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	<title>Il Buco Nero &#187; In English</title>
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	<description>sito dei lavoratori precari INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)</description>
	<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 17:52:37 +0000</pubDate>
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	<language>it</language>
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		<title>SuperB e i precari dell&#8217;INFN</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 10:32:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matthew Moulson</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In English]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci spiace, ma questo articolo è disponibile soltanto in English.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci spiace, ma questo articolo è disponibile soltanto in <a href="/en/category/english/feed/">English</a>.</p>
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		<title>Lettera aperta al Consiglio Direttivo dell&#8217;INFN</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2009/11/lettera-aperta-al-consiglio-direttivo-dellinfn/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 16:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Precari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In English]]></category>

		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

		<category><![CDATA[LNF]]></category>

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		<description><![CDATA[E` stata inviata al Consiglio Direttivo dell&#8217;INFN la seguente lettera sottoscritta da decine di dipendenti e associati dell&#8217;INFN. Le firme sono state raccolte in un paio di ore e molte altre sottoscrizioni stanno arrivando a questa redazione.

Al Consiglio Direttivo INFN,
inviamo una lettera sottoscritta oggi 27/11 nell&#8217;arco di poche ore da colleghi strutturati e associati. Vi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E` stata inviata al Consiglio Direttivo dell&#8217;INFN la seguente lettera sottoscritta da decine di dipendenti e associati dell&#8217;INFN. Le firme sono state raccolte in un paio di ore e molte altre sottoscrizioni stanno arrivando a questa redazione.</p>
<hr />
<p>Al Consiglio Direttivo INFN,</p>
<p>inviamo una lettera sottoscritta oggi 27/11 nell&#8217;arco di poche ore da colleghi strutturati e associati. <strong>Vi preghiamo di leggerla con attenzione</strong>.</p>
<p>Cordiali saluti</p>
<p><strong>Ai membri del Consiglio Direttivo dell&#8217;INFN</strong></p>
<p>Oggetto: <strong>prolungamento contratti degli stabilizzandi</strong></p>
<p>In questi giorni siamo venuti a sapere che l&#8217;INFN sta inviando lettere agli stabilizzandi per risolvere i loro contratti alla fine del 2009. Riteniamo che questo atto sia un grave errore, frutto di una interpretazione ultra-restrittiva della normativa in materia, ma soprattutto <span style="text-decoration: underline;">dannoso per l&#8217;Ente</span>, come cercheremo di spiegare nelle righe seguenti. Ci appelliamo <span style="text-decoration: underline;">a ciascun membro del Consiglio Direttivo dell&#8217;INFN perche&#8217; valuti attentamente</span> gli argomenti che esponiamo e si adoperi affinche&#8217; l&#8217;Ente revochi subito<span id="more-4142"></span> le lettere gia&#8217; inviate e scelga di prolungare i contratti degli stabilizzandi “nelle more del processo di stabilizzazione”.</p>
<p>1. <strong>Perche&#8217; si sta producendo un danno all&#8217;INFN</strong>.</p>
<p>Gli stabilizzandi hanno un contratto a tempo determinato senza data di scadenza, definito con linguaggio burocratico “nelle more della stabilizzazione”, ovvero valido fin tanto che e&#8217; in corso il processo di stabilizzazione. Tali contratti non rientrano nel computo dei contratti a tempo determinato su fondi interni all&#8217;Ente (che non puo&#8217; eccedere il tetto pari al 35% della spesa del 2004, ovvero circa 2.5 Meuro). Nel momento in cui tali contratti vengono risolti vi sono due possibilita&#8217;, entrambe nefaste per l&#8217;INFN: o si lasciano definitivamente fuori dall&#8217;Ente gli stabilizzandi (ed essendo tutto personale di grande esperienza e perfettamente inserito nelle attività&#8217; di ricerca il danno e&#8217; evidente), oppure gli si deve offrire un nuovo contratto a tempo determinato, che pero&#8217; dovra&#8217; rientrare nel tetto di spesa dei fondi interni o andare su fondi esterni, e verra&#8217; comunque a sottrarre risorse utilizzabili per gli altri (numerosi) precari di cui l&#8217;INFN g! ia&#8217; si avvale o intende avvalersi. Quindi, da un punto di vista di mera opporttunita&#8217; sarebbe altamente auspicabile prolungare i contratti degli stabilizzandi per quelli che sono, cioe&#8217; nelle more della stabilizzazione.</p>
<p>2. <strong>Perche&#8217; si sta dando una interpretazione sbagliata della normativa</strong>.</p>
