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	<title>Il Buco Nero &#187; Rassegna Stampa</title>
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	<description>sito dei lavoratori precari INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)</description>
	<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 14:11:36 +0000</pubDate>
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		<title>8 Marzo. In Italia, la Ricerca non è al femminile</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 14:07:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Valente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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di Franco Mostacci
ROMA  - La ricorrenza dell’8 marzo rappresenta un’occasione in più per  affrontare il problema della barriera invisibile che discrimina le donne  nel loro percorso professionale. Una lastra di cristallo – la  cosiddetta glass ceiling - formata da condizionamenti sociali, culturali  e psicologici, impedisce di fatto alle donne [...]]]></description>
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<div class="img_caption left" style="float: left; width: 300px;"><img class="caption" src="http://www.dazebao.org/news/images/stories/archivio74/donna1.jpg" border="0" alt="" width="284" height="210" align="left" /></div>
<p><strong>di Franco Mostacci</strong></p>
<p><strong></strong>ROMA  - La ricorrenza dell’8 marzo rappresenta un’occasione in più per  affrontare il problema della barriera invisibile che discrimina le donne  nel loro percorso professionale. Una lastra di cristallo – la  cosiddetta glass ceiling - formata da condizionamenti sociali, culturali  e psicologici, impedisce di fatto alle donne di raggiungere i livelli  più alti della carriera.</p>
<p>E’ quanto emerge dal  rapporto “She figures 2009” della Commissione  europea, che traccia un quadro impietoso sulla mancanza di pari  opportunità nel mondo accademico per l’anno 2007. La situazione è in  miglioramento rispetto al passato, ma le donne impegnate nella ricerca  scientifica continuano ad essere in Europa una minoranza,   rappresentando solo il 30% del totale (il 33% in Italia).</p>
<p align="justify">La necessità di colmare questo divario è legata al  progressivo aumento nelle differenze di genere a sfavore delle donne  quando si sale nella scala gerarchica. In Europa le donne hanno un  miglior profitto scolastico rispetto agli uomini e la proporzione di  laureate è pari al 59%, ma scende al 45% per i PhD. Al primo gradino  della carriera accademica (ricercatore) le donne sono il 44%, al grado  intermedio (professore associato) scendono al 36%,  per ridursi  ulteriormente al 18% al grado più elevato (professore ordinario).</p>
<p>Le  percentuali sono ancora più penalizzanti se ci si riferisce alle  discipline scientifiche e all’ingegneria. Anche il mondo della ricerca  pubblica italiana sembra essere affetto dagli stessi problemi. Il numero  di dipendenti a tempo indeterminato per genere e qualifica  professionale ricavabile dal conto annuale 2008 della Ragioneria  Generale dello Stato consente di valutare l’ampiezza  della  discriminazione riservata all’universo femminile.</p>
<div>Le lavoratrici rappresentano il 42% del totale, con  punte massime del 59% all’Iss e del 57% all’Istat. Fanalino di coda  l’Infn con appena il 24% di donne. Tra ricercatori, tecnologi e  dirigenti, la quota di donne si attesta al 40% che si riduce però al 22%  per i livelli più elevati. Per gli enti di ricerca il Glass Ceiling  Index, che misura il grado di discriminazione femminile, è uguale a 1,8  lo stesso valore riscontrato per l’università dalla commissione europea.  Ma le differenze tra gli enti sono notevoli.</div>
<div>Il  più virtuoso è l’Istat con 1,4, un valore comunque lontano dal punto di  equilibrio pari a 1. All’Iss e all’Infn il GCI è uguale a 1,7; al Cnr  2,4 e all’Ispesl lo spessore del cristallo è 6,6. Molteplici i fattori  che impediscono un processo di riequilibrio. Una delle cause da  rimuovere è lo schiacciante predominio maschile negli organi di vertice,  che  negli enti di ricerca assume un carattere al limite del  patologico. Nessuno dei presidenti/commissari degli enti di ricerca si  coniuga al femminile e le quote rosa nei Consigli di amministrazione non  arrivano al 10%.</p>
<p>All’Istat è presente una sola donna su dieci  consiglieri; nessuna su 8 membri nel board del Cnr; nessuna sui cinque  della giunta esecutiva all’Infn; una su 9 all’Iss; due donne su otto al  Cra, nessuna su cinque all’Ingv; due donne su cinque all’Inaf e nessuna  su cinque all’Inran.</p>
<p>Anche il recente decreto di riordino degli enti  pubblici di ricerca emanato dal Ministro del Miur (donna), che  provocherà qualche cambiamento nel prossimo futuro, non affronta il  problema dell’uguaglianza di genere. Un quadro desolante, che la dice  lunga sulla strada ancora da percorrere prima di poter affermare la  parità dei diritti.</p></div>
</div>
<div>Fonte: <strong>http://www.dazebao.org</strong></div>
<div>Approfondimenti: <a href="http://statistica.miur.it/Testi/SheFig_presentazione.asp">http://statistica.miur.it/Testi/SheFig_presentazione.asp</a></div>
</div>
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		<title>Belle cose&#8230; (video ricercatore-Banca Intesa)</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 22:44:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Sciascia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Guardate un po&#8217; qui. Cosa rispondere ai "simpatici" autori di questo video?
