Apr 20 2010
RICERCA: INGV, POCHI RICERCATORI PER SISMI E VULCANI
(ANSA) - ROMA, 20 APR - L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’ente che si occupa del monitoraggio di vulcani e terremoti in Italia, ha una grave carenza di personale che arriva al 40%. L’allarme e’ stato lanciato durante la presentazione di un video per i dieci anni dell’ente alla Camera dei Deputati. ‘’Attualmente abbiamo 582 ricercatori, ma per lavorare con tranquillita’ ed espandere le ricerche dovremmo arrivare a 815 - ha spiegato Tullio Pepe, direttore generale dell’Ingv - e’ un 40% in piu’, ma basterebbe un 10% in piu’ di fondi, stimabile in circa 5 milioni di euro'’. Il numero di ricercatori dell’ente e’ inferiore alla media europea, fa notare Pepe, anche se riesce a supportare le reti di monitoraggio di vulcani e sismi: ‘’Quelli che vorremmo assumere sono tutti ricercatori - fa notare Pepe - la nostra struttura e’ la stessa di 10 anni fa, anzi e’ scesa da 617 a 582 unita''’. Oltre ai pochi addetti, l’ente ha il problema del precariato: ‘’Ci sono 220 ricercatori che avrebbero i titoli per essere stabilizzati - spiega il direttore generale - ma sono ancora precari'’. L’Ingv, e’ emerso durante il convegno, ha un budget di 90 milioni di euro, di cui 65 da Miur e Protezione Civile e 25 dai progetti di ricerca. Una prima risposta ‘politica’ e’ venuta da Mario Tassone, presidente del Copit, il comitato parlamentare per l’innovazione tecnologica: ‘’Bisogna preparare il clima per una legge a favore dell’Ingv - ha affermato Tassone - non c’e’ dubbio che l’ente sia tra quelli che consideriamo fondamentali, ma non esiste un dibattito parlamentare su questo tema, c’e’ molta disattenzione'’.
Fonte: ANSA


20 April 2010, ore 21:36
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21 April 2010, ore 11:22
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