<p>Lo status di stabilizzando e&#8217; stato definito per legge dalla finanziaria 2007, che ha fissato i ben noti criteri in base ai quali e&#8217; stato possibile dare un contratto a tempo indeterminato a molti lavoratori, ed ha anche permesso di mantenere in servizio gli stabilizzandi fino al termine del processo di stabilizzazione. Una circolare delle Funzione Pubblica (che, in quanto tale, si muove su un livello ben diverso da quello di una legge) del marzo 2008 ha dichiarato che il 31-12-2009 andava considerato il termine ultimo del processo di stabilizzazione. Tuttavia il decreto anticrisi del giugno di quest’anno (stavolta una legge dello Stato in piena regola) ha di fatto ignorato la circolare suddetta, riconoscendo agli stabilizzandi il diritto ad accedere ad una quota riservata del 40% dei posti a concorso nel triennio 2010-12. In pratica quindi il processo di stabilizzazione non puo’ considerarsi terminato, in forza di questo diritto che gli stabilizzandi esercite! ranno fino a tutto il 2012. In questo quadro risulta non solo incomprensibile, ma pare addirittura una forzatura autolesionista la posizione di chi, come i vertici dell’INFN continua a dare valore di legge a quella che e’ stata una semplice circolare ministeriale emanata da un governo in scadenza e ormai sovrascritta da una legge che continua a riconoscere un diritto soggettivo agli stabilizzandi ben oltre il 31-12-2009. Qui non si tratta di interpretare la normativa, si tratta di prenderla per quello che e’.</p>
<p>3. <strong>Perche’ il CD dovrebbe prendersi la responsabilita’ di prolungare i contratti agli stabilizzandi</strong>.</p>
<p>Scriviamo a voi perche’ crediamo che sia il CD l’unico responsabile delle scelte dell’INFN, in quanto l’unico titolato ad approvarne gli atti. E crediamo che qualche volta sia giusto non recepire ciecamente le interpretazioni della legge che vengono suggerite dai tecnici, ma farsi un’idea circostanziata. In questo caso specifico qualcuno lo ha gia’ fatto, come la dirigenza dell’INGV, o ne sta seriamente discutendo, come quella dell’ISS. Ma se cio’ non bastasse noi ci permettiamo di suggerire che, quando una normativa presenti dei dubbi interpretativi, una dirigenza che abbia a cuore le sorti dell’Ente dovrebbe optare per l’interpretazione piu’ vantaggiosa, anche a costo di assumersene la responsabilita’, specialmente in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo.</p>
<p>Notiamo infine che un tale approccio non sarebbe certo la soluzione al problema del precariato, ma avrebbe il merito di consentire ad un maggior numero di lavoratori a tempo determinato di continuare a lavorare nell’INFN e darebbe un tempo ragionevole alla dirigenza per definire una strategia di uscita e discuterla col personale.</p>
<p>Firme<br />
Gino Isidori, LNF</p>
<p>Maria Curatolo, LNF</p>
<p>Antonella Antonelli, LNF</p>
<p>Angelo Scribano, Pisa</p>
<p>Antonio Passeri, Roma 3</p>
<p>Filippo Ceradini, Roma 3</p>
<p>Adriana Nannini, Firenze</p>
<p>Mario Antonelli, LNF</p>
<p>Roberto Ferrari, Pavia</p>
<p>Catalina Petrascu, LNF</p>
<p>Antonio Ranieri, Bari</p>
<p>Angela Badalà, Catania</p>
<p>Paolo Valente, Roma</p>
<p>Marcello Maggi, Bari</p>
<p>Pia Astone, Roma</p>
<p>Maurizio Matthia, ISS</p>
<p>Alessandra Mazzoni, Roma</p>
<p>Benedict Million, Milano</p>
<p>Marco Rescigno, Roma</p>
<p>Davide Pinci, Roma</p>
<p>Luca Carraresi, Firenze</p>
<p>Alessendro De Angelis, Udine</p>
<p>Giuseppe Esposito, ISS</p>
<p>Giovanni Salmè, Roma</p>
<p>Igor Pesando, Torino</p>
<p>Carlo Dionisi, Roma</p>
<p>Riccardo Paramatti, Roma</p>
<p>Carlo Giunti, Torino</p>
<p>Cecilia Voena, Roma</p>
<p>Fabio Ferrarotto, Roma</p>
<p>Lucio Ludovici, Roma</p>
<p>Fabio Anulli, Roma</p>
<p>Agostino Lanza, Pavia</p>
<p>Piero Vicini, Roma</p>
<p>Alessandra Fantoni, LNF</p>
<p>Roberto Cimino, LNF</p>
<p>Paola Gianotti, LNF</p>
<p>Danilo Babusci, LNF</p>
<p>Adalberto Sciubba, LNF</p>
<p>Matthew Moulson, LNF</p>
<p>Paolo Gauzzi ,Roma</p>
<p>Matteo Palutan, LNF</p>
<p>Aldo Morseli, Roma 2</p>
<p>Carlo Ligi, LNF</p>
<p>Marco Ricci, LNF</p>
<p>Augusto Marcelli, LNF</p>
<p>Nicola Bianchi, LNF</p>
<p>Pasquale Di Nezza, LNF</p>
<p>Valeria Muccifora, LNF</p>
<p>Giovanni Mazzitelli, LNF</p>
<p>Ballisario Esposito, LNF</p>
<p>Francesco Ronga, LNF</p>
<p>Maurizio Benfatto, LNF</p>
<p>Angela Gargano, Napoli</p>
<p>Maria Rosaria Masullo, Napoli</p>
<p>Paolo Laurelli, LNF</p>
<p>Stefano Miscetti, LNF</p>
<p>Fabio Bellini, Roma</p>
<p>Antonio Baroncelli, Roma 3</p>
<p>Paolo Branchini, Roma 3</p>
<p>Mauro Iodice, Roma 3</p>
<p>Federico Ruggieri, Roma 3</p>
<p>Enrico Nardi, LNF</p>
<p>Monica Bertani, LNF</p>
<p>Riccardo De Sangro, LNF</p>
<p>Pier Giorgio Bizzeti, Firenze</p>
<p>Susanna Guiducci, LNF</p>
<p>Giuseppe Finocchiaro, LNF</p>
<p>Valerio Russo, Catania</p>
<p>Pierluigi Campana, LNF</p>
<p>Andrea Sansoni, LNF</p>
<p>Gianluca Cavoto, Roma</p>
<p>Giovanni Casini, Firenze</p>
<p>Chiara Oppedisano, Torino</p>
<p>Alessandro Ferretti, Torino</p>
<p>Fabio Bossi, LNF</p>
<p>Patrizia De Simone, LNF</p>
<p>Piero Patteri, LNF</p>
<p>Massimo Caccia, Univ. Insubria</p>
<p>Massimo Ferrario, LNF</p>
<p>Claudio Gatti, LNF</p>
<p>Simone Dell&#8217;Agnello, LNF</p>
<p>Caterina Bloise, LNF</p>
<p>Gianni Bencivenni, LNF</p>
<p>Concezio Bozzi, Ferrara</p>
<p>Clementina Agodi, LNS</p>
<p>Lucia Zanello, Roma</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Evento di collisione</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 10:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Precari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In English]]></category>

		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[Evento di "collisione" firmato INFN, ma non all&#8217;LHC del CERN

