Mag 31 2010

All’ISAE occupato: FESTA DELLA RicErca PUBBLICA

Categoria: Eventi Coordinamento Precari @ 11:17

2 Giugno 2010
16:00a22:00

Presso l’ISAE (Istituto di Studi e Analisi Economica) occupato da alcuni giorni per opporsi allo scioglimento dell’ente previsto dalla manovra da 24 mld di euro, in occasione della Festa della Repubblica, un incontro/dibattito/festa per ribadire l’importanza della ricerca pubblica. Qui il volantino dell’inizaitiva.


Mag 30 2010

Tagli alla cultura: definanziati 232 enti Bondi: no a riduzioni indiscriminate

Categoria: Stampa Paolo Valente @ 11:28

Le voci contro di Ornella Vanoni e Antonello Venditti. E c’è un errore: il Vittoriale è già privato. Alberoni: situazione grave

Sandro Bondi (foto Marco Merlini - Lapresse)

ROMA (29 maggio) - La manovra finanziaria colpisce anche la cultura: 232 enti non riceveranno più i fondi statali e il rischio di chiusura è più che concreto. La manovra finanziaria prevede infatti il taglio dei fondi statati a 232 istituti culturali. Nell’articolo 7 (comma 22) del “Decreto legge recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica” si legge che a decreto approvato «lo Stato cessa di concorrere al finanziamento degli enti, istituti, fondazioni e altri organismi». Poi segue un elenco con 232 nomi, tutti importanti, molti di fama internazionali, praticamente tutti legati per la loro sopravvivenza alle sovvenzioni statali.

Bondi: no a tagli indiscriminati. «Condivido l’esigenza di una manovra che imponga sacrifici a tutti ma non sono d’accordo con i tagli indiscriminati alla cultura, specie se la lista degli istituti tagliati dal finanziamento pubblico contiene eccellenze italiane riconosciute nel mondo». Lo dice il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, che, in tarda serata, interviene per precisare il suo giudizio sul provvedimento. Sì, sottolinea il ministro, a «profonde riforme della cultura come quella delle fondazioni liriche ora in parlamento che modificherà definitivamente il settore. Ma no a tagli indiscriminati che non possono essere decisi se non con il mio ministero». Insomma, Bondi che inizialmente sembrava concorde con l’atteggiamento del governo ora fa una parziale marcia indietro. «Avrei voluto poter concertare dove intervenire e in che modo farlo per ridurre le spese. Mi rammarico che ciò non sia avvenuto».

Ma su chi si abbaterà la scure dei tagli? Decine di fondazioni sorte per ricordare anniversari di italiani illustri come Mario Soldati o il Pinturicchio. Ma anche la Triennale di Milano e la Quadriennale di Roma, l’associazione musicale Giovanile (Agimus) e l’Associazione nazionale combattenti e reduci. La società Geografica italiana e le fondazioni Adriano Olivetti di Roma e quelle milanesi Arnoldo e Alberto Mondadori e Giangiacomo Feltrinelli, nonché il museo Poldi Pezzoli. Ma ci sono anche le fondazione Arena di Verona e festival dei Due mondi di Spoleto, il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, le fondazioni Gioacchino Rossini di Pesaro, Giorgio Cini di Venezia e l’Istituto Gramsci di Roma. Ma anche la fondazione Lirico-sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari e il Gabinetto Vieusseux di Firenze.

Nessuna indicazione per il personale. Tutti questi enti insieme altre decine perderanno i finanziamenti dello Stato ma lo Stato, cioè il governo con la sua manovra economica, non indica che fine farà il personale, migliaia di lavoratori che rischiano il posto.

Dal mondo della cultura si è levato subito un grido di dolore, di richiesta di interventi del presidente Napolitano ma anche di accuse. «I tagli sono un segno d’inciviltà di un Governo che ritiene inutili le spese per la cultura» per l’assessore regionale dell’Umbria alla cultura, Fabrizio Bracco, che considera «da valutare soprattutto le conseguenze di questa scelta per la Fondazione del Festival dei Due mondi di Spoleto. Decidendo tagli di fondi per istituzioni come il Festival di Spoleto il Governo non coglie neanche il valore economico e di attrattiva dal punto di vista turistico e culturale, preferendo invece sparare a zero su investimenti considerati, a torto, improduttivi».

Ornella Vanoni: la cultura è sempre la prima a rimetterci. «La cultura è sempre stata la prima a rimetterci. Purtroppo». È questo il giudizio espresso da Ornella Vanoni, commentando i tagli a settori della cultura. La cantante ha voluto precisare che «non è solo la cultura che sta soffrendo. Stanno soffrendo anche certi commercianti, la gente. La cultura è importantissima ma occorre che il Paese stia bene. Gli italiani non sono abituati a tirare la cinghia. Non siamo tedeschi o inglesi. Se però dobbiamo tirare la cinghia, voglio vedere che anche loro, i politici, lo fanno. Ci sono stipendi degli italiani che sono irrisori e poi vedo politici, che per aver fatto due legislature, si prendono sette mila euro per tutta la vita. Allora togliamo i soldi a quelli lì e diamoli alla cultura».

Venditti: se si tocca l’eccellenza è finita. Per Antonello Venditti «se si toccano le cose di eccellenza allora è proprio finita». Il cantautore romano è critico sui tagli alle fondazioni liriche decisi dal governo. «Non c’è nessuna cura nelle cose da tagliare. La nostra capacità di pensare al futuro è sempre più ridotta, almeno da parte dei nostri governanti».

Archeologi: salvare gli istituti umanistici, La Confederazione Italiana Archeologi esprime profonda preoccupazione. «Non possiamo accettare tacitamente - sostiene il presidente Giorgia Leoni - che alcuni tra i più prestigiosi istituti archeologici perdano l’insostituibile apporto che deriva loro dai finanziamenti statali e che vengano, quindi, destinati alla inattività se non addirittura alla definitiva chiusura. Nella lista figurano istituti che con le loro ricerche hanno permesso all’Italia di svolgere un ruolo da protagonista nella conoscenza del patrimonio archeologico del nostro paese e dell’intero bacino del Mediterraneo, svolgendo spesso anche un ruolo fondamentale di veicoli diplomatici».

