Giu 11 2009

Date R5

Categoria: Editoriale, Assegnisti Paolo Valente @ 10:02

Nelle varie sedi in cui si svolgeranno le selezioni per l’accesso ai contratti a tempo determinato, cosi` dette R5, si stanno componendo le commissioni di vigilanza, per cui le date in cui si svolgeranno saranno presumibilmente comprese tra il 6 e il 10 luglio.

In attesa di comunicazioni ufficiali, e delle lettere di convocazione che arriveranno presumibilmente nei prossimi giorni, non ci sono per il momento notizie piu` precise.

52 risposte a “Date R5”

  1. Chiara ha scritto:

    "Le prove scritte delle selezioni di idoneita’ si svolgeranno dal 6 al 10 luglio, dalle 8:30 alle 19:30. In ogni giornata saranno espletate le prove relative ad un singolo bando, la prima prova si svolgera’ la mattina e la seconda il pomeriggio."

  2. Francesco Giacosa ha scritto:

    Bah, ma io che sono a Francforte come lo trovo un biglietto a basso costo con un preavviso cosi ridotto? Nemmeno un mese di anticipo…non impreco per educazione

  3. Matteo ha scritto:

    Le date saranno "presumibilmente", le raccomandate ancora non sono arrivate …. mica ci daranno più di 24 ore di preavviso! Questo contribuisce solo a far diminuire la già inesistente voglia di studiare. Io ci sto provando, ma non riesco a trovare stimoli, perchè devo studiare? Non vinco nulla. Avrò un bollino … ma non sappiamo quanti e se ci saranno contrati a TD da dare. Tutto da rifare in questo ente ….

  4. marco musy ha scritto:

    Secondo me dobbiamo alzare la testa, metterci d’accordo, e NON partecipare a questa n-esima presa per i fondelli.
    Trovo oltretutto incredibile la faccia tosta di convocarci con sole due settimane di anticipo.
    Nemmeno fossimo schiavi al loro servizio, disponibili ad uno schiocco di dita.

    Propongo di DISERTARE in massa questo vergognoso R5.
    Bisognerebbe contattare chi ha fatto la domanda ed organizzarci in tal senso!

  5. daria ha scritto:

    ma qualcuno ha già ricevuto la convocazione?

  6. Matteo ha scritto:

    Che io sappia (me compreso) NO! Aspetteranno il giorno prima, tanto a loro che gli cambia. Ma non dovrebbe esserci un termine di tempo che deve intercorrere tra la spedizione delle convocazioni e il giorno delle prove? Forse qui non vale, in fondo questo concorso non ha un aspetto legale neanche a volerlo trovare ….

  7. Francesco Giacosa ha scritto:

    …e io che sono all’estero (germania) chissa’ quando la ricevo sta lettera. Ma chi e’ negli stati uniti? Come diavolo potrebbe riuscire ad organizzare un viagio? Sta idoneita’ e’ propro una gran presa in giro (per essere fini).

  8. sara ha scritto:

    anche io concordo con marco di disertare in massa! anche io sono all’estero (francia) e 2 giorni fa ho preso la decisione di NON andare. certo, se la scelta di non andare fosse di massa, magari un po’ piu’ di visibilita’ la avrebbe! io sono disposta a cercare di fare il possibile per proporre di disertare cominciando a intessere una rete di contatti con le persone che hanno mandato la domanda. aspetto feedback.

  9. Luca Brigliadori ha scritto:

    Questo "concorso" e’ una porcata sotto tantissimi punti di vista, non ultimo quello
    della correttezza e della efficacia del modo invocato per stabilire un’idoneita’. Io ho gia’ un biglietto aereo per Fermilab (dove dovrei lavorare) in data 30 Giugno!!! Perdere tempo per una prova che, dopo 13 anni di lavoro, dottorato, postdoc, assegni etc etc pretenda in 8 ore e qualche domanda di stabilire se sono o meno idoneo mi da’ "fastidio" (eufemismo). Certo la decisione di non andare non e’ facile, soprattutto per chi ormai ha davvero poche possibilita’ di contratti e quindi teme di chiudersi le poche porte EVENTUALMENTE (!!!) aperte. Sono pero’ davvero favorevole al boicottaggio di massa.

  10. sara ha scritto:

    ho ricevuto proprio ora una telefonata da roma per dirmi che la convocazione e’ arrivata e l’esame e’ fissato al 6 luglio. io comunque ripeto che sono favorevelo al boicottaggio di massa! potremmo cominciare a scrivere una mail ai contatti delle persone che conosciamo e farla pian piano espandere…almeno per iniziare.

  11. marco musy ha scritto:

    Ottimo!
    A me sembra che l’unica forma di protesta che possa davvero essere
    incisiva, sia il rifiuto di prestarsi al delirio di questa manica di
    burocrati che non sono capaci di far altro che metterci bastoni fra le ruote.
    Questa gente non agisce PER noi, ma CONTRO di noi.

    Dovremmo scrivere una lettera/email a chi ha fatto la domanda,
    proponendogli l’iniziativa. Mi hanno riferito che sono circa 300.
    Come si puo fare per raccogliere gli email?