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.buconero.eu/wp-content/uploads/2009/11/licenz1.png"><strong>Evento di "collisione" firmato INFN, ma non all&#8217;LHC del CERN</strong></a></strong></p>
<p><a href="http://www.buconero.eu/wp-content/uploads/2009/11/licenz1.png"><img class="size-medium wp-image-4072 alignleft" title="licenz1" src="http://www.buconero.eu/wp-content/uploads/2009/11/licenz1-255x300.png" alt="" width="255" height="300" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L&#8217;INFN in prima pagina su "Gli Altri"</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2009/11/linfn-in-prima-pagina-su-gli-altri/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 08:38:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Precari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In English]]></category>

		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco quanto pubblica oggi in prima pagina il quotidiano "Gli Altri" a firma di Umberto Guidoni:
Il buco nero della Ricerca
Umberto Guidoni
"Dobbiamo insistere perché ci siano maggiori investimenti pubblici e privati nella ricerca". Con queste parole il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è tornato oggi sul tema della ricerca in Italia.
Un tema che vede uno scollamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco quanto pubblica oggi in prima pagina il quotidiano "<a href="http://www.buconero.eu/wp-content/uploads/2009/11/glialtri24nov09.pdf">Gli Altri</a>" a firma di Umberto Guidoni:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Il buco nero della Ricerca</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>Umberto Guidoni</em></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: small;">"Dobbiamo insistere perché ci siano maggiori investimenti pubblici e privati nella ricerca". Con queste parole il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è tornato oggi sul tema della ricerca in Italia.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Un tema che vede uno scollamento stridente fra le condizioni materiali, in cui si svolge l’attività di ricerca, e la rappresentazione che ne da il Governo Berlusconi e la maggior parte della informazione, ormai a senso unico.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Nelle stesse ore in cui Napolitano lanciava l’accorato appello, un centinaio di lettere di licenziamento venivano recapitate a ricercatori e tecnici precari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Il presidente dell’INFN, Roberto Petronzio, ha preferito attenersi rigidamente alla burocrazia ministeriale piuttosto che battersi per la qualità delle ricerca, messa a repentaglio da questo massiccio esodo di cervelli e di esperienze. </span></span><span id="more-4067"></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Già, perché il paradosso è proprio in questa gioco delle parti, messo in scena dai ministri  Gelmini e Brunetta. Pubblicamente si indignano perché l’Università e gli Enti di Ricerca non valorizzano il merito e la qualità; nel chiuso del palazzo mettono in campo decreti  leggi e codicilli per affossare definitivamente la ricerca pubblica considerata uno spreco, una spesa improduttiva. E allora tagli indiscriminati all’Università, commissariamenti degli enti di ricerca, licenziamento dei ricercatori precari anche per quelle realtà, come l’INFN, che hanno una lunga tradizione di eccellenza in ambito internazionale. Un atteggiamento culturale ed ideologico, prima ancora che una proposta politica, che spiega, ad esempio, la completa assenza del governo all’inaugurazione dell&#8217;LHC a Ginevra, la più avanzata macchina per la fisica delle particelle, ormai in fase operativa anche grazie al significativo contributo degli scienziati italiani.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Quest’accanimento nei confronti della ricerca si ammanta spesso di parole roboanti: Brunetta pontifica sulla meritocrazia, sulla mobilità dei giovani ricercatori. Tutte cose che in astratto è difficile contestare, ma che poco hanno a che vedere con il paese reale. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Nel nostro Paese per molti anni, non ci sono stati concorsi:  cinque anni della Moratti, uno e mezzo della Gelmini, con in mezzo la meteora Mussi.  Alla fine di questi periodi ci sono ricercatori bravi e meritevoli che non hanno mai avuto l’opportunità di un concorso libero. Quando, per molti anni, non si bandiscono concorsi, fermare le stabilizzazioni e licenziare i precari può generare una catastrofe. Brunetta dovrebbe saperlo bene, perché è diventato professore associato con «la grande sanatoria» del 1981. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Oggi, la situazione è ben più tragica. Decenni di politiche episodiche e di riforme approssimative ci consegnano un panorama desolante: tra assegnisti,</span></span> <span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: small;">borsisti, co.co.co e collaboratori a progetto, oltre il 35% del personale impiegato </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: small;">è costituito da ricercatori precari.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Concordo, quindi, con le parole del Presidente Napolitano ma gli investimenti nella ricerca sono solo una parte, anche se importante, del problema. </span></span></span><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il rilancio della ricerca italiana deve passare, necessariamente, per la valorizzazione del fattore umano, a cominciare proprio dai ricercatori precari, lavoratori qualificati che svolgono la loro attività professionale in un perenne stato di insicurezza.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Un ricercatore precario è una contraddizioni in termini ed una palese violazione dell’Art. 1 della Carta Europea dei Ricercatori:</span></span><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em> </em></span></span><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><em>Gli Stati membri s’impegnino a compiere i passi necessari per assicurare ….. un ambiente di ricerca e una cultura di lavoro favorevoli, in cui gli individui e le équipe di ricerca siano considerati, incoraggiati e sostenuti, e beneficino del sostegno materiale e immateriale necessario per conseguire i loro obiettivi e svolgere i loro compiti. In tale contesto, si dovrebbe accordare particolare priorità all’organizzazione delle condizioni di lavoro e di formazione nella fase iniziale della carriera dei ricercatori, in quanto questa contribuisce alla scelte future e rafforza l’attrattiva delle carriere nel settore della R&amp;S.</em></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Battersi per l’applicazione integrale della Carta dei Ricercatori significa dare, ai nostri giovani, una prova tangibile che questo paese è pronto a scommettere su di loro.</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Riflessioni di una ricercatrice precaria sulle selezioni R5</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2009/04/riflessioni-di-una-ricercatrice-precaria/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 21:58:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matthew Moulson</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In English]]></category>

