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	<title>Il Buco Nero</title>
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	<description>sito dei lavoratori precari INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)</description>
	<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 14:11:36 +0000</pubDate>
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		<title>8 Marzo. In Italia, la Ricerca non è al femminile</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 14:07:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Valente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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di Franco Mostacci
ROMA  - La ricorrenza dell’8 marzo rappresenta un’occasione in più per  affrontare il problema della barriera invisibile che discrimina le donne  nel loro percorso professionale. Una lastra di cristallo – la  cosiddetta glass ceiling - formata da condizionamenti sociali, culturali  e psicologici, impedisce di fatto alle donne [...]]]></description>
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</div>
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<div class="img_caption left" style="float: left; width: 300px;"><img class="caption" src="http://www.dazebao.org/news/images/stories/archivio74/donna1.jpg" border="0" alt="" width="284" height="210" align="left" /></div>
<p><strong>di Franco Mostacci</strong></p>
<p><strong></strong>ROMA  - La ricorrenza dell’8 marzo rappresenta un’occasione in più per  affrontare il problema della barriera invisibile che discrimina le donne  nel loro percorso professionale. Una lastra di cristallo – la  cosiddetta glass ceiling - formata da condizionamenti sociali, culturali  e psicologici, impedisce di fatto alle donne di raggiungere i livelli  più alti della carriera.</p>
<p>E’ quanto emerge dal  rapporto “She figures 2009” della Commissione  europea, che traccia un quadro impietoso sulla mancanza di pari  opportunità nel mondo accademico per l’anno 2007. La situazione è in  miglioramento rispetto al passato, ma le donne impegnate nella ricerca  scientifica continuano ad essere in Europa una minoranza,   rappresentando solo il 30% del totale (il 33% in Italia).</p>
<p align="justify">La necessità di colmare questo divario è legata al  progressivo aumento nelle differenze di genere a sfavore delle donne  quando si sale nella scala gerarchica. In Europa le donne hanno un  miglior profitto scolastico rispetto agli uomini e la proporzione di  laureate è pari al 59%, ma scende al 45% per i PhD. Al primo gradino  della carriera accademica (ricercatore) le donne sono il 44%, al grado  intermedio (professore associato) scendono al 36%,  per ridursi  ulteriormente al 18% al grado più elevato (professore ordinario).</p>
<p>Le  percentuali sono ancora più penalizzanti se ci si riferisce alle  discipline scientifiche e all’ingegneria. Anche il mondo della ricerca  pubblica italiana sembra essere affetto dagli stessi problemi. Il numero  di dipendenti a tempo indeterminato per genere e qualifica  professionale ricavabile dal conto annuale 2008 della Ragioneria  Generale dello Stato consente di valutare l’ampiezza  della  discriminazione riservata all’universo femminile.</p>
<div>Le lavoratrici rappresentano il 42% del totale, con  punte massime del 59% all’Iss e del 57% all’Istat. Fanalino di coda  l’Infn con appena il 24% di donne. Tra ricercatori, tecnologi e  dirigenti, la quota di donne si attesta al 40% che si riduce però al 22%  per i livelli più elevati. Per gli enti di ricerca il Glass Ceiling  Index, che misura il grado di discriminazione femminile, è uguale a 1,8  lo stesso valore riscontrato per l’università dalla commissione europea.  Ma le differenze tra gli enti sono notevoli.</div>
<div>Il  più virtuoso è l’Istat con 1,4, un valore comunque lontano dal punto di  equilibrio pari a 1. All’Iss e all’Infn il GCI è uguale a 1,7; al Cnr  2,4 e all’Ispesl lo spessore del cristallo è 6,6. Molteplici i fattori  che impediscono un processo di riequilibrio. Una delle cause da  rimuovere è lo schiacciante predominio maschile negli organi di vertice,  che  negli enti di ricerca assume un carattere al limite del  patologico. Nessuno dei presidenti/commissari degli enti di ricerca si  coniuga al femminile e le quote rosa nei Consigli di amministrazione non  arrivano al 10%.</p>
<p>All’Istat è presente una sola donna su dieci  consiglieri; nessuna su 8 membri nel board del Cnr; nessuna sui cinque  della giunta esecutiva all’Infn; una su 9 all’Iss; due donne su otto al  Cra, nessuna su cinque all’Ingv; due donne su cinque all’Inaf e nessuna  su cinque all’Inran.</p>
<p>Anche il recente decreto di riordino degli enti  pubblici di ricerca emanato dal Ministro del Miur (donna), che  provocherà qualche cambiamento nel prossimo futuro, non affronta il  problema dell’uguaglianza di genere. Un quadro desolante, che la dice  lunga sulla strada ancora da percorrere prima di poter affermare la  parità dei diritti.</p></div>
</div>
<div>Fonte: <strong>http://www.dazebao.org</strong></div>
<div>Approfondimenti: <a href="http://statistica.miur.it/Testi/SheFig_presentazione.asp">http://statistica.miur.it/Testi/SheFig_presentazione.asp</a></div>
</div>
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		<title>Idoneità concorsi a tempo indeterminato e abilitazione R5</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2010/03/idoneita-concorsi-a-tempo-indeterminato-e-abilitazione-r5/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 17:52:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Precari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo notizia dai rappresentanti dei ricercatori, e volentieri divulgiamo: coloro i quali risultasse idonei ai prossimi concorsi a tempo indeterminato sarebbero automaticamente abilitati ad ottenere contratti a tempo determinato con l&#8217;INFN (cosiddetta "abilitazione R5&#8243;). Diffonderemo altri dettagli quando ne avremo conoscenza.
Abbiamo notizia che i bandi per i 37 posti da ricercatore a tempo indeterminato del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo notizia dai rappresentanti dei ricercatori, e volentieri divulgiamo: coloro i quali risultasse <strong>idonei </strong>ai prossimi concorsi a<strong> tempo indeterminato</strong> sarebbero automaticamente <strong>abilitati </strong>ad ottenere contratti a <strong>tempo determinato</strong> con l&#8217;INFN (cosiddetta "abilitazione R5&#8243;). Diffonderemo altri dettagli quando ne avremo conoscenza.</p>
<p>Abbiamo notizia che i bandi per i <strong>37 posti </strong>da <strong>ricercatore </strong>a tempo indeterminato del piano straordinario di assunzione (cosiddetti "di Mussi") verranno pubblicati in Gazzetta Ufficiale intorno alla metà di questo mese.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sull&#8217;associazione degli assegnisti di ricerca</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2010/03/sullassociazione-degli-assegnisti-di-ricerca/</link>
		<comments>http://www.buconero.eu/2010/03/sullassociazione-degli-assegnisti-di-ricerca/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 07:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Precari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

		<category><![CDATA[Assegnisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo
Cara Redazione,
scrivo a voi con pregliera di diffusione, di comprensione o di  segnalazione..
