Lug 03 2010
Togli il bavaglio alla ricerca
Un video dalla Rete Ricerca Pubblica.
Giu 15 2010
Mila Spicola, un’insegnante di Palermo, scrive al ministro dell’Economia per denunciare lo stato di un’istruzione pubblica senza finanziamenti e con molti disagi per gli alunni.
Ministro Tremonti,
lei mi obbliga a violare la legge. Mi piacerebbe incontrarla per dirglielo guardandola negli occhi. Lei sta obbligando la maggioranza dei docenti italiani a violare la legge. È esattamente quello che accade in moltissime scuole italiane. Cosa significa infatti ammassare più alunni di quanti un’aula può contenerne, se non violare la legge? Sono ben tre le norme violate: la normativa antincendio, quella per la sicurezza negli edifici scolastici e quella igienico sanitaria. Molti sanno che lei ha tolto ben 8 miliardi all’istruzione pubblica. “C’erano tanti sprechi e siamo in tempi di crisi, bisogna razionalizzare”, saggia e incontrovertibile affermazione. Così ha giustificato la cosa. Di contro, però, le spese militari ricevono 25 miliardi di euro e leggo in questi giorni di un bonus di 19 mila euro a classe per le scuole private e leggo anche di un aumento di circa 200 euro mensili per i colleghi di religione, buon per loro, non sia mai, ma allora non bloccassero i nostri per i prossimi secoli.
Mettiamoci d’accordo. C’è la crisi o no? Un giorno c’è, un giorno non c’è, un giorno è un “anatema psicologico delle sinistre” e l’altro giorno “dobbiamo fare sacrifici”. Ma non tutti, attenzione: gli statali. Io mi sono arrovellata nel tentativo di capire dove fossero quegli sprechi quando, nell’agosto 2008, ho saputo degli 8 miliardi da togliere alla scuola pubblica. Ma lei ha fugato i miei dubbi: lo spreco era studiare l’italiano, e quindi via due ore. Lo spreco era studiare la tecnologia moderna e quindi via un’ora.
Questo alle medie. Escano prima i ragazzi: così hanno tempo per riflettere. Lo ha detto il ministro Gelmini. Lo spreco era recuperare i bambini con difficoltà (cosa frequentissima nei contesti dove vivo e ho scelto di insegnare io, e cioè nelle periferie), e quindi via le compresenze in talune ore di due maestri nelle elementari: a questo servivano, caro ministro. Il tutto eseguito con la furia di un boscaiolo cieco che ha distrutto chiome sane, piante rigogliose e qualche ramo secco, ma troppo pochi, in cambio
della distruzione della nostra foresta amazzonica: il polmone del nostro futuro. Quelle due ore d’italiano e le compresenze servivano anche a coprire le assenze dei colleghi senza ricorrere a supplenze esterne. Inoltre: aumentiamo i ragazzi per classe: fino a 30, 33..ma sì. Realizziamo un bel parcheggio per ragazzi, non una scuola certamente. Del resto sono altre le fonti vere della formazione: la vita, la strada, la televisione, il computer. Per chi vuole studiare veramente ci sono le scuole private. Studiare cosa e come poi è da vedere.
C’è un piccolo particolare: tutto ciò è anticostituzionale. La Costituzione riconosce alla scuola pubblica, statale, italiana il compito di formare e istruire gli italiani. Le private? Una scelta possibile, non obbligata. Non era un paradiso la scuola pubblica, prima di Tremonti, ma i problemi erano altri, non certo questi.
Torniamo alle sue motivazioni: la gestione dei singoli istituti, troppi soldi, troppi. E quindi tagli anche a quella. “Facessero una colletta i genitori, e che sarà mai qualche centinaio di euro”. Alla voce vedi sopra. “Qualche centinaio di euro è nulla”, ma non c’era la crisi? Nella mia regione, in Sicilia, quel centinaio di euro serve per andare avanti. E dunque i tagli: nella scuola dove insegno io, una normale scuola media della periferia palermitana, ma potremmo generalizzare a tutte le scuole medie d’Italia, siamo quasi alla paralisi. Avete compiuto il miracolo: unire di colpo nord e sud nella omologazione verso il peggio. Dico quasi, perché poi, incredibilmente, docenti e dirigenti sono diventati bravi a fare i salti mortali e le capriole all’indietro. E forse questo lei lo sapeva: qual è l’unica classe di lavoratori in Italia che, nonostante tutto, continua a lavorare? La nostra. Nel senso che lei aveva ragione e che quindi, nonostante i tagli , riusciamo ad andare avanti? No: nel senso che per noi quelli che non devono subire le ricadute gravissime della sua scelta scellerata, ripeto, scellerata, non devono essere i ragazzi: e dunque si alza la saracinesca comunque e si fa l’appello tutte le mattine.
Però sa cosa c’è? C’è che abbiamo anche sopportato e stiamo sopportando molto, ma l’illegalità di stato dentro una scuola no. Io non la sopporto e la denuncio. Tagliare completamente i fondi di gestione delle scuole ha comportato l’impossibilità di chiamare supplenti per coprire le assenze, adesso che non ci sono più quelle due ore che servivano a coprirle. E dunque le classi si dividono in altre classi. Giornalmente. I ragazzini si prendono la loro sedia e vagano nei corridoi in cerca di spazio. Perdendo ore di lezione. E allora: posso sopportare di lavorare meno, posso sopportare di farlo in una scuola ammuffita, con l’acqua che filtra, senza vetri (lei mi dirà : si rivolga all’amministrazione comunale), posso sopportare di non avere carta igienica per i ragazzi, sapone nei bagni, riscaldamenti a singhiozzo. In una mia classe di prima media ho 23 bambini, 4 di loro con gravissimi disagi sociali e disturbi comportamentali (sono figli di carcerati) , due con problemi di apprendimento e uno disabile grave. Io insegno arte: nelle mie ore non ho insegnante di sostegno, perché sono state tagliate le ore del sostegno, come tanti sanno.