		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[La seguente lettera è stata lasciata in risposta alla "piccola proposta" di Paolo Valente ai ricercatori a tempo indeterminato di rifiutare di prestare servizio nelle commissioni dei concorsi R5. Trovando questa lettera particolarmente convincente, l&#8217;ho riprodotta qui come articolo a se&#8217; stante, per darle il risalto che merita.
Ciao,
sono una precaria 43enne che dopo il PhD (laurea e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La seguente lettera è stata lasciata in risposta alla <a href="http://www.buconero.eu/2009/03/una-piccola-proposta-ai-colleghi-a-ti-e-associati/">"piccola proposta"</a> di Paolo Valente ai ricercatori a tempo indeterminato di rifiutare di prestare servizio nelle commissioni dei concorsi R5. Trovando questa lettera particolarmente convincente, l&#8217;ho riprodotta qui come articolo a se&#8217; stante, per darle il risalto che merita.</p>
<blockquote><p>Ciao,</p>
<p>sono una precaria 43enne che dopo il PhD (laurea e dottorato al LEP) ha fatto un po’ di postdoc all’estero, sempre per LEP/LHC, poi son passata all’astrofisica presso il CNR per poter lavorare in Italia, dove son tornata per motivi familiari, e ora sono di nuovo nell’ambito dell’INFN (in realtà ho un assegno universitario, ma lavoro in ATLAS), visto che il progetto a cui lavoravo al CNR non è stato rifinanziato ed era su fondi esterni.</p>
<p><span id="more-3328"></span>In tutti i casi ho avuto incarichi che comportavano una certa responsabilità e non mi risulta di non aver assolto al mandato che mi si è stato dato. In tutti i casi ho avuto piena soddisfazione dal mio lavoro, tranne che dal punto di vista delle prospettive nel caso dei contratti italiani. In ogni modo, non ho mai temuto di rimanere disoccupata, al peggio di non fare quello che preferivo (probabilmente un po’ di presunzione giova).</p>
<p>In relazione ai nuovi R5, ho appena mandato un mail al mio attuale capogruppo, con Petronzio in CC, in cui esplicitamente mi rifiuto di partecipare. Ho elencato le ragioni che mi sembra superfluo ripetere.</p>
<p>Non so cosa intende fare la maggioranza dei precari, se di nuovo subire insulsaggini passivamente per paura di perdere quel poco che si ha o se c’è voglia di reagire. Se ai tempi della rivoluzione industriale gli operai avessero taciuto come di solito si fa noialtri, staremmo ancora in quella situazione.</p>
<p>Io personalmente non voglio e non posso avallare l’italico scaricabarile in cui chi dirige non si assume le responsabiltà che gli derivano da tale ruolo, mentre è capacissimo di coglierne i vantaggi.</p>
<p>Come madre mi rifiuto di sottrarre tempo alla mia famiglia per ripassare l’esame di particelle, che passai circa 20 anni fa, e a farmi dichiarare meritevole o meno di un posto di lavoro ESCLUSIVAMENTE su tale base.</p>
<p>È un ipocrita gioco in cui invece di confessare la miopia della politica del personale dell’ente si vogliono eliminare i precari pretendendo che sia ESCLUSIVAMENTE colpa loro se non avranno un posto (che il Presidente ci giustifichi diversamente questa scelta se ci riesce, pero’ con osservazioni OGGETTIVE che dimostrano che questi R5 servono a qualcos’altro, e che ci ha davvero pensato tanto prima di tirarli fuori).</p>
<p>L’INFN vive del nostro lavoro, visto che si assume incarichi che non è evidentemente in grado di sostenere con i propri dipendenti: vuoi perché son pochi, vuoi perché si rifiutano di imparare il C++ e root, vuoi perché si son stufati di essere pagati per una frazione delle loro reali ore lavorative e hanno deciso di restituire un po’ di tempo alle loro famiglie.</p>
<p>Senza i precari l’INFN non sarebbe pronta per la partenza di LHC, e qui mi limito alla mia piccolissima esperienza.</p>
<p>Lo so che il problema sono gli stanziamenti del governo e la mancanza di una politica per la ricerca da parte dei nostri governi, tutti i colori inclusi, con qualcuno che è un po’ peggio dell’altro.</p>
<p>Non è una buona ragione per cui un’elite di dipendenti possa permettersi di fare le cose che ama sulle nostre spalle. Non è una buona ragione perché tutti debbano essere coordinatori di qualcun altro, e così se non ci siamo noi non possono fare carriera.</p>
<p>È ora di darci un taglio. Rifiutiamoci di essere presi per il naso. Se NESSUNO presentasse domanda per gli R5, l’ente sarebbe COSTRETTO a trovare nuove e più sensate soluzioni. Finalmente saremmo INTERLOCUTORI invece che soggetti passivi. Prendiamo in mano noi il nostro futuro, basta affidarsi soltanto a referenti locali giocoforza inseriti in un gioco di potere che comunque NON CI INCLUDE.</p>
<p>Scusate la veemenza, ma è proprio ora di darsi una scantata.</p>
<p>Carla Sbarra</p></blockquote>
<p><!--more--></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>The true 21st century begins</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2009/04/the-true-21st-century-begins/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 21:31:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matthew Moulson</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In English]]></category>

		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci spiace, ma questo articolo è disponibile soltanto in English.
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		<title>Incontro del Presidente Petronzio con i precari</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 08:28:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Precari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In English]]></category>