  12. sara ha scritto:

    raccogliere tutte le mail credo sia difficile, ma se cominciamo a scriverne 1 e passarcela tra di noi in modo da mandarla ciascuno ai proprri amici/colleghi che sappiamo hanno partecipato, e cosi’ via… secondo me ce la facciamo a raggiungere un buon numero di persone.
    c’era stata tempo fa anche una petizione da firmare contro l’r5. il link era il seguente: http://doodle.com/8cvu94cmxa5s62ts. (attenzione: le persone che hanno firmato non e’ detto che siano quelle che avevano fatto domanda! molti sono dottorandi)
    A quest’altro link, invece, trovate le persone di riferimento per molte delle sezioni INFN:
    http://www.doodle.com/d7gmbe3twnk42faz.
    Insomma, io un po’ di contatti ce li ho: c’e’ qualcuno che se la sente di scrivere una mail?
    Io ho gia’ cominciato a mandare qualche sollecitazione agli amici che so che hanno fatto domanda, dicendogli che a breve arrivera’ una mail

  13. sara ha scritto:

    raccogliere tutte le mail credo sia difficile, ma se cominciamo a scriverne 1 e passarcela tra di noi in modo da mandarla ciascuno ai proprri amici/colleghi che sappiamo hanno partecipato, e cosi’ via… secondo me ce la facciamo a raggiungere un buon numero di persone.
    c’era stata tempo fa anche una petizione da firmare contro l’r5 e dei nomi di riferimento di persone da conattare nelle varie sezioni INFN (qualcuna e’ mancante), quindi si potrebbe iniziare da li’.
    Sempre su questo sito, alla sezione 2009/04/lr5-visto-da-chi-dovrebbe-subirlo-la-protesta-dei-ricercatori-precari/, si trova la lettera, quindi partendo da questa si potrebbe scrivere una mail.
    Io ho gia’ cominciato a mandare qualche sollecitazione agli amici che so che hanno fatto domanda, dicendogli che a breve arrivera’ una mail.

  14. Francesco ha scritto:

    io pure sono in germania, tornero’ a roma il 27, ora mi tocchera’ tornare anche una settimana dopo, che follia. Secondo me non e’ proponibile boicottare in massa gli R5, allora non avremmo neanche dovuto fare la domanda, gia’ si sapeva che era una boiata e gia’ avevamo firmato la petizione (io almeno ho fatto sia la domanda sia firmato la petizione). Comunque per legge le date devono essere comunicate con almeno 20 giorni di preavviso, se questo termine non e’ rispettato allora veramente ci sono tutti i termini per far saltare questa follia

  15. marco musy ha scritto:

    Che ne pensate? (ho riciclato una parte del messaggio di C. Sbarra
    che mi sembra molto efficace)

    Siamo un gruppo di ricercatori che, forse come te, hanno fatto la domanda
    di partecipazione al prossimo "concorso" R5, e ti scriviamo per proporti
    di unirti nell’iniziativa di NON PARTECIPARE a questa ennesima farsa
    perpetrata da una classe dirigente totalmente incapace di gestire il grave
    problema del precariato in Italia.

    E’ impensabile e profondamente stupido credere che dopo anni di
    partecipazione ad esperimenti in ambito internazionale, un esamino di
    fisica delle particelle elementari possa servire da discrimine alle
    capacita’ di un ricercatore, senza neppure considerarne il CV.

    Ci rifiutiamo di perdere tempo e risorse per sostenere un esame che non
    garantisce nulla, che sembra ideato dal perfetto stereotipo del burocrate
    dietro alla scrivania. Oltretutto comunicatoci con sole 3 settimane di
    anticipo, dimostrando l’incredibile presunzione di considerarci al loro
    servizio, quasi non avessimo nient’altro da fare.
    È sempre lo stesso gioco ipocrita in cui invece di confessare la miopia
    della politica del personale dell’ente si vogliono eliminare i precari
    pretendendo che sia ESCLUSIVAMENTE colpa loro se non avranno un posto.
    L’INFN vive del nostro lavoro, visto che si assume incarichi che non è
    evidentemente in grado di sostenere con i propri dipendenti: vuoi perché
    son pochi, vuoi perché si rifiutano di imparare il C++ e Root, vuoi perché
    si son stufati di essere pagati per una frazione delle loro reali ore
    lavorative e hanno deciso di restituire un po’ di tempo alle loro famiglie.
    Senza i precari l’INFN non sarebbe pronta per la partenza di LHC.

    È ora di darci un taglio. Rifiutiamoci di essere presi per il naso.
    Se NESSUNO si presentera’ agli R5, l’ente sara’ COSTRETTO a trovare
    nuove e più sensate soluzioni. Finalmente saremmo INTERLOCUTORI invece che
    soggetti passivi. Prendiamo in mano il nostro futuro, basta affidarsi
    soltanto a referenti locali giocoforza inseriti in un gioco di potere che
    comunque NON CI INCLUDE.

    Se anche tu condividi queste considerazioni invia per favore un forward
    a chi, di tua conoscenza, possa aver applicato per questi R5, in modo da
    diffondere attivamente l’iniziativa.

    Grazie.

  16. sara ha scritto:

    ciao, a me la convocazione e’ arrivata oggi per il 6 luglio. in realta’ quindi il preavviso e’ di 18 giorni, ma non so se conta il giorno in cui viene spedita o quello in cui si riceve la convocazione.
    anche io torno a roma la settimana prima, motivo in piu’ per non tornare quella successiva. tra l’altro non so voi come state messi, ma io non ho potuto trovare il tempo di mettermi a studiare visto che di lavoro da fare ce n’e’ sempre troppo!
    io penso che adesso sicuramente non c’e molto tempo per fare proselitismi di boicottaggio, ma io comunque ci proverei! Grazie a Chiara Oppedisano (che si era occupata della petizione), ho rimediato una lista di mail, quindi direi che posso copiare la mail inviata da marco e inviarla a questi contatti…. poi come andra’ andra’, ma io almeno ci proverei!