Appello a Napolitano dagli astrofisici. La soppressione dell’istituto nazionale di Astrofisica (Inaf) porterebbe a conseguenze drammatiche sull’attività del settore astrofisico e astro-spaziale. Lo scrive il consiglio scientifico dell’ente, che secondo la manovra economica andrebbe accorpato al Cnr, in una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al ministro Mariastella Gelmini. «L’INAF occupa una posizione di assoluto rilievo nella ricerca sia a livello nazionale che a livello internazionale - si legge nel documento - degli 86 ricercatori Italiani che ISI-Thompson riporta tra i più citati al mondo, 13 operano nel settore delle Scienze Spaziali e sono ricercatori dell’Inaf o ad esso associati. Ci sfugge come si possa giovare al Paese sopprimendo l’Istituto che ha consentito questi successi».

Galluzzi: è la morte del museo Galilei. «C’è poco da commentare: questo è un atto di morte». Così il direttore dell’Istituto e Museo di Storia delle Scienze di Firenze, Paolo Galluzzi, commenta il taglio dei fondi statali che sarebbe previsto nella manovra del Governo e che interessa da vicino anche l’istituzione fiorentina. «Noi dallo Stato abbiamo un contributo di 1 milione e 750 mila euro - aggiunge -. È metà del nostro bilancio. Se la notizia è vera, lo apprendiamo da voi perchè nessuno dei nostri referenti ai ministeri si è fatto sentire, e sarà pubblicata in Gazzetta, il consiglio di amministrazione non potrà che riunirsi e avviare le procedure per il fallimento. Il nostro è uno strano Paese: il prossimo 10 giugno noi inaugureremo il Museo Galileo Galilei, uno dei più belli al mondo, per chiuderlo il giorno dopo».

La storia e la memoria del cinema italiano sono destinati a sparire: è il grido di allarme di Francesco Alberoni, da otto anni presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia e della Cineteca Nazionale, alla luce dei tagli previsti dalla manovra. «Nel nostro caso - spiega Alberoni - non si tratta di tagli ma proprio di stop ai finanziamenti: significa smettere di insegnare e produrre cinema e soprattutto di conservarlo, buttando a mare migliaia di titoli che hanno fatto la storia del cinema italiano. Il nostro è il caso di una di quelle istituzioni che sono totalmente finanziate dallo Stato (10 milioni di euro, ndr) e senza quel denaro significherebbe sparire. E con noi sparirebbe la Cineteca Nazionale che conserva e restaura tutti i film italiani». Per questo Alberoni fa appello al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al capo dello Stato che dovrà firmare il decreto e anche, dice, «ad Umberto Bossi che tanto si è prodigato per aprire una sede del Centro Sperimentale a Milano e che ora forse non sa che anche quella è destinata a sparire».

«Il Centro Sperimentale di Cinematografia lombardo non è in discussione in quanto finanziato per intero dalla nostra Regione, sicuramente l’appello del professor Alberoni è rivolto al Centro Sperimentale di Cinematografia nazionale che ha sede a Roma e che è finanziato interamente dallo Stato». Lo afferma il Sottosegretario al cinema della Regione Lombardia Massimo Zanello in merito alle dichiarazioni di Francesco Alberoni, presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia, per quanto riguarda i tagli previsti dalla manovra finanziaria.

Il Vittoriale degli italiani è già privato e quindi «l’inserimento nell’elenco dei 232 istituti che non riceveranno più fondi statali è curiosa e anche un pochino sgradevole». Lo dice Giordano Bruno Guerri, il presidente della Fondazione del Vittoriale degli Italiani, che figura al numero 150 dell’elenco allegato alla manovra finanziaria. «Il Vittoriale ha rinunciato spontaneamente al finanziamento del governo l’anno scorso - spiega Giordano Bruno Guerri - Il governo ha approvato il decreto di privatizzazione e il 16 dicembre del 2009 è stato varato il nuovo statuto per privatizzazione. Quindi di fatto dal primo gennaio è una fondazione di diritto privato e non più una a fondazione statale. Del resto il contributo dello Stato era di 43 mila euro l’anno e quindi rinunciarci non è stato un grande sacrificio. Considero curioso l’inserimento in questo elenco, ed anche un pochino sgradevole. Il Vittoriale è in attivo e si finanzia da solo».

Fonte: Il Messaggero


Mag 30 2010

Manovra, addio alla ricerca

Categoria: Stampa Paolo Valente @ 2:19

Soppressi 27 enti giudicati inutili anche se raccolgono premi e riconoscimenti internazionali
FLAVIA AMABILE

In due casi l’effetto è davvero straniante. Una settimana prima le agenzie annunciavano premi e riconoscimenti internazionali per il lavoro svolto. Una settimana dopo le stesse agenzie ne annunciavano la soppressione. Sono l’Inaf, Istituto Nazionale di Astrofisica e l’Ogs, Osservatorio Geofisico Sperimentale, due dei 27 enti inutili caduti sotto la scure dell’ultima manovra varata dal governo Berlusconi.

L’Inaf si era conquistata il 22 maggio i complimenti del mondo intero per aver collocato in quota la parabola da 64 metri di diametro del Sardinia Radio Telescope, un radiotelescopio unico in Europa, in grado di gareggiare con gli strumenti più sofisticati del mondo per effettuare esplorazioni del sistema solare, di Marte, Giove, Saturno e dei loro satelliti.