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Guardate un po&#8217; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=AkoA-SMumoM&amp;feature=player_embedded">qui</a>. Cosa rispondere ai "simpatici" autori di questo video?</p>
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		<title>A caccia dei cervelli in fuga</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 10:16:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Valente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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NEWS


15/2/2010 - I  RICERCATORI EMIGRATI





















Un piano per favorire il  ritorno nel nostro Paese: 75 mila euro per tre anni








RAFFAELLO MASCI





ROMA
Adesso ci riprova - a ranghi serrati di destra e di sinistra - un  manipolo di irriducibili: Enrico Letta (Pd) e Stefano Saglia  (sottosegretario Pdl), Maurizio Lupi e Silvano Moffa (Pdl), Laura [...]]]></description>
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<td colspan="2"><span class="boxocchiello2">15/2/2010 - I  RICERCATORI EMIGRATI</span></td>
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<td class="catenaccio" colspan="2">Un piano per favorire il  ritorno nel nostro Paese: 75 mila euro per tre anni</td>
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<td class="sezione" colspan="2">RAFFAELLO MASCI</td>
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<td class="articologirata" colspan="2"><img src="http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/admin/immagine.asp?ID_blog=38&amp;ID_file=1558" border="0" alt="Un piano  cercherà di favorire il ritorno dei " hspace="3" vspace="3" align="right" />ROMA<br />
Adesso ci riprova - a ranghi serrati di destra e di sinistra - un  manipolo di irriducibili: Enrico Letta (Pd) e Stefano Saglia  (sottosegretario Pdl), Maurizio Lupi e Silvano Moffa (Pdl), Laura  Garavini e Alessandra Siragusa (Pd) e via elencano, sedici in tutto, di  entrambi gli schieramenti. L’intento è quello di fare in modo che i  cervelli in fuga non fuggano più e quelli che sono fuggiti trovino  interessante tornare. Per questo hanno presentato un progetto di legge -  che, per la verità, è vecchio di un anno, ma che solo una settimana fa è  approdato in commissione Finanze alla Camera - con il titolo di  «Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia».</p>
<p>Sono due milioni gli italiani, sottolineano i deputati, che si sono  iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero negli ultimi  dieci anni, di cui il 44% proviene dal centro nord e ha un alto titolo  di studio. Non tutti sono ricercatori o scienziati, ma molti  (moltissimi) sono comunque dei talenti, tant’è che hanno trovato  apprezzamento (e spesso benessere) all’estero. Attualmente il 2,3 per  cento dei laureati lavora all’estero, e a fronte di un misero 0,3 dei  laureati stranieri che sono da noi. I parlamentari che hanno firmato il  progetto di legge, sottolineano che nel ‘99 - per dire un anno  emblematico - il 7% dei laureati del Nord ha lasciato l’Italia, e nel  decennio ‘90-‘99 il numero delle fughe è quadruplicato.</p>
<p>Gli anni Novanta sono stati drammatici, su questo fronte. Tant’è il  ministro Letizia Moratti affrontò già nel 2001 (e poi nel 2004) questo  problema proponendo incentivi a chi fosse tornato e a chi - come azienda  o università - avesse agevolato questo rientro. Ma l’effetto non fu  quello sperato. Nel 2006 - anno in cui i provvedimenti cominciarono a  dare frutti - rientrarono 500 ricercatori, ma concluso il contratto  triennale che veniva loro offerto, solo 40 sono rimasti perché hanno  trovato un posto stabile. Gli altri o sono in attesa di rinnovo o hanno  preferito fare marcia indietro.</p>
<p>All’origine di questa delusione c’è, soprattutto, il fatto che il  sistema accademico e di ricerca italiano è ancora molto ingessato e  baronale, ma anche il fatto che - forse - gli incentivi a chi offriva un  contratto ai transfughi non erano così allettanti. Da qui l’idea,  raccolta dal nuovo progetto di legge, di dare incentivi forti (25 mila  euro l’anno) e prolungati (per tre anni): un vero «scudo fiscale» che  renda appetibile il rientro.</p>
