Apr 15 2010

Un mondo normale? no

Categoria: Editoriale Tag Coordinamento Precari @ 11:57

Il 13 aprile c’e’ stato un incontro tra rappresentanze sindacali e vertici INFN dedicato alla presente crisi del personale.

Con la giunta esecutiva presente praticamente al completo e una folta delegazione di questo coordinamento fra le fila dei delegati sindacali, il Presidente ha illustrato la sua visione della situazione.

Il Presidente ha dapprima descritto lungamente il cosiddetto "funzionamento a regime" del sistema di reclutamento, cioe’ quello che "un mondo normale" dovrebbe generare. Non entriamo nel merito dello schema proposto, semplicemente perche’ ricalca completamente le nostre posizioni, piu’ volte espresse nel corso degli ultimi anni e perche’ rischierebbe di fuorviarci dalla prospettiva che segue. Notiamo infatti come le idee espresse siano molto valide, ma vorremmo tanto riscontrare l’applicazione di almeno qualcuna di esse nel mondo reale: sbarramenti noti, carriere ben definite, commensurare l’emissione di assegni e tempi determinati alla capacita’ prevista di reclutamento proiettata nel futuro prossimo, controllo centralizzato della dinamica dei fondi esterni basato su criteri di politica scientifica, analisi dettagliata delle nuove proposte di esperimento da valutarsi includendo il costo del personale e le prospettive di inserimento dei precari, ecc. ecc. Tutto molto bello, tutto molto lontano dalla realta’ attuale.

Il dato confermato dal Presidente e’ che le risorse disponibili per legge non consentono di prorogare gli attuali contratti a tempo determinato. Il quadro ricalca da vicino quanto gia’ diciamo da molti mesi a questa parte (1 anno e mezzo attraverso questo blog).

Oggi nell’ente ci sono circa 240 dipendenti con contratto a TD.

Nella visione del Presidente, amministrativi e tecnici, circa 80 unita’, dovrebbero essere mantenuti in toto, "in quanto essenziali per il funzionamento". Negli anni futuri non dovrebbe essere erogato alcun contratto art.15 per questi profili che non sia collegato ad una cessazione di servizio non prevista (ovvero in aggiunta alle cessazioni gia’ pianificate per anzianita’ e previste nel piano triennale).

Fatti salvi i circa 50 dipendenti a TD che collaborano con attivita’ di GRID (36 unita’) o con il progetto SPARC/SPARX (13 unita’) attraverso la costituzione di appositi consorzi, la scure si abbatterebbe sui rimanenti 116 dipendenti ricercatori e tecnologi. E` corretto aggiungere che la "salvezza" per i colleghi di GRID e di SPARC/SPARX e` rappresentata dalla creazione di un "consorzio GRID" e di un "consorzio SPARC/X". Il Presidente ha definito "avanzato" l’iter di formazione di tali consorzi ma a oggi non vi e` la certezza che saranno attivati prima della scadenza dei contratti a TD dei colleghi coinvolti. A parte un vago riferimento a "ispirarsi all’esperienza del GARR", ancora meno definito e` il tipo di contratto nazionale sotto cui saranno inquadrati i colleghi che saranno assorbiti in tali consorzi (solo di sfuggita ricordiamo il triste caso del tanto pubblicizzato CNAO che ha scelto di avvalersi del contratto del commercio).

Per i ricercatori, attualmente 48 unita’, si ha la unica e sola chance del concorso per i 37 posti "di Mussi". I non vincitori dovrebbero convincersi che non avranno altra possibilita’ di reclutamento nell’ente. Questa situazione ci viene descritta come quasi ottimale, dato che 37/48 e’ una percentuale alta. Noi riteniamo che la vera percentuale da considerare sara’ 37/numero partecipanti e che questa percentuale sara’ significativamente inferiore, visti i 111 assegnisti INFN, 48 assegnisti cofinanziati e i 234 assegnisti universitari associati all’ente, per non parlare di quanti godono di fellow o posizioni varie in istituti esteri e vorrebbero magari rientrare. Non riteniamo quindi che questa sia una soluzione definitiva e accetabile del problema di precariato per i ricercatori, sempre che questo venga visto come un problema da risolvere e non una spugna da gettare.