Qualcosa di analogo è accaduto all’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale: i ricercatori dell’istituto hanno ottenuto il 21 maggio il Best Paper Award, Earth and Space Conference 2010 per le loro ricerche innovative nella geofisica planetaria.
Ma l’elenco della lista nera degli enti è lungo. Soppresso l’Isae, Istituto di studi e analisi economica. I novantanove dipendenti diventeranno risponderanno al ministero dell’Economia. Fa nulla se da un anno governo industria e sindacati avevano scelto l’istituto come l’organo indipendente per determinare l’indice dell’inflazione programmata nel calcolo degli aumenti nei contratti privati. D’ora in poi la valutazione economica sarà riservata al ministero dell’Economia e alla Confindustria che indipendenti non sono in questa materia.

Dalla manovra nasce il polo integrato per la salute e la sicurezza nel lavoro con l’accorpamento di Inail, Ispesl e Ipsema in un unico ente. Unire l’Ispesl (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro) all’Inail, però, vuol dire che l’ente che studia i rischi e elabora norme per la sicurezza diventa parte dell’istituto assicurativo, cioè si trasforma in un perito di parte dell’assicurazione con un evidente conflitto di interessi e scarsa possibilità di un lavoro indipendente. «E comunque siamo in grado di autofinanziarci per oltre il 60% del contributo statale, non siamo un ente inutile», precisano in una nota i lavoratori dell’istituto.

Chiusa anche la stazione zoologica Anton Dhorn, uno dei più antichi e aggiornati enti di produzione di conoscenze sul mare. Molti altri enti - come l’Istituto Nazionale di Oceanografia o l’Istituto di Astrofisica - verranno accorpati al Cnr, il che ha scatenato confusione all’interno del Consiglio Nazionale delle Ricerche che era in procinto di far partire una riorganizzazione e ora deve rivedere i piani sul tipo di struttura da darsi.

«E’ molto chiaro il disegno del governo e di chi appoggia questa manovra: tagliare l’università, sopprimere la cultura alta, le eccellenze che hanno portato l’Italia ad essere grande nel mondo», denuncia Alberto Civica, segretario generale della Uil università, ricerca e Afam. E annuncia proteste decise.

La prossima settimana davanti a palazzo Chigi arriveranno venti carene sperimentali dell’Insean, l’istituto che ha realizzato i test per le più belle imbarcazioni italiane, da Luna Rossa a Azzurra. Attraverseranno tutta Roma nella speranza di difendere la squadra di ricercatori che lavorano per la Marina Usa, la Boeing e che una volta soppressi porterebbero alla cancellazione di 500 mila euro di spese ma anche di 5 milioni di euro di commesse l’anno.

Per un risparmio di 20 milioni di euro la manovra prevede anche lo stop ai finanziamenti a 232 istituzioni culturali come il Centro Sperimentale di Cinematografia che sta provocando una rivolta nel mondo della cultura. Lo scrittore e presidente del Centro, Francesco Alberoni, ha rivolto un appello alle più alte cariche dello Stato, da Berlusconi a Napolitano, per chiedere una marcia indietro. Il regista Carlo Lizzani, due volte docente del Centro, è d’accordo: «Il centro sperimentale è stato il cuore della rivoluzione neorealista, decidere di non finanziarlo è sconvolgente».

Fonte: La Stampa


Mag 29 2010

Pena capitale a 232 istituzioni culturali per i tagli alla manovra finanziaria Ecco l’elenco del miglio verde

Categoria: Stampa Paolo Valente @ 19:07

oggi, 29 maggio 2010 18:35

cappiotortura

Sono 232 le istituzioni culturali che rischiano di vedersi tagliare i finanziamenti dallo Stato nel caso in cui la manovra finanziaria, attualmente all’esame del presidente Napolitano, venisse promulgata. Il decreto prevede che il 30% dei soldi risparmiati con questo taglio potrà essere ridistribuito fra queste istituzioni a quelle che ne facciano ‘’documentata e motivata'’ richiesta. L’erogazione di questo 30% avverrebbe per decreto del presidente del Consiglio sentito il parere del ministro dell’Economia e delle Finanze. Ecco di seguito l’elenco:

1) Fondazione Alcide de Gasperi; 2) CIME Consiglio Italiano per il Movimento Europeo; 3) Centro Studi Americani; 4)Associazione giovanile musicale AGIMUS; 5) Ente Nazionale Assistenza Magistrale E.N.A.M.; 6) Fondazione "Guido d’Arezzo"; 7) Fondazione italiana per la musica antica; 8) Centro italiano di ricerche aerospaziali CIRA SpA; 9) Istituto italiano di studi germanici; 10) Ente geopantologico di Pietraroia; 11) Parco geominerario; 12) Riserva naturale dello stato Isola di Vivara; 13) Associazione italiana combattenti e reduci;14) Associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna; 15) Associazione nazionale veterani e reduci garibaldini. 16) Federazione italiana volontari della liberta’; 17) Associazione dei Cavalieri italiani del sovrano militare Ordine di Malta; 18) Associazione nazionale "Nastro Verde"; 19) Ente per lo sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia e Lucania; 20) Comitato Nazionale per il centenario della nascita di Cesare Pavese; 21) Comitato Nazionale un secolo di Fumetto Italiano; 22) Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Guglielmo Massaja; 23) Comitato Nazionale per le celebrazioni del bimillenario della nascita di Vespasiano; 24) Comitato Nazionale per le celebrazioni del millenario della Basilica di Torcello; 25) Comitato Nazionale "I Trattati di Roma"; 26) Comitato Nazionale per le celebrazioni del quarto centenario della morte di Alberico Gentili. 27) Comitato Nazionale per le celebrazioni del 550° anniversario della nascita di Bernardino di Betto detto il Pinturicchio; 28) Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Mario Soldati 29) Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario di Casa Ricordi; 30) Comitato Nazionale le "Autonomie Locali 31) Allegorein; 32) Accademia Medica di Roma. 33) Accademia Angelica Costantiniana; 34) Accademia Nazionale di Agricoltura 35) Accademia Filarmonica di Bologna; 36) Associazione Naz. Funzionari Direttivi; 37) Associazione per la Riforma dello Stato; 38) Associazione Romana Amici della Musica - ARAM; 39) Associazione Fondo Alberto Moravia; 40) Associazione Liberi Scrittori Italiani; 41) Associazione Don Giuseppe De Luca - Roma; 42) Centro di Cultura Scientifica Alessandro Volta; 43) Centro Italiano di Ricerche e Informazione, ecc. - CIRIEC; 44) Centro per la Cultura d’Impresa; 45) Centro di Iniziativa e Ricerca sul sistema - CIRSES. 46) Fondazione Bettino Craxi; 47) Fondazione Guido D’Arezzo; 48)Fondazione Maria e Goffredo Bellonci; 49) Fondazione Nazionale Carlo Collodi - Pescia; 50) Fondazione Ugo Spirito - Roma; 51) Istituto Accademico di Roma; 52) Istituto di Studi Filosofici; 53) Istituto Naz. Tostiano. 54) Istituto di Storia e Arte del Lazio Meridionale Bibl. GM Longhi; 55) Istituto Domus Mazziniana - Pisa; 56) Istituto Internazionale di Storia Economica Francesco Datini - Prato; 57) Istituto Storico Italiano per l’Eta’ Moderna e Contemporanea - Roma; 58) Istituto Domus Galilaeana - Pisa; 59) Societa’ Tarquiniense di Arte e Storia; 60) Societa’ Storia Patria Puglie. 61) Societa’ Reggiana Studi Storici; 62) Societa’ Dalmata Storia Patria; 63) Societa’ nazionale di scienze e lettere ed arti - Napoli; 64) Unione Giuristi Cattolici Italiani; 65) Unione internazionale degli Istituti di archeologia, Storia e Storia dell’Arte in Roma; 66) Accademia degli Incamminati - Modigliana; 67) Accademia dei Concordi -Rovigo; 69) Accademia dei Fisiocritici Siena; 70) Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna - Bologna. 71) Accademia delle Scienze di Ferrara - Ferrara; 72) Accademia delle Scienze di Torino - Torino; 73) Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria - Roma; 74) Accademia di Studi Italo - Tedeschi - Merano; 75) Accademia Etrusca di Cortona; 76) Accademia delle Arti e del Disegno - Firenze. 7) Accademia Galilaeana di Scienze Lettere ed Arti in Padova - Padova; 78) Accademia Italiana della Cucina Milano; 79) Accademia Italiana di Scienze Forestali - Firenze; 80) Accademia Lancisiana - Roma ; 81) Accademia Ligure di Scienze e Lettere - Genova; 82) Accademia Lucchese di Scienze lettere Arti - Lucca; 83) Accademia Marchigiana di Scienze Lettere e Arti - Ancona; 84) Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL - Roma. 85) Accademia Nazionale di San Luca - Roma; 86) Accademia Nazionale di Scienze lettere e Arti di Modena - Modena; 87) Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Palermo - Palermo; 88) Accademia Nazionale Virgiliana di Scienze Lettere e Arti - Mantova; 89) Accademia Olimpica- Vicenza; 90) Accademia Properziana del Subasio - Assisi; 91) Accademia Pugliese delle Scienze - Bari. 92) Accademia Raffaello - Urbino; 93) Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze Arezzo; 94) Accademia Toscana di Scienze e Lettere ‘’La Colombaria'’ - Firenze; 95) Associazione Centro Studi Feliciano Rossitto Ragusa; 96) Associazione ‘’Roma nel Rinascimento'’ - Roma; 97) Associazione Malacologica Internazionale - A.M.I. - Roma; 98) Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno D’Italia - Roma. 99) Associazione per l’Economia della Cultura - Roma; 100) Ateneo di Brescia Accademia di Scienze Lettere ed Arti - ONLUS - Brescia; 101) Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo - Bergamo;102) Ateneo Veneto - Venezia; 103) Biblia - ONLUS - Settimello; 104) Centro ‘’Pio Rajana'’ Centro di Studi per la Ricerca Letteraria Linguistica e Filologica - Roma; 105) Centro Camuno di Studi Preistorici - Capo di Ponte; 106) Centro di Cultura di Storia Amalfitana - Amalfi. 107) Centro di Iniziativa Giuridica ‘’Piero Calamandrei'’ - Roma; 108) Centro di Studi sulla Cultura e l’immagine di Roma - Roma; 109) Centro Internazionale di Etnostoria - Palermo; 110) Centro Italiano di Studi sul Basso Medioevo - Accademia Tudertina Todi; 111) Centro Studi sul Classicismo - San Gimignano; 112) Centro Internazionale di Studi Rosminiani - Stresa; 113) Centro Internazionale per lo Studio dei Papiri Ercolanesi - Napoli; 114) Centro Nazionale di Studi Leopardiani - Recanati; 115) Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per i Medio Oriente e l’Asia - Torino. 