Lug 07 2009
Stremati ma vivi - Cosa abbiamo fatto in questi mesi
Un contributo un po’ personale, meno politichese per una volta.
I mesi trascorsi hanno visto un po’ vacillare le nostre volonta’: a fronte dei tanti sforzi profusi e’ per un attimo sembrato che tutto fosse inutile. L’ente avrebbe continuato nel suo piano di rispetto formale dei limiti di legge, la stragrande maggioranza dei precari con anzianita’ di associazione elevata sarebbe stata cacciata, nuove e vessatorie selezioni alle porte per selezionare gli schiavi del futuro, sempre piu’ sotto il giogo di responsabili e "potenti" di turno, senza tutele ne’ possibilita’ di organizzarsi un futuro lavorativo e di vita.
Questo quadro e’ poi iniziato a cambiare. Il lavoro che abbiamo fatto e’ stato un po’ piu’ sotterraneo che nel passato, attraverso lo strumento sindacale che, lo vogliamo sottolineare ancora una volta, e’ l’unico, irrinunciabile grimaldello che possa perforare il muro di gomma del management. E ripetiamo: questo strumento funziona solo quando realmente supportato dalla partecipazione pronta ed energica dei diretti interessati. Non abbiamo mai chiesto la luna, il "tutti dentro", abbiamo sempre cercato di dare dignita’ ai colleghi precari, attraverso il raggiungimento di selezioni serie e con una ragionevole e nota possibilita’ di successo.
Oh, attraverso questo lavoro (che e’ faticoso e sempre visto come un mezzo e non come un fine) qualcosa si e’ ottenuto: da una parte le stabilizzazioni invece di essere annullate a giugno, sono state prorogate fino a dicembre (e potrebbe essere che la trascrizione in legge di un recente Decreto Legge le veda prolungate fino a fine 2010). L’ente, che aveva prospettato un succedersi di scremature partendo da giugno per arrivare a dicembre per cacciare i non voluti (almeno un centinaio), ha affermato che avrebbe prolungato quasi tutti i contratti in essere per i non stabilizzandi fino a fine gennaio 2010.
Ultimamente, dopo ripetute pressioni, e’ stata varata una commissione di "monitoraggio e proposta", peraltro prevista dal contratto collettivo (vedi, CCNL quadriennio normativo 1998-2001, I biennio economico 1998-1999, art. 22bis) e mai attivata, nella quale sindacati ed ente possano dialogare specificatamente e nel dettaglio sul precariato, con l’obiettivo precipuo di stilare proposte da essere discusse nella sede del tavolo negoziale. Questo strumento potrebbe consentirci di qualificarci come interlocutore e di dialogare con l’ente, ognuno nel rispetto dei propri ruoli.
Questo strumento ci appare fondamentale e abbiamo lottato molto per ottenerlo: noi ci stiamo mettendo la faccia, ci stiamo impegnando per uno scopo, non lo stiamo certo facendo per carriera (anzi), ne’ per ottenere una qualche visibilita’ (anzi), e soprattutto non lo facciamo di mestiere. Quelli che invece lo fanno per professione possono anche mettere avanti le ragioni della politica sindacale alle nostre personali ragioni e quindi rifiutare di portare la propria sigla a questa nuova commissione: cosi’ facendo di fatto si rendono "altro" rispetto al nostro sforzo e separano definitivamente la loro strada dalla nostra. Basta saperlo. Segnatamente e per quel che ci e` noto oggi, ANPRI e CGIL appoggiano questo tentativo, mentre ci sembra che questo possa non essere il caso di CISL e UIL; non abbiamo nuove da Usi-RdB.
Coordinamento Precari INFN

