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	<title>Il Buco Nero &#187; Rassegna Stampa</title>
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	<description>sito dei lavoratori precari INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)</description>
	<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 15:28:05 +0000</pubDate>
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		<title>Togli il bavaglio alla ricerca</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 12:41:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Sciascia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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Un video dalla Rete Ricerca Pubblica.
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<p><em><strong>Un video dalla Rete Ricerca Pubblica.</strong></em></p>
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		<title>Eroi italici</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 11:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Sciascia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Mila Spicola, un&#8217;insegnante di Palermo, scrive al ministro dell&#8217;Economia per denunciare lo stato di un&#8217;istruzione pubblica senza finanziamenti e con molti disagi per gli alunni.
Ministro Tremonti,
lei mi obbliga a violare la legge. Mi piacerebbe incontrarla per dirglielo guardandola negli occhi. Lei sta obbligando la maggioranza dei docenti italiani a violare la legge. È esattamente quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mila Spicola, un&#8217;insegnante di Palermo, scrive al ministro dell&#8217;Economia per denunciare lo stato di un&#8217;istruzione pubblica senza finanziamenti e con molti disagi per gli alunni.</p>
<p><strong>Ministro Tremonti</strong>,</p>
<p>lei mi obbliga a violare la legge. Mi piacerebbe incontrarla per dirglielo guardandola negli occhi. Lei sta obbligando la maggioranza dei docenti italiani a violare la legge. È esattamente quello che accade in moltissime scuole italiane. Cosa significa infatti ammassare più alunni di quanti un&#8217;aula può contenerne, se non violare la legge? Sono ben tre le norme violate: la normativa antincendio, quella per la sicurezza negli edifici scolastici e quella igienico sanitaria. Molti sanno che lei ha tolto ben 8 miliardi all’istruzione pubblica. “C’erano tanti sprechi e siamo in tempi di crisi, bisogna razionalizzare”, saggia e incontrovertibile affermazione. Così ha giustificato la cosa. Di contro, però, le spese militari ricevono 25 miliardi di euro e leggo in questi giorni di un bonus di 19 mila euro a classe per le scuole private e leggo anche di un aumento di circa 200 euro mensili per i colleghi di religione, buon per loro, non sia mai, ma allora non bloccassero i nostri per i prossimi secoli.</p>
<p>Mettiamoci d’accordo. C’è la crisi o no? Un giorno c’è, un giorno non c’è, un giorno è un “anatema psicologico delle sinistre” e l’altro giorno “dobbiamo fare sacrifici”. Ma non tutti, attenzione: gli statali. Io mi sono arrovellata nel tentativo di capire dove fossero quegli sprechi quando, nell’agosto 2008, ho saputo degli 8 miliardi da togliere alla scuola pubblica. Ma lei ha fugato i miei dubbi: lo spreco era studiare l’italiano, e quindi via due ore. Lo spreco era studiare la tecnologia moderna e quindi via un’ora.</p>
<p>Questo alle medie. Escano prima i ragazzi: così hanno tempo per riflettere. Lo ha detto il ministro Gelmini. Lo spreco era recuperare i bambini con difficoltà (cosa frequentissima nei contesti dove vivo e ho scelto di insegnare io, e cioè nelle periferie), e quindi via le compresenze in talune ore di due maestri nelle elementari: a questo servivano, caro ministro. Il tutto eseguito con la furia di un boscaiolo cieco che ha distrutto chiome sane, piante rigogliose e qualche ramo secco, ma troppo pochi, in cambio</p>
<p>della distruzione della nostra foresta amazzonica: il polmone del nostro futuro. Quelle due ore d’italiano e le compresenze servivano anche a coprire le assenze dei colleghi senza ricorrere a supplenze esterne. Inoltre: aumentiamo i ragazzi per classe: fino a 30, 33..ma sì. Realizziamo un bel parcheggio per ragazzi, non una scuola certamente. Del resto sono altre le fonti vere della formazione: la vita, la strada, la televisione, il computer. Per chi vuole studiare veramente ci sono le scuole private. Studiare cosa e come poi è da vedere.</p>
<p>C’è un piccolo particolare: tutto ciò è anticostituzionale. La Costituzione riconosce alla scuola pubblica, statale, italiana il compito di formare e istruire gli italiani. Le private? Una scelta possibile, non obbligata. Non era un paradiso la scuola pubblica, prima di Tremonti, ma i problemi erano altri, non certo questi.</p>
<p>Torniamo alle sue motivazioni: la gestione dei singoli istituti, troppi soldi, troppi. E quindi tagli anche a quella. “Facessero una colletta i genitori, e che sarà mai qualche centinaio di euro”. Alla voce vedi sopra. “Qualche centinaio di euro è nulla”, ma non c’era la crisi? Nella mia regione, in Sicilia, quel centinaio di euro serve per andare avanti. E dunque i tagli: nella scuola dove insegno io, una normale scuola media della periferia palermitana, ma potremmo generalizzare a tutte le scuole medie d’Italia, siamo quasi alla paralisi. Avete compiuto il miracolo: unire di colpo nord e sud nella omologazione verso il peggio. Dico quasi, perché poi, incredibilmente, docenti e dirigenti sono diventati bravi a fare i salti mortali e le capriole all’indietro. E forse questo lei lo sapeva: qual è l’unica classe di lavoratori in Italia che, nonostante tutto, continua a lavorare? La nostra. Nel senso che lei aveva ragione e che quindi, nonostante i tagli , riusciamo ad andare avanti? No: nel senso che per noi quelli che non devono subire le ricadute gravissime della sua scelta scellerata, ripeto, scellerata, non devono essere i ragazzi: e dunque si alza la saracinesca comunque e si fa l’appello tutte le mattine.</p>
<p>Però sa cosa c’è? C’è che abbiamo anche sopportato e stiamo sopportando molto, ma l’illegalità di stato dentro una scuola no. Io non la sopporto e la denuncio. Tagliare completamente i fondi di gestione delle scuole ha comportato l’impossibilità di chiamare supplenti per coprire le assenze, adesso che non ci sono più quelle due ore che servivano a coprirle. E dunque le classi si dividono in altre classi. Giornalmente. I ragazzini si prendono la loro sedia e vagano nei corridoi in cerca di spazio. Perdendo ore di lezione. E allora: posso sopportare di lavorare meno, posso sopportare di farlo in una scuola ammuffita, con l’acqua che filtra, senza vetri (lei mi dirà : si rivolga all’amministrazione comunale), posso sopportare di non avere carta igienica per i ragazzi, sapone nei bagni, riscaldamenti a singhiozzo. In una mia classe di prima media ho 23 bambini, 4 di loro con gravissimi disagi sociali e disturbi comportamentali (sono figli di carcerati) , due con problemi di apprendimento e uno disabile grave. Io insegno arte: nelle mie ore non ho insegnante di sostegno, perché sono state tagliate le ore del sostegno, come tanti sanno.</p>
<p>E allora mi dica lei qual è il diritto all’istruzione negata del mio alunno disabile? Qual è il diritto all’attenzione precipua negata ai 4 bimbi con problemi sociali? E ai due che non riescono a leggere senza distrarsi? E&#8217; una scuola di periferia, se non li aiuto io chi li aiuta? E il resto dei compagni? Non hanno diritto alla “normalità”? E poi viene la ministra Gelmini a parlar male dei docenti del sud, di come i nostri alunni sono in fondo alle classifiche delle prove di merito: ma in queste condizioni cosa vi aspettate? È già un miracolo se abbiamo le sedie nella mia scuola. L’inverno lo abbiamo trascorso con mussa e infissi rotti. “Si rivolga al Comune” dirà lei. Il suo sindaco di centrodestra ha tagliato anche lui tutti i finanziamenti alle scuole: sia per il funzionamento ordinario, sia per le manutenzioni. Non ci resta che Santa Rosalia. E in effetti&#8230; manco la Chiesa ci appoggia, noi sciagurati delle periferie, intenta com’è a salvaguardare le scuole private. Lei lo chiama razionamento e si riempie la bocca di frasi assurde sul come l’Italia stia reggendo la crisi. Mi scusi: ma che cavolo sta dicendo? Lo deve dire lei, una statistica o io? Ho 253 alunni, 253 famiglie cioè: un bel campione di famiglie di periferia, come ce ne sono a migliaia nella corona delle città. Forse ne so parlare meglio di lei degli effetti della crisi, sig. Ministro: niente fumo negli occhi ahimè. Perché nemmeno il contributo di 15 euro annui riescono più a pagare. Lo stato vissuto nelle classi italiane è disastroso. Io la chiamo illegalità.</p>
<p>Io non posso adeguarmi. Non per me stessa, che alla fine noi docenti ci abituiamo a tutto, ma per loro. Non posso più tollerare che quei ragazzi siano il bersaglio vero delle nostre scelte. È questa l’illegalità Egregio ministro. L’illegalità e il non rispetto della legge no. A Palermo no. Non in quel quartiere: la scuola non può tollerarlo perché è l’unico baluardo dello Stato. Porti solo la sua firma questo scempio: io non voglio rendermene complice. E non mi dica che sto facendo politica e un insegnante non può farla.</p>
<p>Io ne ho più diritto di lei, che sia chiaro: io formo i cittadini di domani. Non lei. Lei passerà, per fortuna, ma i docenti italiani ci saranno sempre a insegnare cosa voglia dire rispettare le regole, rispettare la legge, cosa significhino parole come “comunità”, come “solidarietà”, come “eguaglianza”, come “fraternità”.</p>
<p>Questa è politica, caro Tremonti, ed è il senso del mio mestiere. Glielo insegno di più io, non di certo tu che gli togli maestri, risorse e ruolo sociale. Da qualche mese mi rifiuto di accogliere ragazzi provenienti da classi divise oltre il numero consentito. E lo farò anche a fronte di ordini di servizio scritti. Venga qualcuno a obbligarmi. Venga pure. Io mi rifiuto. Il mio Dirigente mi dirà: dove li metto allora? Io la rivolgo a Lei questa domanda: dove li mettiamo? La rivolgo ai suoi elettori, che sono anche genitori: dove volete che li mettiamo i vostri figli?</p>
<p>Di quei 25 miliardi alle spese militari destini nuovamente alla scuola pubblica gli 8 miliardi tolti. Oppure assegni i proventi del lotto per un anno alla messa in sicurezza degli edifici scolastici: sono questi per me i monumenti culturali dell’Italia che amo. La smetta di giocare con la vita e con l’istruzione dei nostri figli. Anzi, le dico di più, se posso: se ne vergogni.</p>
<p><strong>Mila Spicola, professoressa</strong></p>