116) Centro Studi Piero Gobetti - Torino; 117) Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali ONLUS - Ravello; 118) Ente Nazionale Giovanni Boccaccio - Firenze; 119) Essmoi - Fondazione Giuseppe Emanuele e Vera Modigliani (Ente per la Storia del Socialismo e del Movimento Operaio Italiano) - Roma; 120) Fondazione Domus Galilaeana -Pisa; 121) Fondazione ‘’Casa di Oriani'’ – Ravenna 122) Fondazione Casa Buonarroti - Firenze; 123) Fondazione ‘’Biblioteca Benedetto Croce'’ - Napoli; 124) Fondazione Centro Internazionale di Studi di Architettura ‘’Andrea Palladio'’ - Vicenza; 125) Fondazione ‘’Centro Studi Filosofici di Gallarate'’ - Padova; 126) Fondazione ‘’Remo Orseri per la Collaborazione Culturale fra i Popoli'’ - Roma; 127) Fondazione Accademia Musicale Chigiana - Siena; 128) Fondazione Adriano Olivetti - Roma. 129) Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico - Roma; 130) Fondazione Arena di Verona; 131) Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori - Milano; 132) Fondazione Artistica Poldi Pezzoli - ONLUS - Milano; 133) Fondazione Biblioteca Archivio Luigi Micheletti - Brescia; 134) Fondazione Carlo Donat-Cattin - Torino; 135) Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea - C.D.E.C. - ONLUS - Milano. 136) Fondazione Centro Nazionale di Studi Manzoniani - Milano. 137) Fondazione ‘’Centro Sperimentale di Cinematografia'’ (cosi’modificata la denominazione della Fondazione Scuola nazionale di cinema con D.Lgs.22-1-2004, n.32); 138) Fondazione Centro Studi sulla Civilta’ del Tardo Medioevo - San Miniato; 139) Fondazione Civico Museo Biblioteca Attore Teatro Stabile di Genova - Genova; 140) Fondazione Claudio Monteverdi - Cremona; 141) Fondazione di Ricerca Istituto Carlo Cattaneo - Bologna; 142) Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi - Firenze; 143) Fondazione Ezio Franceschini - ONLUS - Firenze. 144) Fondazione ‘’Festival dei Due Mondi di Spoleto'’; 145) Fondazione Giacomo Brodolini - Roma; 146) ondazione Giangiacomo Feltrinelli - Milano; 147) Fondazione Gioacchino Rossini -Pesaro; 148) Fondazione Giorgio Cini - Venezia; 149) Fondazione Giulio Pastore - Roma; 150) Fondazione ‘’Il Vittoriale degli Italiani'’ - Gardone Riviera; 151) Fondazione Ing. Carlo Maurilio Lerici - Roma. 152) Fondazione Istituto Gramsci - ONLUS - Roma; 153) Fondazione Istituto Nazionale del Dramma Antico - Roma; 154) Fondazione Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento - Firenze; 155) Fondazione Istituto Nazionale di Studi Verdiani - Parma; 156) Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci - Torino; 157) Fondazione Istituto Storico ‘’Giuseppe Siotto'’ - Cagliari; 158) Fondazione Istituto Italiano per la Storia della Musica - Roma. 159) Fondazione ‘’La Triennale di Milano'’ - Milano; 160) Fondazione ‘’La Quadriennale di Roma'’ - Roma; 161)Fondazione Lelio e Lisli Basso - Issoco - Roma, 162) Fondazione ‘’Liberal'’ - Roma; 163) Fondazione Lirico-sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari (costituita con L.11-11-2003, n. 310); 164) Fondazione Luigi Einaudi - Torino; 165) Fondazione Luigi Einaudi per Studi di Politica ed Economia - Roma; 166) Fondazione Museo Stibbert - ONLUS - Firenze. 167) Fondazione Napoli Novantanove - ONLUS - Napoli; 168) Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII - Bologna; 169) Fondazione Palazzo Coronini Cronberg - Gorizia; 170) Fondazione Pietro Nenni - Roma; 171) Fondazione Rosselli - Torino; 172) Fondazione Scientifica Querini Stampalia - ONLUS - Venezia; 173) Fondazione Spadolini Nuova Antologia - Firenze; 174) Fondazione Stauros Italiana - San Gabriele -Isola Abruzzo del Gran Sasso; 175) Fondazione Studi Storici Filippo Turati - ONLUS - Firenze; 176) Fondazione Ugo da Como - Lonato. 177) Fondazione Ugo e Olga Levi Centro di Cultura Musicale Superiore ONLUS - Venezia; 178) Fondazione Universita’ Internazionale dell’Arte - U.I.A. - Firenze; 179) Fondazione Valentino Bucchi - Roma;180) Fondazione Verga - Catania; 181) Gabinetto Scientifico Letterario ‘’G.P. Vieusseux'’ - Firenze. 182) Giunta Centrale per gli Studi Storici - Roma;183) Istituto Abbatia Sancte Marie de Morimundo; 184) Istituto Alcide Cervi - Reggio Emilia; 185) Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo - Roma; 186) Istituto di Studi Storici Postali - Prato; 187) Istituto e Museo di Storia della Scienza - Firenze; 188) Istituto Internazionale di Studi Liguri - Bordighera; 189) Istituto Internazionale Jacques Maritain - Roma; 190) Istituto Italiano di Numismatica - Roma; 191) Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria - Firenze. 192) Istituto Italiano di Studi Storici - Napoli; 193) Istituto Italiano per la Storia Antica - Roma; 194) Istituto Lombardo - Accademia di Scienze e Lettere - Milano; 195) Istituto Luigi Sturzo - Roma; 196) Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte - Roma. 197) Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici - Firenze; 198) Istituto Nazionale di Studi Romani - ONLUS - Roma; 199) Istituto Nazionale di Urbanistica - Roma; 200) Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia - Milano; 201) Istituto per la Scienza dell’Amministrazione Pubblica - I.S.A.P. - Milano; 202) Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Roma; 203) Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda - ONLUS - Milano; 204) Istituto per la Storia dell’Azione Cattolica e del Movimento Cattolico in Italia ‘’Paolo VI'’ - Roma. 205) Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia - Taranto; 206) Istituto per le Ricerche di Storia Sociale e Religiosa - ONLUS - Vicenza; 207) Istituto Storico Italiano per il Medioevo - Roma; 208) Istituto Storico Lucchese - Lucca; 209) Istituto Veneto Accademia di Scienze Lettere ed Arti - Venezia; 210) Opera di Dante - Ravenna; 211) Osservatorio Parlamentare - Roma.212) Pro Civitate Christiana - Assisi; 213) Scuola Archeologica Italiana di Atene - Roma; 214) Societa’ Chimica Italiana - Roma; 215) Societa’ Dantesca Italiana - Firenze; 216) Societa’ di Studi Valdesi - Torre Pellice; 217) Societa’ Entomologica Italiana - Genova; 218) Societa’ Europea di Cultura - S.E.C.I. - Venezia; 219) Societa’ Filologica Friulana - Udine; 220) Societa’ Geografica Italiana - Roma; 221) Societa’ Internazionale di Studi Francescani - Assisi; 222) Societa’ Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino (S.I.S.M.E.L.) - ONLUS - Impruneta; 223) Societa’ Italiana di Statistica - Roma; 224) Societa’ Italiana per il Progresso delle Scienze - Roma; 225) Societa’ per le Belle Arti ed Esposizione Permanente - Milano; 226) Unione Accademica Nazionale - Roma. 227) Opera nazionale ‘’Montessori'’ - Roma; 228) Unione Nazionale per la Lotta contro l’Analfabetismo; 229) Casa Militare Umberto I; 230) Fondazione museo internazionale delle ceramiche di Faenza - MIC. 231) Fondazione Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia ‘’L. da Vinci'’; 232) Centro internazionale di radiocomunicazioni mediche (CIRM), istituito con decreto ministeriale 16 febbraio 1935, n. 16.

