marco Rescigno (Roma I), Alessandra Retico (Pisa), Mario Romano (Napoli),
Francesco Safai Tehrani (Roma I), Paola Salvini (Pavia), Stefano Sciuto (Torino), Concettina Sfienti (Catania), Giacomo Sguazzoni (Firenze),
Tommaso Spadaro (LNF), Paolo Spagnolo (Pisa), Concetta Maria Sutera (Catania), Francesco Terranova (LNF), Ezio Torassa (Padova),
Alessia Tricomi (Catania), Rosario Turrisi (Padova), Paolo Valente (Roma I), Gabriele Vedovato (Padova), Stefano Veneziano (Roma), 
Piero Giorgio Verdini (Pisa), Franco Vernocchi (Genova), Piero Vicini (Roma I), Cecilia Voena (Roma I)

24 risposte a “L’R5 visto da chi dovrebbe subirlo: la protesta dei ricercatori precari”

  1. Elena Bruna ha scritto:

    Sono completamente d’accordo con la protesta dei precari di Torino. Trovandomi nella condizione del punto 4 non posso che confermare la mia contrarieta’ nell’affrontare un simile esame.

  2. ex-co.co.pro-schifato ha scritto:

    Ora vediamo se chi ha avuto un contratto a tempo determinato sosterrà questa protesta, visto che l’R5 non lo deve fare.
    Come ho gia’ detto "divide et impera". Noi italiani siamo davvero un branco d pecore, dovremmo fermare l’infn…. strutturati e tutti i precari uniti…. ma tanto ognuno pensa a se stesso.
    Un saluto
    R.

  3. Alessandra Feo ha scritto:

    Io sono una ricercatrice precaria della sezione di torino e sono favorevole al bando R5.

  4. andrea ha scritto:

    Infatti non ti abbiamo messo tra i firmatari…Fa’ una cosa: prepara una mozione a favore del bando R5 e vedi quanti la firmano. Ah, prima magari informati su quanti saranno ogni anno questi articoli 23 (in fisica teorica poi…) in tutta Italia

  5. Alessandro ha scritto:

    Ciao Alessandra,

    se hai tempo, sarei molto curioso di sapere quali sono i motivi per cui tu sei favorevole al bando R5.
    Io ho provato a cercare di capire quali possano essere i lati positivi di questo concorso, ma non mi e’ venuto in mente niente.. grazie in anticipo

  6. Chiara Oppedisano ha scritto:

    Chi e’ favorevole posso solo pensare che soddisfi almeno uno dei seguenti requisiti:
    (a) non abbia molto da fare e possa dedicarsi allo studio
    (b) non si senta UMILIATO dal dover fare un esame sulle materie dell’attuale laurea magistrale (c’e’ gente che ha fatto domanda per l’R5 ed e’ laureata da 13 anni!?!?)
    (c) pensi che le proprie pubblicazioni su riviste scientifiche ed il proprio curriculum internazionale non contino un tubo
    (d) sia cosi’ ottimista da pensare che il "bollino blu" possa risolvere tutti i problemi del precariato (e questo sarebbe l’errore piu’ grosso! Lasciatelo dire a chi ha fatto il "concorsone" 3 anni e mezzo fa e non ha ancora visto la fine del tunnel!)

  7. Matteo ha scritto:

    Capisco le posizioni e il nervosismo, ma non ci scagliamo contro chi la pensa diversamente. Anche io sono uno di quelli che dovrà fare l’R5 e con un certo "rodimento".
    Sarei molto interessato a capire la posizione di Alessandra, perchè sei favorevole? Anche io come Alessandro non sono riuscito a trovare un solo motivo valido nel bando.
    Alessandra per favore spiega le tue motivazioni.

  8. Andrea Guarise ha scritto:

    Sono un Tecnologo a TD presso la sezione di Torino (ex Ricercatore a TD trombato al concorso per stabilizzandi…ma questa e’ un’altra storia). Concordo con la vostra protesta. E’ Vero, verissimo, che si deve trovare un modo condiviso da tutte le parti di regolamentare i TD, di modo da evitare ad esempio quanto successo a me con le stabilizzazioni, ma l’R5 non e’ il modo corretto, proprio per le ragioni da voi evidenziate.

