Mag 27 2010
ISTAT/RICERCA: SU SPESA ITALIA FANALINO CODA UE, FERMA A LIVELLI ANNI’80
26-05-10
(ASCA) - Roma, 26 mag - Italia fanalino di coda in Europa per quanto riguarda Ricerca e Sviluppo. Secondo i dati della rilevazione Istat diffusa oggi nell’ambito del Rapporto annuale sullo stato del Paese, la spesa complessiva in R&S, stimata per il 2008 nell’1,2 per cento del Pil, presenta un valore analogo a quello raggiunto alla meta’ degli anni Ottanta, decisamente lontano dalla media europea (circa 1,9 per cento) e ancora di piu’ dal 3 per cento fissato come obiettivo per il 2010 nel Consiglio europeo di Lisbona. Il divario con il valore medio europeo e’ ancora piu’ elevato se si guarda alla spesa delle imprese: solo lo 0,6 per cento del Pil, rispetto a una media europea dell’1,2 per cento.
Solo il 37 per cento delle imprese manifatturiere italiane, infatti, conduce attivita’ di ricerca (contro il 70 per cento di quelle tedesche e il 59 per cento delle francesi) e appena il 28 per cento delle imprese produce servizi ad alto contenuto di conoscenza (ultimi nel confronto con le principali economie europee).
Il numero di ricercatori a tempo pieno presso le imprese, dopo essere aumentato di circa il 60 per cento negli anni Ottanta, e’ salito appena del 14 per cento tra il 1990 e il 2008, contro un incremento del 40 per cento della Germania.
Nello stesso periodo, in Francia il numero dei ricercatori e’ raddoppiato e in Spagna e’ addirittura triplicato.
Eppure, rileva l’Istituto, le imprese che fanno innovazione mostrano livelli e andamenti degli indicatori di performance sempre superiori rispetto alle imprese non innovatrici: maggiore produttivita’ (differenziali superiori fino al 40 per cento e crescita piu’ sostenuta nell’intervallo 2001-2008), redditivita’ lorda (+47 per cento) e intensita’ di capitale (materiale e immateriale), a fronte di un indebitamento piu’ contenuto.
Basso anche il numero delle imprese italiane con almeno 10 addetti che svolgono attivita’ di formazione continua: sono il 32,2% (nel 2005) mentre in Europa sono quasi il doppio. E solo il 25,6% delle imprese con 10-19 addetti svolge formazione, rispetto al 96,7% di quelle c on mille addetti e piu’.
mpd/cam/lv
Fonte: ASCA