Fonte: italiainformazioni.com


Mag 29 2010

"Tutti sulla stessa barca", ma in mare si getta la ricerca

Categoria: Stampa Paolo Valente @ 18:32

Gli effetti del decreto taglia e non ricuci per la manovra da 24,9 miliardi, approvata martedì dal Consiglio dei Ministri, si fanno sentire. Anche perché la maggior parte delle disposizioni verrà applicata da subito. Non era difficile prevederlo.

Mentre stiamo scrivendo sotto Montecitorio, stanno manifestando i dipendenti di diversi enti pubblici o parzialmente pubblici. Tra cui Ispesl, Ipsema, Insean. Tutti enti che hanno scoperto improvvisamente, una mattina, di essere “inutili”, per cui da “sopprimere”. La soppressione di Ipsema e Ispesl e l’attribuzione all’Inail delle funzioni svolte da questi due istituti avviene dalla data di entrata in vigore del decreto legge.

In particolare l’Ispesl (Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza del Lavoro) che esiste da 30 anni, si chiede se davvero non occorra più per la sicurezza e la salute dei lavoratori italiani. Con tale provvedimento del Governo chiude l’unico Ente di ricerca del Paese. l’Ispesl è per altro in grado di autofinanziarsi per più del 60% dello stanziamento concesso dallo Stato.

La frase “siamo tutti sulla stessa barca” di Berlusconi diventerà, se non lo è già diventata, un vero tormentone. Soprattutto considerando certi inevitabili, quanto comprensibili, facili paragoni.

Fonte: 06blog.it


Mag 29 2010

Astronomia: chiuso l’Inaf ed accorpato al Cnr, scoppia la protesta

Categoria: Stampa Paolo Valente @ 18:28

(PRIMAPRESS) ROMA - La ricercitaliana messa in ginocchio dai tagli decisi dal Governo. E’ delle ultime ore la notizia che tra i tanti Enti "disintegrati" c’è anche l’Inaf. L’Inaf promuove, realizza e coordina, anche nell’ambito di programmi dell’Unione Europea e di Organismi internazionali, attività di ricerca nei campi dell’Astronomia, della Radioastronomia, dell’Astrofisica spaziale e della Fisica cosmica, sia in collaborazione con le Università che con altri soggetti pubblici e privati, nazionali e internazionali. L’Inaf promuove inoltre la conoscenza dell’Astronomia nella Scuola e nella Società. E’ stato deciso che così com’è non va bene e quindi verrà accorpato al Cnr. Naturalmente dura la reazione dei ricercatori del centro. «Oggi - spiegano si sono rivelati veri i peggiori incubi che negli ultimi giorni hanno tormentato tutti gli astronomi italiani: ovvero e’ vero che l’INAF verra’ "chiuso" per essere accorpato al CNR. L’INAF e’ l’istituto che raccoglie i vari istituti di ricerca e osservatori italiani e coordina le attivita’ e le ricerche astronomiche in Italia. La decisione presa senza prendere in considerazione l’opinione degli interessati, mina da un lato le capacita’ organizzative e di indipendenza della ricerca astronomica, dall’altro lato con il blocco del turn-over, la riduzione del 50% del personale a tempo determinato, con il blocco dei concorsi e delle assunzioni per i prossimi 3 anni, la riduzione dei finanziamenti alla ricerca, fara’ si che la ricerca astronomica in Italia muoia nel giro dei prossimi 5/6 anni. Sembra un incubo che una cosa simile accada nel paese che ha maggiormente contribuito allo sviluppo dell’astronomia moderna, ma grazie alla banda di "governantisti" che ci ritroviamo questo incubo diventera’ realtà».

Fonte: PRIMAPRESS


Mag 29 2010

Manovra: Inaf si appella a Napolitano su possibile accorpamento a Cnr

Categoria: Stampa Paolo Valente @ 18:25

Lettera a capo dello Stato. ‘Piu’ inefficienze che risparmi’ (Il Sole 24 Ore Radiocor) - , 27 mag - Lettera aperta del presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, Tommaso Maccacaro, al capo dello Stato contro il possibile accorpamento dell’Istituto al Cnr, che potrebbe essere previsto dalla manovra economica del Governo. Nella lettera, Maccacaro dice che "come cittadini" "siamo tutti pronti a fare il nostro dovere" in termini di "sacrifici", ma sottolinea: "Come presidente di un ente di ricerca, l’Inaf, non posso pero’ che rammaricarmi per come ancora una volta a pagarne il prezzo piu’ alto sembra sia il futuro del paese e delle sue giovani generazioni. Eppure la storia ci insegna come siano proprio innovazione e ricerca a permettere a un paese di superare i periodi di crisi. Piu’ volte ho avuto il piacere e l’onore - prosegue la lettera - di ascoltare le Sue parole volte a sollecitare una maggiore considerazione per la ricerca, perche’ investire in ricerca significa investire sul futuro". L’Inaf, aggiunge, "gode di un grande prestigio nazionale e internazionale" eppure "sorprendentemente, entra ed esce dalla lista degli enti da sopprimere o accorpare che gli esperti del ministero dell’Economia stanno approntando nell’ambito della manovra economica. Non siamo considerati per cio’ che produciamo ma solo per quanto costiamo, in un esercizio aritmetico di "piu’" e "meno" che prescinde dal valore e dal merito come se fossimo solo una spesa e non un investimento. Ci domandiamo poi dove sia il risparmio. L’Inaf, pur sottofinanziato - prosegue - ha una produzione scientifica tra le piu’ importanti a livello mondiale; accorparlo ad un altro ente come il Cnr manterrebbe gli stessi costi ma ne ridurrebbe l’efficienza e la funzionalita’. Finiremmo inoltre per lasciare a casa i molti giovani talenti che operano nei nostri centri di ricerca in Italia e all’estero. Ci appelliamo a Lei - conclude Maccacaro - per una Sua rinnovata esortazione ad una maggiore attenzione alla ". Com-Zam