  17. marco musy ha scritto:

    @sara
    OK, perfetto. Vero che non c’e molto tempo per i proselitismi di boicottaggio, ma l’alternativa mi sembra quella di non fare nulla, o peggio piegarsi alla "porcata"…,
    come l’ha chiamata Luca…

  18. Matteo ha scritto:

    Purtroppo il boicottaggio non è mai possibile. In ogni occasione ci sarà sempre il lecchino, il figlio di questo, il nipote di quest’altro che andranno a fare la porcata.
    Disertare il concorso, metti anche il 50% dei candidati, aiuta solo l’ente a snellire la pratica. Di art.23 ce ne sono pochi da assegnare, avere poche persone bollinate rende tutto più facile.

  19. marco musy ha scritto:

    ..E allora andiamo a fare il concorso, da brave pecore.

  20. fabio ha scritto:

    sono d’accordo con matteo. questo "concorso" e` una sorta di provocazione.se non ci vai e` anche meglio dal punto di vista di chi lo ha ideato. l’unica cosa da fare sarebbe bloccare le operazioni con protesta civile. ma questo e` ancor piu` complicato da organizzare, temo.

  21. marco musy ha scritto:

    Bloccare fisicamente le operazioni di un concorso non potra mai essere un’azione civile.
    Se nessuno o anche solo poche persone si presenteranno, il loro bel "bollino" giocoforza non avra’ valore, ammesso che gli resti un minimo di onesta’ intellettuale.
    Faccio notare che c’e’ stato chi, ancora piu coerentemente, non ha neppure applicato.

  22. karl ha scritto:

    Il boicottaggio restituirebbe dignità a chi è stato coinvolto in questa farsa umiliante…
    Ma aderiranno tutti?

  23. Matteo ha scritto:

    Non credo che se si presentano poche persone il loro bollino avrà valore, io credo che questo bollino non avrà valore a prescindere.
    Se passi il concorso non vinci niente e avrai l’art.23 solo se gli va di dartelo (tanto è sempre a chiamata).
    Se non passi il concorso non gli frega niente tanto l’INFN deve andare nella direzione di diminuire il precariato.
    L’unica cosa da fare sarebbe andarsene tutti e lasciarli in mutande, poi voglio vedere quanti esperimenti fanno!

  24. cervello-in-sfiga ha scritto:

    Ciao, questo e’ il messaggio che ho lasciato sul buco nero il 4 aprile (2 mesi e mezzo fa… quando ancora il termine per la domanda non era scaduto):
    " Gli R5 sono un insulto alla dignita’ dei precari.
    Bisogna ssolutamente ribellarsi a questi concorsi bovini (nel senso che pretendono di marchiare i lavoratori della conoscenza con un "bollino blu" come le mucche, poi i fortunati andranno in mostra nelle fiere agricole, per gli altri ci sara’ comunque la macellazione. Quanto a coloro che il bolliro non lo prenderanno, possono vendere la loro carne solo al mercato nero…)
    Alcone proposte:
    1) Mandare deserti i concorsi: nessuno si presenta! sarebbe un segnale forte, ma bisogna fare i conti con i soliti leccapiedi che nell’INFN abbondano…
    2) Bloccarli!! Cioe’ fare domanda per partecipare andare li’ e bloccare tutto. In questo modo non ci vuole l’unanimita’, ma perche’ la cosa abbia senso bisognerebbe che la maggioranza dei partecipanti sia d’accordo.
    Io la butto li’…. meditate"

    Nessuno si’ e’ detto d’accordo, ora sembra che ci stiamo svegliando. bene! Sono ancora convinto che il boicottaggio ha senso come messaggio ma non avra’ alcun risultato utile anche nel caso in cui aderisse il 50% degli iscritti. L’unico modo per farsi sentire e’ bloccare tutto; se lo si fa spezzando le ossa delle persone puo’ essere definito un gesto violento, se lo si fa semplicemente sedendosi davanti alla sala, e’ un modo piu’ che civile.

  25. Monica ha scritto:

    Io sono in Germania, e francamente il viaggio me lo risparmierei. Sono favorevole a un boicottaggio, ma sinceramente non credo proprio che funzioni. Non credo che il 50% delle persone voglia boicottare, e se ci sono 300 iscritti come qualcuno di voi ha detto prima, stiamo freschi.
    Chi e’ all’estero non potra’ andare, mentre chi e’ gia’ la’ fara’ il suo bel concorso. Mi pare che siamo alle solite, con aggiunta della guerra tra poveri.

  26. paolo ha scritto:

    io sono pronto a boicottare e a protestare "rumorosamente".
    io non sono una pecoraq

  27. Marco ha scritto:

    Ho ricevuto di recente anche via email una rielaborazione del messaggio di Carla Sbarra che Marco Musy cita qualche commento qui sopra.

    Continuo a condividere indignazione, disgusto e analisi di fondo dei problemi dell’ente descritta nel messaggio, e supporto decisamente il boicottaggio del concorso di idoneità R5. Rimango al limite un po’ stupito dal fatto che la proposta sia quella di non *partecipare* alle procedure concorsuali: non sarebbe stato più incisivo nemmeno *iscriversi*?

    Nell’email mi si chiede infatti se sono uno di quelli che "hanno fatto la domanda di partecipazione al prossimo "concorso" R5″. Beh, no! Proprio perché, come probabilmente anche gli altri destinatari del messaggio, trovo questa iniziativa una farsa e mi rifiuto di perdere tempo e risorse per qualcosa che non garantisce nulla, non ho proprio fatto domanda di partecipazione! Mi chiedo: perché gli altri indignati l’hanno fatta? Perché "non si sa mai"? Perché "non costa nulla"? Perché sotto sotto ci piace indignarci, ma se ci offrissero un posticino domani, cambiando magicamente le regole del concorso o inventandosi una nuova stabilizzazione, lo prenderemmo al volo? Suvvia, un po’ di dignità!

