Giu 17 2010

Trattativa sindacale del 16 giugno 2010

Categoria: Editoriale Coordinamento Precari @ 19:40

Ieri, 16 giugno 2010, si e` tenuta una trattativa sindacale. Era un incontro previsto da tempo e dedicato in particolare al salario accessorio 2009. Pur essendo stato annullato dall’ente il tavolo del 7 giugno u.s. (dedicato alla situazione del precariato), all’O.d.G. non era prevista alcuna discussione ne’ sul precariato ne’ sugli effetti nefasti della manovra finanziaria. I sindacati presenti hanno comunque chiesto conferma dell’ipotesi fatta dal Presidente Petronzio durante la trattativa del 12 maggio scorso circa il rinnovo di tutti i TD. Il vice-presidente D’Ettorre ha confermato: tutti i TD in scadenza verrano prorogati fino al 31 gennaio 2011. Per tutti gli altri problemi legati in modo diretto o indiretto al precariato, quali la possibilita` di assumere i vincitori del concorso a 37 posti da ricercatore (sempre si riesca a svolgerlo entro l’anno…), l’effetto della riduzione dell’uso del turn-over, etc…, l’ente ha promesso la convocazione in tempi brevi di un ulteriore tavolo di trattativa, presente Petronzio e dedicato al precariato.

Coordinamento Precari INFN


Giu 17 2010

In ricordo di Salvo Merlo

Categoria: Senza categoria Barbara Sciascia @ 17:44

Ieri 16 giugno 2010 e` morto Salvo Merlo della Segreteria FLC-CGIL. Qui un ricordo di chi con lui ha lavorato per lunghi anni.

Noi lo abbiamo incontrato poche volte. "E` molto malato" ci avevano detto subito. Non sembrava. Con sguardo attento e vivace, solo a tratti offuscato da un velo di stanchezza, ascoltava i nostri racconti, le nostre domande, le nostre affermazioni a volte perentorie. Con calma e competenza ci ha piu` di una volta condotto tra i meandri melmosi di leggi e decreti. La notizia della sua morte ieri ci ha colti di sorpresa: non sembrava, non ce lo aspettavamo. Da lui abbiamo appreso un modo vero, "non urlato", competente, attento di fare sindacato. Il modo migliore per rendere omaggio alla sua azione e` fare anche nostro questo suo stile. Grazie Salvo, ci mancherai.

Barbara Sciascia, Bruno Buonomo e Tommaso Spadaro


Giu 16 2010

Aggiornamento commissioni di concorso per 37 Ricercatori III livello

Categoria: Off Topic Coordinamento Precari @ 13:27

n. 16 posti - Fisica sperimentale subnucleare
Caro DIONISI           RM - Presidente
Enrico IACOPINI        FI
Chiara MERONI          MI

n. 8 posti - Fisica sperimentale astroparticellare
Francesco FIDECARO     PI - Presidente
Laura PATRIZII         BO
Guido ZAVATTINI        FE

n. 4 posti - Fisica sperimentale nucleare
Alfredo MUSSO      TO - Presidente
Franco LUCARELLI   FI
Giovanna MONTAGNOLI    PD

n. 6 posti - Fisica Teorica
Augusto SAGNOTTI          SNS -PI - Presidente
Stefania DE CURTIS        FI
Nicola LO IUDICE      NA

n. 3 posti - Tecnologie avanzate, acceleratori di particelle e
applicazioni interdisciplinari
Cristiana PERONI          TO - Presidente
Roberto BELLOTTI        BA
Massimo FERRARIO          LNF


Giu 15 2010

?

Categoria: Editoriale, Senza categoria Tag Coordinamento Precari @ 18:30

Tanto per riassumere: a legislazione vigente (decreto della finanziaria approvato, in attesa di conversione in legge entro il prossimo inzio agosto) siamo allo sfacelo.

