Nov 11 2009

Ricerca, ecco il decreto di riordino degli enti

Categoria: Stampa Paolo Valente @ 15:38
ECO - Ricerca, ecco il decreto di riordino degli enti
Roma, 10 nov (Velino) - Rendere gli enti di ricerca vigilati dal Miur responsabili della loro attività, con una gestione dei finanziamenti basata anche su meccanismi premiali con una supervisione dell’Agenzia nazionale di valutazione della qualità dei risultati (Anvur). È questo l’obiettivo del decreto legislativo di “riordino degli enti di ricerca” esaminato nell’ultimo preconsiglio e che potrebbe essere varato già nel Consiglio dei ministri di giovedì prossimo. Il presupposto è quello di garantire, come si legge nella relazione illustrativa che accompagna il provvedimento “una gestione ancor più produttiva efficace ed affidabile dei finanziamenti pubblici destinati alla ricerca”, completando l’assetto di responsabilizzazione. Tra le novità, a quanto risulta al VELINO dalla bozza del decreto legislativo, l’istituzione della scuola di formazione per i dirigenti degli enti di ricerca presso la Scuola superiore della P.a. come percorso per la formazione dei dirigenti di ricerca, dei ricercatori e del personale tecnico e l’introduzione del “merito eccezionale” cioè la possibilità degli enti di assumere a chiamata diretta e a tempo indeterminato “ricercatori e tecnologi italiani o stranieri dotati di altissima qualificazione scientifica” per un massimo del 3 per cento dell’organico. Viene poi data la possibilità agli enti e al ministero di “promuovere o concorrere” alla costituzioni o partecipazione a fondi di investimento (pubblici e privati) destinati alla realizzazione di programmi di trasferimento tecnologico e di investimento.

Gli enti di ricerca, si legge ancora, potranno godere inoltre dell’autonomia statutaria riconosciuta dalla Costituzione: vengono richiamati infatti esplicitamente l’articolo 3 (libertà e autonomia ella ricerca scientifica) e l’articolo 21 (libertà di pensiero ed espressione). Ma viene anche raccomandata “coerenza” con la Carta europea dei ricercatori. Confermato anche il compito del governo di “specificare” la missione di ciascun ente di ricerca in base ai principali indirizzi scientifici internazionali, agli obiettivi strategici dell’Ue e alle esigenze del paese nell’ambito del Programma nazionale della ricerca (Pnr). L’autonomia statutaria dell’ente in prima applicazione sarà formulata dai cda integrati da 5 esperti. La ripartizione dei fondi ordinari avverrà inoltre in base agli strumenti di programmazione strategica preventiva e a valutazioni effettuate dall’Anvur (che il compito tra l’altro di riferire periodicamente al governo). A decorrere dal 2011 inoltre una quota non inferiore al 7 per cento del fondo (con incrementi progressivi negli anni successivi) sarà erogata in base a un meccanismo “premiale” per il finanziamento di specifici progetti. Per realizzare economie di spesa è prevista inoltre la riduzione del numero dei componenti dei cda. Saranno al massimo 5 (in carica per 4 anni confermabili al per una sola volta) compreso il presidente per tutti gli enti che ricevono un contributo pubblico superiore al 20 per cento o che impieghino 500 unità di personale; 3 invece in tutti gli altri casi. Entro la fine del 2010 gli enti dovranno inoltre predisporre un piano per la razionalizzazione della localizzazione degli uffici. Norme specifiche vengono dettate “date le peculiarità organizzative” per Cnr (5 componenti scelti con alta qualificazione tecnico-scientifica), Asi e Infn. I Consigli scientifici sono invece disciplinati dagli Statuti e vengono nominati dai cda .
(asp) 10 nov 2009 19:12

2 risposte a “Ricerca, ecco il decreto di riordino degli enti”

  1. Paolo Valente ha scritto:

    La notizia e` stata riportata anche dal Sole 24 Ore
    http://www.na.infn.it/rnric/polric/Gelmini/RiordinoEnti/RIFORMA_EPR_GELMINI.pdf

  2. Paolo Valente ha scritto:

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