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		<title>I quattro del precariato. Incazzati.</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 16:06:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Sciascia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Film a basso costo. E alta provocazione.  (da Corriere.it)
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Film a basso costo. E alta provocazione.  (da <a href="http://cinema-tv.corriere.it/cinema/10_giugno_07/banda-brasiliano_66e990f8-7237-11df-9357-00144f02aabe.shtml">Corriere.it</a>)</p>
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		<title>Tagli alla cultura: definanziati 232 enti Bondi: no a riduzioni indiscriminate</title>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 09:28:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Valente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Le voci contro di Ornella Vanoni e Antonello  Venditti. E c&#8217;è un errore: il Vittoriale è già privato. Alberoni:  situazione grave
 
  

ROMA (29  maggio) - La manovra finanziaria colpisce anche la cultura: 232 enti  non riceveranno più i fondi statali e il rischio di chiusura è più che  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le voci contro di Ornella Vanoni e Antonello  Venditti. E c&#8217;è un errore: il Vittoriale è già privato. Alberoni:  situazione grave</em><br />
<!-- bottoni --> <!-- BOX FOTO --></p>
<div style="float: left; clear: left; margin-top: 2px; margin-right: 5px;"><a onclick="window.open('aprifoto.php?id=104131','mywindow104131','width=660,height=500  ,toolbar=no,menubar=no,status=no')" href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=104131&amp;sez=HOME_SPETTACOLO#"> <img style="margin-right: 8px; margin-bottom: 2px;" title="Sandro Bondi  (foto Marco Merlini - Lapresse)" src="http://www.ilmessaggero.it/MsgrNews/HIGH/20100529_bondi-sandro.jpg" border="0" alt="Sandro Bondi (foto Marco Merlini - Lapresse)" width="292" align="left" /> </a></div>
<div id="testodim" class="dim5">
<p>ROMA (29  maggio) - La manovra finanziaria colpisce anche la cultura: 232 enti  non riceveranno più i fondi statali e il rischio di chiusura è più che  concreto. La manovra finanziaria prevede infatti il taglio dei fondi  statati a 232 istituti culturali. Nell’articolo 7 (comma 22) del  “Decreto legge recante misure urgenti in materia di stabilizzazione  finanziaria e di competitività economica” si legge che a decreto  approvato «lo Stato cessa di concorrere al finanziamento degli enti,  istituti, fondazioni e altri organismi». Poi segue un elenco con 232  nomi, tutti importanti, molti di fama internazionali, praticamente tutti  legati per la loro sopravvivenza alle sovvenzioni statali.</p>
<p><strong>Bondi: no a tagli indiscriminati. «</strong>Condivido l&#8217;esigenza di una  manovra che imponga sacrifici a tutti ma non sono d&#8217;accordo con i tagli  indiscriminati alla cultura, specie se la lista degli istituti tagliati  dal finanziamento pubblico contiene eccellenze italiane riconosciute nel  mondo». Lo dice il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, che, in  tarda serata, interviene per precisare il suo giudizio sul  provvedimento. Sì, sottolinea il ministro, a «profonde riforme della  cultura come quella delle fondazioni liriche ora in parlamento che  modificherà definitivamente il settore. Ma no a tagli indiscriminati che  non possono essere decisi se non con il mio ministero». Insomma, Bondi  che inizialmente sembrava concorde con l&#8217;atteggiamento del governo ora  fa una parziale marcia indietro. «Avrei voluto poter concertare dove  intervenire e in che modo farlo per ridurre le spese. Mi rammarico che  ciò non sia avvenuto».</p>
<p><strong>Ma su chi si abbaterà la scure dei tagli?</strong> Decine di fondazioni  sorte per ricordare anniversari di italiani illustri come Mario Soldati o  il Pinturicchio. Ma anche la Triennale di Milano e la Quadriennale di  Roma, l’associazione musicale Giovanile (Agimus) e l’Associazione  nazionale combattenti e reduci. La società Geografica italiana e le  fondazioni Adriano Olivetti di Roma e quelle milanesi Arnoldo e Alberto  Mondadori e Giangiacomo Feltrinelli, nonché il museo Poldi Pezzoli. Ma  ci sono anche le fondazione Arena di Verona e festival dei Due mondi di  Spoleto, il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, le fondazioni  Gioacchino Rossini di Pesaro, Giorgio Cini di Venezia e l’Istituto  Gramsci di Roma. Ma anche la fondazione Lirico-sinfonica Petruzzelli e  Teatri di Bari e il Gabinetto Vieusseux di Firenze.</p>
<p><strong>Nessuna indicazione per il personale. </strong>Tutti  questi enti insieme altre decine perderanno i finanziamenti dello Stato  ma lo Stato, cioè il governo con la sua manovra economica, non indica  che fine farà il personale, migliaia di lavoratori che rischiano il  posto.</p>
<p><strong>Dal mondo della cultura si è levato subito un grido di dolore,</strong> di  richiesta di interventi del presidente Napolitano ma anche di accuse.  «I tagli sono un segno d’inciviltà di un Governo che ritiene inutili le  spese per la cultura» per l’assessore regionale dell’Umbria alla  cultura, Fabrizio Bracco, che considera «da valutare soprattutto le  conseguenze di questa scelta per la Fondazione del Festival dei Due  mondi di Spoleto. Decidendo tagli di fondi per istituzioni come il  Festival di Spoleto il Governo non coglie neanche il valore economico e  di attrattiva dal punto di vista turistico e culturale, preferendo  invece sparare a zero su investimenti considerati, a torto,  improduttivi».</p>
<p><strong>Ornella Vanoni: la cultura è sempre la prima a rimetterci.</strong> «La  cultura è sempre stata la prima a rimetterci. Purtroppo». È questo il  giudizio espresso da Ornella Vanoni, commentando i tagli a settori della  cultura. La cantante ha voluto precisare che «non è solo la cultura che  sta soffrendo. Stanno soffrendo anche certi commercianti, la gente. La  cultura è importantissima ma occorre che il Paese stia bene. Gli  italiani non sono abituati a tirare la cinghia. Non siamo tedeschi o  inglesi. Se però dobbiamo tirare la cinghia, voglio vedere che anche  loro, i politici, lo fanno. Ci sono stipendi degli italiani che sono  irrisori e poi vedo politici, che per aver fatto due legislature, si  prendono sette mila euro per tutta la vita. Allora togliamo i soldi a  quelli lì e diamoli alla cultura».</p>
<p><strong>Venditti: se si tocca l&#8217;eccellenza è finita.</strong> Per Antonello  Venditti «se si toccano le cose di eccellenza allora è proprio finita».  Il cantautore romano è critico sui tagli alle fondazioni liriche decisi  dal governo. «Non c&#8217;è nessuna cura nelle cose da tagliare. La nostra  capacità di pensare al futuro è sempre più ridotta, almeno da parte dei  nostri governanti».</p>
<p><strong>Archeologi: salvare gli istituti umanistici,</strong> La Confederazione  Italiana Archeologi esprime profonda preoccupazione. «Non possiamo  accettare tacitamente - sostiene il presidente Giorgia Leoni - che  alcuni tra i più prestigiosi istituti archeologici perdano  l&#8217;insostituibile apporto che deriva loro dai finanziamenti statali e che  vengano, quindi, destinati alla inattività se non addirittura alla  definitiva chiusura. Nella lista figurano istituti che con le loro  ricerche hanno permesso all&#8217;Italia di svolgere un ruolo da protagonista  nella conoscenza del patrimonio archeologico del nostro paese e  dell&#8217;intero bacino del Mediterraneo, svolgendo spesso anche un ruolo  fondamentale di veicoli diplomatici».</p>
<p><strong>Appello a Napolitano dagli astrofisici.</strong> La soppressione  dell&#8217;istituto nazionale di Astrofisica (Inaf) porterebbe a conseguenze  drammatiche sull&#8217;attività del settore astrofisico e astro-spaziale. Lo  scrive il consiglio scientifico dell&#8217;ente, che secondo la manovra  economica andrebbe accorpato al Cnr, in una lettera al presidente della  Repubblica Giorgio Napolitano e al ministro Mariastella Gelmini. «L&#8217;INAF  occupa una posizione di assoluto rilievo nella ricerca sia a livello  nazionale che a livello internazionale - si legge nel documento - degli  86 ricercatori Italiani che ISI-Thompson riporta tra i più citati al  mondo, 13 operano nel settore delle Scienze Spaziali e sono ricercatori  dell&#8217;Inaf o ad esso associati. Ci sfugge come si possa giovare al Paese  sopprimendo l&#8217;Istituto che ha consentito questi successi».</p>
<p><strong>Galluzzi: è la morte del museo Galilei.</strong> «C&#8217;è poco da commentare:  questo è un atto di morte». Così il direttore dell&#8217;Istituto e Museo di  Storia delle Scienze di Firenze, Paolo Galluzzi, commenta il taglio dei  fondi statali che sarebbe previsto nella manovra del Governo e che  interessa da vicino anche l&#8217;istituzione fiorentina. «Noi dallo Stato  abbiamo un contributo di 1 milione e 750 mila euro - aggiunge -. È metà  del nostro bilancio. Se la notizia è vera, lo apprendiamo da voi perchè  nessuno dei nostri referenti ai ministeri si è fatto sentire, e sarà  pubblicata in Gazzetta, il consiglio di amministrazione non potrà che  riunirsi e avviare le procedure per il fallimento. Il nostro è uno  strano Paese: il prossimo 10 giugno noi inaugureremo il Museo Galileo  Galilei, uno dei più belli al mondo, per chiuderlo il giorno dopo».</p>
<p><strong>La storia e la memoria del cinema italiano sono destinati a sparire:</strong> è il grido di allarme di Francesco Alberoni, da otto anni presidente  del Centro Sperimentale di Cinematografia e della Cineteca Nazionale,  alla luce dei tagli previsti dalla manovra. «Nel nostro caso - spiega  Alberoni - non si tratta di tagli ma proprio di stop ai finanziamenti:  significa smettere di insegnare e produrre cinema e soprattutto di  conservarlo, buttando a mare migliaia di titoli che hanno fatto la  storia del cinema italiano. Il nostro è il caso di una di quelle  istituzioni che sono totalmente finanziate dallo Stato (10 milioni di  euro, ndr) e senza quel denaro significherebbe sparire. E con noi  sparirebbe la Cineteca Nazionale che conserva e restaura tutti i film  italiani». Per questo Alberoni fa appello al presidente del Consiglio  Silvio Berlusconi, al capo dello Stato che dovrà firmare il decreto e  anche, dice, «ad Umberto Bossi che tanto si è prodigato per aprire una  sede del Centro Sperimentale a Milano e che ora forse non sa che anche  quella è destinata a sparire».</p>