  9. Laura ha scritto:

    Sottoscrivo in pieno il documento dei precari di Torino. Questo concorso è ridicolo, ci costringe a sottrarre tempo agli impegni già presi in tempo di pace, e in piu’ si vuole stabilire se una persona sia in grado di fare il mestiere che già fa da tempo sulla base di un concorso che non tiene conto del lavoro fatto!! E per di piu’ dopo laurea e PhD, torniamo a studiare ancora queste materie.

  10. Chiara Oppedisano ha scritto:

    E’ stato chiesto a gran voce di "de-torinizzare" l’appello e renderlo nazionale! Ciascuna sezione puo’ dunque raccogliere firme a supporto dell’appello ed inviarmi un elenco via mail. Provvedero’ ad aggiungere le firme al documento.

  11. Gianluigi Filippelli ha scritto:

    Ho scritto un articolo su Science Backstage, dove ho raccontato della questione e linkato a questa lettera.

  12. Mario Pelliccioni ha scritto:

    Se questa Alessandra e’ favorevole agli R5, sono contento per lei. C’e’ gente nel mondo che si fa frustare a pagamento, e in quest’ottica il suo masochismo e’ quasi blando.

    Se poi non deve lavorare questo aiuta.

    Certo che essendo fisici forse avrebbe senso _argomentare_ le proprie opinioni.

  13. Antonio ha scritto:

    Io ho fatto domanda "obtorto collo" a R5 ma penso davvero di non partecipare a questa buffonata.
    Non ho altre parole per definire un bando fumoso che non prevede nessuna discussione di curriculum e titoli, non mette in palio nulla (solo la patente da precario), e che, lo ricordo, assegna automaticamente il "bollino blu" a chi ha gia` avuto in passato un contratto a TD.
    Questa e` l’ennesima virata di un ente che da almeno 4 anni sta navigando a vista e ogni volta se ne esce con una nuova "trovata" per il reclutamento diversa dalla precedente. Siamo tutti consci delle difficolta` delle "condizioni al contorno"(governi passati e presenti, situazione economica etc….) ma l’INFN ha dimostrato in questi anni di essere solamente capace di sopravvivere senza potere o volere decidere una rotta chiara. Per quanto mi riguarda l’INFN ha perso ogni briciolo di credibilita`.
    Concludo facendo notare che non sarebbe male organizzare una bella protesta il 5-6 giugno a Bologna durante la “Giornata di Studio sul Piano Triennale 2010-2012 dell’INFN”.

  14. Matteo ha scritto:

    Durante l’ormai famoso incontro con il presidente, il nostro managment aveva detto che non esistevano idoneità per gli R5.
    Ora hanno ritirato il bando per inserire la clausola di idoneità dei concorsi INFN. La scadenza del bando è stata spostata al 16 maggio.
    Nessuno sa quando verrano fatte queste idoneità. Continuano i controsensi e la navigazione a vista.
    Non mi stupirei se facessero il concorso a fine luglio.
    Io ho già prenotato le vacanze per la seconda settimana di luglio, se il concorso dovesse essere per queste date non me ne frega assolutamente NIENTE!
    Ne ho veramente le palle piene, questa buffonata è durata fin troppo!

  15. Andrea ha scritto:

    Raga, oltre a commentare sul sito, vedete di contattare il referente della vostra sezione (ci stiamo organizzando e li trovate al link http://www.doodle.com/d7gmbe3twnk42faz) e di aggiungere la vostra firma all’appello!!!

  16. cervello-in-sfiga ha scritto:

    Ciao, sono uno dei tanti migranti originari dell’infn. Concordo con l’appello ma non mi va di firmarlo come afferente alla sezione che, dopo avermi sfruttato per 5 anni, mi ha liquidato per fare spazio ai soliti leccapiedi e figli di papa’. Propongo di aggiungere alla lista delle sezioni o gruppi collegati una sezione ‘estero’ che raccolga le firme di tutti coloro che sono in giro per il mondo e non lavorano per l’infn.
    ps. chi e’ favorevole agli R5 lo e’ solo perche’ sa gia’ di avere il contratto pronto una volta conseguito il bollino…

  17. Giuseppe ha scritto:

    ciao,
    anche alcuni qui a milano si trovano d’accordo con le ragioni qui esposte.
    saremmo interessati a contribuire, a che indirizzo occorre inviare i nomi?
    quali categorie partecipano alla firma? anche gli strutturati?