I tagli sono insostenibili:

  • il turnover ridotto a 1/5 dei pensionamenti si traduce in circa 30 posti in 3 anni per l’intero INFN;
  • la spesa per TD, che gia’ era il 35% di quella del 2003, e’ ora ridotta di un altro 50%, provocando la perdita di 35 posti a TD;
  • le spese per missioni ridotte del 50% mettendo a repentaglio impegni presi a livello internazionale da molti anni;
  • per non parlare delle carriere congelate per 3 anni, gli stipendi che perdono quindi progressivamente ulteriore potere d’acquisto.

L’analisi e’ semplice: l’ente che abbiamo conosciuto e per il quale abbiamo lottato e` definitivamente sommerso dal populismo di questo governo e dalla disattenzione di quelli precedenti.

In questa fase l’incertezza si impone su tutti i ragionamenti. Potranno essere assunti i fortunati vincitori del prossimo concorso per 37 posti da ricercatore? A legislazione vigente, crediamo proprio di no. Per questo griderebbe vendetta il tremendo ritardo con i quali i concorsi sono stati banditi, ennesimo autogol di un’amministrazione INFN incapace di gestire efficientemente nemmeno la scarsa dinamica concessa dal legislatore, supina alle logiche di spartizione baronali che impongono i propri pachidermici tempi. Sarebbe solo l’ultimo dei tanti errori commessi in questi anni, una catena che parte dalla scelta avventata di partecipare a tutti e 4 i maggiori esperimenti di LHC, che nel presente periodo di contrazione ha dato la stura al peggiore e piu’ consistente sfruttamento del precariato che la ricerca italiana abbia mai effettuato nella storia; una catena che continua con la malcelata insofferenza nei confronti delle stabilizzazioni, che tanto tempo ed energie ci ha fatto perdere, culminata con l’invio di illegali lettere di licenziamento per colleghi invece tutelati dalla legge; una catena di imprecisioni che ci vede unico ente a non aver chiesto autorizzazioni a bandire posti a concorso nel triennio prossimo, mettendo a repentaglio specialmente il destino dei Tecnologi al momento con TD, oppure che ci vede utilizzare non completamente le risorse del turnover 2008, con la perdita secca di 13 posti a tempo indeterminato.

Sempre da controparte siamo stati trattati, anche quando abbiamo cercato senza preconcetti di fornire supporto di idee, contributi originali nei criteri da usarsi per dirimere una matassa frutto di non-scelte che si trascinano da anni. D’altra parte questo e’ lo stile del management, sempre insofferente nei confronti di chiunque osi disturbare il manovratore, fossero anche i responsabili di gruppi nazionali, o i responsabili nazionali di esperimenti CERN.

E cosi’ eccoci arrivati ad oggi. Un incontro di trattativa specificamente dedicato al precariato annullato lo scorso 7 giugno per aver tempo di leggere la Finanziaria; il prossimo incontro del 16 giugno che non vedra’ all’ordine del giorno il problema delle missioni ne’ tanto meno quello del precariato.

Beh, noi continueremo a fare la nostra parte. Richiamiamo alla massima attenzione tutti gli interessati, perche’ da questa fase l’ente puo’ uscire sfigurato: si’, magari limitando i danni a livello di retribuzione nell’immediato, ma condannando l’ente a limitare drasticamente le proprie attivita’ nel futuro, e avviandolo ad un declino ineluttabile, verso un destino da ente "inutile" e improduttivo.


Giu 15 2010

Petizione ISAE

Categoria: Senza categoria Paolo Valente @ 17:41

L’ISAE è un ente pubblico di ricerca che svolge principalmente analisi e studi a supporto delle decisioni di politica economica e sociale del Governo, del Parlamento e delle Pubbliche Amministrazioni. L’ISAE effettua, anche attraverso accordi e convenzioni con soggetti pubblici e privati, indagini presso imprese e famiglie, previsioni macroeconomiche, analisi nazionali ed internazionali e studi di macro e microeconomia della finanza pubblica. Vengono esaminate inoltre le politiche economiche di regolamentazione e le tematiche ambientali

L’ISAE è un Ente molto qualificato e conosciuto anche all’estero, sul sito vi è una descrizione dettagliata delle attività anche per singolo Ricercatore e Tecnologo, e le notizie che dicono che all’ISAE vi sono 70 amministrativi e 30 ricercatori sono del tutto false. Tali informazioni sono state ufficialmente smentite dal presidente con minaccia di querela. I veri numeri sono circa 50 R&T e circa 25 e 25 tra CTER (che quindi partecipano alle attività di ricerca) ed amministrativi veri e propri.

