Apr 23 2009

Mozione sul Precariato al Congresso ANPRI

Categoria: Editoriale Coordinamento Precari @ 10:24

Un rappresentante del Coordinamento Precari INFN e` stato invitato a intervenire all’ultimo Congresso dell’ANPRI (Associazione Nazionale Professionale per la Ricerca, il sindacato dei ricercatori e tecnologi) per presentare la situazione del precariato nell’INFN, come vi si e` giunti e quali le possibili soluzioni. L’intervento e` stato molto apprezzato e piu’ volte richiamato nel corso del dibattito congressuale. Al termine dei lavori il congresso ha approvato una decina di mozioni, che hanno carattere di linee guida vincolanti per la nuova segreteria eletta per i prossimi tre anni. Fra di esse trovate la seguente mozione sul precariato, approvata quasi all’unanimita’ (4 astenuti e nessun voto contrario su piu’ di 70 delegati).

MOZIONE ANPRI SUL PRECARIATO

Il blocco delle assunzioni nel pubblico impiego ha accentuato a dismisura il ricorso a contratti a tempo determinato ed atipici nel mondo degli Enti di Ricerca. Molti Enti, per mantenere gli impegni presi in vari campi, hanno dato lavoro per anni, decenni in certi casi, a ricercatori e tecnologi con contratti che andavano dalla borsa post doc, all’assegno di ricerca (a volte confinanziato con le universita`, e quindi "invisibile" per l’Ente) al co.co.co vero e proprio, per finire con i piu` fortunati, i pochi art.23. Il perpetuarsi di tali situazioni, stante l’assenza di reali opportunita’ di contratti a tempo indeterminato (ovvero concorsi), si configura come un vero e proprio sfruttamento dell’intelligenza e della professionalita’ di giovani e non piu’ giovani ricercatori che hanno ormai investito una rilevantissima frazione della loro vita professionale negli Enti di ricerca e molto difficilmente potranno riciclarsi altrove, a meno di andare fuori dall’Italia.

Il congresso dell’ANPRI considera questi ricercatori e tecnologi cosiddetti "precari" come colleghi da tutelare e valorizzare esattamente come quelli gia’ strutturati negli Enti di Ricerca. Per questo individua due campi d’azione prioritari:

1. Adoperarsi affinche’ tutti gli Enti di ricerca adottino una strategia di reclutamento chiara e trasparente, basata su una seria programmazione degli accessi, e soprattutto in grado di dare ai giovani ricercatori una risposta in tempi rapidi riguardo alla loro attitudine o meno al mondo della ricerca. Ogni anno che un giovane investe nella ricerca puo’ infatti rivelarsi una palla al piede al momento di uscire da questo ambiente per cercare una occupazione diversa. Per questo un sistema sano deve mettere i giovani nella condizione di fare investimenti con elevata probabilita’ di successo, e solo quando abbiano tutte le qualita’ necessarie.

2. Battersi affinche’ gli Enti offrano reali opportunita’ di accesso al lavoro di ricercatore e tecnologo a tutti coloro che sono stati (spesso irresponsabilmente) mantenuti in servizio per molti anni con qualunque tipo di contratto. Occorre da una parte evitare che questi colleghi precari siano allontanati in base a criteri arbitrari fin tanto che non sia stato possibile offrire loro un adeguato numero di posti a concorso, dall’altra impedire con ogni mezzo la contemporanea formazione di nuovo precariato.

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