		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Presidente, prof. Roberto Petronzio, accompagnato dal prof. Benedetto D&#8217;Ettorre Piazzoli e dal dott. Glauco Deleo, e insieme al direttore dei LNF, prof. Mario Calvetti, ha preso posto davanti a circa 200 persone tra precari e strutturati. Degna di nota la presenza di due nutrite delegazioni dai LNGS (circa 15 persone) e dalla sezione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente, prof. Roberto Petronzio, accompagnato dal prof. Benedetto D&#8217;Ettorre Piazzoli e dal dott. Glauco Deleo, e insieme al direttore dei LNF, prof. Mario Calvetti, ha preso posto davanti a circa 200 persone tra precari e strutturati. Degna di nota la presenza di due nutrite delegazioni dai LNGS (circa 15 persone) e dalla sezione di Napoli (una decina).<span id="more-3298"></span></p>
<p>Dopo il benvenuto da parte del direttore Calvetti, il Presidente Petronzio ha chiesto di poter presentare le medesime slides mostrate durante l&#8217;ultimo CD, considerandole una buona base di partenza per l&#8217;incontro (il materiale è stato già pubblicato sul nostro sito: <a href="http://www.buconero.eu/wp-content/uploads/2009/03/andamento_pers.pdf">slides</a> e <a href="http://www.buconero.eu/2009/03/nota-informativa-emessa-dal-cd-in-merito-al-td/">nota</a>). Il Presidente ha poi proseguito rispondendo in dettaglio alle domande poste in precedenza dal Coordinamento, nonché ad alcune domande aggiuntive formulate dall&#8217;assemblea. Seguono le minute dell&#8217;incontro.</p>
<p><strong>L&#8217;incontro è stato un istruttivo momento di incontro con il Presidente, che ringraziamo nuovamente. Nonostante la disponibilità formale a incontrarci e a parlare, si conferma un atteggiamento poco trasparente dell&#8217;ente nell&#8217;affrontare il dramma del gran numero di colleghi precari che si sono accumulati negli ultimi 8 anni, sia a causa del blocco delle assunzioni che di una </strong><strong>spregiudicata </strong><strong>politica del personale nell&#8217;INFN. Al di là delle scarse assicurazioni formali, vediamo confermata la volontà di cancellare quasi del tutto una generazione di lavoratori, e questo al di là di ogni giudizio di merito sul contributo che essi hanno dato al buon funzionamento dell&#8217;ente e al raggiungimento degli obiettivi scientifici dell&#8217;INFN</strong>.</p>
<p>Una nota positiva a conclusione della giornata: le delegazioni dai LNGS e da Napoli, costituite prevalentemente da "assegnisti cofinanziati" (quelli di cui, secondo le parole del Presidente, "deve occuparsi l&#8217;università"), hanno deciso durante una riunione nel pomeriggio, di dare vita, all&#8217;interno del Coordinamento Precari, a un "gruppo di lavoro" dedicato alla situazione degli assegnisti che a vario titolo contribuiscono alle attività dell&#8217;INFN.</p>
<hr /><strong>Incontro del Presidente dell&#8217;INFN con i precari</strong></p>
<p><strong>Frascati 1 Aprile 2008</strong></p>
<p>Il Presidente, Prof. Roberto Petronzio, ha risposto alle domande che gli sono state poste dal Coordinamento Precari INFN durante il Consiglio Direttivo del 27 marzo scorso, e ha dato spazio ad un dibattito che ha toccato principalmente la questione delle idoneità R5 e del futuro degli assegnisti di ricerca. Ecco le minute dell’incontro (per la prima parte abbiamo riportato le domande originali):</p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>1. Riguardo la documentazione inviata all’inizio della settimana al Ministero Funzione Pubblica, vorremmo sapere se:</strong></p>
<p><strong>a) L’Ente ha finalmente considerato come vincolante il diritto all’assunzione per tutti gli stabilizzandi (compresi quelli che non erano in servizio, la famosa lista 3)?</strong></p>
<p>R: Mi sono impegnato a tutelare tutti gli stabilizzandi che fanno parte della lista 1 e 2, indipendentemente dai vincoli imposti dal governo, ossia la scadenza del processo di stabilizzazione al 31 dicembre 2009. Dopo questa data tutti gli stabilizzandi avranno diritto al 40% dei posti messi a concorso, fino al 2011. Anche quelli della lista 3 potranno ovviamente concorrere come gli altri, ed avranno una quota riservata nei concorsi. Dal 2010 si passerà dunque da un regime di stabilizzazione a un regime di concorsi. Le deroghe che sono state chieste non sono deroghe per le stabilizzazioni, ma deroghe che riguardano la possibilità di tenere sui fondi ordinari le persone stabilizzabili.</p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>D (Pino Carinci): E gli altri? Cosa facciamo con quelli che hanno una rapporto di lavoro con l&#8217;INFN ma non un contratto TD (cioè quelli della lista 3, N.d.R.)?</strong></p>
<p>R: Tutte le persone dovrebbero avere l’opportunità di fare concorsi in cui si viene selezionati su criteri di meritocrazia, mentre invece le stabilizzazioni vanno nella direzione opposta. Se non ci fossero state le stabilizzazioni ci sarebbero stati 100 posti a concorso, invece in questo modo vengono bloccate le pari opportunità. Non posso garantire per tutti; mi impegno per coloro che sono finiti nelle liste di stabilizzazione (solo di tabella 1 e 2, N.d.R.) e non per gli altri. L&#8217;unica classe da proteggere sono gli stabilizzandi, ossia gli unici con un vero contratto di lavoro con l’ente (di nuovo solo di tabella 1 e 2, N.d.R.), al di là delle limitazioni governative. Per gli altri (quelli in tabella 3, N.d.R.) non è possibile, non ci sono i fondi.</p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>b) L’ente ha tenuto conto degli ”stabilizzandi 2008” (lavoratori ”in servizio alla data del 1 gennaio 2008 che consegua il requisito dei tre anni di anzianità di servizio in virtù di un contratto stipulato anteriormente alla data del 28 settembre 2007”?</strong></p>
<p><strong>c) Quanti sono gli stabilizzandi 2008?</strong></p>
<p>R: Nella comunicazione a Brunetta abbiamo ampliato la lista dell’insieme degli stabilizzandi includendo anche la finanziaria 2008. In totale si tratta di 11 persone: 5 ricercatori, 3 tecnologi, 1 CTER, 1 operatore tecnico e 1 collaboratore di amministrazione.</p>
<p><strong>d) Qual è il numero di lavoratori assumibili pescando dalle graduatorie attive dei concorsi già effettuate? (l’ENEA è in grado di assumere un precario INFN attraverso l’idoneità di un concorso effettuato nel 2005&#8230;)</strong></p>
<p>R: Non possiamo assumere pescando dalle idoneità perché non abbiamo posti per assumere: vogliamo fare nuovi concorsi e non assumere gli idonei. L’idoneità nei concorsi non è sempre difendibile. Forse la situazione è più facile per gli amministrativi, ma per i ricercatori non va bene pescare nelle liste di idoneità.</p>
<p><strong>2. Perché non vengono rese pubbliche le graduatorie di coloro che attualmente sono stabilizzabili, avendo espunto quanti hanno ottenuto o per i quali è stata richiesta l’assunzione? Questa informazione è fondamentale per i diretti interessati, che devono conoscere quale sia la loro reale probabilità di assunzione con un congruo preavviso.</strong></p>
<p>R: Le graduatorie verranno rese pubbliche. Finora non è stato possibile perché sono ancora in corso i concorsi per i tecnici. Quando saranno chiuse le graduatorie per questi concorsi ci saranno delle liste definitive che potranno essere pubblicate.</p>