<p>La norma, nell’intento dei legislatori, si applica a tutti i cittadini  comunitari che hanno meno di 40 anni e che hanno risieduto  continuativamente per almeno 2 anni in Italia, che studiano, lavorano o  che hanno conseguito una specializzazione all’estero, e ora decidano di  fare rientro. Un credito di imposta pari a 25 mila euro all’anno per tre  anni verrà elargito in favore di quanti vogliono tornare per essere  assunti come dipendenti. Il bonus raddoppia per chi fa rientro al Sud o  nelle isole. Un analogo incentivo riguarda anche chi inizia un’attività o  un lavoro autonomo e, anche in questo caso, sarà doppio se l’attività è  al Sud: 50 mila euro per i tre anni. Per quanto riguarda le imprese,  saranno elargiti 500 euro al mese per ogni nuovo assunto e per tre anni,  ma limitatamente alle regioni del Mezzogiorno o nelle isole.</p>
<p>I crediti di imposta ai lavoratori, dice il provvedimento, non  comportano oneri, mentre per quelli dovuti alle imprese il limite viene  fissato in 150 milioni di euro nel 2010. La copertura viene prevista  attraverso la creazione di un Fondo di rotazione ad hoc, alimentato dal  gettito reale delle imposte dirette dei soggetti coinvolti. Previsto  anche un cofinanziamento da parte delle regioni.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Comunicato del presidente INAF sui concorsi "Mussi"</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2010/01/comunicato-del-presidente-inaf-sui-concorsi-mussi/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 16:12:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Precari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo potete leggere qui.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo potete leggere <a href="http://www.inaf.it/news_cartella/aggiornamento-concorso-25-ricercatori/aggiornamento-concorso-25-ricercatori">qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pubblicati risultati PRIN 2008</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2010/01/pubblicati-risultati-prin-2008/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 16:09:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Precari</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Pubblicato il Decreto Ministeriale recante i programmi di ricerca cofinanziati 2008 approvati.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblicato il <a href="http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/8208Approv_cf3.htm">Decreto Ministeriale</a> recante i programmi di ricerca cofinanziati 2008 approvati.</p>
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		<title>Ricerca, italiani al top in Europa, i soldi vinti per la fuga</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2010/01/ricerca-italiani-al-top-in-europa-i-soldi-vinti-per-la-fuga/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 16:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Precari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[
European Research Council

Gli scienziati italiani arrivano tra i primi in Europa, ma usano i soldi vinti nei concorsi internazionali di ricerca per andarsene all’estero. Oramai è diventata una vera e propria tradizione, questa, per i ricercatori italiani, quasi obbligata pur di finanziare i propri progetti. Vincere i fondi europei e poi usarli per trasferirsi all’estero, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_73548" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px;"><a href="http://www.ultimenotizie.tv/wp-content/uploads/2010/01/european-research-council.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-73548" title="European Research Council" src="http://www.ultimenotizie.tv/wp-content/uploads/2010/01/european-research-council-150x150.jpg" alt="European Research Council" width="150" height="150" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">European Research Council</p>
</div>