E allora mi dica lei qual è il diritto all’istruzione negata del mio alunno disabile? Qual è il diritto all’attenzione precipua negata ai 4 bimbi con problemi sociali? E ai due che non riescono a leggere senza distrarsi? E’ una scuola di periferia, se non li aiuto io chi li aiuta? E il resto dei compagni? Non hanno diritto alla “normalità”? E poi viene la ministra Gelmini a parlar male dei docenti del sud, di come i nostri alunni sono in fondo alle classifiche delle prove di merito: ma in queste condizioni cosa vi aspettate? È già un miracolo se abbiamo le sedie nella mia scuola. L’inverno lo abbiamo trascorso con mussa e infissi rotti. “Si rivolga al Comune” dirà lei. Il suo sindaco di centrodestra ha tagliato anche lui tutti i finanziamenti alle scuole: sia per il funzionamento ordinario, sia per le manutenzioni. Non ci resta che Santa Rosalia. E in effetti… manco la Chiesa ci appoggia, noi sciagurati delle periferie, intenta com’è a salvaguardare le scuole private. Lei lo chiama razionamento e si riempie la bocca di frasi assurde sul come l’Italia stia reggendo la crisi. Mi scusi: ma che cavolo sta dicendo? Lo deve dire lei, una statistica o io? Ho 253 alunni, 253 famiglie cioè: un bel campione di famiglie di periferia, come ce ne sono a migliaia nella corona delle città. Forse ne so parlare meglio di lei degli effetti della crisi, sig. Ministro: niente fumo negli occhi ahimè. Perché nemmeno il contributo di 15 euro annui riescono più a pagare. Lo stato vissuto nelle classi italiane è disastroso. Io la chiamo illegalità.
Io non posso adeguarmi. Non per me stessa, che alla fine noi docenti ci abituiamo a tutto, ma per loro. Non posso più tollerare che quei ragazzi siano il bersaglio vero delle nostre scelte. È questa l’illegalità Egregio ministro. L’illegalità e il non rispetto della legge no. A Palermo no. Non in quel quartiere: la scuola non può tollerarlo perché è l’unico baluardo dello Stato. Porti solo la sua firma questo scempio: io non voglio rendermene complice. E non mi dica che sto facendo politica e un insegnante non può farla.
Io ne ho più diritto di lei, che sia chiaro: io formo i cittadini di domani. Non lei. Lei passerà, per fortuna, ma i docenti italiani ci saranno sempre a insegnare cosa voglia dire rispettare le regole, rispettare la legge, cosa significhino parole come “comunità”, come “solidarietà”, come “eguaglianza”, come “fraternità”.
Questa è politica, caro Tremonti, ed è il senso del mio mestiere. Glielo insegno di più io, non di certo tu che gli togli maestri, risorse e ruolo sociale. Da qualche mese mi rifiuto di accogliere ragazzi provenienti da classi divise oltre il numero consentito. E lo farò anche a fronte di ordini di servizio scritti. Venga qualcuno a obbligarmi. Venga pure. Io mi rifiuto. Il mio Dirigente mi dirà: dove li metto allora? Io la rivolgo a Lei questa domanda: dove li mettiamo? La rivolgo ai suoi elettori, che sono anche genitori: dove volete che li mettiamo i vostri figli?
Di quei 25 miliardi alle spese militari destini nuovamente alla scuola pubblica gli 8 miliardi tolti. Oppure assegni i proventi del lotto per un anno alla messa in sicurezza degli edifici scolastici: sono questi per me i monumenti culturali dell’Italia che amo. La smetta di giocare con la vita e con l’istruzione dei nostri figli. Anzi, le dico di più, se posso: se ne vergogni.
Mila Spicola, professoressa
Giu 08 2010
Film a basso costo. E alta provocazione. (da Corriere.it)
Mag 30 2010
Le voci contro di Ornella Vanoni e Antonello Venditti. E c’è un errore: il Vittoriale è già privato. Alberoni: situazione grave
ROMA (29 maggio) - La manovra finanziaria colpisce anche la cultura: 232 enti non riceveranno più i fondi statali e il rischio di chiusura è più che concreto. La manovra finanziaria prevede infatti il taglio dei fondi statati a 232 istituti culturali. Nell’articolo 7 (comma 22) del “Decreto legge recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica” si legge che a decreto approvato «lo Stato cessa di concorrere al finanziamento degli enti, istituti, fondazioni e altri organismi». Poi segue un elenco con 232 nomi, tutti importanti, molti di fama internazionali, praticamente tutti legati per la loro sopravvivenza alle sovvenzioni statali.
Bondi: no a tagli indiscriminati. «Condivido l’esigenza di una manovra che imponga sacrifici a tutti ma non sono d’accordo con i tagli indiscriminati alla cultura, specie se la lista degli istituti tagliati dal finanziamento pubblico contiene eccellenze italiane riconosciute nel mondo». Lo dice il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, che, in tarda serata, interviene per precisare il suo giudizio sul provvedimento. Sì, sottolinea il ministro, a «profonde riforme della cultura come quella delle fondazioni liriche ora in parlamento che modificherà definitivamente il settore. Ma no a tagli indiscriminati che non possono essere decisi se non con il mio ministero». Insomma, Bondi che inizialmente sembrava concorde con l’atteggiamento del governo ora fa una parziale marcia indietro. «Avrei voluto poter concertare dove intervenire e in che modo farlo per ridurre le spese. Mi rammarico che ciò non sia avvenuto».
Ma su chi si abbaterà la scure dei tagli? Decine di fondazioni sorte per ricordare anniversari di italiani illustri come Mario Soldati o il Pinturicchio. Ma anche la Triennale di Milano e la Quadriennale di Roma, l’associazione musicale Giovanile (Agimus) e l’Associazione nazionale combattenti e reduci. La società Geografica italiana e le fondazioni Adriano Olivetti di Roma e quelle milanesi Arnoldo e Alberto Mondadori e Giangiacomo Feltrinelli, nonché il museo Poldi Pezzoli. Ma ci sono anche le fondazione Arena di Verona e festival dei Due mondi di Spoleto, il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, le fondazioni Gioacchino Rossini di Pesaro, Giorgio Cini di Venezia e l’Istituto Gramsci di Roma. Ma anche la fondazione Lirico-sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari e il Gabinetto Vieusseux di Firenze.