<p><strong>«Il Centro Sperimentale di Cinematografia lombardo non è in  discussione</strong> in quanto finanziato per intero dalla nostra Regione,  sicuramente l’appello del professor Alberoni è rivolto al Centro  Sperimentale di Cinematografia nazionale che ha sede a Roma e che è  finanziato interamente dallo Stato». Lo afferma il Sottosegretario al  cinema della Regione Lombardia Massimo Zanello in merito alle  dichiarazioni di Francesco Alberoni, presidente del Centro Sperimentale  di Cinematografia, per quanto riguarda i tagli previsti dalla manovra  finanziaria.</p>
<p><strong>Il Vittoriale degli italiani è già privato</strong> e quindi  «l’inserimento nell’elenco dei 232 istituti che non riceveranno più  fondi statali è curiosa e anche un pochino sgradevole». Lo dice Giordano  Bruno Guerri, il presidente della Fondazione del Vittoriale degli  Italiani, che figura al numero 150 dell’elenco allegato alla manovra  finanziaria. «Il Vittoriale ha rinunciato spontaneamente al  finanziamento del governo l’anno scorso - spiega Giordano Bruno Guerri -  Il governo ha approvato il decreto di privatizzazione e il 16 dicembre  del 2009 è stato varato il nuovo statuto per privatizzazione. Quindi di  fatto dal primo gennaio è una fondazione di diritto privato e non più  una a fondazione statale. Del resto il contributo dello Stato era di 43  mila euro l’anno e quindi rinunciarci non è stato un grande sacrificio.  Considero curioso l’inserimento in questo elenco, ed anche un pochino  sgradevole. Il Vittoriale è in attivo e si finanzia da solo».</p>
<p>Fonte: <strong>Il Messaggero</strong></div>
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		<title>Manovra, addio alla ricerca</title>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 00:19:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Valente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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Soppressi 27 enti giudicati  inutili anche se raccolgono premi e riconoscimenti internazionali





FLAVIA AMABILE






In due casi l’effetto è davvero straniante. Una settimana prima  le agenzie annunciavano premi e riconoscimenti internazionali per il  lavoro svolto. Una settimana dopo le stesse agenzie ne annunciavano la  soppressione. Sono l’Inaf, Istituto Nazionale di Astrofisica e l’Ogs, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td class="catenaccio" colspan="2">Soppressi 27 enti giudicati  inutili anche se raccolgono premi e riconoscimenti internazionali</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif" alt="" height="12" /></td>
</tr>
<tr>
<td class="sezione" colspan="2">FLAVIA AMABILE</td>
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<tr>
<td class="articologirata" colspan="2"><span style="font-family: Georgia; color: #606163;"></p>
<p align="justify"><span style="color: #000080;"><strong>In due casi l’effetto è davvero straniante.</strong> Una settimana prima  le agenzie annunciavano premi e riconoscimenti internazionali per il  lavoro svolto. Una settimana dopo le stesse agenzie ne annunciavano la  soppressione. Sono l’Inaf, Istituto Nazionale di Astrofisica e l’Ogs,  Osservatorio Geofisico Sperimentale, due dei 27 enti inutili caduti  sotto la scure dell’ultima manovra varata dal governo Berlusconi.</span></p>
<p><strong>L’Inaf si era conquistata il 22 maggio</strong> i complimenti  del mondo intero per aver collocato in quota la parabola da 64 metri di  diametro del Sardinia Radio Telescope, un radiotelescopio unico in  Europa, in grado di gareggiare con gli strumenti più sofisticati del  mondo per effettuare esplorazioni del sistema solare, di Marte, Giove,  Saturno e dei loro satelliti.</p>
<p><strong>Qualcosa di analogo è accaduto</strong> all’Istituto Nazionale  di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale: i ricercatori dell’istituto  hanno ottenuto il 21 maggio il Best Paper Award, Earth and Space  Conference 2010 per le loro ricerche innovative nella geofisica  planetaria.<br />
Ma l’elenco della lista nera degli enti è lungo. Soppresso l&#8217;Isae,  Istituto di studi e analisi economica. I novantanove dipendenti  diventeranno risponderanno al ministero dell&#8217;Economia. Fa nulla se da un  anno governo industria e sindacati avevano scelto l’istituto come  l&#8217;organo indipendente per determinare l&#8217;indice dell&#8217;inflazione  programmata nel calcolo degli aumenti nei contratti privati. D&#8217;ora in  poi la valutazione economica sarà riservata al ministero dell&#8217;Economia e  alla Confindustria che indipendenti non sono in questa materia.</p>
<p><strong>Dalla manovra nasce il polo integrato per la salute</strong> e  la sicurezza nel lavoro con l’accorpamento di Inail, Ispesl e Ipsema in  un unico ente. Unire l’Ispesl (Istituto Superiore per la Prevenzione e  la Sicurezza sul Lavoro) all&#8217;Inail, però, vuol dire che l&#8217;ente che  studia i rischi e elabora norme per la sicurezza diventa parte  dell&#8217;istituto assicurativo, cioè si trasforma in un perito di parte  dell&#8217;assicurazione con un evidente conflitto di interessi e scarsa  possibilità di un lavoro indipendente. «E comunque siamo in grado di  autofinanziarci per oltre il 60% del contributo statale, non siamo un  ente inutile», precisano in una nota i lavoratori dell’istituto.</p>
<p><strong>Chiusa anche la stazione zoologica</strong> Anton Dhorn, uno dei  più antichi e aggiornati enti di produzione di conoscenze sul  mare. Molti altri enti - come l&#8217;Istituto Nazionale di Oceanografia o  l’Istituto di Astrofisica - verranno accorpati al Cnr, il che ha  scatenato confusione all&#8217;interno del Consiglio Nazionale delle Ricerche  che era in procinto di far partire una riorganizzazione e ora deve  rivedere i piani sul tipo di struttura da darsi.</p>
<p><strong>«E’ molto chiaro il disegno del governo</strong> e di chi  appoggia questa manovra: tagliare l’università, sopprimere la cultura  alta, le eccellenze che hanno portato l’Italia ad essere grande nel  mondo», denuncia Alberto Civica, segretario generale della Uil  università, ricerca e Afam. E annuncia proteste decise.</p>
<p><strong>La prossima settimana davanti a palazzo Chigi</strong> arriveranno venti carene sperimentali dell’Insean, l’istituto che ha  realizzato i test per le più belle imbarcazioni italiane, da Luna Rossa a  Azzurra. Attraverseranno tutta Roma nella speranza di difendere la  squadra di ricercatori che lavorano per la Marina Usa, la Boeing e che  una volta soppressi porterebbero alla cancellazione di 500 mila euro di  spese ma anche di 5 milioni di euro di commesse l’anno.</p>
<p><strong>Per un risparmio di 20 milioni di euro</strong> la manovra  prevede anche lo stop ai finanziamenti a 232 istituzioni culturali come  il Centro Sperimentale di Cinematografia che sta provocando una rivolta  nel mondo della cultura. Lo scrittore e presidente del Centro, Francesco  Alberoni, ha rivolto un appello alle più alte cariche dello Stato, da  Berlusconi a Napolitano, per chiedere una marcia indietro. Il regista  Carlo Lizzani, due volte docente del Centro, è d’accordo: «Il centro  sperimentale è stato il cuore della rivoluzione neorealista, decidere di  non finanziarlo è sconvolgente».</p>
<p></span></p>
<p align="justify">Fonte: <strong>La Stampa</strong></p>
<p align="justify">
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Pena capitale a 232 istituzioni culturali per i tagli alla manovra finanziaria Ecco l&#8217;elenco del miglio verde</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 17:07:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Valente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[oggi, 29 maggio 2010 18:35


Sono 232 le istituzioni culturali che  rischiano di vedersi tagliare i finanziamenti dallo Stato nel caso in  cui la manovra finanziaria, attualmente all&#8217;esame del presidente  Napolitano, venisse promulgata. Il decreto prevede che il 30% dei soldi  risparmiati con questo taglio potrà essere ridistribuito fra queste  istituzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>oggi, 29 maggio 2010 18:35</p>
<div class="abar"></div>
<p><img style="float: left; margin: 3px 8px 4px 0pt;" src="http://www.italiainformazioni.com/pictures/0200x0000/0000001537.jpg" alt="cappiotortura" width="96" height="123" /></p>
<p style="text-align: justify;">Sono 232 le istituzioni culturali che  rischiano di vedersi tagliare i finanziamenti dallo Stato nel caso in  cui la manovra finanziaria, attualmente all&#8217;esame del presidente  Napolitano, venisse promulgata. Il decreto prevede che il 30% dei soldi  risparmiati con questo taglio potrà essere ridistribuito fra queste  istituzioni a quelle che ne facciano &#8216;&#8217;documentata e motivata'&#8217;  richiesta. L&#8217;erogazione di questo 30% avverrebbe per decreto del  presidente del Consiglio sentito il parere del ministro dell&#8217;Economia e  delle Finanze. Ecco di seguito l&#8217;elenco:</p>
<p style="text-align: justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--> 1)  Fondazione Alcide de Gasperi; 2) CIME Consiglio Italiano per il  Movimento Europeo; 3) Centro Studi Americani; 4)Associazione giovanile  musicale AGIMUS; 5) Ente Nazionale Assistenza Magistrale E.N.A.M.; 6)  Fondazione "Guido d&#8217;Arezzo"; 7) Fondazione italiana per la musica  antica; <img src='http://www.buconero.eu/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Centro italiano di ricerche aerospaziali CIRA SpA; 9)  Istituto italiano di studi germanici; 10) Ente geopantologico di  Pietraroia; 11) Parco geominerario; 12) Riserva naturale dello stato  Isola di Vivara; 13) Associazione italiana combattenti e reduci;14)  Associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna; 15)  Associazione nazionale veterani e reduci garibaldini.<!--[if !supportEmptyParas]--> 16) Federazione italiana volontari della liberta&#8217;; 17) Associazione dei  Cavalieri italiani del sovrano militare Ordine di Malta; 18)  Associazione nazionale "Nastro Verde"; 19) Ente per lo sviluppo  dell&#8217;irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia e Lucania; 20)  Comitato Nazionale per il centenario della nascita di Cesare Pavese; 21)  Comitato Nazionale un secolo di Fumetto Italiano; 22) Comitato  Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di  Guglielmo Massaja; 23) Comitato Nazionale per le celebrazioni del  bimillenario della nascita di Vespasiano; 24) Comitato Nazionale per le  celebrazioni del millenario della Basilica di Torcello; 25) Comitato  Nazionale "I Trattati di Roma"; 26) Comitato Nazionale per le  celebrazioni del quarto centenario della morte di Alberico Gentili. 