Per firmare la petizione contro la chiusura dell’ISAE basta andare direttamente sul sito:

www.isae.it


Giu 15 2010

Eroi italici

Categoria: Stampa Barbara Sciascia @ 13:10

Mila Spicola, un’insegnante di Palermo, scrive al ministro dell’Economia per denunciare lo stato di un’istruzione pubblica senza finanziamenti e con molti disagi per gli alunni.

Ministro Tremonti,

lei mi obbliga a violare la legge. Mi piacerebbe incontrarla per dirglielo guardandola negli occhi. Lei sta obbligando la maggioranza dei docenti italiani a violare la legge. È esattamente quello che accade in moltissime scuole italiane. Cosa significa infatti ammassare più alunni di quanti un’aula può contenerne, se non violare la legge? Sono ben tre le norme violate: la normativa antincendio, quella per la sicurezza negli edifici scolastici e quella igienico sanitaria. Molti sanno che lei ha tolto ben 8 miliardi all’istruzione pubblica. “C’erano tanti sprechi e siamo in tempi di crisi, bisogna razionalizzare”, saggia e incontrovertibile affermazione. Così ha giustificato la cosa. Di contro, però, le spese militari ricevono 25 miliardi di euro e leggo in questi giorni di un bonus di 19 mila euro a classe per le scuole private e leggo anche di un aumento di circa 200 euro mensili per i colleghi di religione, buon per loro, non sia mai, ma allora non bloccassero i nostri per i prossimi secoli.

Mettiamoci d’accordo. C’è la crisi o no? Un giorno c’è, un giorno non c’è, un giorno è un “anatema psicologico delle sinistre” e l’altro giorno “dobbiamo fare sacrifici”. Ma non tutti, attenzione: gli statali. Io mi sono arrovellata nel tentativo di capire dove fossero quegli sprechi quando, nell’agosto 2008, ho saputo degli 8 miliardi da togliere alla scuola pubblica. Ma lei ha fugato i miei dubbi: lo spreco era studiare l’italiano, e quindi via due ore. Lo spreco era studiare la tecnologia moderna e quindi via un’ora.

Questo alle medie. Escano prima i ragazzi: così hanno tempo per riflettere. Lo ha detto il ministro Gelmini. Lo spreco era recuperare i bambini con difficoltà (cosa frequentissima nei contesti dove vivo e ho scelto di insegnare io, e cioè nelle periferie), e quindi via le compresenze in talune ore di due maestri nelle elementari: a questo servivano, caro ministro. Il tutto eseguito con la furia di un boscaiolo cieco che ha distrutto chiome sane, piante rigogliose e qualche ramo secco, ma troppo pochi, in cambio

della distruzione della nostra foresta amazzonica: il polmone del nostro futuro. Quelle due ore d’italiano e le compresenze servivano anche a coprire le assenze dei colleghi senza ricorrere a supplenze esterne. Inoltre: aumentiamo i ragazzi per classe: fino a 30, 33..ma sì. Realizziamo un bel parcheggio per ragazzi, non una scuola certamente. Del resto sono altre le fonti vere della formazione: la vita, la strada, la televisione, il computer. Per chi vuole studiare veramente ci sono le scuole private. Studiare cosa e come poi è da vedere.

C’è un piccolo particolare: tutto ciò è anticostituzionale. La Costituzione riconosce alla scuola pubblica, statale, italiana il compito di formare e istruire gli italiani. Le private? Una scelta possibile, non obbligata. Non era un paradiso la scuola pubblica, prima di Tremonti, ma i problemi erano altri, non certo questi.