<p>Gli scienziati italiani arrivano tra i primi in Europa, ma usano i soldi vinti nei <a id="ed_Id_1" style="border-bottom: medium none; text-decoration: underline; color: #2255aa; cursor: pointer;">concorsi</a> internazionali di ricerca per andarsene all’estero. Oramai è diventata una vera e propria tradizione, questa, per i ricercatori italiani, quasi obbligata pur di finanziare i propri progetti. Vincere i fondi europei e poi usarli per trasferirsi all’estero, insomma. E’ successo ancora una volta in occasione dei <a id="ed_Id_2" style="border-bottom: medium none; text-decoration: underline; color: #2255aa;" title="Sponsor Link By eDintorni" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=finanziamenti&amp;af=3226&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Eultimenotizie%2Etv%2Fnotizie%2Deconomiche%2Fricerca%2Ditaliani%2Dal%2Dtop%2Din%2Deuropa%2Di%2Dsoldi%2Dvinti%2Dper%2Dla%2Dfuga%2Ehtml&amp;re=&amp;ts=1264003968312&amp;hs=339633e7b950f92d84ba45ed83ab121d" target="_blank">finanziamenti</a> assegnati dal Consiglio Europeo delle Ricerche (Cer) che verranno usati dagli scienziati italiani per andare all’estero. Si tratta di finanziamenti rilevanti che possono arrivare fino ad un massimo di 3,5 milioni di euro per ciascun progetto di ricerca che vengono assegnati direttamente agli scienziati dell’Unione Europea, della Svizzera, della Norvegia, Turchia e di Israele. Si tratta di una specie di bando individuale che premia le ricerche più avanzate e innovative. La commissione che assegna le ricerche non guarda la bandiera di chi ha proposto le ricerche. Decide solo sulla base della validità della proposta. Quest’anno la torta da dividere era di 515 milioni di euro che sono stati distribuiti a 236 diversi progetti di ricerca<br />
L’età media di questi leader della ricerca è di 53 anni. Circa il 15% sono donne, con un leggero incremento rispetto all’ultimo bando (12%). Il numero delle ricercatrici che hanno partecipato al presente bando corrispondeva al 14% dei candidati.</p>
<p>La ripartizione settoriale dei progetti di ricerca proposti è la seguente: Scienze Fisiche e Ingegneristiche, 44%; Scienze della vita, 38%; e Scienze sociali e umanistiche, 18%. Tra questi i progetti che portano la firma di ricercatori italiani sono stati 23. Un gran bel risultato che porta il nostro paese al quarto posto in Europa dietro al regno Unito, alla Francia e alla Germania. C’è però un triste rovescio della medaglia, dietro queste cifre. Buona parte di questi finanziamenti saranno usati da ricercatori italiani per andare a lavorare all’estero. «Purtroppo – spiega Salvatore Settis, rettore della Scuola Normale Superiore di Pisa ed unico rappresentante italiano nel consiglio del Cer – questo fenomeno non è una novità. E’ già il quarto anno consecutivo, da quando è stato creato il Consiglio Europeo delle Ricerche che i fondi vengono usati dai ricercatori italiani per sviluppare le loro ricerche all’estero». Sono soprattutto i più giovani e i più accreditati a farlo.</p>
<p>«Evidentemente – dice Settis – perché non hanno abbastanza fiducia nelle istituzioni del nostro paese o perché non trovano spazio a sufficienza. E’ un bel problema perché i finanziamenti erogati dal Cer sono molto consistenti, anche due milioni di euro a progetto, e quindi significa perdere una bella fetta di finanziamento per tutta la ricerca italiana». Alla fine il problema è sempre lo stesso, non si riesce a trovare spazio adeguato per fare il proprio lavoro. «Del resto – commenta con una certa amarezza Settis – il nostro è l’unico paese in Europa in cui i <a id="ed_Id_3" style="border-bottom: medium none; text-decoration: underline; color: #2255aa; cursor: pointer;">concorsi</a> per i professori sono bloccati da quattro anni. Senza concorsi è difficile trovare nuovi posti da assegnare a giovani ricercatori». C’è anche un’altra questione che merita di essere approfondita secondo il rettore di una delle più prestigiose istituzioni di ricerca del nostro paese. Si tratta del rapporto tra enti di ricerca e territorio. «Se nel nostro paese si vuole cominciare davvero a creare un circuito virtuoso con la ricerca – spiega Settis – dobbiamo da un lato aumentare i finanziamenti, e dall’altro favorire un maggior dialogo tra enti di ricerca e istituzioni pubbliche e risorse sul territorio. Quest’anno, l’ente che si è aggiudicato la maggior parte dei finanziamenti è stato il Politecnico di <a id="ed_Id_4" style="border-bottom: medium none; text-decoration: underline; color: #2255aa; cursor: pointer;">Losanna</a>, proprio grazie alla sua grande capacità di relazionarsi sia con lo stato federale che con il cantone di Losanna». di Emanuele Perugini Il Messaggero</p>
