Tanto per riassumere: a legislazione vigente (decreto della finanziaria approvato, in attesa di conversione in legge entro il prossimo inzio agosto) siamo allo sfacelo.
I tagli sono insostenibili:
- il turnover ridotto a 1/5 dei pensionamenti si traduce in circa 30 posti in 3 anni per l’intero INFN;
- la spesa per TD, che gia’ era il 35% di quella del 2003, e’ ora ridotta di un altro 50%, provocando la perdita di 35 posti a TD;
- le spese per missioni ridotte del 50% mettendo a repentaglio impegni presi a livello internazionale da molti anni;
- per non parlare delle carriere congelate per 3 anni, gli stipendi che perdono quindi progressivamente ulteriore potere d’acquisto.
L’analisi e’ semplice: l’ente che abbiamo conosciuto e per il quale abbiamo lottato e` definitivamente sommerso dal populismo di questo governo e dalla disattenzione di quelli precedenti.
In questa fase l’incertezza si impone su tutti i ragionamenti. Potranno essere assunti i fortunati vincitori del prossimo concorso per 37 posti da ricercatore? A legislazione vigente, crediamo proprio di no. Per questo griderebbe vendetta il tremendo ritardo con i quali i concorsi sono stati banditi, ennesimo autogol di un’amministrazione INFN incapace di gestire efficientemente nemmeno la scarsa dinamica concessa dal legislatore, supina alle logiche di spartizione baronali che impongono i propri pachidermici tempi. Sarebbe solo l’ultimo dei tanti errori commessi in questi anni, una catena che parte dalla scelta avventata di partecipare a tutti e 4 i maggiori esperimenti di LHC, che nel presente periodo di contrazione ha dato la stura al peggiore e piu’ consistente sfruttamento del precariato che la ricerca italiana abbia mai effettuato nella storia; una catena che continua con la malcelata insofferenza nei confronti delle stabilizzazioni, che tanto tempo ed energie ci ha fatto perdere, culminata con l’invio di illegali lettere di licenziamento per colleghi invece tutelati dalla legge; una catena di imprecisioni che ci vede unico ente a non aver chiesto autorizzazioni a bandire posti a concorso nel triennio prossimo, mettendo a repentaglio specialmente il destino dei Tecnologi al momento con TD, oppure che ci vede utilizzare non completamente le risorse del turnover 2008, con la perdita secca di 13 posti a tempo indeterminato.
Sempre da controparte siamo stati trattati, anche quando abbiamo cercato senza preconcetti di fornire supporto di idee, contributi originali nei criteri da usarsi per dirimere una matassa frutto di non-scelte che si trascinano da anni. D’altra parte questo e’ lo stile del management, sempre insofferente nei confronti di chiunque osi disturbare il manovratore, fossero anche i responsabili di gruppi nazionali, o i responsabili nazionali di esperimenti CERN.
E cosi’ eccoci arrivati ad oggi. Un incontro di trattativa specificamente dedicato al precariato annullato lo scorso 7 giugno per aver tempo di leggere la Finanziaria; il prossimo incontro del 16 giugno che non vedra’ all’ordine del giorno il problema delle missioni ne’ tanto meno quello del precariato.
Beh, noi continueremo a fare la nostra parte. Richiamiamo alla massima attenzione tutti gli interessati, perche’ da questa fase l’ente puo’ uscire sfigurato: si’, magari limitando i danni a livello di retribuzione nell’immediato, ma condannando l’ente a limitare drasticamente le proprie attivita’ nel futuro, e avviandolo ad un declino ineluttabile, verso un destino da ente "inutile" e improduttivo.
In mancanza del testo del Decreto Legge in discussione, rimandiamo alla sintesi di Domenico Pantaleo, segretario della FLC-CGIL presentata alla conferenza stampa di ieri (26 maggio 2010) sugli effetti che la manovra finanziaria avrebbe sui settori di Scuola, Universita` e Ricerca. Appena saranno disponibili i dettagli della manovra, cercheremo di capire quali saranno le conseguenze specifiche per gli EPR e per l’INFN in particolare.