Sembra passata sotto silenzio la circolare INFN del 12 ottobre 2009  sugli assegni di ricerca, in cui si "ricorda" che oltre i 4 anni gli  assegnisti NON POSSONO PIU` ESSERE ASSOCIATI.
(circ n.017624, http://www.ac.infn.it/circolari/pdf/20091012114741.pdf )
Fabrizio
PS: Che pena essere testimoni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo</p>
<blockquote><p>Cara Redazione,<br />
scrivo a voi con pregliera di diffusione, di comprensione o di  segnalazione..</p>
<p>Sembra passata sotto silenzio la circolare INFN del 12 ottobre 2009  sugli assegni di ricerca, in cui si "ricorda" che oltre i 4 anni gli  assegnisti NON POSSONO PIU` ESSERE ASSOCIATI.</p>
<p>(circ n.017624, <a class="moz-txt-link-freetext" href="http://www.ac.infn.it/circolari/pdf/20091012114741.pdf">http://www.ac.infn.it/circolari/pdf/20091012114741.pdf</a> )</p>
<p>Fabrizio</p>
<p>PS: Che pena essere testimoni del declino.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Belle cose&#8230; (video ricercatore-Banca Intesa)</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2010/03/belle-cose-video-ricercatore-banca-intesa/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 22:44:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Sciascia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Guardate un po&#8217; qui. Cosa rispondere ai "simpatici" autori di questo video?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guardate un po&#8217; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=AkoA-SMumoM&amp;feature=player_embedded">qui</a>. Cosa rispondere ai "simpatici" autori di questo video?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Analisi decreto legislativo di riordino</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2010/02/analisi-decreto-legislativo-di-riordino/</link>
		<comments>http://www.buconero.eu/2010/02/analisi-decreto-legislativo-di-riordino/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 11:37:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Valente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[Proviamo ad analizzare il D.Lgs. 31 dicembre 2009, n. 213, il cui testo completo definitivo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 1 febbraio 2010, è disponibile sul sito del Parlamento.
Come sappiamo, tale decreto legislativo attua la delega concessa al Governo dalla legge 27 settembre 2007, n. 165, delega voluta dall&#8217;allora Ministro della Ricerca e dell&#8217;Università, on. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proviamo ad analizzare il D.Lgs. 31 dicembre 2009, n. 213, il cui testo completo definitivo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 1 febbraio 2010, è disponibile <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/09213dl.htm">sul sito del Parlamento</a>.</p>
<p>Come sappiamo, tale decreto legislativo attua la delega concessa al Governo dalla<a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/07165l.htm"> legge 27 settembre 2007, n. 165</a>, delega voluta dall&#8217;allora Ministro della Ricerca e dell&#8217;Università, on. Mussi.Per quanto riguarda il nostro Ente, viene ribadito già nella premessa che si applicherà un regime particolare:</p>
<blockquote><p>Ritenuto di non accogliere la condizione espressa dalla VII Commissione permanente del Senato relativa all&#8217;applicazione anche all&#8217;INFN della disciplina generale prevista per i consigli di amministrazione degli enti data la peculiarità dell&#8217;organizzazione dell&#8217;ente medesimo;</p></blockquote>
<p>Dunque le norme relative ai consigli di amministrazione contenute nell&#8217;art. 8 non si applicano all&#8217;INFN, come del resto si evince dal successivo art. 9, comma 4, che modifica di poco la composizione del Consiglio Direttivo, di fatto ribadendo che l&#8217;organo di governo è e rimane il CD:</p>
<blockquote><p>4. La composizione del consiglio direttivo dell&#8217;Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) e&#8217; ridotta dei due componenti rappresentativi degli enti di livello non ministeriale. Restano in vigore le particolari disposizioni del vigente ordinamento dell&#8217;ente relative alla nomina degli organi statutari.</p></blockquote>
<p><strong>Tuttavia, ciò sembrerebbe non escludere affatto l&#8217;INFN dal complesso di norme introdotte dagli articoli precedenti riguardo ad aspetti altrettanto importanti</strong>, che elenchiamo di seguito:</p>
<ul>
<li><strong>Autonomia statutaria e Consiglio Scientifico</strong>: viene introdotto dall&#8217;art. 2 un principio estremamente positivo che prevede che gli Enti si diano la propria organizzazione interna, naturalmente in armonia con le leggi vigenti e con un certo controllo da parte del Ministero, non senza qualche contraddizione o difficoltà interpretativa, infatti:
<ul>
<li>La stesura dello Statuto viene affidata al consiglio di amministrazione <strong>in carica alla data di emanazione del decreto</strong>, quando per alcuni enti - come per l&#8217;appunto l&#8217;INFN - tale organo viene sostituito nelle funzioni da un altro (il Consiglio Direttivo);</li>
<li>Viene introdotto un parere consultivo del Consiglio Scientifico, di nuovo un organo allo stato attuale non previsto nei regolamenti di tutti gli enti, e che viene infatti introdotto nel successivo art. 10. In questo senso, l&#8217;autonomia statutaria non è completa: oltre al principio di non contraddizione con le leggi vigenti, in particolare il testo unico sulla Pubblica Amministrazione, viene appunto esplicitamente richiesta la costituzione di un Consiglio Scientifico, a carattere consultivo e nominato dal consiglio di amministrazione (o dall&#8217;organo di governo che ne ha le funzioni).</li>
<li>Nel caso dell&#8217;INFN è quindi evidente un problema di circolarità: il nuovo Statuto deve prevedere un Consiglio Scientifico, che allo stato attuale non esiste nell&#8217;ordinamento dell&#8217;ente, Statuto che a sua volta deve essere sottoposto a parere dello stesso Consiglio Scientifico.</li>
</ul>
<p>Lo stesso art. 2 introduce altri aspetti importanti almeno quanto la struttura organizzativa:</p>
<ul>
<li>la <strong>partecipazione e rappresentanza della comunità scientifica</strong> di riferimento;</li>
<li>la <strong>sinergia con le Università e le imprese</strong>;</li>
<li>l&#8217;adozione di una <strong>missione e obiettivi di ricerca</strong> ben definiti;</li>
<li>l&#8217;<strong>armonizzazione con il PNR</strong> e gli obiettivi strategici dell&#8217;UE.</li>
</ul>
<p>All&#8217;art. 3 si specifica meglio cosa deve contenere lo Statuto dell&#8217;ente. Anche qui si può cogliere se non una contraddizione una difficoltà: lo Statuto, infatti, che viene scritto dagli organi in carica (coadiuvati da 5 esperti di nomina ministeriale), deve "articolare la missione e gli obiettivi di ricerca", che come stabilito dal precedente art. 2 vengono però individuati attraverso "atti di inirizzo e direttive, adottati con decreto del Ministro". Anche qui si introduce una sorta di circolarità e di limitazione di fatto dell&#8217;autonomia: se da un lato gli Statuti vengono affidati agli organi (attualmente in carica) degli enti, dall&#8217;altro tali Statuti devono articolare <strong>obiettivi strategici preventivamente stabiliti dal Ministero</strong>. Appare evidente come in quest&#8217;ottica i 5 esperti nominati dal Ministro abbiano un ruolo-chiave.</p>