<p>Il <strong>Consiglio europeo delle ricerche</strong> è stato istituito nel 2007 dalla Commissione Europea per sostenere la ricerca nei campi di studio più originali. Non eroga finanziamenti alle istituzioni ma ai singoli ricercatori che presentano i loro programmi. La commissione che valuta i singoli progetti è composta da alcuni tra i più importanti rappresentanti del mondo scientifico europeo. I singoli progetti vengono valutati indipendentemente dalla nazionalità del ricercatore e solo</p>
<p>Fonte: <strong>http://www.ultimenotizie.tv/</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Pubblicati elenchi ammessi alle audizioni per i FIRB</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2010/01/pubblicati-elenchi-ammessi-alle-audizioni-per-i-firb/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 16:10:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Precari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.buconero.eu/?p=4414</guid>
		<description><![CDATA[Ecco i due decreti, pubblicati il 28 dicembre:
http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/8131Primo__cf3.htm
e il 19 gennaio:
http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/8157Second_cf3.htm
In bocca al lupo agli ammessi!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco i due decreti, pubblicati il 28 dicembre:</p>
<p><a href="http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/8131Primo__cf3.htm"><strong>http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/8131Primo__cf3.htm</strong></a></p>
<p>e il 19 gennaio:</p>
<p><a href="http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/8157Second_cf3.htm"><strong>http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/8157Second_cf3.htm</strong></a></p>
<p>In bocca al lupo agli ammessi!</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il telescopio che non vedra` le stelle</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2010/01/il-telescopio-che-non-vedra-le-stelle/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 09:59:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Sciascia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;enorme parabola, 64 metri di diametro, punta già il cielo e le stelle con i suoi mille pannelli di alluminio. Trasmetterà informazioni e immagini dallo spazio alla velocità della luce. Sembra un&#8217;astronave atterrata nel cuore della Sardegna, ci sono voluti cinque anni per costruirla e 67 milioni di euro. Si chiama Sardinia Radio Telescope, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;enorme parabola, 64 metri di diametro, punta già il cielo e le stelle con i suoi mille pannelli di alluminio. Trasmetterà informazioni e immagini dallo spazio alla velocità della luce. Sembra un&#8217;astronave atterrata nel cuore della Sardegna, ci sono voluti cinque anni per costruirla e 67 milioni di euro. Si chiama Sardinia Radio Telescope, ma il gioiello che sarà inaugurato a breve, il più sensibile radiotelescopio europeo, diventerà anche il più inutilizzato. Non un&#8217;incompiuta, ma un&#8217;opera compiuta e forse mai entrata in funzione, gioiello nella vetrina dell&#8217;assurdo e del paradosso italiano. (da <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/14/news/il_telescopio_che_non_vedr_mai_le_stelle_l_istituto_di_astrofisica_rischia_la_bancarotta-1941330/">Repubblica.it</a>)</p>
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		<title>Ricerca, sbloccati i fondi Mussi Ma i posti saranno solo 900</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 16:34:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Mazzitelli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Manuela Ghizzoni (Pd): "Non c&#8217;è il cofinanziamento, i rettori sono scoraggiati dai tagli operati dal governo, e temono i costi del turnover"
