Giu 29 2009

«Scappo. Qui la ricerca è malata»

Categoria: Stampa Paolo Valente @ 14:30

Cervelli in fuga - Rita Clementi, 47 anni, 3 figli: sistema antimeritocratico

Lettera della precaria che scoprì i geni del linfoma
Una laurea in Medicina, due spe­cializzazioni, anni di contratti a termine: borse di studio, co.co.co, consulenze, contratti a progetto, l’ultimo presso l’Istituto di geneti­ca dell’Università di Pavia. Rita Cle­menti ( foto a sinistra), 47 anni, la ricercatrice che ha scoperto l’origi­ne genetica di alcune forme di lin­foma maligno, in questa lettera in­dirizzata al presidente della Re­pubblica Napolitano racconta la sofferta decisione di lasciare l’Ita­lia. Da mercoledì 1˚luglio lavorerà come ricercatrice in un importan­te centro medico di Boston. (continua)

Fonte: Corriere della Sera

5 risposte a “«Scappo. Qui la ricerca è malata»”

  1. Bianca ha scritto:

    Continua la campagna di diffamazione dell’università e della ricerca italiana?
    Guarda caso alla vigilia dell’annunciato DDL sul corriere appare questo articolo.
    Francamente penso che la questione dei Baroni e dei concorsi truccati e del malcostume sia una esagerazione di come stanno le cose veramente utilizzata dai media per giustificare una politica di tagli indiscriminati.
    Spero di provocare una reazione.

  2. Nero ha scritto:

    Bianca, che ti sei fumata? Le università italiane funzionano con logica mafiosa, come sanno tutti quelli che ci lavorano/ci hanno lavorato. Chi lo nega cerca semplicemente di difendere i propri privilegi.

    Che i concorsi siano pilotati è una cosa che ormai ammettono gli stessi docenti. Persone che hanno fatto ricorso al TAR contro il pensionamento forzato a 70 anni (http://rassegnastampa.crui.it/minirass/esr_visualizza.asp?chkIm=18), hanno motivato tale ricorso spiegando che non si tratta di fare ricerca (che si può continuare a fare anche in pensione), ma di non perdere potere decisionale.

  3. Bianca ha scritto:

    Mai fumato in vita mia.
    Nero hai le idee confuse, come la stragrande maggioranza di chi crede alle frottole che raccontano i giornali e chi crede ai facili stereotipi.
    Non sono una privilegiata. Ho vinto un concorso per merito 15 anni or sono e lavoro 11 ore al giorno e spesso anche di sabato e domenica.
    In questi anni non ho mai visto un concorso fatto con logica mafiosa come tu dici.

  4. Nerissimo ha scritto:

    Cara Bianca,
    che tu non abbia mai visto un concorso truccato puo’ essere vero, non lo si mette certo in dubbio, ma che l’universita’ in italia sia malata e mafiosa e che la maggior parte dei concorsi siano gia’ assegnati e’ una certezza. non diciamo fesserie! ci sono state intercettazioni, scandali, sentenze e quello che e’ emerso non e’ che la punta dell’iceberg.
    Potresti lavorare un’ora in meno alla settimana e fare un giro a vedere come e’ la situazione reale!

  5. Nero ha scritto:

    Cara Bianca, io di concorsi ne ho visti tanti, anche in cosiddetti "centri di eccellenza" e in settori che dovrebbero essere virtuosi più di altri (fisica e matematica). Finora non me ne è capitato uno solo che non fosse pilotato: il vincitore sempre un interno, il cui nome si sapeva con largo anticipo. Motivo per cui ho dovuto lasciare l’Italia. Le tue storielle valle a raccontare a qualcun’altro, per favore.

    Citando il NY Times (07/06/2009):
    "The real issue here is that Italy is not a meritocracy. It is a highly evolved feudal society in which everyone is seen as — and inevitably is — the product of a system, or a patron."

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