<p><strong>3. TD in scadenza: come state agendo per stabilire le priorità?</strong></p>
<p>R: Non abbiamo ancora una risposta a questa domanda. Cercheremo però di dare indicazioni in merito entro il mese di aprile, soprattutto in vista di una situazione in cui verranno suggeriti altri canali di sbocco prima della fine dei contratti a TD. Tutti i contratti TD in scadenza sono stati “allineati” in modo da scadere a luglio 2009. Il problema di stilare le liste è aggravato dal fatto che pochi direttori hanno dato indicazioni di priorità, mettendo tutti sullo stesso piano, e questa è una difficoltà oggettiva. Spero che le soluzioni che stiamo escogitando permetteranno alle persone di lavorare fino al momento in cui si riapriranno i concorsi.</p>
<p><strong>4. L’assegno di ricerca, che tecnicamente è un contratto per personale in formazione, è stato usato per pagare personale di elevata professionalità tecnico-scientifica o amministrativa per svolgere mansioni da personale dipendente. Quali prospettive ci sono per questi colleghi?</strong></p>
<p>R: Lasciamo perdere le patologie, ossia gli assegnisti di 37-38 anni. Per questi faremo un’indagine per vedere quanti sono. Il problema è capire a che punto effettuare una selezione. Tagliare direttamente alla fine del dottorato vorrebbe dire tagliare un dottorando su cinque. Non credo infatti che l’università garantisca un livello di preparazione sufficiente ai dottorati, dato che il dottorato sta diventando come l’antica tesi di laurea. È necessario tagliare invece dopo/durante l’assegno. L’unico modo per superare la situazione presente sono i concorsi: pensiamo al fatto che gli assegnisti INFN sono 100 + 300 cofinanziati. L’INFN non può farsi carico degli assegni universitari (e quindi di quelli cofinanziati, N.d.R.). Il discorso è che i ricercatori INFN sono 600, quelli universitari sono 3000. La forza dell’ente sono 3600 persone e il vero sbocco degli assegni è l’università; è illusorio immaginare che lo sbocco possa essere l’ente. L&#8217;università&#8217; eroga gli assegni e poi deve farsi garante dell’eventuale assunzione: non è l&#8217;INFN a dover risolvere il problema.</p>
<p><strong>5. Qual è la posizione dell’INFN riguardo l’utilizzo del pensionamento anticipato (65 anni o 40 anni di contributi), reso possibile dalla legge 133/08?</strong></p>
<p>R: Pensionamento anticipato: oramai e&#8217; rigoroso ai 65 anni (a domanda il Presidente conferma che quest’anno è stato attuato il pensionamento a 66 anni, perché comunque le risorse liberate a 65 non sarebbero state utilizzabiie causa limiti imposti dalla legge, N.d.R.). Sui 40 anni di contributi ancora non abbiamo deciso. Ci potremo ripensare ma bisogna prima definire la dimensione del fenomeno, e se serve si farà.</p>
<p><strong>6. Perché, a differenza degli altri enti, non ci sono ancora miglioramenti del panorama legislativo per l’INFN? Né una deroga per le assunzioni (a dicembre il Presidente all’assemblea dei rappresentanti del personale aveva dato quasi per scontato la cosa), né una deroga al tetto di spesa per i TD su fondi ordinari, né infine l’allargamento della dotazione organica o il raggiungimento di una autonomia finanziaria per quanto concerne le spese del personale (fino ad una certa frazione del bilancio), come tra l’altro richiesto al tavolo Funzione Pubblica - Enti nello scorso novembre.</strong></p>
<p>R: Abbiamo agito finora come comitato di settore. Alcuni enti hanno avuto facilitazione grazie al turnover, cosa che per noi non è possibile. L’unica cosa su cui possiamo puntare è quella della pianta organica, su cui si possono poi fare progetti di assorbimento più efficienti. Ci sembra invece molto più difficile ottenere deroghe ai limiti per la spesa dei TD su fondi ordinari (35% della spesa per TD del 2003, N.d.R.).</p>
<p><strong>7. Quando verranno banditi i 37 posti ”Mussi”?</strong></p>
<p>R: Verranno banditi nel 2009, mentre le assunzioni saranno fatte nel 2010.</p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Domande e risposte in ordine sparso sulle selezioni di idoneità R5:</strong></p>
<p><strong>D: Che periodicità avranno gli R5? Chi non passa la selzione può ritentare la volta successiva?</strong></p>
<p>R: La logica delle idoneità è semplice: i TD possono essere assegnati o su selezione (art. 36) o a chiamata diretta vagliata dalla giunta (art. 23). Negli ultimi anni gli art. 23 sono stati dati sempre più spesso su fondi esterni vincolati, ma una volta assegnato ogni art. 23 è uguale all’altro. Vorremmo che a regime ci fosse un sistema in cui il controllo di qualità venisse fatto a monte. L’unico momento in cui è possibile fare una prova di cultura generale, è subito dopo il dottorato all’inizio di un assegno di ricerca. Il bacino di TD da cui attingere diventa così fatto da persone tutte uguali, non e&#8217; più arbitrario ma vincolato ai posti che si possono bandire. Questo sistema ovviamente funziona se viene garantita la periodicità delle selezioni. Pensiamo che si svolgeranno una volta l&#8217;anno. Il sistema poi si autoregola: la selezione si può fare quante volte si vuole, ma se non si vince non c’è la possibilità di avere accesso ad un TD. Il programma del concorso e&#8217; noto a priori e si tratta di argomenti di cultura generale. E’ una sorta di scrematura per evitare corsie preferenziali. Chi ha già avuto un contratto a TD nell’INFN non deve fare la selezione R5.</p>
<p><strong>D: Quanti sono i posti?</strong></p>
<p>R: Non possiamo quantificarlo, altrimenti sarebbe necessario fare una graduatoria. E fare una graduatoria determinerebbe poi un ordine di chiamata sul TD e questo ingesserebbe l’Ente (i fondi esterni per gli art.23 sono quasi sempre vincolati a una linea di ricerca o a un esperimento, N.d.R.). L’alternativa è fare gli assegni su base nazionale 2 volte l’anno, ma questo ingesserebbe gli assegni: chi si dottora a marzo dovrebbe aspettare ottobre per iniziare l’assegno (quindi gli assegni saranno ancora dati senza un controllo centralizzato, N.d.R.).</p>
<p><strong>D: E` ben possibile che si presentino 500 candidati?</strong></p>
<p>R: Se sono tutti preparati, tutti passeranno la selezione. Darò inidcazioni in merito anche alle commissioni.</p>
<p><strong>D: Gli idonei al “concorsone” (ricercatore o teconolo) devono fare l’R5?</strong></p>
<p>R: Si, dato che il concorsone non aveva liste di idoneità.</p>
<p><strong>D: Perchè non si è scelto di non valutare pubblicazioni e curriculum?</strong></p>
<p>R: Per evitare di fare una selezione in base a quello che le persone hanno già fatto (o al gruppo o esperimento con cui hanno collaborato in precedenza); la selezione per solo esame su argomenti di cultura generale mette tutti sullo stesso piano.</p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Altri interventi:</strong></p>