Per i tecnologi, attualmente 68 unita’, la situazione e’ ancora peggiore: ci viene detto che l’ente non e’ al momento in grado di chiedere l’autorizzazione per bandire posti a concorso per tecnologo. Non era quindi vero che non dovevamo preoccuparci dell’assenza dell’INFN dal DPCM del 26 ottobre 2009, come invece ci era stato garantito (per chi non ricordasse tutta i particolari puo` rileggere qui le 5 domande che furono poste all’ente e le 4 risposte ottenute). La Funzione Pubblica al contrario, crea artatamente un ritardo di almeno un anno nella dinamica di reclutamento e l’ente e’ caduto pienamente in questo meccanismo. Rimane da chiedersi per quale motivo il nostro sia l’unico ente pubblico di ricerca di una certa dimensione a mancare dal decreto in questione. Comunque. I colleghi tecnologi dovrebbero essere selezionati (o scartati) "uno a uno" in base ai classici criteri di "rilevanza del servizio". Nel prossimo triennio verranno assunti solo 27 tecnologi, cosi’ che la percentuale e’ piuttosto bassa 27/68.

Alla fine della fiera: a fine luglio prossimo, in quello che ci viene presentato come lo scenario peggiore ma che noi riteniamo anzi un caso un po’ ottimistico, saranno in 50 a non avere il contratto a TD rinnovato, fra ricercatori e tecnologi.

E’ un mondo normale, quello nel quale avere un TD non da’ alcuna garanzia, mentre viene demandato ai direttori di scegliere i sommersi e i salvati nei casi piu’ speciosi; quello nel quale l’assegno non dara’ con quasi certezza sbocco verso il TD; quello nel quale le attivita’ scientifiche vengono proposte senza relazione alle risorse o alle dotazioni di personale? quello nel quale le esigenze dei servizi vengono in secondo piano rispetto alle logiche di spartizione dei posti da assegnare le varie sezioni?

Ecco, il management e’ stato molto pronto ed efficace nel salvare il direttivo facendo introdurre un trattamento speciale per l’INFN nel decreto di riordino. Non abbiamo notizia certa di analoghe pressioni operate sul MIUR o sulla funzione pubblica per richiedere deroghe, anche minime, per la spesa sui tempi determinati. Inoltre, tutta la gestione della vicenda stabilizzazione e’ stata improntata alla massima riluttanza. In base ad una interpretazione rigorosa della legge, i 27 stabilizzandi tuttora a tempo determinato potrebbero in realta’ essere integrati in servizio completamente esulando dal turnover e cio’ consentirebbe di garantire maggiori risorse (posti e soldi) per tutti gli altri.

Da qui a luglio il Presidente ha promesso incontri regolari, a cadenza di 3 settimane, per chiarire la crisi. Bene. Ma perche’ l’ente non ha usato lo strumento della Commissione ex art. 22 bis, gia` attivo e funzionante? E poi, abbiamo ascoltato il Presidente parlare a lungo di soluzioni "a regime", ma poco o nulla di come affrontare i problemi di oggi. Seguiremo con attenzione questa apparente apertura della dirigenza a discutere insieme i problemi del precariato, ma il tempo delle parole e dei proclami sul futuro e` finito. Ora noi aspettiamo fatti concreti.

8 risposte a “Un mondo normale? no”

  1. Filippo ha scritto:

    La soluzione di questa penosa questione che si
    trascina oramai da tempo e’ semplice:

    tutti i precari, per cominciare, scioperano per un mese,
    soprattutto quelli essenziali per il funzionamento
    dell’Ente, cosi’ l’Ente per un mese non funziona piu’.

    Poi si riprende eventualmente a parlare, solo se l’Ente
    si dimostra gentile.

    Cordiali saluti,

    Filippo.

  2. Paolo ha scritto:

    Pensavo ingenuamente che il concorso da Ricercatore fosse un concorso pubblico per titoli ed esami.
    Vedo invece che il presidente gia’ sa che i vincitori saranno estratti solo dai 48 TD. Se ci dice anche i nomi e le sedi di
    assegnazione ci risparmiamo un sacco di sbattimento.