27)  Comitato Nazionale per le celebrazioni del 550° anniversario della  nascita di Bernardino di Betto detto il Pinturicchio; 28) Comitato  Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Mario  Soldati 29) Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario di  Casa Ricordi; 30) Comitato Nazionale le "Autonomie Locali 31)  Allegorein; 32) Accademia Medica di Roma. 33) Accademia Angelica  Costantiniana; 34) Accademia Nazionale di Agricoltura 35) Accademia  Filarmonica di Bologna; 36) Associazione Naz. Funzionari Direttivi; 37)  Associazione per la Riforma dello Stato; 38) Associazione Romana Amici  della Musica - ARAM; 39) Associazione Fondo Alberto Moravia; 40)  Associazione Liberi Scrittori Italiani; 41) Associazione Don Giuseppe De  Luca - Roma; 42) Centro di Cultura Scientifica Alessandro Volta; 43)  Centro Italiano di Ricerche e Informazione, ecc. - CIRIEC; 44) Centro  per la Cultura d&#8217;Impresa; 45) Centro di Iniziativa e Ricerca sul sistema  - CIRSES.<!--[if !supportEmptyParas]--> 46) Fondazione Bettino Craxi;  47) Fondazione Guido D&#8217;Arezzo; 48)Fondazione Maria e Goffredo Bellonci;  49) Fondazione Nazionale Carlo Collodi - Pescia; 50) Fondazione Ugo  Spirito - Roma; 51) Istituto Accademico di Roma; 52) Istituto di Studi  Filosofici; 53) Istituto Naz. Tostiano. 54) Istituto di Storia e Arte  del Lazio Meridionale Bibl. GM Longhi; 55) Istituto Domus Mazziniana -  Pisa; 56) Istituto Internazionale di Storia Economica Francesco Datini -  Prato; 57) Istituto Storico Italiano per l&#8217;Eta&#8217; Moderna e Contemporanea  - Roma; 58) Istituto Domus Galilaeana - Pisa; 59) Societa&#8217; Tarquiniense  di Arte e Storia; 60) Societa&#8217; Storia Patria Puglie.<!--[if !supportEmptyParas]--> 61) Societa&#8217; Reggiana Studi Storici; 62) Societa&#8217; Dalmata Storia  Patria; 63) Societa&#8217; nazionale di scienze e lettere ed arti - Napoli;  64) Unione Giuristi Cattolici Italiani; 65) Unione internazionale degli  Istituti di archeologia, Storia e Storia dell&#8217;Arte in Roma; 66)  Accademia degli Incamminati - Modigliana; 67) Accademia dei Concordi  -Rovigo; 69) Accademia dei Fisiocritici Siena; 70) Accademia delle  Scienze dell&#8217;Istituto di Bologna - Bologna. 71) Accademia delle Scienze  di Ferrara - Ferrara; 72) Accademia delle Scienze di Torino - Torino;  73) Accademia di Storia dell&#8217;Arte Sanitaria - Roma; 74) Accademia di  Studi Italo - Tedeschi - Merano; 75) Accademia Etrusca di Cortona; 76)  Accademia delle Arti e del Disegno - Firenze. 7) Accademia Galilaeana di  Scienze Lettere ed Arti in Padova - Padova; 78) Accademia Italiana  della Cucina Milano; 79) Accademia Italiana di Scienze Forestali -  Firenze; 80) Accademia Lancisiana - Roma ; 81) Accademia Ligure di  Scienze e Lettere - Genova; 82) Accademia Lucchese di Scienze lettere  Arti - Lucca; 83) Accademia Marchigiana di Scienze Lettere e Arti -  Ancona; 84) Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL - Roma. 85)  Accademia Nazionale di San Luca - Roma; 86) Accademia Nazionale di  Scienze lettere e Arti di Modena - Modena; 87) Accademia Nazionale di  Scienze Lettere e Arti di Palermo - Palermo; 88) Accademia Nazionale  Virgiliana di Scienze Lettere e Arti - Mantova; 89) Accademia Olimpica-  Vicenza; 90) Accademia Properziana del Subasio - Assisi; 91) Accademia  Pugliese delle Scienze - Bari.<!--[if !supportEmptyParas]--> 92)  Accademia Raffaello - Urbino; 93) Accademia Petrarca di Lettere, Arti e  Scienze Arezzo; 94) Accademia Toscana di Scienze e Lettere &#8216;&#8217;La  Colombaria'&#8217; - Firenze; 95) Associazione Centro Studi Feliciano Rossitto  Ragusa; 96) Associazione &#8216;&#8217;Roma nel Rinascimento'&#8217; - Roma; 97)  Associazione Malacologica Internazionale - A.M.I. - Roma; 98)  Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno D&#8217;Italia -  Roma. 99) Associazione per l&#8217;Economia della Cultura - Roma; 100) Ateneo  di Brescia Accademia di Scienze Lettere ed Arti - ONLUS - Brescia; 101)  Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo - Bergamo;102) Ateneo  Veneto - Venezia; 103) Biblia - ONLUS - Settimello; 104) Centro &#8216;&#8217;Pio  Rajana'&#8217; Centro di Studi per la Ricerca Letteraria Linguistica e  Filologica - Roma; 105) Centro Camuno di Studi Preistorici - Capo di  Ponte; 106) Centro di Cultura di Storia Amalfitana - Amalfi.<!--[if !supportEmptyParas]--> 107) Centro di Iniziativa Giuridica &#8216;&#8217;Piero Calamandrei'&#8217; - Roma; 108)  Centro di Studi sulla Cultura e l&#8217;immagine di Roma - Roma; 109) Centro  Internazionale di Etnostoria - Palermo; 110) Centro Italiano di Studi  sul Basso Medioevo - Accademia Tudertina Todi; 111) Centro Studi sul  Classicismo - San Gimignano; 112) Centro Internazionale di Studi  Rosminiani - Stresa; 113) Centro Internazionale per lo Studio dei Papiri  Ercolanesi - Napoli; 114) Centro Nazionale di Studi Leopardiani -  Recanati; 115) Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per i  Medio Oriente e l&#8217;Asia - Torino. 116) Centro Studi Piero Gobetti -  Torino; 117) Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali ONLUS -  Ravello; 118) Ente Nazionale Giovanni Boccaccio - Firenze; 119) Essmoi -  Fondazione Giuseppe Emanuele e Vera Modigliani (Ente per la Storia del  Socialismo e del Movimento Operaio Italiano) - Roma; 120) Fondazione  Domus Galilaeana -Pisa; 121) Fondazione &#8216;&#8217;Casa di Oriani'&#8217; – Ravenna  122) Fondazione Casa Buonarroti - Firenze; 123) Fondazione &#8216;&#8217;Biblioteca  Benedetto Croce'&#8217; - Napoli; 124) Fondazione Centro Internazionale di  Studi di Architettura &#8216;&#8217;Andrea Palladio'&#8217; - Vicenza; 125) Fondazione  &#8216;&#8217;Centro Studi Filosofici di Gallarate'&#8217; - Padova; 126) Fondazione  &#8216;&#8217;Remo Orseri per la Collaborazione Culturale fra i Popoli'&#8217; - Roma;  127) Fondazione Accademia Musicale Chigiana - Siena; 128) Fondazione  Adriano Olivetti - Roma. 129) Fondazione Archivio Audiovisivo del  Movimento Operaio e Democratico - Roma; 130) Fondazione Arena di Verona;  131) Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori - Milano; 132) Fondazione  Artistica Poldi Pezzoli - ONLUS - Milano; 133) Fondazione Biblioteca  Archivio Luigi Micheletti - Brescia; 134) Fondazione Carlo Donat-Cattin -  Torino; 135) Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea -  C.D.E.C. - ONLUS - Milano. 136) Fondazione Centro Nazionale di Studi  Manzoniani - Milano.<!--[if !supportEmptyParas]--> 137) Fondazione  &#8216;&#8217;Centro Sperimentale di Cinematografia'&#8217; (cosi&#8217;modificata la  denominazione della Fondazione Scuola nazionale di cinema con  D.Lgs.22-1-2004, n.32); 138) Fondazione Centro Studi sulla Civilta&#8217; del  Tardo Medioevo - San Miniato; 139) Fondazione Civico Museo Biblioteca  Attore Teatro Stabile di Genova - Genova; 140) Fondazione Claudio  Monteverdi - Cremona; 141) Fondazione di Ricerca Istituto Carlo Cattaneo  - Bologna; 142) Fondazione di Studi di Storia dell&#8217;Arte Roberto Longhi -  Firenze; 143) Fondazione Ezio Franceschini - ONLUS - Firenze. 144)  Fondazione &#8216;&#8217;Festival dei Due Mondi di Spoleto'&#8217;; 145) Fondazione  Giacomo Brodolini - Roma; 146) ondazione Giangiacomo Feltrinelli -  Milano; 147) Fondazione Gioacchino Rossini -Pesaro; 148) Fondazione  Giorgio Cini - Venezia; 149) Fondazione Giulio Pastore - Roma; 150)  Fondazione &#8216;&#8217;Il Vittoriale degli Italiani'&#8217; - Gardone Riviera; 151)  Fondazione Ing. Carlo Maurilio Lerici - Roma. 152) Fondazione Istituto  Gramsci - ONLUS - Roma; 153) Fondazione Istituto Nazionale del Dramma  Antico - Roma; 154) Fondazione Istituto Nazionale di Studi sul  Rinascimento - Firenze; 155) Fondazione Istituto Nazionale di Studi  Verdiani - Parma; 156) Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci -  Torino; 157) Fondazione Istituto Storico &#8216;&#8217;Giuseppe Siotto'&#8217; - Cagliari;  158) Fondazione Istituto Italiano per la Storia della Musica - Roma.  159) Fondazione &#8216;&#8217;La Triennale di Milano'&#8217; - Milano; 160) Fondazione  &#8216;&#8217;La Quadriennale di Roma'&#8217; - Roma; 161)Fondazione Lelio e Lisli Basso -  Issoco - Roma, 162) Fondazione &#8216;&#8217;Liberal'&#8217; - Roma; 163) Fondazione  Lirico-sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari (costituita con  L.11-11-2003, n. 310); 164) Fondazione Luigi Einaudi - Torino; 165)  Fondazione Luigi Einaudi per Studi di Politica ed Economia - Roma; 166)  Fondazione Museo Stibbert - ONLUS - Firenze.<!--[if !supportEmptyParas]--> 167) Fondazione Napoli Novantanove - ONLUS - Napoli; 168) Fondazione  per le Scienze Religiose Giovanni XXIII - Bologna; 169) Fondazione  Palazzo Coronini Cronberg - Gorizia; 170) Fondazione Pietro Nenni -  Roma; 171) Fondazione Rosselli - Torino; 172) Fondazione Scientifica  Querini Stampalia - ONLUS - Venezia; 173) Fondazione Spadolini Nuova  Antologia - Firenze; 174) Fondazione Stauros Italiana - San Gabriele  -Isola Abruzzo del Gran Sasso; 175) Fondazione Studi Storici Filippo  Turati - ONLUS - Firenze; 176) Fondazione Ugo da Como - Lonato. 177)  Fondazione Ugo e Olga Levi Centro di Cultura Musicale Superiore ONLUS -  Venezia; 178) Fondazione Universita&#8217; Internazionale dell&#8217;Arte - U.I.A. -  Firenze; 179) Fondazione Valentino Bucchi - Roma;180) Fondazione Verga -  Catania; 181) Gabinetto Scientifico Letterario &#8216;&#8217;G.P. Vieusseux'&#8217; -  Firenze. 182) Giunta Centrale per gli Studi Storici - Roma;183) Istituto  Abbatia Sancte Marie de Morimundo; 184) Istituto Alcide Cervi - Reggio  Emilia; 185) Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo -  Roma; 186) Istituto di Studi Storici Postali - Prato; 187) Istituto e  Museo di Storia della Scienza - Firenze; 188) Istituto Internazionale di  Studi Liguri - Bordighera; 189) Istituto Internazionale Jacques  Maritain - Roma; 190) Istituto Italiano di Numismatica - Roma; 191)  Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria - Firenze. 192) Istituto  Italiano di Studi Storici - Napoli; 193) Istituto Italiano per la Storia  Antica - Roma; 194) Istituto Lombardo - Accademia di Scienze e Lettere -  Milano; 195) Istituto Luigi Sturzo - Roma; 196) Istituto Nazionale di  Archeologia e Storia dell&#8217;Arte - Roma.<!