<blockquote>
<p align="center">Art. 2</p>
<p align="center"><em>Autonomia statutaria</em></p>
<p><em></em></p>
<p>1. Agli enti di ricerca e&#8217; riconosciuta autonomia statutaria nel rispetto dell&#8217;articolo 33, sesto comma, della Costituzione, ed in coerenza con i principi della Carta europea dei ricercatori, allegata alla raccomandazione n. 2005/251/CE della commissione, dell&#8217;11 marzo 2005. Gli enti di ricerca adottano o adeguano i propri statuti in conformità alle disposizioni della legge 27 settembre 2007, n. 165, e del presente decreto legislativo, nonche&#8217; con quelli compatibili dei rispettivi ordinamenti vigenti, prevedendo forme di sinergia tra gli enti di ricerca, le strutture universitarie ed il mondo dell&#8217;impresa, nonche&#8217; modelli organizzativi tendenti alla valorizzazione, partecipazione e rappresentanza dell&#8217;intera comunità scientifica nazionale di riferimento.</p>
<p>2. Mediante atti di indirizzo e direttive, adottati con decreto del Ministro, di concerto con i Ministri eventualmente interessati, sono individuati la missione e gli obiettivi di ricerca per ciascun ente, in coerenza con i contenuti del PNR e gli obiettivi strategici fissati dall&#8217;Unione europea.</p>
<p align="center">Art. 3</p>
<p align="center"><em>Statuti degli enti di ricerca</em></p>
<p><em></em></p>
<p>1. Gli statuti degli enti di ricerca specificano ed articolano la missione e gli obiettivi di ricerca tenuto conto degli obiettivi strategici fissati dal Ministro e dall&#8217;Unione europea, nonche&#8217; dei fabbisogni e del modello strutturale di organizzazione e funzionamento previsti per il raggiungimento degli scopi istituzionali ed il buon andamento delle attività.</p>
<p>2. Gli statuti devono prevedere la riduzione del numero dei componenti degli organi di direzione, amministrazione, consulenza e controllo, nonche&#8217; l&#8217;adozione di forme organizzative atte a garantire trasparenza ed efficienza della gestione. Le specifiche misure di snellimento devono comunque garantire l&#8217;alto profilo scientifico e professionale, le competenze tecnico-organizzative e la rappresentatività dei componenti, secondo i criteri previsti dall&#8217;articolo 1, comma 1, lettera <em>f)</em> della legge 27 settembre  2007, n. 165.</p>
<p>3. In sede di prima attuazione, la formulazione e deliberazione degli statuti e dei regolamenti, cui all&#8217;articolo 6, e&#8217; attribuita ai consigli di amministrazione in carica alla data di emanazione del presente decreto, integrati da cinque esperti dotati di specifiche competenze in relazione alle finalità dell&#8217;ente ed al particolare compito conferito, nominati, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, dal Ministro. Agli esperti non e&#8217; riconosciuto alcun compenso o indennità. I predetti statuti sono deliberati previo parere dei consigli scientifici, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo. In caso di inottemperanza della disposizione del presente comma, può provvedere il Ministero in via sostitutiva, fatta salva la possibilità di applicazione dell&#8217;articolo 1, comma 5, della legge 27 settembre 2007, n. 165.</p>
<p align="center">Art. 10</p>
<p align="center"><em>Consigli scientifici o tecnico-scientifici degli  enti di  ricerca</em></p>
<p><em></em></p>
<p>1. Gli statuti degli enti di ricerca prevedono la costituzione e composizione di consigli scientifici o tecnico-scientifici ed indicano analiticamente i casi e le modalità di esercizio delle funzioni consultive in materia di proposte e pareri sui documenti di pianificazione e di visione strategica, nonche&#8217; valorizzano il ruolo, anche nell&#8217;ottica di misure volte a favorire la dimensione europea e internazionale della ricerca, incentivando la cooperazione scientifica e tecnica con istituzioni ed enti di altri Paesi, nonche&#8217; l&#8217;introduzione di misure volte a favorire la collaborazione con le attività delle regioni in materia di ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all&#8217;innovazione per i settori produttivi.</p>
<p>2. I consigli scientifici sono nominati dal consiglio di amministrazione, previo esperimento di forme di consultazione della comunità scientifica ed economica, appositamente previste dagli statuti, e sono formati da non più di sette componenti.</p></blockquote>
</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Finanziamento e Valutazione</strong>: anche in questo caso viene introdotto un principio su cui difficilmente si può dare un giudizio negativo, ovvero il legame tra finanziamento e valutazione dell&#8217;ente, ma non è affatto chiaro come e quanto questo principio sarà attuato o attuabile. Siamo infatti ancora in attesa del "decollo" dell&#8217;attesa agenzia di valutazione (ANVUR) e in spaventoso ritardo nella valutazione dell&#8217;intero sistema della Ricerca in Italia (siamo di fatto fermi al 2003)</li>
<blockquote>
<p align="center">Art. 4</p>
<p align="center"><em>Finanziamento degli enti di ricerca</em></p>
<p><em></em></p>
<p>1. La ripartizione del fondo ordinario per gli enti di ricerca finanziati dal Ministero, di cui all&#8217;articolo 7 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, e successive modificazioni, e&#8217; effettuata sulla base della programmazione strategica preventiva, di cui all&#8217;articolo 5, nonche&#8217; tenendo conto della valutazione della qualità dei risultati della ricerca, effettuata dall&#8217;Agenzia nazionale di valutazione dell&#8217;università e della ricerca (ANVUR).</p>
<p>2. A decorrere dall&#8217;anno 2011, al fine di promuovere e sostenere l&#8217;incremento qualitativo dell&#8217;attività scientifica degli enti di ricerca e migliorare l&#8217;efficacia e l&#8217;efficienza nell&#8217;utilizzo delle risorse, una quota non inferiore al 7 per cento del fondo di cui al comma 1, con progressivi incrementi negli anni successivi, e&#8217; destinata al finanziamento premiale di specifici programmi e progetti, anche congiunti, proposti dagli enti. I criteri e le motivazioni di assegnazione della predetta quota sono disciplinate con decreto avente natura non regolamentare del Ministro.</p></blockquote>
<li><strong>Piano Triennale e fabbisogno del personale</strong>: viene introdotto dal comma 4 dell&#8217;art. 5, il principio di autonomia nella determinazione del fabbisogno di personale, non senza però il parere vincolante del Ministero dell&#8217;Economia e del Dipartimento della Funzione Pubblica. La novità è di nuovo <strong>potenzialmente</strong> positiva, ma andrà verificato nei fatti quanto sarà effettiva questa teorica maggiore autonomia.<br />