Nessuna indicazione per il personale. Tutti questi enti insieme altre decine perderanno i finanziamenti dello Stato ma lo Stato, cioè il governo con la sua manovra economica, non indica che fine farà il personale, migliaia di lavoratori che rischiano il posto.
Dal mondo della cultura si è levato subito un grido di dolore, di richiesta di interventi del presidente Napolitano ma anche di accuse. «I tagli sono un segno d’inciviltà di un Governo che ritiene inutili le spese per la cultura» per l’assessore regionale dell’Umbria alla cultura, Fabrizio Bracco, che considera «da valutare soprattutto le conseguenze di questa scelta per la Fondazione del Festival dei Due mondi di Spoleto. Decidendo tagli di fondi per istituzioni come il Festival di Spoleto il Governo non coglie neanche il valore economico e di attrattiva dal punto di vista turistico e culturale, preferendo invece sparare a zero su investimenti considerati, a torto, improduttivi».
Ornella Vanoni: la cultura è sempre la prima a rimetterci. «La cultura è sempre stata la prima a rimetterci. Purtroppo». È questo il giudizio espresso da Ornella Vanoni, commentando i tagli a settori della cultura. La cantante ha voluto precisare che «non è solo la cultura che sta soffrendo. Stanno soffrendo anche certi commercianti, la gente. La cultura è importantissima ma occorre che il Paese stia bene. Gli italiani non sono abituati a tirare la cinghia. Non siamo tedeschi o inglesi. Se però dobbiamo tirare la cinghia, voglio vedere che anche loro, i politici, lo fanno. Ci sono stipendi degli italiani che sono irrisori e poi vedo politici, che per aver fatto due legislature, si prendono sette mila euro per tutta la vita. Allora togliamo i soldi a quelli lì e diamoli alla cultura».
Venditti: se si tocca l’eccellenza è finita. Per Antonello Venditti «se si toccano le cose di eccellenza allora è proprio finita». Il cantautore romano è critico sui tagli alle fondazioni liriche decisi dal governo. «Non c’è nessuna cura nelle cose da tagliare. La nostra capacità di pensare al futuro è sempre più ridotta, almeno da parte dei nostri governanti».
Archeologi: salvare gli istituti umanistici, La Confederazione Italiana Archeologi esprime profonda preoccupazione. «Non possiamo accettare tacitamente - sostiene il presidente Giorgia Leoni - che alcuni tra i più prestigiosi istituti archeologici perdano l’insostituibile apporto che deriva loro dai finanziamenti statali e che vengano, quindi, destinati alla inattività se non addirittura alla definitiva chiusura. Nella lista figurano istituti che con le loro ricerche hanno permesso all’Italia di svolgere un ruolo da protagonista nella conoscenza del patrimonio archeologico del nostro paese e dell’intero bacino del Mediterraneo, svolgendo spesso anche un ruolo fondamentale di veicoli diplomatici».
Appello a Napolitano dagli astrofisici. La soppressione dell’istituto nazionale di Astrofisica (Inaf) porterebbe a conseguenze drammatiche sull’attività del settore astrofisico e astro-spaziale. Lo scrive il consiglio scientifico dell’ente, che secondo la manovra economica andrebbe accorpato al Cnr, in una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al ministro Mariastella Gelmini. «L’INAF occupa una posizione di assoluto rilievo nella ricerca sia a livello nazionale che a livello internazionale - si legge nel documento - degli 86 ricercatori Italiani che ISI-Thompson riporta tra i più citati al mondo, 13 operano nel settore delle Scienze Spaziali e sono ricercatori dell’Inaf o ad esso associati. Ci sfugge come si possa giovare al Paese sopprimendo l’Istituto che ha consentito questi successi».
Galluzzi: è la morte del museo Galilei. «C’è poco da commentare: questo è un atto di morte». Così il direttore dell’Istituto e Museo di Storia delle Scienze di Firenze, Paolo Galluzzi, commenta il taglio dei fondi statali che sarebbe previsto nella manovra del Governo e che interessa da vicino anche l’istituzione fiorentina. «Noi dallo Stato abbiamo un contributo di 1 milione e 750 mila euro - aggiunge -. È metà del nostro bilancio. Se la notizia è vera, lo apprendiamo da voi perchè nessuno dei nostri referenti ai ministeri si è fatto sentire, e sarà pubblicata in Gazzetta, il consiglio di amministrazione non potrà che riunirsi e avviare le procedure per il fallimento. Il nostro è uno strano Paese: il prossimo 10 giugno noi inaugureremo il Museo Galileo Galilei, uno dei più belli al mondo, per chiuderlo il giorno dopo».
La storia e la memoria del cinema italiano sono destinati a sparire: è il grido di allarme di Francesco Alberoni, da otto anni presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia e della Cineteca Nazionale, alla luce dei tagli previsti dalla manovra. «Nel nostro caso - spiega Alberoni - non si tratta di tagli ma proprio di stop ai finanziamenti: significa smettere di insegnare e produrre cinema e soprattutto di conservarlo, buttando a mare migliaia di titoli che hanno fatto la storia del cinema italiano. Il nostro è il caso di una di quelle istituzioni che sono totalmente finanziate dallo Stato (10 milioni di euro, ndr) e senza quel denaro significherebbe sparire. E con noi sparirebbe la Cineteca Nazionale che conserva e restaura tutti i film italiani». Per questo Alberoni fa appello al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al capo dello Stato che dovrà firmare il decreto e anche, dice, «ad Umberto Bossi che tanto si è prodigato per aprire una sede del Centro Sperimentale a Milano e che ora forse non sa che anche quella è destinata a sparire».
«Il Centro Sperimentale di Cinematografia lombardo non è in discussione in quanto finanziato per intero dalla nostra Regione, sicuramente l’appello del professor Alberoni è rivolto al Centro Sperimentale di Cinematografia nazionale che ha sede a Roma e che è finanziato interamente dallo Stato». Lo afferma il Sottosegretario al cinema della Regione Lombardia Massimo Zanello in merito alle dichiarazioni di Francesco Alberoni, presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia, per quanto riguarda i tagli previsti dalla manovra finanziaria.