di ROSARIA AMATO

Il ministro della Ricerca Mariastella Gelmini



ROMA - L&#8217;ultima tranche dei fondi per la ricerca previsti dal regolamento Mussi, 40 milioni di euro, sono stati sbloccati dal ministero dell&#8217;Università e della Ricerca. Come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Manuela Ghizzoni (Pd): "Non c&#8217;è il cofinanziamento, i rettori sono scoraggiati dai tagli operati dal governo, e temono i costi del turnover"<br />
<!-- inizio FIRMA --><span class="txt12"><em>di ROSARIA AMATO</em></span><!-- fine FIRMA --><!-- fine SOMMARIO --></p>
<div id="multimedia">
<div class="fotosxb"><!-- inizio FOTO1 --><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/finanziaria-2009-1/gelmini-stanzia-fondi/stor_17453585_49130.jpg" alt="Ricerca, sbloccati i fondi Mussi Ma i posti saranno solo 900" width="161" height="216" /><!-- fine FOTO1 --><!-- inizio DIDA -->Il ministro della Ricerca Mariastella Gelmini<!-- fine DIDA --></div>
</div>
<p><!--end multimedia--></p>
<div id="testo"><!-- inizio TESTO --><br />
<strong>ROMA </strong>- L&#8217;ultima tranche dei fondi per la ricerca previsti dal regolamento Mussi, 40 milioni di euro, sono stati sbloccati dal ministero dell&#8217;Università e della Ricerca. Come <a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/economia/finanziaria-2009/gelmini-fondi-ricerca/gelmini-fondi-ricerca.html?ref=search"><span style="text-decoration: underline;">aveva annunciato il ministro Mariastella Gelmini </span></a>il 14 novembre, i fondi verranno trasferiti ai rettori in via amministrativa: il provvedimento non è previsto pertanto dalla <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/finanziaria-2009-1/finanziaria-approva/finanziaria-approva.html"><span style="text-decoration: underline;">Finanziaria 2010, approvata oggi</span></a>. Ma la norma non soddisfa i ricercatori precari: "I concorsi risultano più che dimezzati rispetto alle previsioni, a causa dell&#8217;assenza del cofinanziamento", dice Francesco Cerisoli, presidente dell&#8217;Associazione Precari della Ricerca-Apri. I posti banditi a concorso dovrebbero essere circa 900. <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/finanziaria-2009-1/gelmini-stanzia-fondi/gelmini-stanzia-fondi.html">continua&#8230;</a></div>
<div>Fonte: <strong>Repubblica.it</strong></div>
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		<title>TG3 - Ambiente Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 09:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Mazzitelli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[TG3 - Ambiente Italia, precari ISPRA e INGV a confronto con Maurizio Lupi vicepresidente della Camera dei Deputati.
Fonte: rai.it
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediapolis.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=rssSlashr5otrppPpPlussAkeeqqEEqual">TG3 - Ambiente Italia</a>, precari ISPRA e INGV a confronto con Maurizio Lupi vicepresidente della Camera dei Deputati.</p>
<p>Fonte: <strong>rai.it</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>I geni della fisica in italia sono eterni precari</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2009/12/i-geni-della-fisica-in-italia-sono-eterni-precari/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 11:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Mazzitelli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[ 

Leggi gli articoli
Fonte: Il fatto
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong> </strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.buconero.eu/wp-content/uploads/2009/12/ilfatto20091211.pdf"><img class="size-full wp-image-4300 aligncenter" title="fatto" src="http://www.buconero.eu/wp-content/uploads/2009/12/fatto.png" alt="" width="499" height="223" /></a></p>
<p><a href="http://www.buconero.eu/wp-content/uploads/2009/12/ilfatto20091211.pdf">Leggi gli articoli</a></p>