Fonte: RADIOCOR


Mag 29 2010

L’ultima di Tremonti: chiudere gli enti di ricerca

Categoria: Stampa Paolo Valente @ 18:22

di Pietro Grecotutti

Il decreto che il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha portato al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per cercare di evitare all’Italia l’epilogo della Grecia è piuttosto vasto e articolato. È un libro di 150 pagine, i cui contenuti sono stati fortemente criticati sia dalla CGIL sia dai partiti del centrosinistra.
In quelle 150 pagine, elaborate dal Ministro dell’Economia Giulio Tremonti e ai suoi collaboratori, ci sono varie tabelle. Una riguarda l’elenco degli enti inutili che vanno soppressi. Questo lungo elenco contiene, a sua volta, una piccola tabella che riguarda gli Enti di ricerca pubblica vigilati dal MIUR, ovvero del Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca diretto, pro tempore, del Ministro Mariastella Gelmini.
In questa piccola tabella sono elencati, in apposita colonna, gli Enti pubblici di ricerca che vengono soppressi. Si tratta, nell’ordine: della Stazione Zoologica “A. Dohrn”; dell’Istituto nazionale di ricerca metrologica (INRIM); dell’Istituto Nazionale di Alta Matematica "F. Severi" (INDAM); dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF); dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS); dell’Istituto di studi giuridici internazionali.
Che ne sarà di loro? Nella colonna a fianco sono indicate le amministrazioni che subentrano nell’esercizio dei relativi compiti ed attribuzioni. Queste amministrazioni sono due. Una, nella quale rientrano tutti gli Enti elencati tranne uno, è il Consiglio Nazionale delle Ricerche. L’eccezione è la Stazione Zoologica “A. Dohrn” di Napoli, i cui compiti ed attribuzioni passano direttamente al MIUR.
Alcune note di metodo. Nessuno ha avvisato il Consiglio Nazionale delle Ricerche dei nuovi arrivi, anche solo per averne un parere. Nessuno, a quanto pare, ha avvisato il MIUR: che da un lato si vede spostare come birilli gli Enti su cui dovrebbe vigilare e dall’altro si vede assegnare compiti e attribuzioni dirette di uno di essi.
Ma veniamo al merito. Perché questi Enti vengono soppressi? Non se ne comprende la ratio.
Non sono certo Enti inutili. L’Istituto Nazionale di Astrofisica, per esempio, è stato valutato dal CIVR (il Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca che fa capo al MIUR, dunque al governo, come il miglior Ente di ricerca in fisica che abbiamo in Italia. Valutazione di fatto confermata a livello internazionale sulla base della produzione scientifica prodotta dai suoi ricercatori. Insomma è uno dei nostri centri di ricerca di eccellenza. Perché, dunque, inutile?
Discorsi analoghi si potrebbero fare per gli altri Enti. La Stazione Zoologica “A. Dohrn” è stato il primo laboratorio di biologia marina al mondo. Attraverso i suoi ricercatori (ci riferiamo a Giuseppe Montalenti) è giunto in Italia il pensiero neodarwiniano. È stata frequentata da svariati premi Nobel. E tuttora svolge ricerca di punta. Stando al decreto la Stazione potrebbe uscirne dissolta e i suoi ricercatori potrebbero ritrovarsi al Ministero a svolgere non si sa quali lavori.
Accorpandoli al CNR o, addirittura al Ministero, non c’è risparmio. I ricercatori, i tecnici e gli amministrativi non vengono licenziati. Saranno pagati con fondi pubblici da altre amministrazioni.
C’è, invece, formidabile una perdita netta di efficienza. Di distruzione di competenze. Di dissoluzione di conoscenze. Nella scienza moderna le conoscenze non appartengono solo ai singoli ricercatori. Ma appartengono a un’intera comunità. Se io abolisco il CERN e diffondo i suoi ricercatori nel mondo, non conservo la capacità di produrre nuove conoscenze in fisica delle alte energie di assoluto valore. Semplicemente la perdo, anche se ogni singolo ricercatore continuerà a fare fisica.
Allo stesso modo se diffondo i ricercatori dell’INAF nel CNR non guadagno nulla in termini di nuove capacità di produrre conoscenza e rischio di perdere molto. Di più. Se accorpo al Ministero (!?) i ricercatori della Stazione Zoologica perdo sia la capacità di produrre conoscenze di valore nell’ambito della biologia marina e, col tempo, perdo anche le competenze individuali.
Insomma, come ha scritto il Presidente dell’INAF, Tommaso Maccacaro, in un accorato appello al Presidente della Repubblica, in quella tabella ci sono scelte del tutto ingiustificate, che non tengono minimamente conto del merito, che non producono risparmio alcuno e generano solo inefficienza.
Se è vero il modo in cui un paese cura la ricerca è l’indicatore principale del modo in cui quel paese cura e costruisce il proprio sviluppo culturale ed economico, allora in quel decreto – elaborato in maniera tanto dilettantesca quanto arrogante – vengono tagliate, in un colpo solo, e sparse al vento fette di futuro e fette di eccellenze.