Il Vittoriale degli italiani è già privato e quindi «l’inserimento nell’elenco dei 232 istituti che non riceveranno più fondi statali è curiosa e anche un pochino sgradevole». Lo dice Giordano Bruno Guerri, il presidente della Fondazione del Vittoriale degli Italiani, che figura al numero 150 dell’elenco allegato alla manovra finanziaria. «Il Vittoriale ha rinunciato spontaneamente al finanziamento del governo l’anno scorso - spiega Giordano Bruno Guerri - Il governo ha approvato il decreto di privatizzazione e il 16 dicembre del 2009 è stato varato il nuovo statuto per privatizzazione. Quindi di fatto dal primo gennaio è una fondazione di diritto privato e non più una a fondazione statale. Del resto il contributo dello Stato era di 43 mila euro l’anno e quindi rinunciarci non è stato un grande sacrificio. Considero curioso l’inserimento in questo elenco, ed anche un pochino sgradevole. Il Vittoriale è in attivo e si finanzia da solo».
Fonte: Il Messaggero
Mag 30 2010
| Soppressi 27 enti giudicati inutili anche se raccolgono premi e riconoscimenti internazionali | |
| FLAVIA AMABILE | |
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In due casi l’effetto è davvero straniante. Una settimana prima le agenzie annunciavano premi e riconoscimenti internazionali per il lavoro svolto. Una settimana dopo le stesse agenzie ne annunciavano la soppressione. Sono l’Inaf, Istituto Nazionale di Astrofisica e l’Ogs, Osservatorio Geofisico Sperimentale, due dei 27 enti inutili caduti sotto la scure dell’ultima manovra varata dal governo Berlusconi. L’Inaf si era conquistata il 22 maggio i complimenti del mondo intero per aver collocato in quota la parabola da 64 metri di diametro del Sardinia Radio Telescope, un radiotelescopio unico in Europa, in grado di gareggiare con gli strumenti più sofisticati del mondo per effettuare esplorazioni del sistema solare, di Marte, Giove, Saturno e dei loro satelliti. Qualcosa di analogo è accaduto all’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale: i ricercatori dell’istituto hanno ottenuto il 21 maggio il Best Paper Award, Earth and Space Conference 2010 per le loro ricerche innovative nella geofisica planetaria. Dalla manovra nasce il polo integrato per la salute e la sicurezza nel lavoro con l’accorpamento di Inail, Ispesl e Ipsema in un unico ente. Unire l’Ispesl (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro) all’Inail, però, vuol dire che l’ente che studia i rischi e elabora norme per la sicurezza diventa parte dell’istituto assicurativo, cioè si trasforma in un perito di parte dell’assicurazione con un evidente conflitto di interessi e scarsa possibilità di un lavoro indipendente. «E comunque siamo in grado di autofinanziarci per oltre il 60% del contributo statale, non siamo un ente inutile», precisano in una nota i lavoratori dell’istituto. Chiusa anche la stazione zoologica Anton Dhorn, uno dei più antichi e aggiornati enti di produzione di conoscenze sul mare. Molti altri enti - come l’Istituto Nazionale di Oceanografia o l’Istituto di Astrofisica - verranno accorpati al Cnr, il che ha scatenato confusione all’interno del Consiglio Nazionale delle Ricerche che era in procinto di far partire una riorganizzazione e ora deve rivedere i piani sul tipo di struttura da darsi. «E’ molto chiaro il disegno del governo e di chi appoggia questa manovra: tagliare l’università, sopprimere la cultura alta, le eccellenze che hanno portato l’Italia ad essere grande nel mondo», denuncia Alberto Civica, segretario generale della Uil università, ricerca e Afam. E annuncia proteste decise. La prossima settimana davanti a palazzo Chigi arriveranno venti carene sperimentali dell’Insean, l’istituto che ha realizzato i test per le più belle imbarcazioni italiane, da Luna Rossa a Azzurra. Attraverseranno tutta Roma nella speranza di difendere la squadra di ricercatori che lavorano per la Marina Usa, la Boeing e che una volta soppressi porterebbero alla cancellazione di 500 mila euro di spese ma anche di 5 milioni di euro di commesse l’anno. Per un risparmio di 20 milioni di euro la manovra prevede anche lo stop ai finanziamenti a 232 istituzioni culturali come il Centro Sperimentale di Cinematografia che sta provocando una rivolta nel mondo della cultura. Lo scrittore e presidente del Centro, Francesco Alberoni, ha rivolto un appello alle più alte cariche dello Stato, da Berlusconi a Napolitano, per chiedere una marcia indietro. Il regista Carlo Lizzani, due volte docente del Centro, è d’accordo: «Il centro sperimentale è stato il cuore della rivoluzione neorealista, decidere di non finanziarlo è sconvolgente». Fonte: La Stampa
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Mag 29 2010
oggi, 29 maggio 2010 18:35

Sono 232 le istituzioni culturali che rischiano di vedersi tagliare i finanziamenti dallo Stato nel caso in cui la manovra finanziaria, attualmente all’esame del presidente Napolitano, venisse promulgata. Il decreto prevede che il 30% dei soldi risparmiati con questo taglio potrà essere ridistribuito fra queste istituzioni a quelle che ne facciano ‘’documentata e motivata'’ richiesta. L’erogazione di questo 30% avverrebbe per decreto del presidente del Consiglio sentito il parere del ministro dell’Economia e delle Finanze. Ecco di seguito l’elenco:
1) Fondazione Alcide de Gasperi; 2) CIME Consiglio Italiano per il Movimento Europeo; 3) Centro Studi Americani; 4)Associazione giovanile musicale AGIMUS; 5) Ente Nazionale Assistenza Magistrale E.N.A.M.; 6) Fondazione "Guido d’Arezzo"; 7) Fondazione italiana per la musica antica;
Centro italiano di ricerche aerospaziali CIRA SpA; 9) Istituto italiano di studi germanici; 10) Ente geopantologico di Pietraroia; 11) Parco geominerario; 12) Riserva naturale dello stato Isola di Vivara; 13) Associazione italiana combattenti e reduci;14) Associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna; 15) Associazione nazionale veterani e reduci garibaldini. 16) Federazione italiana volontari della liberta’; 17) Associazione dei Cavalieri italiani del sovrano militare Ordine di Malta; 18) Associazione nazionale "Nastro Verde"; 19) Ente per lo sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia e Lucania; 20) Comitato Nazionale per il centenario della nascita di Cesare Pavese; 21) Comitato Nazionale un secolo di Fumetto Italiano; 22) Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Guglielmo Massaja; 23) Comitato Nazionale per le celebrazioni del bimillenario della nascita di Vespasiano; 24) Comitato Nazionale per le celebrazioni del millenario della Basilica di Torcello; 25) Comitato Nazionale "I Trattati di Roma"; 26) Comitato Nazionale per le celebrazioni del quarto centenario della morte di Alberico Gentili. 27) Comitato Nazionale per le celebrazioni del 550° anniversario della nascita di Bernardino di Betto detto il Pinturicchio; 28) Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Mario Soldati 29) Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario di Casa Ricordi; 30) Comitato Nazionale le "Autonomie Locali 31) Allegorein; 32) Accademia Medica di Roma. 33) Accademia Angelica Costantiniana; 34) Accademia Nazionale di Agricoltura 35) Accademia Filarmonica di Bologna; 36) Associazione Naz. Funzionari Direttivi; 37) Associazione per la Riforma dello Stato; 38) Associazione Romana Amici della Musica - ARAM; 39) Associazione Fondo Alberto Moravia; 40) Associazione Liberi Scrittori Italiani; 41) Associazione Don Giuseppe De Luca - Roma; 42) Centro di Cultura Scientifica Alessandro Volta; 43) Centro Italiano di Ricerche e Informazione, ecc. - CIRIEC; 44) Centro per la Cultura d’Impresa; 45) Centro di Iniziativa e Ricerca sul sistema - CIRSES. 46) Fondazione Bettino Craxi; 47) Fondazione Guido D’Arezzo; 48)Fondazione Maria e Goffredo Bellonci; 49) Fondazione Nazionale Carlo Collodi - Pescia; 50) Fondazione Ugo Spirito - Roma; 51) Istituto Accademico di Roma; 52) Istituto di Studi Filosofici; 53) Istituto Naz. Tostiano. 54) Istituto di Storia e Arte del Lazio Meridionale Bibl. GM Longhi; 55) Istituto Domus Mazziniana - Pisa; 56) Istituto Internazionale di Storia Economica Francesco Datini - Prato; 57) Istituto Storico Italiano per l’Eta’ Moderna e Contemporanea - Roma; 58) Istituto Domus Galilaeana - Pisa; 59) Societa’ Tarquiniense di Arte e Storia; 60) Societa’ Storia Patria Puglie. 61) Societa’ Reggiana Studi Storici; 62) Societa’ Dalmata Storia Patria; 63) Societa’ nazionale di scienze e lettere ed arti - Napoli; 64) Unione Giuristi Cattolici Italiani; 65) Unione internazionale degli Istituti di archeologia, Storia e Storia dell’Arte in Roma; 66) Accademia degli Incamminati - Modigliana; 67) Accademia dei Concordi -Rovigo; 69) Accademia dei Fisiocritici Siena; 70) Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna - Bologna. 71) Accademia delle Scienze di Ferrara - Ferrara; 72) Accademia delle Scienze di Torino - Torino; 73) Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria - Roma; 74) Accademia di Studi Italo - Tedeschi - Merano; 75) Accademia Etrusca di Cortona; 76) Accademia delle Arti e del Disegno - Firenze. 7) Accademia Galilaeana di Scienze Lettere ed Arti in Padova - Padova; 78) Accademia Italiana della Cucina Milano; 79) Accademia Italiana di Scienze Forestali - Firenze; 80) Accademia Lancisiana - Roma ; 81) Accademia Ligure di Scienze e Lettere - Genova; 82) Accademia Lucchese di Scienze lettere Arti - Lucca; 83) Accademia Marchigiana di Scienze Lettere e Arti - Ancona; 84) Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL - Roma. 85) Accademia Nazionale di San Luca - Roma; 86) Accademia Nazionale di Scienze lettere e Arti di Modena - Modena; 87) Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Palermo - Palermo; 88) Accademia Nazionale Virgiliana di Scienze Lettere e Arti - Mantova; 89) Accademia Olimpica- Vicenza; 90) Accademia Properziana del Subasio - Assisi; 91) Accademia Pugliese delle Scienze - Bari. 92) Accademia Raffaello - Urbino; 93) Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze Arezzo; 94) Accademia Toscana di Scienze e Lettere ‘’La Colombaria'’ - Firenze; 95) Associazione Centro Studi Feliciano Rossitto Ragusa; 96) Associazione ‘’Roma nel Rinascimento'’ - Roma; 97) Associazione Malacologica Internazionale - A.M.I. - Roma; 98) Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno D’Italia - Roma. 99) Associazione per l’Economia della Cultura - Roma; 100) Ateneo di Brescia Accademia di Scienze Lettere ed Arti - ONLUS - Brescia; 101) Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo - Bergamo;102) Ateneo Veneto - Venezia; 103) Biblia - ONLUS - Settimello; 104) Centro ‘’Pio Rajana'’ Centro di Studi per la Ricerca Letteraria Linguistica e Filologica - Roma; 105) Centro Camuno di Studi Preistorici - Capo di Ponte; 106) Centro di Cultura di Storia Amalfitana - Amalfi. 