Dic 11 2009
I geni della fisica in italia sono eterni precari
Fonte: Il fatto
Nov 30 2009
Spiraglio per il riconoscimento dell’anzianità di servizio dei precari pubblici stabilizzati. Ad aprirlo è il tribunale ordinario di Torino, sezione lavoro, che, con la sentenza n. 4148, depositata il 9 novembre, ha applicato direttamente le disposizioni contenute nella direttiva Ue 1999/70 (a cui fa riferimento la normativa italiana sul contratto a termine) e ha accolto la richiesta di una dipendente di un ente di ricerca che, ottenuta la stabilizzazione in contratto a tempo indeterminato del proprio contratto a termine, aveva chiesto il riconoscimento dell’anzianità pregressa. (prosegue su Il Sole 24 ore)
Nov 30 2009
La lettera del direttore generale della Luiss, Pier Luigi Celli, al figlio: avremmo voluto che l’Italia fosse diversa e abbiamo fallito (da Repubblica.it)
(…) Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.(…)
Nov 27 2009
Anche il sito giornalistico-satirico "mamma!" parla di noi, con un articolo e una vignetta:
Nov 26 2009
Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Invg), lo dice senza perifrasi. “E’ una idea di Bertolaso. La Protezione civile vuole le nostre reti di monitoraggio sismico”.
E’ più che un timore. La minaccia è concreta ed è scritta nero su bianco in uno schema di decreto che porta la data del 29 ottobre e che mentre scriviamo è oggetto di nuove versioni e scintille di Tremonti nel pre-consiglio dei ministri. La Protezione civile diventerà una Spa. E forzatamente e arbitrariamente incamererà l’intero settore del monitoraggio dei terremoti che attualmente è gestito dall’Ingv, l’Istituto di geofisica e vulcanologia, diretto dal professor Enzo Boschi.
Sconcerto e mobilitazione in tutto l’ente di ricerca di via di Vigne Murate sull’Ardeatina, a Roma. E non solo. Con un pugno di mosche in mano rischiano di restare gli oltre 400 precari Ingv che da mesi chiedono l’aumento della dotazioane organica dell’ente.
La rete di monitoraggio dell’Istituto nazionale di Geofisica e vulganologia (Ingv) esiste dal 1980, dopo il terremoto dell’Irpinia. “Ha raggiunto un livello di qualità confrontabile con i paesi all’avanguardia nella ricerca sismologica nel mondo - sottolinea Massimo Cocco, sismologo e dirigente di ricerca dell’Istituto di via di Vigne Murate - ed è oggi un insostituibbile strumento sia per lo studio della fisica dell’interno della terra sia per la sorveglianza sismica dela terriotorio nazionale”. Un piatto ghiotto, dunque. Di alto prestigio. Che il nuovo scenario prospettato nella bozza di governo rischia invece di portare letteralmente al collasso. Con l’alto rischio della secretazione dei dati sismici.
Professor Boschi, vogliono smembrare l’Ingv?
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Nov 26 2009
Lungo ma interessante articolo (ci sono cose che sanno di ben noto…) tratto da: www.lascienzainrete.it
Vita da precari
Lo scorso 25 giugno il coordinamento dei rappresentanti del personale dell’ISS ha organizzato un convegno dal titolo "L’Istituto Superiore di Sanità tra presente e futuro: ruolo, missione e risorse nella fase del riordino" al fine di stimolare un dibattito tra comunità scientifica, esponenti del mondo politico e sindacale e rappresentanti della società civile.
L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) è l’organo tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale e svolge funzioni di ricerca, di sperimentazione, di controllo, di consulenza, di documentazione e di formazione per quanto concerne la salute pubblica. (more…)
Nov 26 2009
La lotta dei ricercatori precari dell’ISPRA (da Corriere.it).
Nov 26 2009
DIRITTO DI CRONACA
FLAVIA AMABILE
L’Apri, l’associazione dei precari della ricerca ha scritto una lettera dopo aver letto le parole di Piergiorgio Strata pubblicate su questo blog e sull’edizione cartacea del giornale.
(continua)
Fonte: La Stampa
Nov 26 2009
26 novembre 2009 Fin quando, in materia di ricerca e innovazione, si tira a campare di “rendita alla rovescia” (nel senso che non si deliberano gli investimenti, ritenendo sufficienti quelli spesi nel passato), non si potrà mai “uscire dalla crisi economica meglio di prima”. Se lo cacci bene in mente il governo. Senza ricerca, senza aggiornamento degli “attrezzi” per produrre e promuovere, non si va da nessuna parte. Lo ha detto, all’inaugurazione del Centro di eccellenza “Grandi Sistemi” di Selex Sistemi Integrati (Gruppo Finmeccanica), il capo dello Stato, secondo cui «c’è la necessità di investire in ricerca e innovazione, perché su questo ci giochiamo il nostro futuro, anche per uscire dalla crisi in condizioni migliori di come ci siamo entrati». Del resto – ha aggiunto – «solo se si è capaci di competere sul piano globale si è in grado di andare avanti». Infatti. Si può mai crescere se, quando c’è da recuperare quattrini anche per delle inezie o per gratificare sindaci “del bottone”, primi ad essere tagliati sono sempre i fondi destinati ai ricercatori, che, stante l’instabilità degli umori della Gelmini (e non solo!), hanno davanti, di continuo, lo spettro della precarietà e della disoccupazione?
Fonte: L’altro quotidiano
Nov 26 2009
Un nuovo articolo a firma del Coordinamento Precari e’ apparso con un certo risalto sul quotidiano "Gli Altri" del 25/11/2009.