--[if !supportEmptyParas]--> 197) Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici - Firenze; 198)  Istituto Nazionale di Studi Romani - ONLUS - Roma; 199) Istituto  Nazionale di Urbanistica - Roma; 200) Istituto Nazionale per la Storia  del Movimento di Liberazione in Italia - Milano; 201) Istituto per la  Scienza dell&#8217;Amministrazione Pubblica - I.S.A.P. - Milano; 202) Istituto  per la Storia del Risorgimento Italiano - Roma; 203) Istituto per la  Storia dell&#8217;Arte Lombarda - ONLUS - Milano; 204) Istituto per la Storia  dell&#8217;Azione Cattolica e del Movimento Cattolico in Italia &#8216;&#8217;Paolo VI'&#8217; -  Roma. 205) Istituto per la Storia e l&#8217;Archeologia della Magna Grecia -  Taranto; 206) Istituto per le Ricerche di Storia Sociale e Religiosa -  ONLUS - Vicenza; 207) Istituto Storico Italiano per il Medioevo - Roma;  208) Istituto Storico Lucchese - Lucca; 209) Istituto Veneto Accademia  di Scienze Lettere ed Arti - Venezia; 210) Opera di Dante - Ravenna;  211) Osservatorio Parlamentare - Roma.212) Pro Civitate Christiana -  Assisi; 213) Scuola Archeologica Italiana di Atene - Roma; 214) Societa&#8217;  Chimica Italiana - Roma; 215) Societa&#8217; Dantesca Italiana - Firenze;  216) Societa&#8217; di Studi Valdesi - Torre Pellice; 217) Societa&#8217;  Entomologica Italiana - Genova; 218) Societa&#8217; Europea di Cultura -  S.E.C.I. - Venezia; 219) Societa&#8217; Filologica Friulana - Udine; 220)  Societa&#8217; Geografica Italiana - Roma; 221) Societa&#8217; Internazionale di  Studi Francescani - Assisi; 222) Societa&#8217; Internazionale per lo Studio  del Medioevo Latino (S.I.S.M.E.L.) - ONLUS - Impruneta; 223) Societa&#8217;  Italiana di Statistica - Roma; 224) Societa&#8217; Italiana per il Progresso  delle Scienze - Roma; 225) Societa&#8217; per le Belle Arti ed Esposizione  Permanente - Milano; 226) Unione Accademica Nazionale - Roma.<!--[if !supportEmptyParas]--> 227) Opera nazionale &#8216;&#8217;Montessori'&#8217; - Roma; 228) Unione Nazionale per  la Lotta contro l&#8217;Analfabetismo; 229) Casa Militare Umberto I; 230)  Fondazione museo internazionale delle ceramiche di Faenza - MIC. 231)  Fondazione Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia &#8216;&#8217;L. da  Vinci'&#8217;; 232) Centro internazionale di radiocomunicazioni mediche  (CIRM), istituito con decreto ministeriale 16 febbraio 1935, n. 16.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.italiainformazioni.com/giornale/politica/91615/pena-capitale-istituzioni-culturali-tagli-alla-manovra-finanziaria-ecco-lelenco-miglio-verde.htm"><strong>italiainformazioni.com</strong></a></p>
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		<title>"Tutti sulla stessa barca", ma in mare si getta la ricerca</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 16:32:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Valente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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Gli effetti del decreto taglia e non ricuci per la manovra  da 24,9 miliardi, approvata martedì dal Consiglio dei Ministri, si  fanno sentire. Anche perché la maggior parte delle disposizioni verrà  applicata da subito. Non era difficile prevederlo.
Mentre stiamo scrivendo sotto Montecitorio, stanno manifestando i  dipendenti di diversi enti pubblici o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="post alignright" src="http://static.blogo.it/06blog/tutti-sulla-stessa-barca/DSC07089.JPG" alt="" width="353" height="264" /></p>
<p>Gli effetti del decreto <em>taglia e non ricuci</em> per la <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-05-27/decreto-legge-effetti-tappe-080300.shtml?uuid=AYF62atB#continue">manovra  da 24,9 miliardi</a>, approvata martedì dal Consiglio dei Ministri, si  fanno sentire. Anche perché la maggior parte delle disposizioni verrà  applicata da subito. Non era difficile <a href="http://www.06blog.it/post/8694/varata-la-finanziaria-2011-tagli-e-tasse-per-roma-province-e-regione">prevederlo</a>.</p>
<p>Mentre stiamo scrivendo sotto Montecitorio, stanno manifestando i  dipendenti di diversi enti pubblici o parzialmente pubblici. Tra cui  Ispesl, Ipsema, Insean. Tutti enti che hanno scoperto improvvisamente,  una mattina, di essere “inutili”, per cui da “sopprimere”. La  soppressione di Ipsema e Ispesl e l’attribuzione all’Inail delle  funzioni svolte da questi due istituti avviene dalla data di entrata in  vigore del decreto legge.</p>
<p>In particolare l’<a href="http://www.ispesl.it/index.asp?language=1">Ispesl</a> (Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza del Lavoro) che  esiste da 30 anni, <a href="http://www.ispesl.it/legginovita.asp?news=989">si chiede se  davvero non occorra più</a> per la sicurezza e la salute dei lavoratori  italiani. Con tale provvedimento del Governo chiude l’unico Ente di  ricerca del Paese. l’Ispesl è per altro in grado di autofinanziarsi per  più del 60% dello stanziamento concesso dallo Stato.</p>
<p><a href="http://www.06blog.it/galleria/tutti-sulla-stessa-barca/2"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/06blog/tutti-sulla-stessa-barca/thn_DSC07087.JPG" alt="" width="130" height="97" /></a><a href="http://www.06blog.it/galleria/tutti-sulla-stessa-barca/3"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/06blog/tutti-sulla-stessa-barca/thn_DSC07100.JPG" alt="" width="130" height="98" /></a><a href="http://www.06blog.it/galleria/tutti-sulla-stessa-barca/4"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/06blog/tutti-sulla-stessa-barca/thn_DSC07099.JPG" alt="" width="130" height="111" /></a><a href="http://www.06blog.it/galleria/tutti-sulla-stessa-barca/5"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/06blog/tutti-sulla-stessa-barca/thn_DSC07092.JPG" alt="" width="82" height="130" /></a></p>
<p>La frase <a href="http://www.repubblica.it/economia/2010/05/26/dirette/tremonti-storia-4340280/">“siamo  tutti sulla stessa barca”</a> di Berlusconi diventerà, se non lo è già  diventata, un vero tormentone. Soprattutto considerando certi  inevitabili, quanto comprensibili, <a href="http://pasquinoweb.wordpress.com/2010/05/27/siamo-tutti-sulla-stessa-barca-crisi-a-babordo-varato-il-sacrificio-di-piersilvio/">facili  paragoni</a>.</p>
<p><a href="http://www.06blog.it/galleria/tutti-sulla-stessa-barca/6"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/06blog/tutti-sulla-stessa-barca/thn_DSC07090.JPG" alt="" width="98" height="130" /></a><a href="http://www.06blog.it/galleria/tutti-sulla-stessa-barca/7"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/06blog/tutti-sulla-stessa-barca/thn_DSC07091.JPG" alt="" width="95" height="130" /></a><a href="http://www.06blog.it/galleria/tutti-sulla-stessa-barca/8"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/06blog/tutti-sulla-stessa-barca/thn_DSC07096.JPG" alt="" width="98" height="130" /></a><a href="http://www.06blog.it/galleria/tutti-sulla-stessa-barca/9"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/06blog/tutti-sulla-stessa-barca/thn_DSC07086.JPG" alt="" width="104" height="130" /></a></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.06blog.it/post/8720/tutti-sulla-stessa-barca-ma-in-mare-si-getta-la-ricerca"><strong>06blog.it</strong></a></p>
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		<title>Astronomia: chiuso l&#8217;Inaf ed accorpato al Cnr, scoppia la protesta</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 16:28:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Valente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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(PRIMAPRESS) ROMA - La  ricercitaliana messa in ginocchio dai tagli decisi dal Governo. E&#8217; delle  ultime ore la notizia che tra i tanti Enti "disintegrati" c&#8217;è anche  l&#8217;Inaf. L&#8217;Inaf promuove, realizza e coordina, anche  nell&#8217;ambito di programmi dell&#8217;Unione Europea e di Organismi  internazionali, attività di ricerca nei campi dell&#8217;Astronomia,  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="width: 260px; height: 23px;" border="0" cellspacing="6" cellpadding="0" align="right">
<tbody>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><img class="alignnone" title="http://www.primapress.it/tpllib/img.php?im=cat_120/6307.gif&amp;w=248&amp;h=142" src="http://www.primapress.it/tpllib/img.php?im=cat_120/6307.gif&amp;w=248&amp;h=142" alt="" width="248" height="142" /></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div>
<p style="font-size: 10pt;" align="justify">(PRIMAPRESS) ROMA - La  ricercitaliana messa in ginocchio dai tagli decisi dal Governo. E&#8217; delle  ultime ore la notizia che tra i tanti Enti "disintegrati" c&#8217;è anche  l&#8217;Inaf. L&#8217;<span>Inaf</span> promuove, realizza e coordina, anche  nell&#8217;ambito di programmi dell&#8217;Unione Europea e di Organismi  internazionali, <strong>attività di ricerca</strong> nei campi <strong>dell&#8217;Astronomia</strong>,  della <strong>Radioastronomia</strong>, dell&#8217;<strong>Astrofisica  spaziale</strong> e della <strong>Fisica cosmica</strong>, sia in  collaborazione con le Università che con altri soggetti pubblici e  privati, nazionali e internazionali. L&#8217;<span>Inaf</span> promuove  inoltre la conoscenza dell&#8217;Astronomia nella Scuola e nella Società. E&#8217;  stato deciso che così com&#8217;è non va bene e quindi verrà accorpato al Cnr.  Naturalmente dura la reazione dei ricercatori del centro. «Oggi -  spiegano si sono rivelati veri i peggiori incubi che negli ultimi giorni  hanno tormentato tutti gli astronomi italiani: ovvero e&#8217; vero che  l&#8217;INAF verra&#8217; "chiuso" per essere accorpato al CNR. L&#8217;INAF e&#8217; l&#8217;istituto  che raccoglie i vari istituti di ricerca e osservatori italiani e  coordina le attivita&#8217; e le ricerche astronomiche in Italia. La decisione  presa senza prendere in considerazione l&#8217;opinione degli interessati,  mina da un lato le capacita&#8217; organizzative e di indipendenza della  ricerca astronomica, dall&#8217;altro lato con il blocco del turn-over, la  riduzione del 50% del personale a tempo determinato, con il blocco dei  concorsi e delle assunzioni per i prossimi 3 anni, la riduzione dei  finanziamenti alla ricerca, fara&#8217; si che la ricerca astronomica in  Italia muoia nel giro dei prossimi 5/6 anni. Sembra un incubo che una  cosa simile accada nel paese che ha maggiormente contribuito allo  sviluppo dell&#8217;astronomia moderna, ma grazie alla banda di  "governantisti" che ci ritroviamo questo incubo diventera&#8217; realtà».</p>
<p style="font-size: 10pt;" align="justify">Fonte: <strong>PRIMAPRESS</strong></p>
</div>
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		<title>Manovra: Inaf si appella a Napolitano su possibile accorpamento a Cnr</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 16:25:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Valente</dc:creator>
		
