Mar 09 2010
Sull’associazione degli assegnisti di ricerca
Riceviamo e pubblichiamo
Cara Redazione,
scrivo a voi con pregliera di diffusione, di comprensione o di segnalazione..Sembra passata sotto silenzio la circolare INFN del 12 ottobre 2009 sugli assegni di ricerca, in cui si "ricorda" che oltre i 4 anni gli assegnisti NON POSSONO PIU` ESSERE ASSOCIATI.
(circ n.017624, http://www.ac.infn.it/circolari/pdf/20091012114741.pdf )
Fabrizio
PS: Che pena essere testimoni del declino.


9 March 2010, ore 14:54
Caro mio, di cosa ti stupisci se devono dare l’associazione a tutti i pensionati (senior associate) … da qualche parte devono pur prendere i soldi.
Largo ad i vecchi, abbasso i giovani….
9 March 2010, ore 15:18
Ciao,
intanto grazie per aver diffuso questa circolare, che gia’ mi era tristemente nota da qualche mese.
Vorrei commentare un’incongruenza intrinseca della norma: nei bandi per gli assegni di ricerca non c’e’ stato un "veto" per gli assegnisti con oltre 4 anni di anzianita’. Quindi chi vince un assegno di ricerca, dopo avere fatto 4 anni, si ritrovera’ ad esempio a lavorare per esperimenti LHC ma senza poter andare in missione.
Vorrei anche sottolineare che per gli assegnisti maturi, magari anche bollati r5, che pero’ non hanno la "fortuna" di aver un tempo determinato nell’immediato per svariati motivi in genere slegati dal proprio operato, non c’e’ altro mezzo che continuare ad avere altri assegni per poter lavorare. Parlo per esperienza diretta…
28 June 2010, ore 18:37
ALÈ, ECCO IL SEGUITO NIENTE ASSEGNI DOPO 4 ANNI:
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È VERO, NON SI DEVE ALLUNGARE IMPROPRIAMENTE IL PRECARIATO, DOPO AVERLO USATO E AVERNE ABUSATO: TAGLIATEGLI LA TESTA A QUESTI PRECARI; TANTO SONO GIÀ CON LA TESTA CHINA, È FACILE.
NON VI VERGOGNATE A ESSERE INCAPACI DI TROVARE ALTRE SOLUZIONI CHE L’EUTANASIA?
SAPETE COME SI FA A LAVORARE SENZA MISSIONI? DI TASCA PROPRIA.
SAPETE COME SI FA A LAVORARE SENZA CONTRATTO? CON UN COCOCO DI OTTO MESI SU DODICI.
SAPETE COME SI FA A VIVERE COSÌ? NO, NON LO SAPETE.
UNA GENERAZIONE CRESCIUTA IN PARADISO, IGNORANTE, CHE NON SA, NON VUOLE SAPERE, E NON SAPRÀ.
Addio
28 June 2010, ore 18:38
ALÈ, ECCO IL SEGUITO NIENTE ASSEGNI DOPO 4 ANNI:
"Sono stati emessi bandi per complessivi 5 assegni di ricerca (TO, PI, MI, 2 LNL). Rispetto al passato, nel bando appare espressamente, tra i requisiti, quello di non aver già “utilizzato assegni di ricerca, per un periodo di 4 anni, da qualsiasi istituzione conferiti.”. Nella domanda dovranno essere espressamente dichiarati gli assegni di ricerca già fruiti o attualmente in fruizione. Nella discussione di è ribadita l’esigenza di non consentire che l’assegno di ricerca possa essere utilizzato oltre i termini prescritti dalla legge istitutiva (legge 27 dicembre 1997 n.449. art. 51, comma 6), allungando impropriamente il precariato."
È VERO, NON SI DEVE ALLUNGARE IMPROPRIAMENTE IL PRECARIATO, DOPO AVERLO USATO E AVERNE ABUSATO: TAGLIATEGLI LA TESTA A QUESTI PRECARI; TANTO SONO GIÀ CON LA TESTA CHINA, È FACILE.
NON VI VERGOGNATE A ESSERE INCAPACI DI TROVARE ALTRE SOLUZIONI CHE L’EUTANASIA?
SAPETE COME SI FA A LAVORARE SENZA MISSIONI? DI TASCA PROPRIA.
SAPETE COME SI FA A LAVORARE SENZA CONTRATTO? CON UN COCOCO DI OTTO MESI SU DODICI.
SAPETE COME SI FA A VIVERE COSÌ? NO, NON LO SAPETE.
UNA GENERAZIONE CRESCIUTA IN PARADISO, IGNORANTE, CHE NON SA, NON VUOLE SAPERE, E NON SAPRÀ.