    Se - come si dice nel messaggio - vogliamo essere veramente interlocutori e non soggetti passivi, e pensiamo sul serio di avere il peso necessario per dialogare con la dirigenza dell’ente, allora facciamolo con un po’ di concretezza. L’INFN non sarebbe pronto alla partenza di LHC senza il lavoro dei precari? Vero. E allora perché non incrociare le braccia, sabotare le attività, rifiutarsi di fornire quella forza lavoro così fondamentale? Temiamo forse di essere troppo facilmente sostituibili? La mia metà cattivella mi dice che in fondo ci piace sperare che la nostra fedeltà un po’ rassegnata prima o poi sarà ricompensata. Saremo in grado di dimostrare che non è così? Non presentarsi all’R5 è sicuramente un passo *necessario*, ma probabilmente non *sufficiente*.

    Saluti, M.

  28. marco musy ha scritto:

    Sarebbe stato piu incisivo non iscriversi.
    Personalmente l’ho fatto perche al tempo non avevo ben chiaro di cosa si trattasse, e non avevo il tempo di investigarlo.

  29. sara ha scritto:

    Certo che sarebbe stato piu’ coerente non iscriversi del tutto, come e’ stato fatto anche notare piu’ volte, ma ormai l’iscrizione da parte di molti c’e’ stata,e vista la situazione attuale, non vedo altre possibilita’ che quella di non andare. Concordo che non si riuscira’ a coinvolgere tutti, forse nemmeno il 50%, ma questo non e’ certo un motivo per dire "ok, visto che il boicottaggio non si riuscira’ a fare e visto che c’e’ sempre qualcuno che va, allora ci vado anche io!". Forse, come giustamente ha segnalato qualcuno nel feedback seguito a quella mail, ci dovremmo contare in modo da scoraggiare almeno chi e’ indeciso facendo vedere che siamo tanti.
    sicuramente l’INFN sara’ ancora piu’ contento perche’ ci autoeliminiamo, ma al momento non vedo altre manifestazioni di protesta fattibili.
    idee per contarci? ennessimo doodle?

  30. Marco ha scritto:

    Sara tocca il punto dolente della questione: come fare ad assicurarsi che chi si dichiara indignato poi decida di presentarsi silenziosamente? Si tratta dello stesso problema avuto al momento del "boicottaggio delle iscrizioni": molti arrabbiati, ma alla fine pure molti iscritti, e una grossa sovrapposizione tra i due insiemi.

    Una protesta è sempre una questione di visibilità e comunicazione: non andare al concorso (o rifiutarsi di andare in trasferta, o di consegnare quel pezzo si software entro la deadline, o…) sono strumenti di protesta efficaci se l’oggetto della protesta e il pubblico vengono a sapere che non ci si iscrivi o presenta a un concorso (o non si fanno altre cose) per una serie di motivi. Ergo, perché il boicottaggio serva a qualcosa, mi sembra necessario:

    1) Raccogliere le adesioni espliciti di chi non si presenta sebbene iscritto, e verificare che questo è un numero consistente rispetto al totale degli iscritti, Altrimenti sarebbe un gioco da anime belle. Doodle va bene, basta anche una persona di buona volontà e un email ad-hoc.
    2) Scrivere un documento che contenga una sintesi della ragioni del boicottaggio, documento che accompagni l’elenco dei boicottatori, e che venga presentato all’ente da una delegazione il giorno del concorso.
    3) Le persone che pensano di boicottare potrebbero presentarsi ugualmente, ma magari rifiutarsi di entrare, e fare qualcos’altro - tipo "ricerca in strada?" - mentre il concorso ha luogo
    4) In particolare per il punto (3) servirebbe avere un pochino di copertura mediatica, che si può sempre organizzare.

    Ciò detto, insisto: questa dovrebbe essere l’*inizio* di una serie di proteste e boicottaggi un dito più cattivi, che danneggino realmente l’ente e che soprattutto mettano in pessima luce la dirigenza.

    Certo, che sia chiaro a tutti: questa strada potrebbe avere degli effetti collaterali spiacevoli. E chiediamoci anche: se una dirigenza sputtanata portasse al commissariamento dell’ente (credo che al governo non dispiacerebbe) sarebbe una buona cosa?

  31. sara ha scritto:

    Condivido i punti 1 e 2 ma vedo un po’ difficile la realizzazione di 3 perche’, come dicevamo, molti di quelli che boicottano sono all’estero (me inclusa) e uno dei motivi di indignazione per questo concorso (certo, non il primo, ma uno dei tanti) e’ proprio il preavviso quasi nullo con cui ci viene inviata la convocazione! certamente se quelli che sono in italia riuscissero a mobilitarsi con un appoggio mediatico la cosa avrebbe magari un po’ di effetto!
    a titolo esemplificativo voglio dirvi che a roma circa 1 anno e mezzo fa eravamo solo in 20 a protestare per l’aumento ottenere l’aumento delle borse di dottorato! e in quel caso si trattava di una realta’ che coinvolgeva ben piu’ studenti (non solo fisici di particelle, e nemmeno solo fisici, ma tutte le facolta’!), eppure con l’aiuto mediatico di un giornalista, siamo riusciti a dare visibilita’ alla protesta.

  32. Anna ha scritto:

    Io non ho nemmeno applicato!!!! Mi rifiuto di piegarmi ad una simile presa in giro.

  33. Gianluca ha scritto:

    Purtroppo in questo caso il boicottaggio non puo’ avere l’efficacia sperata, perche’ con tutte le classi di idoneita’ a priori previste nel bando (chi ha gia’ avuto un art.23, chi ha fatto alcuni tipi di concorso nel passato, gli stranieri, etc.) non presentarsi vorrebbe dire fare il gioco dell’INFN che si e’ persino meravigliata delle 500 domande pervenute.