<blockquote><p>4. Nell&#8217;ambito dell&#8217;autonomia e coerentemente al PTA, gli enti di ricerca determinano la consistenza e le variazioni dell&#8217;organico e del piano di fabbisogno del personale, sentite le organizzazioni sindacali. L&#8217;approvazione del fabbisogno del personale, la consistenza e le variazioni dell&#8217;organico da parte del Ministero avviene previo parere favorevole del Ministero dell&#8217;economia e delle finanze e del Dipartimento della funzione pubblica.</p></blockquote>
</li>
<li><strong>Nomina del presidente</strong> e del consiglio di amministrazione: anche in questo caso il peculiare regime nel quale si trova l&#8217;INFN lascia spazio a incongruenze o comunque difficoltà interpretative. L&#8217;art. 11 nei primi due commi stabilisce che:<br />
<blockquote><p>1. Ai fini della nomina dei presidenti e dei membri del consiglio di amministrazione di designazione governativa, con decreto del Ministro e&#8217; nominato un comitato di selezione, composto da un massimo di cinque persone, scelte tra esperti della comunità scientifica nazionale ed internazionale ed esperti in alta amministrazione, di cui uno con funzione di coordinatore, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio del Ministero. Il comitato di selezione agisce nel rispetto degli indirizzi stabiliti dal Ministro nel decreto di nomina e, per gli adempimenti aventi carattere amministrativo, e&#8217; supportato dalle competenti direzioni generali del Ministero. Il personale del Ministero non può, in nessun caso, fare parte del comitato di selezione.</p>
<p>2. Il comitato di selezione fissa, con avviso pubblico, le modalità e i termini per la presentazione delle candidature e, per ciascuna posizione ed ove possibile in ragione del numero dei candidati, propone al Ministro:</p>
<p><em>a)</em> cinque nominativi per la carica di presidente;</p>
<p><em>b)</em> tre nominativi per la carica di consigliere.</p></blockquote>
<p>Si tratta di un meccanismo coerente nel caso generale, nel quale l&#8217;ente è dotato di un consiglio di amministrazione e di un presidente, che lascia spazio a molti dubbi invece nel caso dell&#8217;INFN:</p>
<ul>
<li>Bisogna intendere che la procedura prevista per la nomina dei consiglieri di amministrazione sia estesa pedissequamente ai membri del Consiglio Direttivo dell&#8217;INFN, e dunque ciascun direttore dovrebbe essere valutato dal comitato di selezione e nominato con decreto ministeriale? In questo caso ciò sarebbe <strong>in contrasto</strong> con la procedura di valutazione comparitiva introdotta per i direttori delle strutture (con elemento di ulteriore confusione chiamate in realtà "organi") di ricerca.</li>
<li>oppure la deroga prevista per il nostro ente lascia intoccato anche il meccanismo di cooptazione attualmente previsto dal Regolamento Generale per il quale i nuovi membri del Consiglio Direttivo sono nominati dal Consiglio Direttivo stesso (meccanismo funzionale fin tanto che i membri non giungono a scadenza contemporaneamente)?</li>
<li>Nel <em>primo caso</em>, appare evidente che l&#8217;art. 11 si applica anche all&#8217;INFN e dunque il presidente verrebbe nominato attraverso il meccanismo del comitato di selezione, <em>nel caso</em> in cui si dovesse intendere che la specificità del Consiglio Direttivo riconosciuta dal decreto, si estende anche all&#8217;autonomia di nomina dei suoi membri - che con tutta evidenza dovrebbe essere riformulata nel nuovo Statuto - non sarebbe altrettanto pacifico il meccanismo di nomina del presidente:
<ul>
<li>la nomina del presidente verrebbe lasciata da definire nello Statuto (dalla attuale dirigenza) tra gli altri aspetti organizzativi dell&#8217;ente?&#8230;</li>
<li>o piuttosto sarebbe da applicarsi <strong>parzialmente</strong> l&#8217;art. 11 per la sola parte della nomina del presidente, essendo non applicabile la parte relativa ai consiglieri di amministrazione in virtù degli articoli precedenti?</li>
<li>o addirittura il meccanismo di nomina del presidente dell&#8217;INFN dovrebbe essere ulteriormente chiarita da un atto interpretativo del D.Lgs.?</li>
</ul>
</li>
<li>In ogni caso, dfficilmente questi dubbi potranno essere fugati senza l&#8217;intervento del Ministero, o direttamente attraverso un atto ministeriale, o tramite i 5 esperti delegati alla stesura dello Statuto.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Congelamento degli organi</strong>: l&#8217;art. 18 del decreto stabilisce alcune norme transitorie, in particolare il comma 2 recita:<br />
<blockquote><p>2. Gli organi degli enti in carica o scaduti alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo rimangono in carica fino alla data di entrata in vigore dei nuovi statuti o fino al completamento delle procedure di nomina che devono completarsi entro il termine di mesi due dalla data di entrata in vigore dei nuovi statuti.</p></blockquote>
<p>norma evidentemente coerente con il resto dell&#8217;articolato che prevede che i consigli di amministrazione in carica, ovvero - nel nostro caso - il Consiglio Direttivo dell&#8217;INFN, debbano riscrivere (con l&#8217;ausilio e la vigilanza del Ministero) gli Statuti e i Regolamenti.</p>
<ul>
<li>Anche in questo caso, l&#8217;organizzazione peculiare dell&#8217;INFN, il cui organo di governo è composto dagli "amministratori locali", ovvero dai direttori, introduce delle difficoltà addizionali: il congelamento infatti del consiglio si riflette a livello locale con il congelamento del direttore, anomalia presumibilmente non prevista nelle intenzioni del legislatore.</li>
<li>Infine, il testo del comma 2 è ambiguo anche nella genericità della terminologia "organi degli enti" che se da una parte lascerebbe intedere, per logica, un riferimento agli organi di governo, dall&#8217;altra lascia aperta la porta a interpretazioni estensive anche a tutte le altre strutture organizzative degli enti, spesso a carattere consultivo, e non specificatamente coinvolte nella stesura degli Statuti (razionale per il "congelamento") con l&#8217;eccezione del Comitato Scientifico, organo invece evidentemente da congelare - ove presente nella <strong>attuale</strong> organizzazione dell&#8217;ente - in quanto avente ruolo consultivo nella riscrittura di Statuto e Regolamento.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Come <strong>conclusione</strong> non si può che esprimere l&#8217;auspicio che il grande patrimonio di buon senso, saggezza e spirito di servizio che nell&#8217;INFN è presente a tutti i livelli, dai massimi organi dirigenti fino all&#8217;ultimo dipendente che scrive queste parole, contribuisca ad affrontare questa fase, indubbiamente delicata, con grande <strong>serenità</strong> e <strong>lungimiranza</strong>.</p>
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		<title>Resoconti incontro sindacale 16 febbraio 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 17:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Precari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

		<category><![CDATA[LNF]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri, 16 febbraio 2010 si e` svolto un incontro sindacale tra OOSS e INFN. Ecco i comunicati di flc-cgil e di fir-cisl (che hanno partecipato a un tavolo insieme uil-pa-ur e anpri) e di Usi/RdB-Ricerca (che ha partecipato a un tavolo separato).