<p>Fonte:<strong> Il fatto</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Riconoscimento anzianita` per i precari stabilizzati</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2009/11/riconoscimento-anzianita-per-i-precari-stabilizzati/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 10:07:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Precari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Spiraglio per il riconoscimento dell&#8217;anzianità di servizio dei precari pubblici stabilizzati. Ad aprirlo è il tribunale ordinario di Torino, sezione lavoro, che, con la sentenza n. 4148, depositata il 9 novembre, ha applicato direttamente le disposizioni contenute nella direttiva Ue 1999/70 (a cui fa riferimento la normativa italiana sul contratto a termine) e ha accolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spiraglio per il riconoscimento dell&#8217;anzianità di servizio dei precari pubblici stabilizzati. Ad aprirlo è il tribunale ordinario di Torino, sezione lavoro, che, con la sentenza n. 4148, depositata il 9 novembre, ha applicato direttamente le disposizioni contenute nella direttiva Ue 1999/70 (a cui fa riferimento la normativa italiana sul contratto a termine) e ha accolto la richiesta di una dipendente di un ente di ricerca che, ottenuta la stabilizzazione in contratto a tempo indeterminato del proprio contratto a termine, aveva chiesto il riconoscimento dell&#8217;anzianità pregressa. (<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/11/anzianita-aziendale-sentenza-tribunale_PRN.shtml">prosegue su Il Sole 24 ore</a>)</p>
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		<title>"Figlio mio, lascia questo paese"</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2009/11/figlio-mio-lascia-questo-paese/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 08:58:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Precari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[La lettera del direttore generale della Luiss, Pier Luigi Celli, al figlio: avremmo voluto che l&#8217;Italia fosse diversa e abbiamo fallito (da Repubblica.it)
(&#8230;) Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;">La lettera del direttore generale della Luiss, Pier Luigi Celli, al figlio: avremmo voluto che l&#8217;Italia fosse diversa e abbiamo fallito (da <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/celli-lettera/celli-lettera/celli-lettera.html">Repubblica.it</a>)</span></p>
<p><span style="font-size: small;">(&#8230;) <strong>Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché</strong>.(&#8230;)</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il CERN accelera le particelle, l&#8217;INFN i licenziamenti</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2009/11/il-cern-accelera-le-particelle-linfn-i-licenziamenti/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 08:44:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Precari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche il sito giornalistico-satirico "mamma!" parla di noi, con un articolo e una vignetta:

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche il sito giornalistico-satirico <a href="http://www.mamma.am/">"mamma!"</a> parla di noi, con un <a href="http://www.mamma.am/mamma/articoli/art_4220.html">articolo</a> e una vignetta:</p>
<p><a href="http://www.buconero.eu/wp-content/uploads/2009/11/maurobiani_27nov09.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4131" title="maurobiani_27nov09" src="http://www.buconero.eu/wp-content/uploads/2009/11/maurobiani_27nov09.jpg" alt="" width="250" height="319" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Intervista ad Enzo Boschi, presidente Ingv</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2009/11/intervista-ad-enzo-boschi-presidente-ingv/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 18:06:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Valente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Maristella Iervasi 
Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Invg), lo dice senza perifrasi. “E’ una idea di Bertolaso. La Protezione civile vuole le nostre reti di monitoraggio sismico”.