29 maggio 2010
Fonte: L’Unità


Mag 29 2010

Se la ricerca è uno spreco

Categoria: Stampa Paolo Valente @ 13:10

di Rosa Ana de Santis

La manovra piomba addosso agli Istituti di Ricerca italiani ed è caos di proteste e mobilitazioni. I lavoratori non ci stanno. In ballo c’è qualcosa che non riguarda soltanto loro, ma tutto il paese, la sua gente. Il patrimonio che è in mano alla ricerca pubblica rischia di non valere abbastanza per essere custodito e tutelato. La lista degli “enti inutili” è fitta di sigle impegnate nella ricerca. Gli istituti nazionali di alta matematica, astrofisica, oceanografia e geofisica per riportare l’esempio più eclatante. E poi l’IAS (Istituto Affari Sociali) e l’ISFOL (Istituto per la formazione professionale dei lavoratori), che ora sembrano aver scongiurato l’ipotesi dell’azzeramento e che - pare -  saranno accorpati.

Siamo abituati a vedere i ricercatori sul tetto, come era accaduto all’Ispra, e all’Isfol li abbiamo trovati a dormire nei loro uffici, accampati tra le scrivanie, in una occupazione che è andata avanti ad oltranza, per scongiurare l’ipotesi che appariva nelle prime bozze del decreto e che ne minacciava la chiusura. Il tutto in palese contraddizione con le parole che proprio il Ministro Sacconi aveva speso sull’ISFOL definendolo una perla della ricerca italiana.

Via anche il Comitato nazionale per il medio credito, l’ICE ( Istituto Nazionale per il commercio estero) e l’Ente per la Montagna. Dopo la rincorsa disordinata di conferme e smentite, alla fine sembra che a rimanere in piedi saranno Coni Servizi e Difesa SpA, evidentemente considerate più proficue della ricerca sulla geofisica - ovvero la sismologia e la vulcanologia - che, come la cronaca e la storia insegnano, toccano da vicino il nostro territorio e non dovrebbero proprio essere considerate inutili.

L’idea, con buona probabilità, non è tanto quella di abbandonare la ricerca, ma di slegarla sempre di più dall’autorità pubblica e dal controllo dello Stato, mandandola a caccia di sponsor e originando quindi un metodo di finanziamento in cui il profitto e il business diventano la categoria predominante rispetto all’utilità, alla sicurezza e soprattutto all’onestà intellettuale che deve guidare la mano del ricercatore. Il binomio ricerca e affari non sta insieme per niente.

La povertà dell’Italia, numeri alla mano, non è tanto o solo monetaria, quanto culturale. Soltanto il 16, 4% della popolazione ha un livello d’istruzione alto e la differenza con la media europea è preoccupante. A fronte di questo scenario parlare solo di PIL è riduttivo e fuorviante. Proprio l’ISFOL nelle sue ultime ricerche ha evidenziato come sia fondamentale introdurre nelle valutazioni economiche il concetto più ampio e diffuso di BIL (benessere interno lordo) che non può considerare variabili ininfluenti quelle dell’istruzione, della ricerca o della fuga dei cervelli che mette une triste ipoteca di depauperamento intellettuale sul futuro.

Ma la manovra cancella e taglia, mentre le fiaccolate di protesta dei ricercatori proseguono. Serve un piano programmatico per la ricerca e serve soprattutto che i soldi sprecati per Alitalia e le “grandi opere” tornino ad essere investiti per l’emergenza della ricerca scientifica. Non é meno triste federe azzerati gli Istituti culturali che dalla Resistenza alla Shoah lavoravano per conservare e insegnare la memoria storica. Il passato non ha valore nella contabilità del governo, né il futuro.

E chi sente la pancia soddisfatta per la mannaia tanto invocata dai padani e da Brunetta sulla pubblica amministrazione, prima o poi capirà dalle nuove generazioni che sarebbe bastato controllo e sorveglianza per correggere i vizi della costosa macchina dello Stato, e che invece, aver cancellato la ricerca pubblica, avrà significato avere meno opportunità, appartenere ad una società in regressione e avere il sogno di andare via. Lontano da qui.

Fonte: altrenotizie.org


Mag 29 2010

"Salvate l’Isae": appello di 1.150 economisti

Categoria: Stampa Paolo Valente @ 13:04

TAGLI

L’istituto di ricerca pubblico è nell’elenco degli enti che la manovra del governo ha deciso di sopprimere. Firme da tutte le aree politiche, da università, istituzioni, settore privato e anche dall’estero

"Salvate l'Isae": appello di 1.150 economisti

ROMA - "Salvate l’Isae": per ora le firme all’appello contro la chiusura dell’istituto di ricerca pubblico, in evidenza sul suo sito (www. isae. it), sono 1.147, ma l’iniziativa è partita solo da due giorni e sono quindi destinate ad aumentare.

L’Isae è uno degli enti di cui si prevede l’eliminazione nella manovra appena varata dal governo. Ma la decisione sta provocando una sollevazione bipartisan - nel senso che ci sono firmatari di tutte le aree politiche - di economisti, studiosi, membri delle istituzioni che utilizzano i dati e le ricerche prodotti dall’istituto e non ritengono evidentemente che si tratti di un "ente inutile".

Nelle qualifiche accanto alle firme si ritrovano tutte le università italiane, pubbliche e private, dalla Sapienza alla Bocconi all’università del Molise, altri centri di ricerca come l’Isfol, il Censis, il Cer, il Cerm, l’Arel, Prometeia, il Ref, l’Istat; le istituzioni, dalla Banca d’Italia alla presidenza del Consiglio, dal ministero dell’Economia all’Istituto affari internazionali, dalla Bce alla Covip agli enti locali; il settore privato, dalla Confindustria al Cida al centro studi Italcementi, da Intesa Sanpaolo a Unicredit. E poi giornalisti e parecchie firme dall’estero, sia da università che da centri di ricerca. Ovviamente si potrebbe proseguire con l’elenco, ma già così si può avere un’idea della stima generalizzata di cui gode l’Isae.

La necessità di risparmiare costringe talvolta a scelte dolorose, ma è anche vero che a volte risparmiare in conoscenza può significare subire perdite maggiori nel futuro. Un appello da prendere molto sul serio.

Fonte: La Repubblica


Pagina successiva »