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri, 16 febbraio 2010 si e` svolto un incontro sindacale tra OOSS e INFN. Ecco i comunicati di <a href="http://www.buconero.eu/wp-content/uploads/2010/02/100217_comunicatoinfncgil.pdf">flc-cgil</a> e di <a href="http://www.buconero.eu/wp-content/uploads/2010/02/infn_comunicatocisl_16-02-2010.pdf">fir-cisl</a> (che hanno partecipato a un tavolo insieme uil-pa-ur e anpri) e di <a href="http://www.usirdbricerca.info/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=538:usirdb-chiede-allargamento-pianta-organica-e-incremento-dellindennita-di-ente&amp;catid=71:trattative&amp;Itemid=415">Usi/RdB-Ricerca</a> (che ha partecipato a un tavolo separato).</p>
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		<title>A caccia dei cervelli in fuga</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2010/02/a-caccia-dei-cervelli-in-fuga/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 10:16:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Valente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[


NEWS


15/2/2010 - I  RICERCATORI EMIGRATI





















Un piano per favorire il  ritorno nel nostro Paese: 75 mila euro per tre anni








RAFFAELLO MASCI





ROMA
Adesso ci riprova - a ranghi serrati di destra e di sinistra - un  manipolo di irriducibili: Enrico Letta (Pd) e Stefano Saglia  (sottosegretario Pdl), Maurizio Lupi e Silvano Moffa (Pdl), Laura [...]]]></description>
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<td colspan="2"><span class="boxocchiello2">15/2/2010 - I  RICERCATORI EMIGRATI</span></td>
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<td class="catenaccio" colspan="2">Un piano per favorire il  ritorno nel nostro Paese: 75 mila euro per tre anni</td>
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<td class="sezione" colspan="2">RAFFAELLO MASCI</td>
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<td class="articologirata" colspan="2"><img src="http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/admin/immagine.asp?ID_blog=38&amp;ID_file=1558" border="0" alt="Un piano  cercherà di favorire il ritorno dei " hspace="3" vspace="3" align="right" />ROMA<br />
Adesso ci riprova - a ranghi serrati di destra e di sinistra - un  manipolo di irriducibili: Enrico Letta (Pd) e Stefano Saglia  (sottosegretario Pdl), Maurizio Lupi e Silvano Moffa (Pdl), Laura  Garavini e Alessandra Siragusa (Pd) e via elencano, sedici in tutto, di  entrambi gli schieramenti. L’intento è quello di fare in modo che i  cervelli in fuga non fuggano più e quelli che sono fuggiti trovino  interessante tornare. Per questo hanno presentato un progetto di legge -  che, per la verità, è vecchio di un anno, ma che solo una settimana fa è  approdato in commissione Finanze alla Camera - con il titolo di  «Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia».</p>
<p>Sono due milioni gli italiani, sottolineano i deputati, che si sono  iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero negli ultimi  dieci anni, di cui il 44% proviene dal centro nord e ha un alto titolo  di studio. Non tutti sono ricercatori o scienziati, ma molti  (moltissimi) sono comunque dei talenti, tant’è che hanno trovato  apprezzamento (e spesso benessere) all’estero. Attualmente il 2,3 per  cento dei laureati lavora all’estero, e a fronte di un misero 0,3 dei  laureati stranieri che sono da noi. I parlamentari che hanno firmato il  progetto di legge, sottolineano che nel ‘99 - per dire un anno  emblematico - il 7% dei laureati del Nord ha lasciato l’Italia, e nel  decennio ‘90-‘99 il numero delle fughe è quadruplicato.</p>
<p>Gli anni Novanta sono stati drammatici, su questo fronte. Tant’è il  ministro Letizia Moratti affrontò già nel 2001 (e poi nel 2004) questo  problema proponendo incentivi a chi fosse tornato e a chi - come azienda  o università - avesse agevolato questo rientro. Ma l’effetto non fu  quello sperato. Nel 2006 - anno in cui i provvedimenti cominciarono a  dare frutti - rientrarono 500 ricercatori, ma concluso il contratto  triennale che veniva loro offerto, solo 40 sono rimasti perché hanno  trovato un posto stabile. Gli altri o sono in attesa di rinnovo o hanno  preferito fare marcia indietro.</p>
<p>All’origine di questa delusione c’è, soprattutto, il fatto che il  sistema accademico e di ricerca italiano è ancora molto ingessato e  baronale, ma anche il fatto che - forse - gli incentivi a chi offriva un  contratto ai transfughi non erano così allettanti. Da qui l’idea,  raccolta dal nuovo progetto di legge, di dare incentivi forti (25 mila  euro l’anno) e prolungati (per tre anni): un vero «scudo fiscale» che  renda appetibile il rientro.</p>
<p>La norma, nell’intento dei legislatori, si applica a tutti i cittadini  comunitari che hanno meno di 40 anni e che hanno risieduto  continuativamente per almeno 2 anni in Italia, che studiano, lavorano o  che hanno conseguito una specializzazione all’estero, e ora decidano di  fare rientro. Un credito di imposta pari a 25 mila euro all’anno per tre  anni verrà elargito in favore di quanti vogliono tornare per essere  assunti come dipendenti. Il bonus raddoppia per chi fa rientro al Sud o  nelle isole. Un analogo incentivo riguarda anche chi inizia un’attività o  un lavoro autonomo e, anche in questo caso, sarà doppio se l’attività è  al Sud: 50 mila euro per i tre anni. Per quanto riguarda le imprese,  saranno elargiti 500 euro al mese per ogni nuovo assunto e per tre anni,  ma limitatamente alle regioni del Mezzogiorno o nelle isole.</p>