Nel Consiglio Direttivo di domani venerdi` 28 maggio 2010, il Presidente dovrebbe presentare i dettagli dei "piani per una possibile soluzione" per il problema dei precari, piani a cui aveva accennato all’ultimo tavolo di trattativa sindacati-ente del 12 maggio scorso. Questi piani erano stati ovviamente articolati prima di essere a conoscenza dell’attuale manovra finanziaria.
Pur non conoscendo i dettagli, ne’ delle "soluzioni" del Presidente ne’ della manovra di Tremonti, e` facile arguire che le prossime settimane/mesi daranno ancora una volta cruciali per difendere la possibilita` di fare ricerca in questo paese, con un minimo di garanzie per quanti decidono di intraprendere questa carriera.
(Agi) - Roma, 26 mag. - I Presidenti degli Enti pubblici di Ricerca, riuniti in seduta straordinaria, hanno espresso in una nota "grande disagio e preoccupazione per il profilarsi di effetti fortemente negativi relativamente all’annunciata manovra economica che, qualora venga confermata rischia di compromettere gravemente l’attivita’ specifica degli Enti con gravi ripercussioni sociali e economiche". Gli enti di ricerca, infatti, svolgono un ruolo, non solo di promozione della conoscenza, ma di trasformazione delle nuove conoscenze in benefici produttivi. Gli Enti, gia’ in difficolta’ nella competizione europea per l’assegnazione di risorse a causa del numero basso di ricercatori (3,3 per mille rispetto alla media europea del 6,6 per mille), rischiano, "se queste misure verranno confermate un’ulteriore diminuzione delle risorse a disposizione per l’intero settore della ricerca. Tra i tagli previsti e’, infatti, particolarmente rischioso quello ipotizzato del 50% del personale a tempo determinato e il blocco del Turn Over che comporteranno non solo un grave conflitto sociale ma comprometteranno seriamente anche l’operativita’ degli Enti che si avvalgono in modo essenziale di queste professionalita’ per condurre i singoli progetti di ricerca".
I Presidenti pertanto, nella consapevolezza delle obiettive difficolta’ attraversate dai sistemi finanziari di tutta l’Europa e anche, quindi, del nostro Paese, "si dichiarano disponibili a ipotesi di riorganizzazione dell’intero sistema-ricerca purche’ questo avvenga attraverso una capillare discussione e un confronto serrato con con il Governo su questi temi in modo da identificare soluzioni che non danneggino ulteriormente un settore gia’ in crisi. Allo scopo i presidenti chiedono l’indizione di una Giornata nazionale della Ricerca come luogo simbolico e concreto per un dibattito proficuo sul suo futuro".
Chiedono pertanto al Governo, nell’interesse superiore del Paese, "almeno di non abbassare il livello attuale di competitivita’ scientifica e, pertanto, di abrogare tali eventuali misure". (AGI) -
Fonte: AGI
Il 13 aprile c’e’ stato un incontro tra rappresentanze sindacali e vertici INFN dedicato alla presente crisi del personale.
Con la giunta esecutiva presente praticamente al completo e una folta delegazione di questo coordinamento fra le fila dei delegati sindacali, il Presidente ha illustrato la sua visione della situazione.
Il Presidente ha dapprima descritto lungamente il cosiddetto "funzionamento a regime" del sistema di reclutamento, cioe’ quello che "un mondo normale" dovrebbe generare. Non entriamo nel merito dello schema proposto, semplicemente perche’ ricalca completamente le nostre posizioni, piu’ volte espresse nel corso degli ultimi anni e perche’ rischierebbe di fuorviarci dalla prospettiva che segue. Notiamo infatti come le idee espresse siano molto valide, ma vorremmo tanto riscontrare l’applicazione di almeno qualcuna di esse nel mondo reale: sbarramenti noti, carriere ben definite, commensurare l’emissione di assegni e tempi determinati alla capacita’ prevista di reclutamento proiettata nel futuro prossimo, controllo centralizzato della dinamica dei fondi esterni basato su criteri di politica scientifica, analisi dettagliata delle nuove proposte di esperimento da valutarsi includendo il costo del personale e le prospettive di inserimento dei precari, ecc. ecc. Tutto molto bello, tutto molto lontano dalla realta’ attuale. (more…)
Il resoconto dell’ultimo incontro sindacati-ente. L’ineluttabile crisi e lo spettro dell’epurazione. Leggete il nostro comunicato qui.