107) Centro di Iniziativa Giuridica ‘’Piero Calamandrei'’ - Roma; 108) Centro di Studi sulla Cultura e l’immagine di Roma - Roma; 109) Centro Internazionale di Etnostoria - Palermo; 110) Centro Italiano di Studi sul Basso Medioevo - Accademia Tudertina Todi; 111) Centro Studi sul Classicismo - San Gimignano; 112) Centro Internazionale di Studi Rosminiani - Stresa; 113) Centro Internazionale per lo Studio dei Papiri Ercolanesi - Napoli; 114) Centro Nazionale di Studi Leopardiani - Recanati; 115) Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per i Medio Oriente e l’Asia - Torino. 116) Centro Studi Piero Gobetti - Torino; 117) Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali ONLUS - Ravello; 118) Ente Nazionale Giovanni Boccaccio - Firenze; 119) Essmoi - Fondazione Giuseppe Emanuele e Vera Modigliani (Ente per la Storia del Socialismo e del Movimento Operaio Italiano) - Roma; 120) Fondazione Domus Galilaeana -Pisa; 121) Fondazione ‘’Casa di Oriani'’ – Ravenna 122) Fondazione Casa Buonarroti - Firenze; 123) Fondazione ‘’Biblioteca Benedetto Croce'’ - Napoli; 124) Fondazione Centro Internazionale di Studi di Architettura ‘’Andrea Palladio'’ - Vicenza; 125) Fondazione ‘’Centro Studi Filosofici di Gallarate'’ - Padova; 126) Fondazione ‘’Remo Orseri per la Collaborazione Culturale fra i Popoli'’ - Roma; 127) Fondazione Accademia Musicale Chigiana - Siena; 128) Fondazione Adriano Olivetti - Roma. 129) Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico - Roma; 130) Fondazione Arena di Verona; 131) Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori - Milano; 132) Fondazione Artistica Poldi Pezzoli - ONLUS - Milano; 133) Fondazione Biblioteca Archivio Luigi Micheletti - Brescia; 134) Fondazione Carlo Donat-Cattin - Torino; 135) Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea - C.D.E.C. - ONLUS - Milano. 136) Fondazione Centro Nazionale di Studi Manzoniani - Milano. 137) Fondazione ‘’Centro Sperimentale di Cinematografia'’ (cosi’modificata la denominazione della Fondazione Scuola nazionale di cinema con D.Lgs.22-1-2004, n.32); 138) Fondazione Centro Studi sulla Civilta’ del Tardo Medioevo - San Miniato; 139) Fondazione Civico Museo Biblioteca Attore Teatro Stabile di Genova - Genova; 140) Fondazione Claudio Monteverdi - Cremona; 141) Fondazione di Ricerca Istituto Carlo Cattaneo - Bologna; 142) Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi - Firenze; 143) Fondazione Ezio Franceschini - ONLUS - Firenze. 144) Fondazione ‘’Festival dei Due Mondi di Spoleto'’; 145) Fondazione Giacomo Brodolini - Roma; 146) ondazione Giangiacomo Feltrinelli - Milano; 147) Fondazione Gioacchino Rossini -Pesaro; 148) Fondazione Giorgio Cini - Venezia; 149) Fondazione Giulio Pastore - Roma; 150) Fondazione ‘’Il Vittoriale degli Italiani'’ - Gardone Riviera; 151) Fondazione Ing. Carlo Maurilio Lerici - Roma. 152) Fondazione Istituto Gramsci - ONLUS - Roma; 153) Fondazione Istituto Nazionale del Dramma Antico - Roma; 154) Fondazione Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento - Firenze; 155) Fondazione Istituto Nazionale di Studi Verdiani - Parma; 156) Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci - Torino; 157) Fondazione Istituto Storico ‘’Giuseppe Siotto'’ - Cagliari; 158) Fondazione Istituto Italiano per la Storia della Musica - Roma. 159) Fondazione ‘’La Triennale di Milano'’ - Milano; 160) Fondazione ‘’La Quadriennale di Roma'’ - Roma; 161)Fondazione Lelio e Lisli Basso - Issoco - Roma, 162) Fondazione ‘’Liberal'’ - Roma; 163) Fondazione Lirico-sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari (costituita con L.11-11-2003, n. 310); 164) Fondazione Luigi Einaudi - Torino; 165) Fondazione Luigi Einaudi per Studi di Politica ed Economia - Roma; 166) Fondazione Museo Stibbert - ONLUS - Firenze. 167) Fondazione Napoli Novantanove - ONLUS - Napoli; 168) Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII - Bologna; 169) Fondazione Palazzo Coronini Cronberg - Gorizia; 170) Fondazione Pietro Nenni - Roma; 171) Fondazione Rosselli - Torino; 172) Fondazione Scientifica Querini Stampalia - ONLUS - Venezia; 173) Fondazione Spadolini Nuova Antologia - Firenze; 174) Fondazione Stauros Italiana - San Gabriele -Isola Abruzzo del Gran Sasso; 175) Fondazione Studi Storici Filippo Turati - ONLUS - Firenze; 176) Fondazione Ugo da Como - Lonato. 177) Fondazione Ugo e Olga Levi Centro di Cultura Musicale Superiore ONLUS - Venezia; 178) Fondazione Universita’ Internazionale dell’Arte - U.I.A. - Firenze; 179) Fondazione Valentino Bucchi - Roma;180) Fondazione Verga - Catania; 181) Gabinetto Scientifico Letterario ‘’G.P. Vieusseux'’ - Firenze. 182) Giunta Centrale per gli Studi Storici - Roma;183) Istituto Abbatia Sancte Marie de Morimundo; 184) Istituto Alcide Cervi - Reggio Emilia; 185) Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo - Roma; 186) Istituto di Studi Storici Postali - Prato; 187) Istituto e Museo di Storia della Scienza - Firenze; 188) Istituto Internazionale di Studi Liguri - Bordighera; 189) Istituto Internazionale Jacques Maritain - Roma; 190) Istituto Italiano di Numismatica - Roma; 191) Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria - Firenze. 