Torniamo alle sue motivazioni: la gestione dei singoli istituti, troppi soldi, troppi. E quindi tagli anche a quella. “Facessero una colletta i genitori, e che sarà mai qualche centinaio di euro”. Alla voce vedi sopra. “Qualche centinaio di euro è nulla”, ma non c’era la crisi? Nella mia regione, in Sicilia, quel centinaio di euro serve per andare avanti. E dunque i tagli: nella scuola dove insegno io, una normale scuola media della periferia palermitana, ma potremmo generalizzare a tutte le scuole medie d’Italia, siamo quasi alla paralisi. Avete compiuto il miracolo: unire di colpo nord e sud nella omologazione verso il peggio. Dico quasi, perché poi, incredibilmente, docenti e dirigenti sono diventati bravi a fare i salti mortali e le capriole all’indietro. E forse questo lei lo sapeva: qual è l’unica classe di lavoratori in Italia che, nonostante tutto, continua a lavorare? La nostra. Nel senso che lei aveva ragione e che quindi, nonostante i tagli , riusciamo ad andare avanti? No: nel senso che per noi quelli che non devono subire le ricadute gravissime della sua scelta scellerata, ripeto, scellerata, non devono essere i ragazzi: e dunque si alza la saracinesca comunque e si fa l’appello tutte le mattine.

Però sa cosa c’è? C’è che abbiamo anche sopportato e stiamo sopportando molto, ma l’illegalità di stato dentro una scuola no. Io non la sopporto e la denuncio. Tagliare completamente i fondi di gestione delle scuole ha comportato l’impossibilità di chiamare supplenti per coprire le assenze, adesso che non ci sono più quelle due ore che servivano a coprirle. E dunque le classi si dividono in altre classi. Giornalmente. I ragazzini si prendono la loro sedia e vagano nei corridoi in cerca di spazio. Perdendo ore di lezione. E allora: posso sopportare di lavorare meno, posso sopportare di farlo in una scuola ammuffita, con l’acqua che filtra, senza vetri (lei mi dirà : si rivolga all’amministrazione comunale), posso sopportare di non avere carta igienica per i ragazzi, sapone nei bagni, riscaldamenti a singhiozzo. In una mia classe di prima media ho 23 bambini, 4 di loro con gravissimi disagi sociali e disturbi comportamentali (sono figli di carcerati) , due con problemi di apprendimento e uno disabile grave. Io insegno arte: nelle mie ore non ho insegnante di sostegno, perché sono state tagliate le ore del sostegno, come tanti sanno.

E allora mi dica lei qual è il diritto all’istruzione negata del mio alunno disabile? Qual è il diritto all’attenzione precipua negata ai 4 bimbi con problemi sociali? E ai due che non riescono a leggere senza distrarsi? E’ una scuola di periferia, se non li aiuto io chi li aiuta? E il resto dei compagni? Non hanno diritto alla “normalità”? E poi viene la ministra Gelmini a parlar male dei docenti del sud, di come i nostri alunni sono in fondo alle classifiche delle prove di merito: ma in queste condizioni cosa vi aspettate? È già un miracolo se abbiamo le sedie nella mia scuola. L’inverno lo abbiamo trascorso con mussa e infissi rotti. “Si rivolga al Comune” dirà lei. Il suo sindaco di centrodestra ha tagliato anche lui tutti i finanziamenti alle scuole: sia per il funzionamento ordinario, sia per le manutenzioni. Non ci resta che Santa Rosalia. E in effetti… manco la Chiesa ci appoggia, noi sciagurati delle periferie, intenta com’è a salvaguardare le scuole private. Lei lo chiama razionamento e si riempie la bocca di frasi assurde sul come l’Italia stia reggendo la crisi. Mi scusi: ma che cavolo sta dicendo? Lo deve dire lei, una statistica o io? Ho 253 alunni, 253 famiglie cioè: un bel campione di famiglie di periferia, come ce ne sono a migliaia nella corona delle città. Forse ne so parlare meglio di lei degli effetti della crisi, sig. Ministro: niente fumo negli occhi ahimè. Perché nemmeno il contributo di 15 euro annui riescono più a pagare. Lo stato vissuto nelle classi italiane è disastroso. Io la chiamo illegalità.