    Paolo

  3. Paolo Valente ha scritto:

    Naturalmente il resoconto e` forzatamente sintetico.
    I 48 TD ricercatori avranno l’opportunita` di vincere il concorso per 37 posti, con una riserva per loro pari al 20%. Per tutti coloro che si sentono di lanciarsi in previsioni, non posso che ri-segnalare questo simpatico gioco: http://pronosticailricercatore.blogspot.com/
    ;-)

  4. tato ha scritto:

    Be’ nel resoconto della riunione il redattore perfino si lamenta che quel concorso lo possa vincere qualcuno che non sia TD o che -ingiustizia massima- sia un assegnista di ricerca o, peggio, chi ora e’ all’estero!
    I nomi dei 48 TD sono noti, pubblicateli il giorno prima del concorso e verifichiamone la sovrapposizione con i vincitori.
    E poiche’ gia’ immagino reazioni acerrime in cui verro’ accusato di volere liste nere o di istigare la guerra tra poveri, preciso subito che
    i TD hanno naturalmente ben diritto a partecipare e vincere il concorso; qui la polemica non e’ contro di loro ma ancora una volta contro il modo di gestire i concorsi. E’ chiaro, come dice Paolo, anche dalle parole del presidente, che i giochi sono gia’ fatti (io l’avevo scritto prima di leggere questo resoconto) cosa che oltre ad essere ingiusta e meschina e’ anche incostituzionale (art. 54 comma2: "I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge").
    Invece di pronostici sul web dovremmo depositare i nomi da un notaio e aprire la busta a giochi fatti, allora si’ che si potrebbe far saltare il banco…

  5. Tommaso Spadaro ha scritto:

    @tato
    il redattore, che e’ il sottoscritto, non si lamentava del fatto che il concorso lo possa vincere un non-TD, bensi’ criticava l’atteggiamento e il giudizio del presidente, che considera la probabilita’ di vittoria dei ricercatori partecipanti cosi’ alta da ritenere risolta la crisi del reclutamento dei ricercatori. Poiche’ infatti ritengo che tutti i partecipanti al concorso, siano essi assegnisti, TD, o colleghi che lavorano in istituzioni estere, abbiano legittime possibilita’ di vittoria, considero la prospettiva per una platea di 400 o piu’ colleghi di avere solo 37 posti a concorso NEI PROSSIMI 3 ANNI, altamente allarmante. In soldoni, per il presidente P=37/48, per me P=37/400 o piu’.

    Ripeto che nella visione del presidente chi non vince il concorso e’ da considerarsi "fuori" e farebbe meglio a cercare altre possibilita’ altrove. Io ritengo al contrario che non siano state date le dovute possibilita’ di vittoria a piu’ di una generazione di colleghi e che il management dovrebbe porsi questo problema nella maggiore priorita’ possibile. Sono stati molto bravi nel fare quadrato e nel difendere l’istituzione dell’ente (cioe’ il consiglio direttivo, cioe’ loro stessi) dal cosiddetto assalto della politica (il decreto di riordino). Dovrebbero, credo, lavorare con la stessa energia ed efficacia per costruire un destino accettabile per i tanti colleghi ricercatori che si sono formati e per anni hanno collaborato con l’ente garantendone i successi scientifici (LHC, in primis).

  6. Tommaso Spadaro ha scritto:

    ah. Rileggendo, mi sembrava di essere stato abbastanza chiaro nel testo, ma magari il mio e’ un giudizio parziale. Cmq mi posso sempre sbagliare e posso cercare di essere piu’ chiaro e distinto in futuro.
    un salutone a tutte/i

  7. Paolo Valente ha scritto:

    In effetti anche io ho francamente difficoltà a comprendere come si potesse fraintendere fino a questo punto.

    Eppure su questo sito ci sono, ad oggi, 765 articoli che dicono come tutti noi, per un anno e mezzo, non abbiamo fatto altro che chiedere poche, semplici cose (soprattutto all’INFN, ma anche a tutta la comunità):
    - trasparenza nella politica del personale
    - coerenza con la pianificazione scientifica
    - concorsi e opportunità chiare per tutti

    Non certo una difesa aprioristica di questa o quella categoria, di questo o quel profilo professionale, o di una tipologia di contratto rispetto ad altre. Ma va bene anche così.

  8. Elena ha scritto:

    Segnalo a tutti che, a quanto risulta da informazioni attendibili, il governo si appresta a bloccare le assunzioni in tutta la pubblica amministrazione, senza eccezione per il settore della ricerca. A quanto si dice, anche i vincitori dei concorsi gia’ banditi, se non sospesi dagli Enti stessi, non potrebbero essere assunti.

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