Lunedi` scorso, 1 febbraio 2010, 70 precari INFN hanno firmato il contratto a Tempo Indeterminato. E` un’ottima notizia. Per i 70 firmatari, ovviamente. Ma anche per tutti gli altri precari "in attesa". Attesa di un TI anch’essi, e nel frattempo di un TD di sopravvivenza. E quindi 70 persone assunte significa 70 posti a TD a disposizione, o almeno le risorse che questi 70 in vario modo hanno liberato (una trentina di stabilizzandi, una ventina di tecnologi ex art. 5 e i restanti per concorso).
Ma perche’ "bravo Presidente"? Perche` fino a pochi giorni fa l’assunzione di questi 70 era stata dichiarata (in piu` occasioni, ma sicuramente dal direttore del personale dott. Deleo all’ultimo tavolo sindacale) IMPOSSIBILE prima della ratifica della Corte dei Conti. E questo anche se altri Enti Pubblici di Ricerca avevano assunto (ISTAT) o stavano assumendo (CNR) senza aspettare tale ratifica. Poi nei giorni scorsi deve essere successo qualcosa: la ratifica delle Corte dei Conti non c’e` stata eppure i 70 sono stati assunti. Miracolo? Magia? O che il Presidente si sia stancato di essere a capo di un ente "fenomenale"? (more…)
Rieccoci! Buon Anno!
Speriamo davvero che sia un buon anno per tutte/i, che sia migliore dei precedenti!
Iniziamo dalla fine del 2009: leggi alla mano, avevamo sostenuto che le stabilizzazioni fossero tuttora in corso. Avevamo spiegato che, se proprio un termine si doveva identificare, questo sarebbe stato al piu’ il 31/12/2012 (dal decreto anti-crisi di questa estate). Avevamo speso energie e fatiche per una mobilitazione che portasse questi DATI DI FATTO a conoscenza del management del nostro ente, forti anche delle decisioni che erano gia` state prese in altri enti pubblici di ricerca (INGV, ISS, …). (more…)
Natale e` tempo di regali, e cosi` -come promesso dal Presidente Petronzio il 10 dicembre- ieri e` stata pubblicata dal Ministero della Funzione Pubblica la circolare che dovrebbe chiarire la posizione degli stabilizzandi, il testo completo e` consultabile qui, presso il sito della FP. (more…)
Nell’ultimo presidio dello scorso 10/12 il presidente Roberto Petronzio ha ammesso come l’atto di inviare le lettere di licenziamento sia stato "non corretto" (sic) e sia stato una "provocazione" (sic) necessaria per stimolare una chiarificazione da parte della Funzione Pubblica.
Ad oggi ci appare certo, anche confermato da altri presidenti di Enti Pubblici di Ricerca, come in merito sia in effetti imminente l’emissione di una circolare della Funzione Pubblica. Detta circolare avrà come conseguenza il mantenimento in atto del processo di stabilizzazione, cioe` il fatto che gli stabilizzandi resteranno in servizio nelle more della stabilizzazione.
A questo punto chiediamo a gran forza all’ente il RITIRO delle lettere di licenziamento e la riapertura, come tra l’altro condiviso dal Presidente Petronzio, di un tavolo che finalmente entri nel merito avviando una nuova fase di confronto e trattativa.
Alle rappresentanze sindacali tutte, chiediamo di farsi latrici di questa richiesta, che deve essere evasa per iscritto dall’amministrazione. Non possiamo consentire che le dichiarazioni fatte dall’amministazione di fronte a centinaia di colleghi restino parole in liberta’.
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