Addio
29 June 2010, ore 9:02
Ciao,
a breve iniziero’ il mio terzo assegno di ricerca, bandito quando il requisito di non aver usufruito gia’ di 2 assegno non era dichiarato nel bando. Da come stanno andando le cose prevedo che non mi daranno l’associazione e non so come faro’ a partepare all’esperimento ATLAS in questa condizione. Spero che ci sia reazione collettiva di fronte a cio’.
Vorrei inoltre collegare quest’ingiustizia ad un’altra solo apparentemente indipendente ingiustizia.
Se l’articolo 33 (TD) viene dato senza alcuna selezione, solo a discrezione dell’istituto
chi puo’ andare avanti dopo 2 assegni di ricerca? Chi ha la fortuna (oltre che il merito) di aver avuto persone al contorno che gli hanno permesso cio’. Chi, a parita’ di merito, non ha questa fortuna deve smettere con questo lavoro. Sono stupita che la questione della selezione dei TD (seppur sappiamo con tutti i "bias" del caso) non si mai stata sollevata da nessuno.
Eppure e’ uno dei titoli importanti per concorsi da ricertcatori (al prossimo i TD hanno una quota riservata). Secondo me e’ fondamentale per avere un minimo di trasparenza.
Marianna.
29 June 2010, ore 9:47
cara Marianna,
ci conosciamo da anni, e se anche tu fai affermazioni del tipo "non è mai stata sollevata da nessuno", veramente mi viene da chiedermi quanto male ho impiegato una parte del mio tempo libero nell’ultimo paio di anni.
Forse non ricordi quante volte abbiamo sollevato il punto della trasparenza della selezione, della certezza del percorso di accesso alla professione di ricercatore, sia nei modi, sia nelle probabilità che nei tempi.
E soprattutto, quante volte abbiamo ripetuto, un po’ come un mantra, le nostre (nostre di persone impegnate a fare ricerca, nostre come coordinamento spontaneo e nostre come persone più o meno impegnate in sindacati e associazioni) due principali richieste:
a) tutelare le persone precarizzate con contratti fortemente atipici e in particolare di rispettare la legge riguardo le stabilizzazioni
b) uscire dall’emergenza e impiantare il percorso di reclutamento chiaro e trasparente di cui sopra, soprattutto facendo I CONCORSI.
Esemplare l’intervento di Matt all’incontro (ad oggi unico) tra Presidente e precari del 1 aprile 2009 (leggi, 15 mesi fa)
"D: (Matthew Moulson): Condivido l’importanza di avere delle selezioni per mirare all’eccellenza. Il processo di stabilizzazione ad un primo sguardo sembra cozzare con questa logica perché sembra prescindere dal merito. E’ difficile da mandare giù anche per noi ricercatori. L’ente però dimostra troppa fiducia nelle istituzioni per quanto riguarda le procedure di selezione. L’ente assume che, chi avuto un contratto a TD, sia più bravo degli altri: invece sappiamo che l’avere avuto un contratto piuttosto che un altro è un fatto completamente casuale. Stesso discorso vale per i concorsi: molto spesso i candidati bravi sono più di uno e, tra I molti bravi, il vincitore è quasi casuale. Il fatto è che ad un certo punto si concorre dopo 10 anni di attività di ricerca. Questa osservazione lega insieme il discorso della lista 3, i contratti atipici, il rifiuto di ripescare le idoneità dei concorsi e l’R5. Sono assolutamente convinto che se l’R5 diventa un obbligo per chi non ha ancora avuto un TD, anche per chi magari sta qui con altre forme di contratto da diversi anni, questi si troveranno in svantaggio in un esame di cultura generale rispetto a chi ha appena finito il dottorato. Apprezzo il tentativo di cercare di arginare una situazione obbiettivamente difficile, ma queste cose vanno considerate criticamente. La stabilizzazione e’ stata una opportunità per recuperare una generazione di persone che non ha mai avuto la possibilità di partecipare ad un concorso."
29 June 2010, ore 9:58
Ciao Paolo,
scusa, nella foga mi sono espressa male su questo punto. Sulla necessita’ di trasparenza, selezione e percorsi sicuri, so bene quanto e’ stato detto e quanto ci si e’ mobilitati. Volevo solo fare un’affermzione piu’ "esplicita" sull’assegnazione dei TD (cosa che mi tocca da vicino) in particolare, che e ‘ un nodo cruciale per continuare questo mestiere. A mio parere non bisognerebbe darli piu’ in maniera casuale, ma, considerando i fondi disponibili mettere a bando i TD con una selezione pubblica. E non certo con l’R5 che non garantisce niente a nessuno.
Ciao,
Marianna.