E’ più che un timore. La minaccia è concreta ed è scritta nero su bianco in uno schema di decreto che porta la data [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="firma">di <a href="http://cerca.unita.it/?f=fir&amp;orderby=1&amp;key=Maristella%20Iervasi">Maristella Iervasi</a></span><span class="allautore"><a href="http://cerca.unita.it/?f=fir&amp;orderby=1&amp;key=Maristella%20Iervasi"> </a></span></p>
<p><img src="http://unita.it/img/upload/image/AREA%202%20304x254/ITALIA/enzoboschi.jpg" alt="" hspace="0" vspace="0" width="304" height="254" align="left" />Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Invg), lo dice senza perifrasi. “E’ una idea di Bertolaso. La Protezione civile vuole le nostre reti di monitoraggio sismico”.</p>
<p>E’ più che un timore. La minaccia è concreta ed è scritta nero su bianco in uno schema di decreto che porta la data del 29 ottobre e che mentre scriviamo è oggetto di nuove versioni e scintille di Tremonti nel pre-consiglio dei ministri. La Protezione civile diventerà una Spa. E forzatamente e arbitrariamente incamererà l’intero settore del monitoraggio dei terremoti che attualmente è gestito dall’Ingv, l’Istituto di geofisica e vulcanologia, diretto dal professor Enzo Boschi.</p>
<p>Sconcerto e mobilitazione in tutto l’ente di ricerca di via di Vigne Murate sull’Ardeatina, a Roma. E non solo. Con un pugno di mosche in mano rischiano di restare gli oltre 400 precari Ingv che da mesi chiedono l’aumento della dotazioane organica dell’ente.</p>
<p>La rete di monitoraggio dell’Istituto nazionale di Geofisica e vulganologia (Ingv) esiste dal 1980, dopo il terremoto dell’Irpinia. “Ha raggiunto un livello di qualità confrontabile con i paesi all’avanguardia nella ricerca sismologica nel mondo - sottolinea Massimo Cocco, sismologo e dirigente di ricerca dell’Istituto di via di Vigne Murate - ed è oggi un insostituibbile strumento sia per lo studio della fisica dell’interno della terra sia per la sorveglianza sismica dela terriotorio nazionale”. Un piatto ghiotto, dunque. Di alto prestigio. Che il nuovo scenario prospettato nella bozza di governo rischia invece di portare letteralmente al collasso. Con l’alto rischio della secretazione dei dati sismici.</p>
<p><strong>Professor  Boschi, vogliono smembrare l’Ingv?</strong><br />
<span id="more-4128"></span><br />
"E’ quanto è scritto in uno schema di decreto. Stiamo cercando di impedire che questo accada".</p>
<p><strong>E come? E anzitutto, come l’ha scoperto?</strong></p>
<p>"Credevo fosse uno scherzo lunedì mattina, poi ho letto lo schema di decreto&#8230;.".</p>
<p><strong>Come difenderà l’istituto e i suoi dipendenti? Senza contare che nella sala sismica lavorano tanti ricercatori precari</strong>.</p>
<p>"È un’idea priva di senso. Separare il monitoraggio dalla ricerca sismologica e vulcanologica è sbagliato in termini scientifici. Il progresso tecnologico è dato dalla ricerca. Le reti di monitoraggio sono uno strumento fondamentale per la ricerca".</p>
<p><strong>Invece di aumentare la pianta organica dell’ente arriva lo smembramento. Presagiva questo tipo di riordino per il suo ente</strong>?</p>
<p>"Assolutamente no. Del resto io stesso verrò fatto fuori".</p>
<p><strong>Come scusi?</strong></p>
<p>"Il mio mandato scadrà quando verrà approvato il decreto sul riordino degli enti. Tutti i vertici scadranno e verranno rinominati. Ma non è la mia carriera che è in gioco. E’ la ricerca. Separare una rete di monitoraggio della ricerca, limitandone l’uso alla sola sorveglianza, è un errore tattico molto grave. Non solo. E’ in contrasto con quanto proposto dal Miur dall’indacazione della Commissione europea".</p>
<p><strong>Dopo lo choc si sarà pur fatto un’idea. Chi ha secondo lei “partorito” tutto questo? Bertolaso?</strong></p>
<p>“Per quel che ne so io sì: è un’idea della Protezione civile”.</p>
<p><strong>Che ne sarà dell’istututo nazionale di Geofisica e Vulcanologia se non si riuscirà a fermare questo progetto?</strong></p>
<p>"Se verrà messa in discussione la centralità della ricerca, quando vale chiuderlo definitivamente l’Ingv. Non avrebbe senso mantenerlo in piedi smembrato".</p>
<p><strong>Una parola per i suoi dipendenti e precari in agitazione.</strong></p>
<p>"Non resteranno con le mani in mano. A questa minaccia noi tutti non ci stiamo. Questo tipo di progetto contenuto nello schema di decreto contrasta con quanto recita la Carta costituzionale sulla libertà di ricerca. I ricercatori non saranno di certo disponibili a trasferirsi e non li potranno obbligare. Chi ha un contratto, ad esempio, potrà fare ricorso al Tar”.</p>
<div class="date t-space">26 novembre 2009</div>
<div class="date t-space">Fonte: <strong>L&#8217;Unita`</strong></div>
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