192) Istituto Italiano di Studi Storici - Napoli; 193) Istituto Italiano per la Storia Antica - Roma; 194) Istituto Lombardo - Accademia di Scienze e Lettere - Milano; 195) Istituto Luigi Sturzo - Roma; 196) Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte - Roma. 197) Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici - Firenze; 198) Istituto Nazionale di Studi Romani - ONLUS - Roma; 199) Istituto Nazionale di Urbanistica - Roma; 200) Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia - Milano; 201) Istituto per la Scienza dell’Amministrazione Pubblica - I.S.A.P. - Milano; 202) Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Roma; 203) Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda - ONLUS - Milano; 204) Istituto per la Storia dell’Azione Cattolica e del Movimento Cattolico in Italia ‘’Paolo VI'’ - Roma. 205) Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia - Taranto; 206) Istituto per le Ricerche di Storia Sociale e Religiosa - ONLUS - Vicenza; 207) Istituto Storico Italiano per il Medioevo - Roma; 208) Istituto Storico Lucchese - Lucca; 209) Istituto Veneto Accademia di Scienze Lettere ed Arti - Venezia; 210) Opera di Dante - Ravenna; 211) Osservatorio Parlamentare - Roma.212) Pro Civitate Christiana - Assisi; 213) Scuola Archeologica Italiana di Atene - Roma; 214) Societa’ Chimica Italiana - Roma; 215) Societa’ Dantesca Italiana - Firenze; 216) Societa’ di Studi Valdesi - Torre Pellice; 217) Societa’ Entomologica Italiana - Genova; 218) Societa’ Europea di Cultura - S.E.C.I. - Venezia; 219) Societa’ Filologica Friulana - Udine; 220) Societa’ Geografica Italiana - Roma; 221) Societa’ Internazionale di Studi Francescani - Assisi; 222) Societa’ Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino (S.I.S.M.E.L.) - ONLUS - Impruneta; 223) Societa’ Italiana di Statistica - Roma; 224) Societa’ Italiana per il Progresso delle Scienze - Roma; 225) Societa’ per le Belle Arti ed Esposizione Permanente - Milano; 226) Unione Accademica Nazionale - Roma. 227) Opera nazionale ‘’Montessori'’ - Roma; 228) Unione Nazionale per la Lotta contro l’Analfabetismo; 229) Casa Militare Umberto I; 230) Fondazione museo internazionale delle ceramiche di Faenza - MIC. 231) Fondazione Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia ‘’L. da Vinci'’; 232) Centro internazionale di radiocomunicazioni mediche (CIRM), istituito con decreto ministeriale 16 febbraio 1935, n. 16.
Fonte: italiainformazioni.com
Mag 29 2010
Gli effetti del decreto taglia e non ricuci per la manovra da 24,9 miliardi, approvata martedì dal Consiglio dei Ministri, si fanno sentire. Anche perché la maggior parte delle disposizioni verrà applicata da subito. Non era difficile prevederlo.
Mentre stiamo scrivendo sotto Montecitorio, stanno manifestando i dipendenti di diversi enti pubblici o parzialmente pubblici. Tra cui Ispesl, Ipsema, Insean. Tutti enti che hanno scoperto improvvisamente, una mattina, di essere “inutili”, per cui da “sopprimere”. La soppressione di Ipsema e Ispesl e l’attribuzione all’Inail delle funzioni svolte da questi due istituti avviene dalla data di entrata in vigore del decreto legge.
In particolare l’Ispesl (Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza del Lavoro) che esiste da 30 anni, si chiede se davvero non occorra più per la sicurezza e la salute dei lavoratori italiani. Con tale provvedimento del Governo chiude l’unico Ente di ricerca del Paese. l’Ispesl è per altro in grado di autofinanziarsi per più del 60% dello stanziamento concesso dallo Stato.
La frase “siamo tutti sulla stessa barca” di Berlusconi diventerà, se non lo è già diventata, un vero tormentone. Soprattutto considerando certi inevitabili, quanto comprensibili, facili paragoni.
Fonte: 06blog.it
Mag 29 2010
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(PRIMAPRESS) ROMA - La ricercitaliana messa in ginocchio dai tagli decisi dal Governo. E’ delle ultime ore la notizia che tra i tanti Enti "disintegrati" c’è anche l’Inaf. L’Inaf promuove, realizza e coordina, anche nell’ambito di programmi dell’Unione Europea e di Organismi internazionali, attività di ricerca nei campi dell’Astronomia, della Radioastronomia, dell’Astrofisica spaziale e della Fisica cosmica, sia in collaborazione con le Università che con altri soggetti pubblici e privati, nazionali e internazionali. L’Inaf promuove inoltre la conoscenza dell’Astronomia nella Scuola e nella Società. E’ stato deciso che così com’è non va bene e quindi verrà accorpato al Cnr. Naturalmente dura la reazione dei ricercatori del centro. «Oggi - spiegano si sono rivelati veri i peggiori incubi che negli ultimi giorni hanno tormentato tutti gli astronomi italiani: ovvero e’ vero che l’INAF verra’ "chiuso" per essere accorpato al CNR. L’INAF e’ l’istituto che raccoglie i vari istituti di ricerca e osservatori italiani e coordina le attivita’ e le ricerche astronomiche in Italia. La decisione presa senza prendere in considerazione l’opinione degli interessati, mina da un lato le capacita’ organizzative e di indipendenza della ricerca astronomica, dall’altro lato con il blocco del turn-over, la riduzione del 50% del personale a tempo determinato, con il blocco dei concorsi e delle assunzioni per i prossimi 3 anni, la riduzione dei finanziamenti alla ricerca, fara’ si che la ricerca astronomica in Italia muoia nel giro dei prossimi 5/6 anni. Sembra un incubo che una cosa simile accada nel paese che ha maggiormente contribuito allo sviluppo dell’astronomia moderna, ma grazie alla banda di "governantisti" che ci ritroviamo questo incubo diventera’ realtà».