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Lettera a capo dello Stato. &#8216;Piu&#8217; inefficienze  che risparmi&#8217;     (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 27 mag - Lettera aperta del  presidente dell&#8217;Istituto Nazionale di Astrofisica, Tommaso Maccacaro, al  capo dello Stato Giorgio Napolitano contro il possibile accorpamento dell&#8217;Istituto al Cnr, che potrebbe  essere previsto dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="indietro"></div>
<p>Lettera a capo dello Stato. &#8216;Piu&#8217; inefficienze  che risparmi&#8217;     (Il Sole 24 Ore Radiocor) - <a title="Roma" rel="tag" href="http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/roma/"><strong>Roma</strong></a>, 27 mag - Lettera aperta del  presidente dell&#8217;Istituto Nazionale di Astrofisica, Tommaso Maccacaro, al  capo dello Stato <a title="Giorgio Napolitano" rel="tag" href="http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/giorgio-napolitano/"><strong>Giorgio Napolitano</strong></a> contro il possibile accorpamento dell&#8217;Istituto al Cnr, che potrebbe  essere previsto dalla manovra economica del Governo. Nella lettera,  Maccacaro dice che "come cittadini" "siamo tutti pronti a fare il nostro  dovere" in termini di "sacrifici", ma sottolinea: "Come presidente di  un ente di ricerca, l&#8217;Inaf, non posso pero&#8217; che rammaricarmi per come  ancora una volta a pagarne il prezzo piu&#8217; alto sembra sia il futuro del  paese e delle sue giovani generazioni. Eppure la storia ci insegna come  siano proprio innovazione e ricerca a permettere a un paese di superare i  periodi di crisi. Piu&#8217; volte ho avuto il piacere e l&#8217;onore - prosegue  la lettera - di ascoltare le Sue parole volte a sollecitare una maggiore  considerazione per la ricerca, perche&#8217; investire in ricerca significa  investire sul futuro". L&#8217;Inaf, aggiunge, "gode di un grande prestigio  nazionale e internazionale" eppure "sorprendentemente, entra ed esce  dalla lista degli enti da sopprimere o accorpare che gli esperti del  ministero dell&#8217;Economia stanno approntando nell&#8217;ambito della manovra  economica. Non siamo considerati per cio&#8217; che produciamo ma solo per  quanto costiamo, in un esercizio aritmetico di "piu&#8217;" e "meno" che  prescinde dal valore e dal merito come se fossimo solo una spesa e non  un investimento. Ci domandiamo poi dove sia il risparmio. L&#8217;Inaf, pur  sottofinanziato - prosegue - ha una produzione scientifica tra le piu&#8217;  importanti a livello mondiale; accorparlo ad un altro ente come il Cnr  manterrebbe gli stessi costi ma ne ridurrebbe l&#8217;efficienza e la  funzionalita&#8217;. Finiremmo inoltre per lasciare a casa i molti giovani  talenti che operano nei nostri centri di ricerca in Italia e all&#8217;estero.  Ci appelliamo a Lei - conclude Maccacaro - per una Sua rinnovata  esortazione ad una maggiore attenzione alla <a title="ricerca scientifica" rel="tag" href="http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/ricerca-scientifica/"><strong>ricerca scientifica</strong></a>".     Com-Zam</p>
<p>Fonte: <strong>RADIOCOR</strong></p>
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		<title>L&#8217;ultima di Tremonti: chiudere gli enti di ricerca</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 16:22:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Valente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Pietro  Grecotutti 
Il  decreto che il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha portato  al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per cercare di  evitare all’Italia l’epilogo della Grecia è piuttosto vasto e  articolato. È un libro di 150 pagine, i cui contenuti sono stati  fortemente criticati sia dalla CGIL [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="firma">di <a href="http://cerca.unita.it/?f=fir&amp;orderby=1&amp;key=Pietro%20Greco">Pietro  Greco</a></span><span class="allautore"><a href="http://cerca.unita.it/?f=fir&amp;orderby=1&amp;key=Pietro%20Greco">tutti </a></span></p>
<p><img src="http://www.unita.it/img/upload/image/AREA%202%20304x254/inaf-circ-colore.jpg" alt="" hspace="0" vspace="0" width="304" height="254" align="left" />Il  decreto che il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha portato  al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per cercare di  evitare all’Italia l’epilogo della Grecia è piuttosto vasto e  articolato. È un libro di 150 pagine, i cui contenuti sono stati  fortemente criticati sia dalla CGIL sia dai partiti del centrosinistra.<br />
In quelle 150 pagine, elaborate dal Ministro dell’Economia Giulio  Tremonti e ai suoi collaboratori, ci sono varie tabelle. Una riguarda  l’elenco degli enti inutili che vanno soppressi. Questo lungo elenco  contiene, a sua volta, una piccola tabella che riguarda gli Enti di  ricerca pubblica vigilati dal MIUR, ovvero del Ministero  dell’Istruzione, dell’università e della ricerca diretto, pro tempore,  del Ministro Mariastella Gelmini.<br />
In questa piccola tabella sono  elencati, in apposita colonna, gli Enti pubblici di ricerca che vengono  soppressi. Si tratta, nell’ordine: della Stazione Zoologica “A. Dohrn”;  dell’Istituto nazionale di ricerca metrologica (INRIM); dell’Istituto  Nazionale di Alta Matematica "F. Severi" (INDAM); dell’Istituto  Nazionale di Astrofisica (INAF); dell’Istituto Nazionale di Oceanografia  e di Geofisica Sperimentale (OGS); dell’Istituto di studi giuridici  internazionali.<br />
Che ne sarà di loro? Nella colonna a fianco sono  indicate le amministrazioni che subentrano nell’esercizio dei relativi  compiti ed attribuzioni. Queste amministrazioni sono due. Una, nella  quale rientrano tutti gli Enti elencati tranne uno, è il Consiglio  Nazionale delle Ricerche. L’eccezione è la Stazione Zoologica “A. Dohrn”  di Napoli, i cui compiti ed attribuzioni passano direttamente al MIUR.<br />
Alcune note di metodo. Nessuno ha avvisato il Consiglio Nazionale delle  Ricerche dei nuovi arrivi, anche solo per averne un parere. Nessuno, a  quanto pare, ha avvisato il MIUR: che da un lato si vede spostare come  birilli gli Enti su cui dovrebbe vigilare e dall’altro si vede assegnare  compiti e attribuzioni dirette di uno di essi.<br />
Ma veniamo al  merito. Perché questi Enti vengono soppressi? Non se ne comprende la  ratio.<br />
Non sono certo Enti inutili. L’Istituto Nazionale di  Astrofisica, per esempio, è stato valutato dal CIVR (il Comitato di  Indirizzo per la Valutazione della Ricerca che fa capo al MIUR, dunque  al governo, come il miglior Ente di ricerca in fisica che abbiamo in  Italia. Valutazione di fatto confermata a livello internazionale sulla  base della produzione scientifica prodotta dai suoi ricercatori. Insomma  è uno dei nostri centri di ricerca di eccellenza. Perché, dunque,  inutile?<br />
Discorsi analoghi si potrebbero fare per gli altri Enti.  La Stazione Zoologica “A. Dohrn” è stato il primo laboratorio di  biologia marina al mondo. Attraverso i suoi ricercatori (ci riferiamo a  Giuseppe Montalenti) è giunto in Italia il pensiero neodarwiniano. È  stata frequentata da svariati premi Nobel. E tuttora svolge ricerca di  punta. Stando al decreto la Stazione potrebbe uscirne dissolta e i suoi  ricercatori potrebbero ritrovarsi al Ministero a svolgere non si sa  quali lavori.<br />
Accorpandoli al CNR o, addirittura al Ministero,  non c’è risparmio. I ricercatori, i tecnici e gli amministrativi non  vengono licenziati. Saranno pagati con fondi pubblici da altre  amministrazioni.<br />
C’è, invece, formidabile una perdita netta di  efficienza. Di distruzione di competenze. Di dissoluzione di conoscenze.  Nella scienza moderna le conoscenze non appartengono solo ai singoli  ricercatori. Ma appartengono a un’intera comunità. Se io abolisco il  CERN e diffondo i suoi ricercatori nel mondo, non conservo la capacità  di produrre nuove conoscenze in fisica delle alte energie di assoluto  valore. Semplicemente la perdo, anche se ogni singolo ricercatore  continuerà a fare fisica.<br />
Allo stesso modo se diffondo i  ricercatori dell’INAF nel CNR non guadagno nulla in termini di nuove  capacità di produrre conoscenza e rischio di perdere molto. Di più. Se  accorpo al Ministero (!?) i ricercatori della Stazione Zoologica perdo  sia la capacità di produrre conoscenze di valore nell’ambito della  biologia marina e, col tempo, perdo anche le competenze individuali.<br />
Insomma, come ha scritto il Presidente dell’INAF, Tommaso Maccacaro, in  un accorato appello al Presidente della Repubblica, in quella tabella  ci sono scelte del tutto ingiustificate, che non tengono minimamente  conto del merito, che non producono risparmio alcuno e generano solo  inefficienza.<br />
Se è vero il modo in cui un paese cura la ricerca è  l’indicatore principale del modo in cui quel paese cura e costruisce il  proprio sviluppo culturale ed economico, allora in quel decreto –  elaborato in maniera tanto dilettantesca quanto arrogante – vengono  tagliate, in un colpo solo, e sparse al vento fette di futuro e fette di  eccellenze.</p>
<div class="date t-space">29 maggio 2010</div>
<div class="date t-space"></div>
<div class="date t-space">Fonte: <strong>L&#8217;Unità</strong></div>
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		<title>Se la ricerca è uno spreco</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 11:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Valente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[
 Venerdì 28 Maggio 2010 23:00 

di Rosa Ana de Santis
La manovra piomba addosso agli Istituti di Ricerca italiani ed è caos  di proteste e mobilitazioni. I lavoratori non ci stanno. In ballo c’è  qualcosa che non riguarda soltanto loro, ma tutto il paese, la sua  gente. Il patrimonio che è in mano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="article-tools clearfix">
<div class="article-meta"><span class="createdate"> Venerdì 28 Maggio 2010 23:00 </span></div>
</div>
<p><span style="color: #cc3333;"><strong><img style="float: left; margin: 5px 10px;" src="http://www.altrenotizie.org/images/stories/2010-1/isfol.jpg" border="0" alt="" width="300" align="left" />di Rosa Ana de Santis</strong></span></p>