    Secondo me sarebbe piu’ efficace preparare una lettera comune che ognuno firma singolarmente e la consegna alla commissione di vigilanza al termine del compito, con la richiesta di farla pervenire alla commissione centrale e al presidente.

    g.

  34. Marco ha scritto:

    "Dividi et impera" rimane il principio base (insieme a quello di scatenare le guerre tra poveri!), a quanto vedo. :-)

    Secondo me presentarsi a fare il concorso con una lettera di protesta è come dire: "siete perfidi sfruttatori e noi non possiamo fare altro che chinarci alla vostra volontà, però ci teniamo sappiate che ne siamo consapevoli. La nostra testa sotto i vostri piedi etc etc".

  35. Matthew Moulson ha scritto:

    Ciao a tutti.

    Sono uno dei redattori del sito. Sono strutturato ma seguo la vicenda R5 con angoscia. Credo che la proposta sia veramente un’abominazione per piu’ motivi di quanto posso sperare di esporre qui—tutti i motivi validissimi esposti nei commenti degli altri, piu’ altri motivi ancora. Ho firmato tutti gli appelli contro l’R5 che sono venuti alla mia attenzione, compreso quelli che comportavano il rifiuto di fare parte di una commissione di vigilanza. Ho tradotto la lettera di Carla in inglese per il sito perche’ esprimeva bene la mia revulsione e mi sono detto contrario all’R5 a Petronizo durante un assemblea qui a Frascati.

    Tuttavia: a quelli che devono decidere di partecipare o meno all’esame in questo momento, devo consigliare di andare a partecipare. L’ente sta cercando tutte le scuse per mandarvi a casa. Capisco benissimo la vostra rabbia ma se non andate all’esame fate esattamente quello che vogliono loro: date a loro un pretesto per lasciarvi a casa. Sarebbe tanto bello se nessuno dei cinquecento ci andasse, ma sapete benissimo che solo una frazione minore degli interessati e’ veramente disposta a compiere un tale gesto autolesivo per motivi di puro principio. E comunque anche se tutti e cinquecento non si dovessero presentare, nonostante l’alto valore simbolico del gesto, nei prossimi anni a venire e’ ben possibile che i posti andrebbero semplicemente a chi per motivi completamente casuale ha avuto nel passato un tipo di contratto piuttosto che un altro e che di consequenza ha gia’ l’idoneita’ richiesta.

    In altre parole, sapete questo: Se volete andarvene, a cercare un posto in un altro ente o settore o paese—se questo e il vostro vero desiderio, peraltro per certi versi assolutamente condivisibile—allora siete liberi e piu’ che giustificati a frullare la selezione R5 trasformando questa decisione in un gesto simbolico.

    Ma se invece ancora sperate di trovare qualcosa nell’INFN—e non dico che ci sono buoni possibilita’ ma comunque se e’ questo quello che sperate—allora dovete andare all’esame. La triste realta’ e’ che loro vincono in ogni caso—se o meno ci andate. Quindi perche’ farvi male da soli?

    La vera risposta e’ di cercare di esattare il prezzo piu’ alto che potete, anche ai vostri colleghi, per fare loro rendersi conto della vostra situazione. Ovviamente vuol dire non fare un cavolo tranne studiare tra ora e l’esame. In realta’ questa era probabilmente cosa buona e giusta fin dall’apertura del bando. Anzi, se non sbaglio, l’ente vi sta dicendo con le sue azioni che e’ proprio questo che dovete fare per sistemarvi.

    Intanto credo sia il caso continuare la protesta perche’ l’unica speranza e che riusciamo a mettere in controluce tutti i problemi con questa selezione, magari costringendo l’ente a riconsiderarne il valore, o al limite convincendo l’ente ad abbandonare quest’approcio nel futuro.

  36. Marco ha scritto:

    Che bello, che bello,

    il miglior consiglio che ci viene dato da uno strutturato è che non abbiamo nessun possibilità di far sentire un qualche tipo di voce, e che in fondo la strategia migliore è quella di andare a cercare molto italianamente le crepe nel sistema (vuoi giudicarmi sulle conoscenze di base? Io smetto di lavorare e studio, così ti danneggio e alla fine tu mi assumi pure), e di cercar di infilarcisi prima che lo facciano altri.

    Dio, che tristezza! E chi oggi non lavora per l’INFN? Forse forse è un bene che l’ente assuma un po’ a caso chi meglio conosce le regole ed è più disponibile a cibarsi di umiliazioni. Probabilmente la cosa accelererà il suo meritato sfacelo.

    Saluti delusi, M.

  37. Paolo Valente ha scritto:

    Marco,
    innanzi tutto noi strutturati non è detto dobbiamo dire cose più intelligenti
    (o almeno non per il mero fatto di essere a tempo indeterminato…)
    E comunque Matt era semplicemente preoccupato del rapporto costo/benefici della
    protesta che tu proponi: il costo, per chi volesse anche solo sperare di ottenere
    un contratto (a tempo determinato) è evidentemente il non poter prendere un contratto,
    almeno fino alla prossima selezione (magari per chi ci ha rinunciato da tempo, e
    magari perché ha un’alternativa migliore, perché no, tale costo è accettabile,
    ma allora, coerentemente, costei/costui non ha fatto neanche domanda); il "beneficio"
    sarebbe invece la visibilità di una protesta, che, permettimi, è già stata ampiamente
    manifestata, e anche dagli strutturati, verso una dirigenza che ha dimostrato di voler
    tirare avanti lo stesso. Tutto qui. Nessun invito a ingoiare rospi, di nessuna specie.
    Saluti affettuosi

  38. Marco ha scritto:

    Massì, Massì, mi è perfettamente chiaro, niente di personale contro nessuno. Rimane il fatto che, comunque la si rigiri, questa resta una guerra tra i poveri: precari prima, disperati adesso, ingoieremmo qualunque cosa pur di poter essere un dito meno disperati, e intanto cerchiamo giustificazioni alla rassegnazione. Prendo atto.