<p>I crediti di imposta ai lavoratori, dice il provvedimento, non  comportano oneri, mentre per quelli dovuti alle imprese il limite viene  fissato in 150 milioni di euro nel 2010. La copertura viene prevista  attraverso la creazione di un Fondo di rotazione ad hoc, alimentato dal  gettito reale delle imposte dirette dei soggetti coinvolti. Previsto  anche un cofinanziamento da parte delle regioni.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>E bravo Presidente!</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 17:47:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Precari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedi` scorso, 1 febbraio 2010, 70 precari INFN hanno firmato il contratto a Tempo Indeterminato. E` un&#8217;ottima notizia. Per i 70 firmatari, ovviamente. Ma anche per tutti gli altri precari "in attesa". Attesa di un TI anch&#8217;essi, e nel frattempo di un TD di sopravvivenza. E quindi 70 persone assunte significa 70 posti a TD [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedi` scorso, 1 febbraio 2010, 70 precari INFN hanno firmato il contratto a Tempo Indeterminato. E` un&#8217;ottima notizia. Per i 70 firmatari, ovviamente. <strong>Ma anche per tutti gli altri precari "in attesa". Attesa di un TI anch&#8217;essi, e nel frattempo di un TD di sopravvivenza.</strong> E quindi 70 persone assunte significa 70 posti a TD a disposizione, o almeno le risorse che questi 70 in vario modo hanno liberato (una trentina di stabilizzandi, una ventina di tecnologi ex art. 5 e i restanti per concorso).</p>
<p>Ma perche&#8217; "bravo Presidente"? Perche` fino a pochi giorni fa l&#8217;assunzione di questi 70 era stata dichiarata (in piu` occasioni, ma sicuramente dal direttore del personale dott. Deleo all&#8217;ultimo tavolo sindacale) IMPOSSIBILE prima della ratifica della Corte dei Conti. E questo anche se altri Enti Pubblici di Ricerca avevano assunto (ISTAT) o stavano assumendo (CNR) senza aspettare tale ratifica. Poi nei giorni scorsi deve essere successo qualcosa: la ratifica delle Corte dei Conti non c&#8217;e` stata eppure i 70 sono stati assunti. Miracolo? Magia? O che il Presidente si sia stancato di essere a capo di un ente "<a href="http://www.buconero.eu/2010/01/fenomeni/">fenomenale</a>"? <span id="more-4440"></span></p>
<p>Lo stesso ente che a novembre del 2009 aveva dichiarato illegale il prolungamento dei contratti degli stabilizzandi almeno fino allla fine del 2012. E questo anche se il prolungamento era implicito dal Decreto Anti Crisi dell&#8217;estate scorsa. E che quando si fece notare (in piu` occasioni, formali e non) che l&#8217;INGV aveva gia` stipulato contratti in tal senso, la risposta fu che l&#8217;INGV agiva nell&#8217;illegalita`. Lo stesso ente ora, a inizio 2010, prolunga i contratti degli stabilizzandi fino alla fine del 2012, proprio in virtu` del Decreto Anti-Crisi. Evidentemente l&#8217;illegalita` valeva solo per il 2009 (con buona pace dei colleghi INGV che di questo contratto godono da mesi). Tutto e` bene quel che finisce bene, direte. Mica tanto. 27 colleghi si sono visti arrivare a sorpresa una <a href="http://www.buconero.eu/2009/11/il-presidio-dei-precari-del-17-novembre-e-la-risposta-dellinfn/">lettera di licenziamento</a>; la macchina amministrativa ha dovuto lavorare per rescindere i contratti (pagando TFR e simili) e per prepararne di nuovi per una durata di ben 6 mesi; i 27 hanno dovuto firmare i nuovi contratti, che ora dovranno essere invalidati insieme all&#8217;invio di una nuova lettera che annulli gli effetti della precedente missiva; infine dovranno essere rimmessi in servizio (non e` ancora noto il modo). <strong>Tutto stress (per i 27 interessati) e lavoro e soldi collettivi spesi inutilmente.</strong></p>
<p>Lo stesso ente che se avesse fatto firmare i 70 il 30 dicembre 2009 (come fatto dall&#8217;ISTAT) avrebbe risparmiato 70 mesi di TD. E` importante questo? Certo. Con 13 mesi di TD posso dare un contratto TD di un anno. <strong>Con 70 TD tenuti in servizio un mese in piu` sono stati "bruciati" 5 contratti a TD per un anno</strong> o -visto che vanno di moda i 6 mesi- 10 contratti a TD per sei mesi.</p>
<p>Invece di arroccarsi ogni volta dietro IMPOSSIBILITA` o ILLEGALITA` che poi tali non sono, e che producono solo sprechi, ritardi e fatiche, <strong>non si potrebbe agire prima, cercando veramente ogni via per tutelare al meglio il posto di lavoro dei tanti precari che lavorano "a maggior gloria" dell&#8217;INFN?</strong> Speriamo vivamente di si`.  <strong>Salvo rare eccezioni, tutti i TD in servizio all&#8217;INFN hanno avuto un prolungamento di altri 6 mesi, fino a fine luglio 2010. E poi? Centinaia di Assegnisti di Ricerca che da anni lavorano per l&#8217;INFN sono ancora in attesa di una posizione piu` dignitosa. Quale prospettiva hanno?</strong> Auspichiamo che l&#8217;assunzione "a sorpresa" dei 70 colleghi precari, sia un primo passo per una gestione piu` chiara e attenta del personale dell&#8217;INFN, usando innanzi tutto il buon senso e poi tutti gli strumenti a disposizione a tutti i livelli,  a partire dai tavoli di trattativa sindacale e dalla commissione ex art. 22 bis (ferma oramai da 4 mesi). Al di la` dei buoni auspici, ci piace ricordare che tutto il lavoro che potra` essere svolto da questo Coordinamento o all&#8217;interno dei sindacati, <strong> tende a perdere efficacia quando non sia sostenuto dalla partecipazione diretta e attiva di quanti (precari o non) credano che sia possibile una gestione migliore dei problemi legati al precariato in particolare e alla gestione del personale in generale</strong>.</p>
<p>Coordinamento Precari INFN</p>
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		<title>D.Lgs. 213 31 dicembre 2009 - Riordino enti di ricerca</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2010/02/dlgs-213-31-dicembre-2009-riordino-enti-di-ricerca/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 09:37:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Valente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 25 del 01/02/2010 il D.Lgs. 31 dicembre 2009 n. 213, che riordina gli Enti di Ricerca.