Io non posso adeguarmi. Non per me stessa, che alla fine noi docenti ci abituiamo a tutto, ma per loro. Non posso più tollerare che quei ragazzi siano il bersaglio vero delle nostre scelte. È questa l’illegalità Egregio ministro. L’illegalità e il non rispetto della legge no. A Palermo no. Non in quel quartiere: la scuola non può tollerarlo perché è l’unico baluardo dello Stato. Porti solo la sua firma questo scempio: io non voglio rendermene complice. E non mi dica che sto facendo politica e un insegnante non può farla.

Io ne ho più diritto di lei, che sia chiaro: io formo i cittadini di domani. Non lei. Lei passerà, per fortuna, ma i docenti italiani ci saranno sempre a insegnare cosa voglia dire rispettare le regole, rispettare la legge, cosa significhino parole come “comunità”, come “solidarietà”, come “eguaglianza”, come “fraternità”.

Questa è politica, caro Tremonti, ed è il senso del mio mestiere. Glielo insegno di più io, non di certo tu che gli togli maestri, risorse e ruolo sociale. Da qualche mese mi rifiuto di accogliere ragazzi provenienti da classi divise oltre il numero consentito. E lo farò anche a fronte di ordini di servizio scritti. Venga qualcuno a obbligarmi. Venga pure. Io mi rifiuto. Il mio Dirigente mi dirà: dove li metto allora? Io la rivolgo a Lei questa domanda: dove li mettiamo? La rivolgo ai suoi elettori, che sono anche genitori: dove volete che li mettiamo i vostri figli?

Di quei 25 miliardi alle spese militari destini nuovamente alla scuola pubblica gli 8 miliardi tolti. Oppure assegni i proventi del lotto per un anno alla messa in sicurezza degli edifici scolastici: sono questi per me i monumenti culturali dell’Italia che amo. La smetta di giocare con la vita e con l’istruzione dei nostri figli. Anzi, le dico di più, se posso: se ne vergogni.

Mila Spicola, professoressa


Giu 13 2010

Petizione ISPSEL (reloaded)

Categoria: Editoriale Coordinamento Precari @ 22:10

Era stata iniziata una raccolta firme sul sito dell’ISPESL, per sottoscriverel’appello dei lavoratori di questo Ente di Ricerca che la finanziaria sopprime accorpandolo all’INAIL, ente previdenziale.

In una settimana erano state raccolte 12.000 firme, ma il sito è stato oscurato…

Il nuovo sito per sottoscrivere l’appello è

http://ispesl.altervista.org/


Giu 08 2010

I quattro del precariato. Incazzati.

Categoria: Stampa Barbara Sciascia @ 18:06

Film a basso costo. E alta provocazione.  (da Corriere.it)


Giu 01 2010

Pubblicata in GU la manovra 2010

Categoria: Editoriale Paolo Valente @ 2:11

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n. 78 del 31/5/2010

http://www.corriere.it/Media/pdf/dl_20100531.pdf

Confermati i tagli alle missioni, la soppressione dell’ISAE e INSEAN (ovviamente anche il blocco dello stipendio dei dipendenti delle PA), il limite del 20% turnover per il triennio 2011-2013 e del  50% del turnover nel 2014, taglio del 50% dei tempi determinati.


Mag 31 2010

All’ISAE occupato: FESTA DELLA RicErca PUBBLICA

Categoria: Eventi Coordinamento Precari @ 11:17

2 Giugno 2010
16:00a22:00

Presso l’ISAE (Istituto di Studi e Analisi Economica) occupato da alcuni giorni per opporsi allo scioglimento dell’ente previsto dalla manovra da 24 mld di euro, in occasione della Festa della Repubblica, un incontro/dibattito/festa per ribadire l’importanza della ricerca pubblica. Qui il volantino dell’inizaitiva.