<p><strong>D: (Matthew Moulson): Condivido l&#8217;importanza di avere delle selezioni per mirare all&#8217;eccellenza. Il processo di stabilizzazione ad un primo sguardo sembra cozzare con questa logica perché sembra prescindere dal merito. E’ difficile da mandare giù anche per noi ricercatori. L&#8217;ente però dimostra troppa fiducia nelle istituzioni per quanto riguarda le procedure di selezione. L&#8217;ente assume che, chi avuto un contratto a TD, sia più bravo degli altri: invece sappiamo che l’avere avuto un contratto piuttosto che un altro è un fatto completamente casuale. Stesso discorso vale per i concorsi: molto spesso i candidati bravi sono più di uno e, tra I molti bravi, il vincitore è quasi casuale. Il fatto è che ad un certo punto si concorre dopo 10 anni di attività di ricerca. Questa osservazione lega insieme il discorso della lista 3, i contratti atipici, il rifiuto di ripescare le idoneità dei concorsi e l&#8217;R5. Sono assolutamente convinto che se l&#8217;R5 diventa un obbligo per chi non ha ancora avuto un TD, anche per chi magari sta qui con altre forme di contratto da diversi anni, questi si troveranno in svantaggio in un esame di cultura generale rispetto a chi ha appena finito il dottorato. Apprezzo il tentativo di cercare di arginare una situazione obbiettivamente difficile, ma queste cose vanno considerate criticamente. La stabilizzazione e&#8217; stata una opportunità per recuperare una generazione di persone che non ha mai avuto la possibilità di partecipare ad un concorso.</strong></p>
<p>R: Non si può impostare un ragionamento sulle patologie. Se voglio garanzie future per persone di uguale valore discriminate male, devo fare l&#8217;R5. I bandi vanno fatti in modo nazionale, e così sarà anche per i 37 posti da ricercatore che verranno banditi nel 2010 (ma non era il 2009? N.d.R.). L’R5 potrebbe essere usata come punteggio nei futuri concorsi.</p>
<p><strong>D (LNGS): Gli assegnisti si trovano schiacciati su un concorso di idoneità in cui non si tiene conto dei titoli. Non ci appare chiaro il motivo per istituire l’R5: perché non bandire direttamente concorsi per dare TD?</strong></p>
<p>R: Perché non sappiamo a priori quanti fondi avremo. E’ necessario avere una lista pronta</p>
<p>da cui attingere ogni volta che i progetti esterni forniscono fondi e posti.</p>
<p><strong>Paolo Valente: C’è un sistema reale ed uno virtuoso. In quello reale le patologie sono tante e complicate ma le pagano sempre i più deboli … (applausi, N.d.R.)</strong></p>
<p><strong>D: Sono una dei 41 vincitori del concorsone. È necessario aspettare il parere della Corte dei Conti per assumerci? Sappiamo che altri enti hanno assunto anche prima del parere della Corte dei Conti.</strong></p>
<p>R: E’ necessario aspettare il DPCM. Gli altri enti hanno avuto il DPCM molto prima di noi, per questo hanno potuto assumere prima. Dal punto di vista degli interessati questo però non cambia molto, si tratta ormai di una questione di giorni.</p>
<p><strong>D: I 78 che verranno assunti nel 2009 comprendono due categorie: alcuni (41) vengono assunti tramite art. 5 del CCNL, e queste autorizzazioni devono arrivare entro il 30 giugno; per gli altri (gli stabilizzandi) l’autorizzazione ad assumere deve arrivare entro il 31 marzo. Quale data farà fede per “l’autorizzazione ad assumere”, quella della firma del Ministro della FP, quella della Firma del Ministro del Tesoro o la firma della Corte dei Conti?</strong></p>
<p>R (Glauco Deleo): Il DPCM vale per tutti (di fatto non risponde, N.d.R.).</p>
<p><strong>D: Riguardo all’utilizzo improprio dell’assegno di ricerca, il timore è che questa stretta sui TD si risolva con una nuova esplosione di forme contrattuali atipiche, per far fronte ai progetti che devono comunque andare avanti. Come pensate di gestire la cosa?</strong></p>
<p>R: Gli AdR erogati direttamente dall’INFN sono controllati, e sono circa 100. Gli altri rispondono ad una politica delle università. Per quanto riguarda il loro uso improprio, l&#8217;ente sta cercando di ridurre le carriere lunghe&#8230; L’unico modo improprio di usare gli AdR è quello di darli a persone non più giovanissime. Quello che non bisogna fare (e che non farò) è di dare AdR dopo il TD, almeno non per la ricerca. Per quanto riguarda i Co.co.co., sono 90 di cui su 80 su fondi vincolati. Normalmente vorrei portare i Co.co.co. a TD. Poi ci sono i contratti Vip…</p>
<p><strong>D: Non è improprio usare un contratto di formazione come l’AdR per fare attività analoga a quella che fa uno strutturato?</strong></p>
<p>R: L’AdR non è un contratto di formazione, ma di collaborazione.</p>
<p><strong>D: Ma gran parte dell’attività di ricerca è portata avanti dagli assegnisti, come ai Laboratori del Gran Sasso.</strong></p>
<p>R: La differenza tra assegni e contratti è che con il contratto mi sento una responsabilità. Con l&#8217;AdR no. Da oggi in poi per portare avanti un esperimento non basterà ottenere i soldi, sarà anche necessario dimostrare di avere già le persone per farlo. Chi non ha persone per fare esperimenti non li farà. Faremo una regola che li vieterà&#8230;.</p>
<p><strong>D: Il problema vero si pone per quegli AdR che adesso sono in questa situazione.</strong></p>
<p>R: Il problema lo deve risolvere l’università. Noi diamo al massimo quattro anni di AdR dopo il dottorato, se poi l’università ritiene di prolungare per altri quattro diventa un suo problema. Risolveremo il problema vietando in futuro di cofinanziare un AdR per più di quattro anni complessivi.</p>
<p><strong>D: Perché allora l’R5?</strong></p>
<p>R: Se ora arriva un neodottorato e viene assunto prima di voi che avete un AdR, non vi sentite sorpassati? Allora meglio una selezione di idoneità che metta tutti sullo stesso blocco di partenza, e poi per un TD verrà valutato il curriculum.</p>
<p><strong>D: A proposito dell&#8217;idoneità. Lei ha detto che è un momento di rottura rispetto a procedure non corrette. E che l’R5 non sarà punitivo ma selettivo. Questo presuppone che tra gli art. 23 ci siano persone “non degne” di avere un TD. Ma chi li ha selezionati? Chi è responsabile di queste scelte?</strong></p>
<p><em>(il Direttore dei LNF, M. Calvetti chiede di rispondere a questa domanda, N.d.R.)</em></p>
<p>R (M.Calvetti): Quando si chiede un art. 23 non c&#8217;è un confronto con altre persone. Arriva il responsabile di un esperimento e chiede una posizione. Ciò che fa il direttore è far passare le richieste. Quando però voi firmate un contratto per un art. 23, firmate un accordo per un contratto a termine. Questo vuol dire che il rinnovo è possibile fino a che ci sono i soldi. I vostri interventi sono demagogici. Dovete dare indicazioni per dare una soluzione a questa situazione. La pianta organica è satura. L&#8217;ente è saturo. Non è vero che ci sono persone “non degne” di avere un contratto a TD. Il confronto va fatto quando c’è un numero finito di posti, ed allora c’è chi è “degno“ e chi è “più degno”. E comunque gli esperimenti li fanno gli strutturati. Infine, vorrei aggiungere un commento riguardo alle persone che devono andare in pensione ma non hanno un numero di anni di contributi sufficiente. Se mandiamo a casa queste persone, si ritrovano in miseria. Io darei dei contratti per queste persone per fare in modo che arrivino ad un numero di anni di contributi sufficiente.</p>
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		<title>(English) Students protest in Italy</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2008/12/english-students-protest-in-italy/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 07:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matthew Moulson</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In English]]></category>