  18. Chiara Oppedisano ha scritto:

    Superata quota 200 firme…precarie!

  19. Marco ha scritto:

    Mi associo alla posizione espressa da Elena Bruna nel primo commento, e da Chiara poco sotto: anch’io ricado nella categoria descritta dal punto 4, e quello che mi frena non e` tanto l’onere economico del viaggio per sostenere la selezione, quanto piuttosto l’impossibilità pratica - e l’assurdità sostanziale - di dover ritagliare un tempo consistente per (ri)studiare, per non parlare di come potrei giustificare questa riduzione della mia attività presso i miei responsabili. Vista poi la posta in palio di questa selezione, il tutto assume ancora di più un aspetto ridicolo, e persino umiliante - nessuno mi toglie dalla testa l’espressione "guerra tra i poveri".

  20. Alessandro De Angelis ha scritto:

    A me sembra che questo concorso d’idoneità sia, al di là delle riserve che nutro sulla legalità dell’operazione, un’inutile umiliazione imposta ai precari e, date le competenze richieste, un tentativo di dirigere le scelte dell’ente in un modo regolato più dalla politica dominante che dalla cultura o dall’attualità scientifica delle linee di ricerca. Credo che non ne possa venire che del male già nell’immediato alla ricerca italiana. Starei poi attento a non creare una situazione in cui l’ente assumerà solo persone adatte solo ad attività per le quali il finanziamento europeo, che presumibilmente costituirà in futuro la fonte principale per la ricerca, sta calando e calerà. Non vincolerei insomma il nostro ente a linee culturali il cui futuro è molto incerto e che andrebbero finanziate solo dall’amministrazione nazionale o da amministrazioni locali: è una cambiale che non possiamo chiedere di pagare a chi verrà nei prossimi anni, e che potrebbe decidere di lasciare che la bolla scoppi. Una volta sanati i guai prodotti nel passato, spero s’inauguri una nuova via guidata dalla scienza.

  21. Luca Brigliadori ha scritto:

    Non so a chi e perche’, dopo anni (anni!) di attivita’ (laurea, dottorato etc etc) dobbiamo dimostrare se e cosa valiamo. Penso che intorno ad ognuno di noi ci siano persone
    in grado di dirlo, senza dover ricorrere ad una selezione ridicola che, tra l’altro
    avrebbe l’effetto di farci perdere un sacco di tempo che potremmo invece dedicare a quella ricerca che, a quanto pare, non hanno grande intenzione di farci fare…

  22. Chiara Oppedisano ha scritto:

    Si raccolgono anche le firme degli strutturati in sostegno all’appello!!
    Diffondete e raccogliete adesioni!!

  23. Chiara Oppedisano ha scritto:

    Per aderire all’appello:
    * precari -> http://doodle.com/8tbs2gf2gqp7ydnv
    * strutturati -> http://doodle.com/e36xkkn4775imgxd

  24. Monica ha scritto:

    Concordo con le motivazioni della petizione: tutto bello, ma l’idea di raccogliere i nomi dividendoli per sezione e’ un po’ troppo aderente al sistema: a chi importa da dove vengono le persone, e perche’ quelli che scrivono dall’estero sono diversi dagli altri? Come dite,
    "stanno completando la propria formazione scientifica con un Post-Doc all’estero, magari oltreoceano, e che difficilmente interromperebbero il loro lavoro per prepararsi per tale selezione"
    o magari son la’ perche’ in Italia non ci potevano piu’ stare. E, altra cosa, non "difficilmente", penso che sia impossibile spiegare ad un capo non italiano che uno si deve fermare un mese per studiare la fisica del corso di laurea.
    Credo che il primo cambiamento debba venire da noi: un concorso serio deve essere aperto a TUTTI, italiani e stranieri, e non solo a gente che in qualche momento della sua vita ha avuto qualcosa a che fare con l’INFN.

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