    Rispetto alla questione della protesta invece dissento: una protesta ha qualche possibilità di essere efficace se allo stesso tempo è *visibile* e *arreca danno*. La pirma cosa da sole è consolante e necessaria ma inutile.

    Come scrivevo qualche commento più su stamattina, lasciamo dunque pure perdere il concorso d’abilitazione, e parliamo di cose serie: come si fa a mettere seriamente sotto pressione un ente del quale ci si ritiene forza trainante sottopagata e umiliata, per poter avere diritto a delle rivendicazioni? Per adesso io vedo solo la strada della sottomissione paziente, condita da qualche lodevole alzata della voce da parte dei volenterosi. La dirigenza tira avanti lo stesso perché è forse cocciuta e maligna, ma sicuramente anche perché le base dell’organico - precario o meno, indifferente o spaventato - glielo permette con un silenzio-assenso rassicurante. Si può fare qualcosa per questo?

  39. Paolo Valente ha scritto:

    Qualche mese fa,
    in un convegno sulla ricerca, un fisico italiano, con un ruolo importante al CERN,
    disse: "I ricercatori votano con i piedi". Ovvero: scelgono il posto dove possono fare
    meglio il lavoro che amano.
    Ora, è ovvio che molti avranno 1000 problemi a lasciare il loro paese o il loro ambito
    di ricerca, ma è altrettanto vero che un Paese, come pure un Ente o un Dipartimento
    di Università (ma vale per una qualsiasi impresa umana), che non riconoscono la loro
    autentica forza e ricchezza umana, sono condannati a declinare verso lo sfacelo,
    come dicevi sopra.
    Chi pagherà questi errori? L’attuale dirigenza, o molto più probabilmente
    la generazione di "mezzo", i giovani e meno giovani, fino agli stessi
    (prima o poi ex-)precari che, per vari motivi come dicevo, non se ne saranno
    andati altrove?
    Questo perché, come è noto, in un ambito come il nostro, gli errori come i mancati
    investimenti, vengono a riscossione dopo diversi anni.
    E’ lo stesso tipo di problema che abbiamo quando cerchiamo di far capire quanto è
    importante la ricerca fondamentale al mondo della politica (ma anche all’opinione
    pubblica).
    Ci vorrebbe una leva per cambiare direzione, invece, da subito. Questa leva, secondo
    me, è solo la consapevolezza di quello che accade, da diffondere in tutti coloro che
    fanno parte del nostro mondo.
    Tu dici: boicottare, scioperare, astenersi. Ma quanti ti seguirebbero?
    Io dico: informare, diffondere, scuotere le coscienze, partecipare,
    pensare e parlare, parlare chiaro, parlare senza paura.
    Esprimere il proprio pensiero su quello che deve essere l’organizzazione del
    sistema della ricerca. Per la semplice ragione che tutti quelli che ci
    lavorano e danno il loro contributo, hanno DIRITTO, un sacrosanto diritto, di dire
    la loro.
    La "rivoluzione" è quella di alzare la testa dal proprio terminale e andare alle
    riunioni, alle assemblee, scrivere sui siti, partecipare alle iniziative pubbliche,
    iscriversi alle organizzazioni e ai sindacati, partecipare alla vita dei dipartimenti
    e dell’INFN, andare ai consigli di struttura, di facoltà… avere una voce.
    Una voce che provi a rompere, con rispetto, con dignità, ma senza paura né ipocrisie,
    il silenzio-assenso di cui parli.

  40. Marco ha scritto:

    Paolo,

    Quasi quasi mi commuovo a leggere quanto scrivi, che ovviamente condivido pienamente. Per una serie di ragioni, la prima delle quali è certamente quella di essere uno di quelli che ha "votato con i piedi" e scelto la strada dell’emigrazione (e molto facilmente del non ritorno).

    Vorrei che fosse quindi chiaro che io non dico (soltanto): boicottare, scioperare, astenersi: dico piuttosto che diffondere e informare sono presupposti necessari e assolutamente non trascurabili, ma che da soli non bastano. Lo scopo della consapevolezza non può essere la consapevolezza stessa, ma l’azione. A meno che non vogliamo bearci nella nostra capacità analitica e critica, continuando intanto allegramente a prenderlo in quel posto, cosa che sembra purtroppo uno degli sport preferiti di una certa sinistra benpensante italiana (chiusa parentesi politica).

    Sposo dunque la tua posizione lirica rispetto alla necessità di una voce che rompa il silenzio sottomesso: io personalmente ci metto la mia da un po’. Ma che sia una voce che, dopo la fase della denuncia e della presa di coscienza, organizzi, muova, coordini, agisca. Altrimenti sono pippe. E mi si scusi il francesismo.

  41. Monica ha scritto:

    Quindi, riassumendo, bisogna andare a fare il concorso. Bisogna smettere di lavorare adesso e studiare fino al 6-7 luglio, o quel che e’. Io non lo posso fare, sono all’estero, mi pagano per lavorare, ho un bel po’ di impegni. Credo che ci siano parecchi di noi, anche in Italia, che hanno delle scadenze da rispettare e che non si possono permettere soste di 3 settimane. Non so piu’ commentare le decisioni dell’ente. E’ chiaro che chi ha delle responsabilita’ dentro esperimenti grandi o meno grandi non puo’ semplicemente dire alle persone con cui lavora "Scusate, fatemi sapere fra 3 settimane, perche’ io non sono disponibile da qui al 6 luglio". Ma allora, che significa? Che le persone con piu’ responsabilita’ non possono sperare che il concorso vada loro bene. Mi sembra tutto coerente con il fatto che si tratta di un concorso per soli esami.
    E’ vero, non ci si doveva iscrivere ma lo si e’ fatto. Ma riesco a prevedere quanto mi farebbe incazzare andare a fare il concorso e magari non prendere l’idoneita’ perche’ qualcuno mi chiede cose che sapevo benissimo il giorno dell’esame di fisica delle particelle ma che adesso sono evaporate…