		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[London - Italian students’ protest movement, known as Onda Anomala (Anomalous Wave), raged as the reforms of the school sector was approved by the upper chamber of the Parliament. (continue)
Source: Angela Corrias, Herald de Paris, 3 December 2008
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span lang="EN-GB"><strong>London -</strong> Italian students’ protest movement, known as <em>Onda Anomala</em> (Anomalous Wave), raged as the reforms of the school sector was approved by the upper chamber of the Parliament. (<a href="http://www.heralddeparis.com/students-protest-in-italy/13229">continue</a>)</span></p>
<p><strong>Source:</strong> Angela Corrias, <em>Herald de Paris,</em> 3 December 2008</p>
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		<title>(English) Italian protesters win concessions</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 12:09:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matthew Moulson</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In English]]></category>

		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[talian protesters win concessions
Thousands of researchers and students who have taken to the streets in protest at reforms of Italian universities and public research institutes have won some limited concessions from the government. The protesters had argued that the reforms, which include significant budget cuts, would further weaken a research base that is already short [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>talian protesters win concessions</strong></p>
<p>Thousands of researchers and students who have taken to the streets in protest at reforms of Italian universities and public research institutes have won some limited concessions from the government. The protesters had argued that the reforms, which include significant budget cuts, would further weaken a research base that is already short of resources. The Italian government maintains that its reforms are necessary to modernize a university system that is corrupt and inefficient, but has reversed some of the cuts. <a href="http://www.buconero.eu/wp-content/uploads/2008/12/researchers-up-in-arms.pdf">(continue)</a></p>
<p><strong>Source:</strong> Edwin Cartlidge, <em>Physics World,</em> December 2008</p>
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		<title>(English) Italian research faces a crisis</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 11:31:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Mazzitelli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In English]]></category>

		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci spiace, ma questo articolo è disponibile soltanto in English.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci spiace, ma questo articolo è disponibile soltanto in <a href="/en/category/english/feed/">English</a>.</p>
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		<title>(English) Young Italian Scientists Take to the Streets</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2008/11/english-young-italian-scientists-take-to-the-streets/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 11:12:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Mazzitelli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In English]]></category>

		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci spiace, ma questo articolo è disponibile soltanto in English.
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		<title>(English) The plight of the precari (Nature Neuroscience)</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 10:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Valente</dc:creator>
		
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		<title>(English) Italy: Student protests continue against cuts in education</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 09:54:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Mazzitelli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In English]]></category>

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		<title>(English) BucoNero editorial staff about INFN and scientific research in Italy</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 17:21:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Precari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In English]]></category>

		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

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		<title>(English) A case for change</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 18:47:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Mazzitelli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In English]]></category>

		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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