<p>La manovra piomba addosso agli Istituti di Ricerca italiani ed è caos  di proteste e mobilitazioni. I lavoratori non ci stanno. In ballo c’è  qualcosa che non riguarda soltanto loro, ma tutto il paese, la sua  gente. Il patrimonio che è in mano alla ricerca pubblica rischia di non  valere abbastanza per essere custodito e tutelato. La lista degli “enti  inutili” è fitta di sigle impegnate nella ricerca. Gli istituti  nazionali di alta matematica, astrofisica, oceanografia e geofisica per  riportare l’esempio più eclatante. E poi l’IAS (Istituto Affari Sociali)  e l’ISFOL (Istituto per la formazione professionale dei lavoratori),  che ora sembrano aver scongiurato l’ipotesi dell’azzeramento e che -  pare -  saranno accorpati.</p>
<p>Siamo abituati a vedere i ricercatori sul tetto, come era accaduto  all’Ispra, e all’Isfol li abbiamo trovati a dormire nei loro uffici,  accampati tra le scrivanie, in una occupazione che è andata avanti ad  oltranza, per scongiurare l’ipotesi che appariva nelle prime bozze del  decreto e che ne minacciava la chiusura. Il tutto in palese  contraddizione con le parole che proprio il Ministro Sacconi aveva speso  sull’ISFOL definendolo una perla della ricerca italiana.</p>
<p>Via anche il Comitato nazionale per il medio credito, l’ICE (  Istituto Nazionale per il commercio estero) e l’Ente per la Montagna.  Dopo la rincorsa disordinata di conferme e smentite, alla fine sembra  che a rimanere in piedi saranno Coni Servizi e Difesa SpA, evidentemente  considerate più proficue della ricerca sulla geofisica - ovvero la  sismologia e la vulcanologia - che, come la cronaca e la storia  insegnano, toccano da vicino il nostro territorio e non dovrebbero  proprio essere considerate inutili.</p>
<p>L’idea, con buona probabilità, non è tanto quella di abbandonare la  ricerca, ma di slegarla sempre di più dall’autorità pubblica e dal  controllo dello Stato, mandandola a caccia di sponsor e originando  quindi un metodo di finanziamento in cui il profitto e il business  diventano la categoria predominante rispetto all’utilità, alla sicurezza  e soprattutto all’onestà intellettuale che deve guidare la mano del  ricercatore. Il binomio ricerca e affari non sta insieme per niente.</p>
<p><img style="float: right; margin: 5px 10px;" src="http://www.altrenotizie.org/images/stories/2010-1/isfol2.jpg" border="0" alt="" width="200" align="right" />La povertà dell’Italia, numeri alla mano, non è tanto o solo  monetaria, quanto culturale. Soltanto il 16, 4% della popolazione ha un  livello d’istruzione alto e la differenza con la media europea è  preoccupante. A fronte di questo scenario parlare solo di PIL è  riduttivo e fuorviante. Proprio l’ISFOL nelle sue ultime ricerche ha  evidenziato come sia fondamentale introdurre nelle valutazioni  economiche il concetto più ampio e diffuso di BIL (benessere interno  lordo) che non può considerare variabili ininfluenti quelle  dell’istruzione, della ricerca o della fuga dei cervelli che mette une  triste ipoteca di depauperamento intellettuale sul futuro.</p>
<p>Ma la manovra cancella e taglia, mentre le fiaccolate di protesta dei  ricercatori proseguono. Serve un piano programmatico per la ricerca e  serve soprattutto che i soldi sprecati per Alitalia e le “grandi opere”  tornino ad essere investiti per l’emergenza della ricerca scientifica.  Non é meno triste federe azzerati gli Istituti culturali che dalla  Resistenza alla Shoah lavoravano per conservare e insegnare la memoria  storica. Il passato non ha valore nella contabilità del governo, né il  futuro.</p>
<p>E chi sente la pancia soddisfatta per la mannaia tanto invocata dai  padani e da Brunetta sulla pubblica amministrazione, prima o poi capirà  dalle nuove generazioni che sarebbe bastato controllo e sorveglianza per  correggere i vizi della costosa macchina dello Stato, e che invece,  aver cancellato la ricerca pubblica, avrà significato avere meno  opportunità, appartenere ad una società in regressione e avere il sogno  di andare via. Lontano da qui.</p>
<p>Fonte: <strong>altrenotizie.org</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>"Salvate l&#8217;Isae": appello di 1.150 economisti</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2010/05/salvate-lisae-appello-di-1150-economisti/</link>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 11:04:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Valente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[TAGLI
L&#8217;istituto di  ricerca pubblico è nell&#8217;elenco degli enti che la manovra del governo ha  deciso di sopprimere. Firme da tutte le aree politiche, da università,  istituzioni, settore privato e anche dall&#8217;estero




  


 ROMA - "Salvate l&#8217;Isae": per  ora le firme all&#8217;appello contro la chiusura dell&#8217;istituto di ricerca pubblico, in evidenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>TAGLI</p>
<p><em>L&#8217;istituto di  ricerca pubblico è nell&#8217;elenco degli enti che la manovra del governo ha  deciso di sopprimere. Firme da tutte le aree politiche, da università,  istituzioni, settore privato e anche dall&#8217;estero</em></p>
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<div class="fotosxb"><!-- inizio FOTO1 --> <img class="alignleft" title="&quot;Salvate l'Isae&quot;: appello di 1.150 economisti" src="http://www.repubblica.it/images/2010/05/28/184002006-a5d2e5c4-b0cb-4ca0-a61d-b85c10d6291a.jpg" alt="&quot;Salvate l'Isae&quot;: appello di 1.150 economisti" width="230" height="345" /> <!-- fine FOTO1 --><!-- inizio DIDA --><!-- fine DIDA --></div>
</div>
<p><!--end multimedia--></p>
<div id="testo"><!-- inizio TESTO --> <strong>ROMA</strong> - "Salvate l&#8217;Isae": per  ora le firme all&#8217;appello contro la chiusura dell&#8217;istituto di ricerca pubblico, in evidenza sul suo sito (www. isae. it), sono 1.147, ma l&#8217;iniziativa è partita solo da due giorni e sono quindi destinate ad aumentare.</p>
<p>L&#8217;Isae è uno degli enti di cui si prevede l&#8217;eliminazione nella manovra appena varata dal governo. Ma la decisione sta provocando una sollevazione bipartisan - nel senso che ci sono firmatari di tutte le aree politiche - di economisti, studiosi, membri delle istituzioni che utilizzano i dati e le ricerche prodotti dall&#8217;istituto e non ritengono evidentemente che si tratti di un "ente inutile".</p>
<p>Nelle qualifiche accanto alle firme si ritrovano tutte le università italiane, pubbliche e private, dalla Sapienza alla Bocconi all&#8217;università del Molise, altri centri di ricerca come l&#8217;Isfol, il Censis, il Cer, il Cerm, l&#8217;Arel, Prometeia, il Ref, l&#8217;Istat; le istituzioni, dalla Banca d&#8217;Italia alla presidenza del Consiglio, dal ministero dell&#8217;Economia all&#8217;Istituto affari internazionali, dalla Bce alla Covip agli enti locali; il settore privato, dalla Confindustria al Cida al centro studi Italcementi, da Intesa Sanpaolo a Unicredit. E poi giornalisti e parecchie firme dall&#8217;estero, sia da università che da centri di ricerca. Ovviamente si potrebbe proseguire con l&#8217;elenco, ma già così si può avere un&#8217;idea della stima generalizzata di cui gode l&#8217;Isae.</p>
<p>La necessità di risparmiare costringe talvolta a scelte dolorose, ma è anche vero che a volte risparmiare in conoscenza può significare subire perdite maggiori nel futuro. Un appello da prendere molto sul serio.</p>
<p>Fonte: <strong>La Repubblica</strong></div>
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		<title>All&#8217;INGV si gioca a Risiko!</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 23:21:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Precari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Riproduciamo integralmente un post apparso poco fa sul sito dei precari INGV
L’inquietante Risiko degli Enti Pubblici di Ricerca
 28 05 2010 


Il messaggio della Manovra Finanziaria è il seguente:

gli Enti Pubblici di Ricerca, funzionanti, produttivi, liberi e indipendenti … sono solo un fastidio
essere lavoratori onesti e poco tutelati è una colpa da espiare col licenziamento
gli eroi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riproduciamo integralmente un post apparso poco fa sul <a href="http://precariatingv.wordpress.com/">sito</a> dei precari INGV</p>
<h2><a title="Read L’inquietante Risiko degli Enti Pubblici di Ricerca" rel="bookmark" href="http://precariatingv.wordpress.com/2010/05/28/linquietante-risiko-degli-enti-pubblici-di-ricerca/">L’inquietante Risiko degli Enti Pubblici di Ricerca</a></h2>
<p><small class="date"> <span class="date_day">28</span> <span class="date_month">05</span> <span class="date_year">2010</span> </small></p>
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<div class="snap_preview">
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Il messaggio della Manovra Finanziaria è il seguente</span>:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>gli Enti Pubblici di Ricerca, funzionanti, produttivi, liberi e indipendenti … sono solo un fastidio</li>
<li>essere lavoratori onesti e poco tutelati è una colpa da espiare col licenziamento</li>
<li>gli eroi di questo paese sono evasori fiscali e costruttori abusivi</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Ma come si fa? E al danno si aggiunge la beffa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://precariatingv.files.wordpress.com/2010/05/risikoenti_mix.jpg"><img class="alignright" style="border: 2px solid black; margin: 2px;" title="RisikoEnti_Mix" src="http://precariatingv.files.wordpress.com/2010/05/risikoenti_mix.jpg?w=300&amp;h=216" alt="" width="300" height="216" /></a> Sono giorni che, bozza dopo bozza, gli Enti Pubblici di Ricerca, uno alla volta,scompaiono, ricompaiono, vengono dimezzati, scorporati e re-incoroprati. Sembra di assistere ad un cinico <strong>Risiko</strong>: il <strong>CNR</strong> conquista con due carri armati il <em>Kamchatka</em> (<a title="OGS a Lutto" href="http://www.ogs.trieste.it/" target="_blank">cioè <strong>l’O</strong></a><a title="OGS a Lutto" href="http://www.ogs.trieste.it/" target="_blank"><strong>GS</strong>,</a> che si mobilita in assemblea permanente) e la <em>Jacutia</em> (cioè l’<strong>INAF</strong>). L’<strong>INGV</strong> viene attaccato dalla Protezione Civile (ricordate il famigerato Art. 12 del decreto Protezione Civile S.p.A.?), poi dal MIUR, ma si difende con tre carri armati e resiste. L’<strong>ISFOL</strong> è inizialmente soppresso, poi resuscitato e riesce a conquistare anche un continente (l’<strong>IAS, </strong><span style="color: #000000;">soppresso e annesso </span>all’ISFOL). Ultimo aggiornamento: l’<a title="ISAE" href="http://www.isae.it/" target="_blank">ISAE</a>, soppresso e conquistato dal Ministero dell’Economia, contrattacca.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa paradossale, che dimostra (a voler pensar bene) una pochezza da fare spavento, è che gli Enti Pubblici di Ricerca <strong>sono GIA’ sotto riordino</strong> per una legge delega dell’ex Ministro <strong>Mussi del governo Prodi</strong> che avrebbe dovuto iniziare l’iter 1 anno e mezzo fa. La Gelmini non solo se l’è presa comoda, ma per giunta <strong>invece</strong> di pensare e proporre alle parti un <strong>piano coerente</strong> di riordino che ha fatto? Ha delegato gli Enti a riordinarsi!!</p>