  42. Antonio ha scritto:

    NO! Non e` vero! Non e` vero che "bisogna andare a fare il concorso" come scrive Monica.
    E non e` vero neanche come scrive Paolo che pochi seguirebbero la via del boicottaggio.
    Ma vi immaginate cosa succederebbe il 6 Luglio se alle 8:30 quando si aprono le porte dell’Aula Amaldi a Roma (e nelle altre sedi del concorso) se i commissari si trovassero un’assemblea di persone che rifutano di partecipare al concorso non sottoponendosi alla procedura di identificazione? E far andare deserto il concorso? Ma vi immaginate la faccia della commissione e di chi l’ha nominata? Io sono certo che un’azione di questo tipo non passi inosservata.
    Dalle mail che stanno girando su diverse liste di discussione spontanee e non mi sembra anche che un boicottaggio totale di R5 sia un obbiettivo alla nostra portata.

  43. Matteo ha scritto:

    Io sono d’accordo con Paolo. L’ultima cosa da fare, in questa guerra tra poveri, è quella di arrecarci danni da soli. Non c’è niente di positivo in questo concorso, personalmente lo trovo denigrante e offensivo. Fino a ieri ti servivo per mandare avanti più esperimenti, ora vuoi vedere la mia preparazione "accademica", la prima cosa che mi viene in mente è andate a quel paese tutti, ma gli unici che rimettiamo siamo sempre noi.
    Si dovrebbe cambiare la dicitura del concorso in: concorso per non dare all’INFN il pretesto di mandarti a casa.

  44. Gianluca ha scritto:

    Sui motivi della protesta siamo tutti d’accordo. Quello di cui si dovrebbe discutere e’ la migliore strategia.

    Credo che il principio base dovrebbe essere quello di cercare di fare qualcosa di comune, che sia boicottaggio, lettera o altro. Qualunque tipo di azione che non abbia il massimo consenso passerebbe soltanto come la risposta di pochi che non hanno voglia sostenere concorsi.

    Il fatto che il boicottaggio non potra’ essere sostenuto da tutti (e in qualche caso anche a ragione) rende, secondo me, questa azione molto piu’ debole di quello che sembra. Si aprira’ la porta dell’aula Amaldi e l’aula non sara’ deserta. Ci saranno 10 persone e l’ente sara’ contentissimo di fare 10 idonei da aggiungere agli altri 100 gia’ idonei da bando e saturare tutti gli articoli 23 da adesso ai prossimi 5 anni, e poche palle.

    Se il nostro scopo e’ quello di mandare un messaggio abbiamo diverse strade:
    i) lettera da consegnare insieme al compito
    ii) bloccare con la forza lo svolgimento dell’esame
    iii) organizzare la copiatura di gruppo durante l’esame
    iv) qualunque altra cosa che faccia vedere una protesta attiva e non passiva come un rifuto di partecipare… (l’ideale sarebbe andare fare il compito bene e poi annullarlo scrivendo i nostri pensieri su cosa pensiamo della politica del personale dell’ente direttamente sull’elaborato)

    Noi siamo in una posizione "debole" (come tutti i precari) e la cosa che dobbiamo evitare e’ farci male da soli (come dicevano Paolo e Matt): auto-escluderci fa soltanto il gioco dell’ente, non ce lo vedo Petronzio a disperarsi perche’ delle 500 domande soltanto un 10% si presentera’ alla selezione!

    La lettera che proponevo non e’ una soluzione di compromesso: dipende da cosa gli scriviamo sopra.
    Se sulla lettera si scrive qualcosa tipo che non solo non avalliamo la politica e la gestione del personale da parte dell’ente etc etc, ma che da quel momento in poi ci riteniamo tutti in sciopero permanente (pero’ lo facciamo davvero) finche’ l’ente non definira’ una procedura’ concorsuale chiara e regolare, potremmo in qualche modo rigirare l’arma contro di loro.

    Con tutto questo, tengo a precisare a Marco soprattutto, non voglio dire che non partecipero’ al boicottaggio se la maggioranza riterra’ che quella e’ la strada migliore.

    g.

  45. giuseppe ha scritto:

    Permettetemi sconnessamente e maldestramente di fare il (mio) punto della situazione!
    Credo che molti di voi concordano sul fatto che il concorso r5 sia umiliante e assurdo:
    1) è un concorso a perdere, un gratta e vinci al contrario in cui punti 1000 € per vincerne 2;
    2) non è assolutamente detto che chi conosce il “modello standard e le sue verifiche sperimentali” sia in grado di montare un esperimento o di fare analisi dati (non sempre uno studente eccezionale è capace di innovare)
    3) il termine di preavviso del concorso è “CONGRUO” solo in Italia e Zimbabwe; molti di noi hanno importanti responsabilità e non si possono permettere di perdere 15 giorni a studiare proprio quando hanno il loro tanto atteso fascio e altri sono all’estero; se ci comunicavano le date con 3 mesi di anticipo ognuno si poteva organizzare invece…..
    4) sono state inascoltate le lettere di perplessità di alcuni membri di giunta, di molti presidenti di commissioni nazionali, del rappresentante nazionale dei ricercatori, nonché (cosa non trascurabile) del personale precario che è interessato dal concorso
    5) chi fa adroterapia all’interno dell’INFN farebbe bene a suicidarsi visto che magari cura un bel po’ di persone ma non conosce il modello standard
    6) aggiungete voi se vi pare…

    allora,se concordate con quanto sotto-sopra direi che è inutile continuare a lamentarsi o interrogarsi se il boicottaggio serva o no…etc…etc …(non sono starnuti) ma agire.
    Quindi propongo don chiscittaniamente (neologismo!!!):