http://www.geologi.info/legge-scheda-18085.html
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblicato nella <strong>Gazzetta Ufficiale n. 25</strong> del 01/02/2010 il <strong>D.Lgs. 31 dicembre 2009 n. 213</strong>, che riordina gli Enti di Ricerca.</p>
<p><a href="http://www.geologi.info/legge-scheda-18085.html">http://www.geologi.info/legge-scheda-18085.html</a></p>
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		<title>Un appello per la ricerca di base</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2010/01/4430/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 18:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Lamanna</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pisa]]></category>

		<category><![CDATA[appello]]></category>

		<category><![CDATA[firma]]></category>

		<category><![CDATA[ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Il fenomeno della migrazione delle risorse umane nell&#8217;ambito della ricerca è una conseguenza dell&#8217;attenzione sempre minore che l&#8217;opinione pubblica e la classe politica riservano alla ricerca di base. I minori finanziamenti , cosi&#8217; come il fatto che nell&#8217;agenda politica di destra o di sinistra l&#8217;interesse per la ricerca occupa sicuramente un ruolo di secondo (o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il fenomeno della migrazione delle risorse umane nell&#8217;ambito della ricerca è una conseguenza dell&#8217;attenzione sempre minore che l&#8217;opinione pubblica e la classe politica riservano alla ricerca di base. I minori finanziamenti , cosi&#8217; come il fatto che nell&#8217;agenda politica di destra o di sinistra l&#8217;interesse per la ricerca occupa sicuramente un ruolo di secondo (o terzo) piano, contribuiscono notevolmente al deupaperamento di un sistema essenziale per qualunque società.</p>
<p>Le sfide della modernità, dall&#8217;inquinamento all&#8217;energia, dall&#8217;invecchiamento alla produttività del lavoro, necessitano sempre più di innovazione e progresso, ma il collegamento con l&#8217;importanza della ricerca di base, pare, in questi anni essere sempre meno compreso dai governanti.</p>
<p>Una riforma globale del sistema ricerca che parta dall&#8217;adeguamento dei finanziamenti, fino ad una politica più chiara sul reclutamento è un passo fondamentale per invertire una tendenza che condannerà il nostro paese ad un&#8217;arretratezza culturale e scientifica che avrà ripercussioni su ogni settore dell&#8217;economia e della vita.</p>
<p>In questo ambito vi segnalo l&#8217;interessante iniziativa di sottoscrizione del documento su http://www.ricercadibase.it , che ha raccolto più di 1000 firme (molte già provenienti dall&#8217;INFN) con il fine di presentare, il 1 febbraio, al Governo un dossier e un testo sulla situazione della ricerca Italiana vista dal "di dentro".</p>
<p>Se condividete affrettatevi, non c&#8217;e&#8217; molto tempo!</p>
<p>g.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Comunicato del presidente INAF sui concorsi "Mussi"</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2010/01/comunicato-del-presidente-inaf-sui-concorsi-mussi/</link>
		<comments>http://www.buconero.eu/2010/01/comunicato-del-presidente-inaf-sui-concorsi-mussi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 16:12:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Precari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.buconero.eu/?p=4426</guid>
		<description><![CDATA[Lo potete leggere qui.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo potete leggere <a href="http://www.inaf.it/news_cartella/aggiornamento-concorso-25-ricercatori/aggiornamento-concorso-25-ricercatori">qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.buconero.eu/2010/01/comunicato-del-presidente-inaf-sui-concorsi-mussi/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Pubblicati risultati PRIN 2008</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2010/01/pubblicati-risultati-prin-2008/</link>
		<comments>http://www.buconero.eu/2010/01/pubblicati-risultati-prin-2008/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 16:09:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Precari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.buconero.eu/?p=4424</guid>
		<description><![CDATA[Pubblicato il Decreto Ministeriale recante i programmi di ricerca cofinanziati 2008 approvati.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblicato il <a href="http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/8208Approv_cf3.htm">Decreto Ministeriale</a> recante i programmi di ricerca cofinanziati 2008 approvati.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.buconero.eu/2010/01/pubblicati-risultati-prin-2008/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Stabilizzandi "licenziati" reintegrati in servizio: firmato l&#8217;accordo</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2010/01/stabilizzandi-licenziati-reintegrati-in-servizio-firmato-laccordo/</link>
		<comments>http://www.buconero.eu/2010/01/stabilizzandi-licenziati-reintegrati-in-servizio-firmato-laccordo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:59:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Precari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.buconero.eu/?p=4419</guid>
		<description><![CDATA[Ieri, 21 gennaio 2010, e` stato firmato l&#8217;accordo che reintegra in servizio i 27 colleghi stabilizzandi licenziati a dicembre. Qui il comunicato CISL in merito alla firma.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri, 21 gennaio 2010, e` stato firmato l&#8217;<a href="http://www.buconero.eu/wp-content/uploads/2010/01/infn_accordo_decentrato.pdf">accordo</a> che reintegra in servizio i 27 colleghi stabilizzandi licenziati a dicembre. <a href="http://www.buconero.eu/wp-content/uploads/2010/01/infnriunione22gennaio2010.pdf">Qui</a> il comunicato CISL in merito alla firma.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.buconero.eu/2010/01/stabilizzandi-licenziati-reintegrati-in-servizio-firmato-laccordo/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Ricerca, italiani al top in Europa, i soldi vinti per la fuga</title>
		<link>http://www.buconero.eu/2010/01/ricerca-italiani-al-top-in-europa-i-soldi-vinti-per-la-fuga/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 16:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Precari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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European Research Council