<p style="text-align: justify;">E <strong>il  governo </strong>che fa? <strong>Sovrappone</strong> ad un iter legale potenzialmente positivo <strong>uno sconclusionato, schizofrenico </strong> e raffazzonato provvedimento in manovra finanziaria. Il consenso poi lo si costruisce <em>ad hoc</em>, puntando sulla disinformazione dell’italiano medio cui viene dato a bere che si tratta di “Enti Inutili”<strong>. INUTILI SARETE VOI</strong>! Purtroppo anche dannosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo per quanto riguarda le soppressioni e gli accorpamenti. Poi c’è la manovra finanziaria nel suo dettaglio. Il vero schifo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se la manovra finanziaria restasse così com’è adesso</strong>, a prescindere da scioglimenti, soppressioni, scorporamenti e accorpamenti, per i 400 lavoratori precari dell’INGV <strong>tornerebbe lo spettro del licenziamento</strong> e per l’INGV stesso torna il rischio paralisi totale.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 2011 infatti <strong>la spesa per i precari dovrebbe scendere al 50% di quella del 2009</strong>;</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>turn-over</strong> (un pensionamento = un’assunzione) è <strong>bloccato al 20% fino al 2013</strong>; considerato che noi siamo un ente con una bassa età media, potremo al limite assumere una gamba (ginocchio incluso).</p>
<p style="text-align: justify;">Infine si riflette su di noi il taglio subito dal Dipartimento Protezione Civile (DPC), con un 30% di finanziamento in meno nella Convenzione col Dipartimento stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo punto per noi significa che la metà dei precari, la spina dorsale di questo Ente, quasi tutti con contratti in scadenza entro il 2011, e relative famiglie, rischiano di andarsene a casa … in un unica soluzione. Forse proprio a loro non è ancora abbastanza chiaro che questo rischio è concreto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo punto per noi è la beffa finale. A noi serve l’autorizzazione ad assumere in <strong>DEROGA</strong> al turn-over (perché non va in pensione nessuno). Invece lo <strong>bloccano</strong>. E la nostra <strong>dotazione organica</strong> (il massimo numero di posti fissi consentito) è <strong>bloccata</strong> a 582 unità (la metà dei reali dipendenti)!</p>
<p style="text-align: justify;">Il terzo punto: <strong>il Parlamento ha impegnato per almeno 4 volte il governo (le ultime 3 con parere favorevole del governo stesso)</strong> a risolvere la situazione paradossale in cui versa l’Ente, attraverso l’aumento della dotazione organica e l’autorizzazione ad assumere intanto gli aventi diritto (stabilizzandi). Promesse distribuite nell’arco degli ultimi due anni, ma rimaste tali.</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso il legislatore si mostra le vere intenzioni: <span style="text-decoration: underline;"><strong>mandare a casa un po’ di gente.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nella <a title="Science Watch" href="http://portale.ingv.it/primo-piano/archivio-primo-piano/notizie-2010/ingv-al-3b0-posto-tra-gli-istituti-di-ricerca-del-mondo/image/image_view_fullscreen" target="_blank">classifica di Science Watch</a> per il periodo 2000-2010 l’<strong>INGV risulta il terzo istituto di geofisica al mondo per numero di citazioni e pubblicazioni</strong>, dopo gli americani dell’USGS e del CALTECH e prima dei Giapponesi. E allora come giustificare provvedimenti che sviliscono la ricerca e impoveriscono il futuro di un paese?</p>
<p style="text-align: justify;">Scriveva Cicerone duemila anni fa “Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?”.</p>
<p>Traduciamo per gli ignoranti al governo: “<strong>Fino a quando</strong>, Catilina, <strong>continuerai ad abusare della nostra pazienza?</strong>“.</p>
</div>
</div>
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		<title>ISTAT/RICERCA: SU SPESA ITALIA FANALINO CODA UE, FERMA A LIVELLI ANNI&#8217;80</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 07:38:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Valente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[26-05-10
(ASCA) - Roma, 26 mag - Italia fanalino di coda in Europa per quanto riguarda Ricerca e Sviluppo. Secondo i dati della rilevazione Istat diffusa oggi nell&#8217;ambito del Rapporto annuale sullo stato del Paese, la spesa complessiva in R&#38;S, stimata per il 2008 nell&#8217;1,2 per cento del Pil, presenta un valore analogo a quello raggiunto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>26-05-10</p>
<p>(ASCA) - Roma, 26 mag - Italia fanalino di coda in Europa per quanto riguarda Ricerca e Sviluppo. Secondo i dati della rilevazione Istat diffusa oggi nell&#8217;ambito del Rapporto annuale sullo stato del Paese, la spesa complessiva in R&amp;S, stimata per il 2008 nell&#8217;1,2 per cento del Pil, presenta un valore analogo a quello raggiunto alla meta&#8217; degli anni Ottanta, decisamente lontano dalla media europea (circa 1,9 per cento) e ancora di piu&#8217; dal 3 per cento fissato come obiettivo per il 2010 nel Consiglio europeo di Lisbona. Il divario con il valore medio europeo e&#8217; ancora piu&#8217; elevato se si guarda alla spesa delle imprese: solo lo 0,6 per cento del Pil, rispetto a una media europea dell&#8217;1,2 per cento.</p>
<p>Solo il 37 per cento delle imprese manifatturiere italiane, infatti, conduce attivita&#8217; di ricerca (contro il 70 per cento di quelle tedesche e il 59 per cento delle francesi) e appena il 28 per cento delle imprese produce servizi ad alto contenuto di conoscenza (ultimi nel confronto con le principali economie europee).</p>
<p>Il numero di ricercatori a tempo pieno presso le imprese, dopo essere aumentato di circa il 60 per cento negli anni Ottanta, e&#8217; salito appena del 14 per cento tra il 1990 e il 2008, contro un incremento del 40 per cento della Germania.</p>
<p>Nello stesso periodo, in Francia il numero dei ricercatori e&#8217; raddoppiato e in Spagna e&#8217; addirittura triplicato.</p>
<p>Eppure, rileva l&#8217;Istituto, le imprese che fanno innovazione mostrano livelli e andamenti degli indicatori di performance sempre superiori rispetto alle imprese non innovatrici: maggiore produttivita&#8217; (differenziali superiori fino al 40 per cento e crescita piu&#8217; sostenuta nell&#8217;intervallo 2001-2008), redditivita&#8217; lorda (+47 per cento) e intensita&#8217; di capitale (materiale e immateriale), a fronte di un indebitamento piu&#8217; contenuto.</p>
<p>Basso anche il numero delle imprese italiane con almeno 10 addetti che svolgono attivita&#8217; di formazione continua: sono il 32,2% (nel 2005) mentre in Europa sono quasi il doppio. E solo il 25,6% delle imprese con 10-19 addetti svolge formazione, rispetto al 96,7% di quelle c on mille addetti e piu&#8217;.</p>
<p>mpd/cam/lv</p>
<p>Fonte: <strong>ASCA</strong></p>
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		<title>MANOVRA: PRESIDENTI ENTI RICERCA, NO TAGLI PER PRECARI E TURN OVER</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 07:36:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Valente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[(Agi) - Roma, 26 mag. - I Presidenti degli Enti pubblici  di Ricerca, riuniti in seduta straordinaria, hanno espresso in una nota "grande disagio e preoccupazione per il profilarsi di effetti fortemente negativi relativamente all&#8217;annunciata manovra economica che, qualora venga confermata rischia di compromettere gravemente l&#8217;attivita&#8217; specifica degli Enti con gravi ripercussioni sociali e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Agi) - Roma, 26 mag. - I Presidenti degli Enti pubblici  di Ricerca, riuniti in seduta straordinaria, hanno espresso in una nota "grande disagio e preoccupazione per il profilarsi di effetti fortemente negativi relativamente all&#8217;annunciata manovra economica che, qualora venga confermata rischia di compromettere gravemente l&#8217;attivita&#8217; specifica degli Enti con gravi ripercussioni sociali e economiche". Gli enti di ricerca, infatti, svolgono un ruolo, non solo di promozione della conoscenza, ma di trasformazione delle nuove conoscenze in benefici produttivi.	Gli Enti, gia&#8217; in difficolta&#8217; nella competizione europea per l&#8217;assegnazione di risorse  a causa del numero basso di ricercatori (3,3 per mille rispetto alla media europea del 6,6 per mille), rischiano, "se queste misure verranno confermate un&#8217;ulteriore diminuzione delle risorse a disposizione per l&#8217;intero settore della ricerca. Tra i tagli previsti e&#8217;, infatti, particolarmente rischioso quello ipotizzato del 50% del personale a tempo determinato e il blocco del Turn Over che comporteranno non solo un grave conflitto sociale ma comprometteranno seriamente anche l&#8217;operativita&#8217; degli Enti che si avvalgono in modo essenziale di queste professionalita&#8217; per condurre i singoli progetti di ricerca".</p>
<p>I Presidenti pertanto, nella consapevolezza delle obiettive difficolta&#8217; attraversate dai sistemi finanziari di tutta l&#8217;Europa e anche, quindi, del nostro Paese, "si dichiarano disponibili a ipotesi di riorganizzazione dell&#8217;intero sistema-ricerca purche&#8217; questo avvenga attraverso una capillare discussione e un confronto serrato con con il Governo su questi temi in modo da identificare soluzioni che non danneggino ulteriormente un settore gia&#8217; in crisi.      Allo scopo i presidenti chiedono l&#8217;indizione di una Giornata nazionale della Ricerca come luogo simbolico e concreto per un dibattito proficuo sul suo  futuro".<br />
Chiedono pertanto al Governo, nell&#8217;interesse  superiore del Paese, "almeno di non abbassare il livello attuale di competitivita&#8217; scientifica e, pertanto, di abrogare tali eventuali misure". (AGI) -</p>
<p>Fonte: <strong>AGI</strong></p>
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