    1) scriviamo una nuova lettera in cui esprimiamo le nostre perplessità ma andiamoci giù duro, minacciando un bel boicottaggio con sciopero ad oltranza, firmiamola e inviamola all’INFN, ai giornali, alle TV, al presidente della repubblica, ai presidenti di camera e senato, al premier e al ministro (scordate gli ultimi…mi sembrava di stare in Finlandia) e nel frattempo cerchiamo di convincere quante più persone a boicottare e fissiamo una soglia minima accettabile (70 % di boicottaggi)……
    2) blocchiamo qualche casello autostradale???? esagerato!!!!
    3) se non raggiungiamo la soglia andiamo a fare il concorso e diamo spazio alla fantasia; io mi porto il lettore mp3 e una bottiglia di cognac (solo per la prova di pomeriggio a stomaco pieno) e mi metto a cantare…
    4) chi fa il concorso e lo passa sarà automaticamente idoneo anche ad esercitare la professione di sacco da pugile e zerbino

    P.S. Non sono pazzo, penso solo che partecipare a questo concorso sia come prostituirsi e io la mia dignità e il mio **** non li vendo.
    L’Italia è un paese che fa schifo anche perchè la nostra generazione subisce da anni umiliazioni e noi stiamo lì ad aver paura di ribellarci

  46. Alessandro ha scritto:

    Penso che la via migliore sia evidenziare l’illegalita’ di questa preselezione e fare rumore con gli organi di stampa e i sindacati, segnalando che c’e’ un tentativo, dopo avere illuso per anni i giovani, di "svecchiare" il corpo dei precari imponendo un passaggio umiliante che molti rifiuteranno (o che non si sentiranno di affrontare a causa dello scarso preavviso) - e il rifiuto potrebbe diventare funzionale al sistema se con viene evidenziata l’illegalita’ della preselezione. Che e’ illegale sia perche’ impone un titolo non previsto dalla legge sia perche’ non soggiace alle normali regole di un concorso (come ad esempio il preavviso).
    Chiarirei con la stampa che c’e’ in qualche modo un tentativo di una casta di "baroni" di passare a una nuova generazione di schiavi che sostengano in modo acritico le loro scelte.
    Penso infine che gli operai di un’industria non verrebbero mai trattati cosi’… In un relativo silenzio…

  47. Matteo ha scritto:

    Ovviamente io mi schiero con la maggioranza. Se decidiamo di scrivere una lettera e allegarla al compito, VA BENE, se decidiamo di dare eco all’illegalità, VA BENE. Vorrei solo riflettere su una cosa, ho varie responsabilità, anche fondamentali per lo svolgimento del mio esperimento. Ho deciso di mettermi a studiare, e lo faccio. Il mio è uno sciopero, poichè l’INFN mi dice di fare un concorso (per quanto offensivo), decido di farlo e mi metto a studiare. Se io mi metto a studiare, sto già entrando in sciopero, se i miei capi mi dicono che c’è da fare qualcosa, dico STI CAZZI, l’INFN vuole che io studi, e lo faccio. Qui invece si parla di responsabilità, di fascio che arriva, ecc. Partendo da questi presupposti, lo sciopero non è fattibile!
    Ovviamente non mi rivolgo a quelli che stanno all’estero, ma a quelli che lavorano per l’ìnfn. Volete fare sciopero, cominciate a studiare e bloccate tutto, questo è un segnale. Quando nel passato mi sono ritrovato 2 mesi senza essere pagato, ai miei capi ho detto CIAO, ci vediamo quando mi pagate. C’è gente che non viene pagata per mesi e va a lavorare. E’ grazie a questi comportamenti che ci sono ritardi enormi nei contratti, tanto il coglione che lavora c’è sempre! Diamo dei segnali forti, non ci nascondiamo dietro le responsabilità!

  48. Gianluca ha scritto:

    d’accordo con matteo…

    qualcuno a Pisa propone di andare scrivere la lettera, consegnare in bianco e allegare il curriculum…

    cosa ne pensate?

    g.

  49. sara ha scritto:

    Concordo con lo scrivere una lettera, mandarla non solo all’INFN ma anche a qualche giornale.
    Forse sarà semplicemente l’ennesima tra tutte quelle già scritte ed inviate, ma a ridosso dell’esame e pubblicata da qualche quotidiano proprio il 6 luglio, magari ha una visibilità maggiore! Se poi si riuscisse ad associare anche qualche tipo di protesta (sempre con la collaborazione di giornali o tv) in loco il 6 luglio stesso, beh, ancora meglio, però intanto proporrei di andare per gradi e di scrivere questa lettera con tutte le motivazioni che sono uscite fuori da questo e da altri blog di discussione (prima tra tutti la cosapevolezza diffusa che il non andare a sostenere l’esame sappiamo fare comodo all’INFN perchè permette una "scrematura naturale" del numero di partecipanti, ma ciò non toglie che l’opposizone a continuare ad essere schiavi del sistema, passa attraverso questo boicotaggio).

  50. Gianluca ha scritto:

    Questa del curriculum non vi piace?

  51. sara ha scritto:

    E’ stato aperto un censimento doodle all’indirizzo: http://www.doodle.com/trzk993cugesx3g6

    C’è anche un gruppo facebook che hanno aperto: http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/group.php?gid=90321897295

  52. sara ha scritto:

    è stata aperta anche un’altra pagina per contarci: http://www.buconero.eu/2009/06/io-non-andr5o/

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