Gli scienziati italiani arrivano tra i primi in Europa, ma usano i soldi vinti nei concorsi internazionali di ricerca per andarsene all’estero. Oramai è diventata una vera e propria tradizione, questa, per i ricercatori italiani, quasi obbligata pur di finanziare i propri progetti. Vincere i fondi europei e poi usarli per trasferirsi all’estero, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_73548" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px;"><a href="http://www.ultimenotizie.tv/wp-content/uploads/2010/01/european-research-council.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-73548" title="European Research Council" src="http://www.ultimenotizie.tv/wp-content/uploads/2010/01/european-research-council-150x150.jpg" alt="European Research Council" width="150" height="150" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">European Research Council</p>
</div>
<p>Gli scienziati italiani arrivano tra i primi in Europa, ma usano i soldi vinti nei <a id="ed_Id_1" style="border-bottom: medium none; text-decoration: underline; color: #2255aa; cursor: pointer;">concorsi</a> internazionali di ricerca per andarsene all’estero. Oramai è diventata una vera e propria tradizione, questa, per i ricercatori italiani, quasi obbligata pur di finanziare i propri progetti. Vincere i fondi europei e poi usarli per trasferirsi all’estero, insomma. E’ successo ancora una volta in occasione dei <a id="ed_Id_2" style="border-bottom: medium none; text-decoration: underline; color: #2255aa;" title="Sponsor Link By eDintorni" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=finanziamenti&amp;af=3226&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Eultimenotizie%2Etv%2Fnotizie%2Deconomiche%2Fricerca%2Ditaliani%2Dal%2Dtop%2Din%2Deuropa%2Di%2Dsoldi%2Dvinti%2Dper%2Dla%2Dfuga%2Ehtml&amp;re=&amp;ts=1264003968312&amp;hs=339633e7b950f92d84ba45ed83ab121d" target="_blank">finanziamenti</a> assegnati dal Consiglio Europeo delle Ricerche (Cer) che verranno usati dagli scienziati italiani per andare all’estero. Si tratta di finanziamenti rilevanti che possono arrivare fino ad un massimo di 3,5 milioni di euro per ciascun progetto di ricerca che vengono assegnati direttamente agli scienziati dell’Unione Europea, della Svizzera, della Norvegia, Turchia e di Israele. Si tratta di una specie di bando individuale che premia le ricerche più avanzate e innovative. La commissione che assegna le ricerche non guarda la bandiera di chi ha proposto le ricerche. Decide solo sulla base della validità della proposta. Quest’anno la torta da dividere era di 515 milioni di euro che sono stati distribuiti a 236 diversi progetti di ricerca<br />
L’età media di questi leader della ricerca è di 53 anni. Circa il 15% sono donne, con un leggero incremento rispetto all’ultimo bando (12%). Il numero delle ricercatrici che hanno partecipato al presente bando corrispondeva al 14% dei candidati.</p>
<p>La ripartizione settoriale dei progetti di ricerca proposti è la seguente: Scienze Fisiche e Ingegneristiche, 44%; Scienze della vita, 38%; e Scienze sociali e umanistiche, 18%. Tra questi i progetti che portano la firma di ricercatori italiani sono stati 23. Un gran bel risultato che porta il nostro paese al quarto posto in Europa dietro al regno Unito, alla Francia e alla Germania. C’è però un triste rovescio della medaglia, dietro queste cifre. Buona parte di questi finanziamenti saranno usati da ricercatori italiani per andare a lavorare all’estero. «Purtroppo – spiega Salvatore Settis, rettore della Scuola Normale Superiore di Pisa ed unico rappresentante italiano nel consiglio del Cer – questo fenomeno non è una novità. E’ già il quarto anno consecutivo, da quando è stato creato il Consiglio Europeo delle Ricerche che i fondi vengono usati dai ricercatori italiani per sviluppare le loro ricerche all’estero». Sono soprattutto i più giovani e i più accreditati a farlo.</p>
<p>«Evidentemente – dice Settis – perché non hanno abbastanza fiducia nelle istituzioni del nostro paese o perché non trovano spazio a sufficienza. E’ un bel problema perché i finanziamenti erogati dal Cer sono molto consistenti, anche due milioni di euro a progetto, e quindi significa perdere una bella fetta di finanziamento per tutta la ricerca italiana». Alla fine il problema è sempre lo stesso, non si riesce a trovare spazio adeguato per fare il proprio lavoro. «Del resto – commenta con una certa amarezza Settis – il nostro è l’unico paese in Europa in cui i <a id="ed_Id_3" style="border-bottom: medium none; text-decoration: underline; color: #2255aa; cursor: pointer;">concorsi</a> per i professori sono bloccati da quattro anni. Senza concorsi è difficile trovare nuovi posti da assegnare a giovani ricercatori». C’è anche un’altra questione che merita di essere approfondita secondo il rettore di una delle più prestigiose istituzioni di ricerca del nostro paese. Si tratta del rapporto tra enti di ricerca e territorio. «Se nel nostro paese si vuole cominciare davvero a creare un circuito virtuoso con la ricerca – spiega Settis – dobbiamo da un lato aumentare i finanziamenti, e dall’altro favorire un maggior dialogo tra enti di ricerca e istituzioni pubbliche e risorse sul territorio. Quest’anno, l’ente che si è aggiudicato la maggior parte dei finanziamenti è stato il Politecnico di <a id="ed_Id_4" style="border-bottom: medium none; text-decoration: underline; color: #2255aa; cursor: pointer;">Losanna</a>, proprio grazie alla sua grande capacità di relazionarsi sia con lo stato federale che con il cantone di Losanna». di Emanuele Perugini Il Messaggero</p>
<p>Il <strong>Consiglio europeo delle ricerche</strong> è stato istituito nel 2007 dalla Commissione Europea per sostenere la ricerca nei campi di studio più originali. Non eroga finanziamenti alle istituzioni ma ai singoli ricercatori che presentano i loro programmi. La commissione che valuta i singoli progetti è composta da alcuni tra i più importanti rappresentanti del mondo scientifico europeo. I singoli progetti vengono valutati indipendentemente dalla nazionalità del ricercatore e solo</p>
<p>Fonte: <strong>http://www.ultimenotizie.tv/</strong></p>
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		<title>Pubblicati elenchi ammessi alle audizioni per i FIRB</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 16:10:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Precari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco i due decreti, pubblicati il 28 dicembre:
http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/8131Primo__cf3.htm
e il 19 gennaio:
http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/8157Second_cf3.htm
In bocca al lupo agli ammessi!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco i due decreti, pubblicati il 28 dicembre:</p>
<p><a href="http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/8131Primo__cf3.htm"><strong>http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/8131Primo__cf3.htm</strong></a></p>
<p>e il 19 gennaio:</p>
<p><a href="http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/8157Second_cf3.htm"><strong>http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/8157Second_cf3.htm</strong></a></p>
<p>In bocca al lupo agli ammessi!</p>
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