Fonte: PRIMAPRESS
Mag 29 2010
Lettera a capo dello Stato. ‘Piu’ inefficienze che risparmi’ (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 27 mag - Lettera aperta del presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, Tommaso Maccacaro, al capo dello Stato Giorgio Napolitano contro il possibile accorpamento dell’Istituto al Cnr, che potrebbe essere previsto dalla manovra economica del Governo. Nella lettera, Maccacaro dice che "come cittadini" "siamo tutti pronti a fare il nostro dovere" in termini di "sacrifici", ma sottolinea: "Come presidente di un ente di ricerca, l’Inaf, non posso pero’ che rammaricarmi per come ancora una volta a pagarne il prezzo piu’ alto sembra sia il futuro del paese e delle sue giovani generazioni. Eppure la storia ci insegna come siano proprio innovazione e ricerca a permettere a un paese di superare i periodi di crisi. Piu’ volte ho avuto il piacere e l’onore - prosegue la lettera - di ascoltare le Sue parole volte a sollecitare una maggiore considerazione per la ricerca, perche’ investire in ricerca significa investire sul futuro". L’Inaf, aggiunge, "gode di un grande prestigio nazionale e internazionale" eppure "sorprendentemente, entra ed esce dalla lista degli enti da sopprimere o accorpare che gli esperti del ministero dell’Economia stanno approntando nell’ambito della manovra economica. Non siamo considerati per cio’ che produciamo ma solo per quanto costiamo, in un esercizio aritmetico di "piu’" e "meno" che prescinde dal valore e dal merito come se fossimo solo una spesa e non un investimento. Ci domandiamo poi dove sia il risparmio. L’Inaf, pur sottofinanziato - prosegue - ha una produzione scientifica tra le piu’ importanti a livello mondiale; accorparlo ad un altro ente come il Cnr manterrebbe gli stessi costi ma ne ridurrebbe l’efficienza e la funzionalita’. Finiremmo inoltre per lasciare a casa i molti giovani talenti che operano nei nostri centri di ricerca in Italia e all’estero. Ci appelliamo a Lei - conclude Maccacaro - per una Sua rinnovata esortazione ad una maggiore attenzione alla ricerca scientifica". Com-Zam
Fonte: RADIOCOR
Mag 29 2010
Il decreto che il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha portato al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per cercare di evitare all’Italia l’epilogo della Grecia è piuttosto vasto e articolato. È un libro di 150 pagine, i cui contenuti sono stati fortemente criticati sia dalla CGIL sia dai partiti del centrosinistra.
In quelle 150 pagine, elaborate dal Ministro dell’Economia Giulio Tremonti e ai suoi collaboratori, ci sono varie tabelle. Una riguarda l’elenco degli enti inutili che vanno soppressi. Questo lungo elenco contiene, a sua volta, una piccola tabella che riguarda gli Enti di ricerca pubblica vigilati dal MIUR, ovvero del Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca diretto, pro tempore, del Ministro Mariastella Gelmini.
In questa piccola tabella sono elencati, in apposita colonna, gli Enti pubblici di ricerca che vengono soppressi. Si tratta, nell’ordine: della Stazione Zoologica “A. Dohrn”; dell’Istituto nazionale di ricerca metrologica (INRIM); dell’Istituto Nazionale di Alta Matematica "F. Severi" (INDAM); dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF); dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS); dell’Istituto di studi giuridici internazionali.
Che ne sarà di loro? Nella colonna a fianco sono indicate le amministrazioni che subentrano nell’esercizio dei relativi compiti ed attribuzioni. Queste amministrazioni sono due. Una, nella quale rientrano tutti gli Enti elencati tranne uno, è il Consiglio Nazionale delle Ricerche. L’eccezione è la Stazione Zoologica “A. Dohrn” di Napoli, i cui compiti ed attribuzioni passano direttamente al MIUR.
Alcune note di metodo. Nessuno ha avvisato il Consiglio Nazionale delle Ricerche dei nuovi arrivi, anche solo per averne un parere. Nessuno, a quanto pare, ha avvisato il MIUR: che da un lato si vede spostare come birilli gli Enti su cui dovrebbe vigilare e dall’altro si vede assegnare compiti e attribuzioni dirette di uno di essi.
Ma veniamo al merito. Perché questi Enti vengono soppressi? Non se ne comprende la ratio.
Non sono certo Enti inutili. L’Istituto Nazionale di Astrofisica, per esempio, è stato valutato dal CIVR (il Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca che fa capo al MIUR, dunque al governo, come il miglior Ente di ricerca in fisica che abbiamo in Italia. Valutazione di fatto confermata a livello internazionale sulla base della produzione scientifica prodotta dai suoi ricercatori. Insomma è uno dei nostri centri di ricerca di eccellenza. Perché, dunque, inutile?
Discorsi analoghi si potrebbero fare per gli altri Enti. La Stazione Zoologica “A. Dohrn” è stato il primo laboratorio di biologia marina al mondo. Attraverso i suoi ricercatori (ci riferiamo a Giuseppe Montalenti) è giunto in Italia il pensiero neodarwiniano. È stata frequentata da svariati premi Nobel. E tuttora svolge ricerca di punta. Stando al decreto la Stazione potrebbe uscirne dissolta e i suoi ricercatori potrebbero ritrovarsi al Ministero a svolgere non si sa quali lavori.
Accorpandoli al CNR o, addirittura al Ministero, non c’è risparmio. I ricercatori, i tecnici e gli amministrativi non vengono licenziati. Saranno pagati con fondi pubblici da altre amministrazioni.
C’è, invece, formidabile una perdita netta di efficienza. Di distruzione di competenze. Di dissoluzione di conoscenze. Nella scienza moderna le conoscenze non appartengono solo ai singoli ricercatori. Ma appartengono a un’intera comunità. Se io abolisco il CERN e diffondo i suoi ricercatori nel mondo, non conservo la capacità di produrre nuove conoscenze in fisica delle alte energie di assoluto valore. Semplicemente la perdo, anche se ogni singolo ricercatore continuerà a fare fisica.
Allo stesso modo se diffondo i ricercatori dell’INAF nel CNR non guadagno nulla in termini di nuove capacità di produrre conoscenza e rischio di perdere molto. Di più. Se accorpo al Ministero (!?) i ricercatori della Stazione Zoologica perdo sia la capacità di produrre conoscenze di valore nell’ambito della biologia marina e, col tempo, perdo anche le competenze individuali.
Insomma, come ha scritto il Presidente dell’INAF, Tommaso Maccacaro, in un accorato appello al Presidente della Repubblica, in quella tabella ci sono scelte del tutto ingiustificate, che non tengono minimamente conto del merito, che non producono risparmio alcuno e generano solo inefficienza.
Se è vero il modo in cui un paese cura la ricerca è l’indicatore principale del modo in cui quel paese cura e costruisce il proprio sviluppo culturale ed economico, allora in quel decreto – elaborato in maniera tanto dilettantesca quanto arrogante – vengono tagliate, in un colpo solo, e sparse al vento fette di futuro e fette di eccellenze.