DIRITTO DI CRONACA
FLAVIA AMABILE
L’Apri, l’associazione dei precari della ricerca ha scritto una lettera dopo aver letto le parole di Piergiorgio Strata pubblicate su questo blog e sull’edizione cartacea del giornale.
(continua)
Fonte: La Stampa
26 novembre 2009 Fin quando, in materia di ricerca e innovazione, si tira a campare di “rendita alla rovescia” (nel senso che non si deliberano gli investimenti, ritenendo sufficienti quelli spesi nel passato), non si potrà mai “uscire dalla crisi economica meglio di prima”. Se lo cacci bene in mente il governo. Senza ricerca, senza aggiornamento degli “attrezzi” per produrre e promuovere, non si va da nessuna parte. Lo ha detto, all’inaugurazione del Centro di eccellenza “Grandi Sistemi” di Selex Sistemi Integrati (Gruppo Finmeccanica), il capo dello Stato, secondo cui «c’è la necessità di investire in ricerca e innovazione, perché su questo ci giochiamo il nostro futuro, anche per uscire dalla crisi in condizioni migliori di come ci siamo entrati». Del resto – ha aggiunto – «solo se si è capaci di competere sul piano globale si è in grado di andare avanti». Infatti. Si può mai crescere se, quando c’è da recuperare quattrini anche per delle inezie o per gratificare sindaci “del bottone”, primi ad essere tagliati sono sempre i fondi destinati ai ricercatori, che, stante l’instabilità degli umori della Gelmini (e non solo!), hanno davanti, di continuo, lo spettro della precarietà e della disoccupazione?
Fonte: L’altro quotidiano
Un nuovo articolo a firma del Coordinamento Precari e’ apparso con un certo risalto sul quotidiano "Gli Altri" del 25/11/2009.
Certe volte la frustrazione sale oltre i livelli di guardia e si sente il bisogno di dire le cose con una maggiore chiarezza. Ci sono dei concetti che forse ci appaiono chiari, ma che altri o non condividono, o non hanno introiettato fino in fondo. Forse per coloro che seguono e partecipano da tanto tempo è superfluo, ma a volte è utile ridirsi delle cose note.
1) La coesione di intenti.
Non abbiamo volutamente mai fatto del problema precariato una questione di categorie e sotto-categorie. Sappiamo benissimo che alcuni appartengono ad una certa casella, ad esempio sono stabilizzandi, tempo determinato, assegnisti, ecc., per i motivi più disparati: perché avevano un responsabile più o meno potente, perché sono capitati al momento più o meno giusto, perché (more…)
Prosegue l’occupazione dei ricercatori dell’Istituto di Casalotti contro i licenziamenti di centinaia di persone. E una webcam li segue in diretta (
GUARDA)
di Katia Ancona
Fonte: La Repubblica
| 25 Novembre 2009 |
| 10:30 | a | 12:00 |
Questa e` la situazione: che cosa fare?
Il comunicato del responsabile FLC Cgil INFN in merito al licenziamento dei colleghi stabilizzandi.
Ecco quanto pubblica oggi in prima pagina il quotidiano "Gli Altri" a firma di Umberto Guidoni:
Il buco nero della Ricerca
Umberto Guidoni
"Dobbiamo insistere perché ci siano maggiori investimenti pubblici e privati nella ricerca". Con queste parole il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è tornato oggi sul tema della ricerca in Italia.
Un tema che vede uno scollamento stridente fra le condizioni materiali, in cui si svolge l’attività di ricerca, e la rappresentazione che ne da il Governo Berlusconi e la maggior parte della informazione, ormai a senso unico.
Nelle stesse ore in cui Napolitano lanciava l’accorato appello, un centinaio di lettere di licenziamento venivano recapitate a ricercatori e tecnici precari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Il presidente dell’INFN, Roberto Petronzio, ha preferito attenersi rigidamente alla burocrazia ministeriale piuttosto che battersi per la qualità delle ricerca, messa a repentaglio da questo massiccio esodo di cervelli e di esperienze. (more…)