Ricomincio da tre

Ricordate il film dei primi anni Ottanta, quando Troisi con la sua "solita" faccia diceva "Quello che è stato è stato… basta! ricomincio da tre" e il compare "Da zero!" e Troisi non capisce e il compare che insiste "Da zero! Ricomincio da zero!!". E Troisi spariglia tutto con il suo: "Nossignore, ricomincio da… cioè, tre cose mi sono riuscite nella vita, perché devo perdere pure quelle? E ricomnciare da zero? Da tre!!"

Anche noi ricominciamo. E se contiamo le cose che "ci sono riuscite" ne troviamo più di tre!

Era fine settembre 2008 quando la prima versione della legge Tremonti, la famigerata 133, prevedeva un taglio orizzontale (il primo di una lunga serie) alla pianta organica degli enti pubblici di ricerca. Poi, il decreto Brunetta cancellava di fatto le stabilizzazioni. E che erano le stabilizzazioni? Una toppa. Inserite con qualche malumore nella finanziaria 2006 dell’allora governo Prodi, implicavano l’assunzione a tempo indeterminato di un buon numero di "precari storici" della Pubblica Amministrazione, tra questi i precari storici degli Enti Pubblici di Ricerca, e tra quest l’INFN. Le stabilizzazioni, come tutti i provvedimenti ope legis infastidiscono l’ambiente scientifico, dove tutto "dovrebbe" procedere per merito, ma allora arrivavano dopo anni di blocco delle assunzioni a dare un po’ di respiro ai precari e ai gruppi di ricerca dell’INFN. Il rendersi conto che un decreto poteva dall’oggi al domani ridimensionare con un tratto di penna la nostra realta’ scienfica e far sparire dal nostro orizzonte tanti nostri colleghi (più di 260 nell’INFN) ha "svegliato dal letargo" alcuni di noi. Nel giro di pochi giorni un gruppo di lavoratori strutturati e di lavoratori precari dell’INFN costituivano il "Coordinamento Nazionale Precari INFN", dando inizio a questa avventura!

Iniziammo, quasi timidamente, a mettere su questo sito (nato quasi per gioco dalla sera alla mattina), perché fosse un punto di riferimento e di informazione per i precari dell’INFN, e nel giro di poche settimane ci ritrovammo a essere un punto di riferimento e di informazione non solo per tutto l’INFN ma anche per realtà di precariato e di ricerca esterne al nostro ente. Questo è successo un po’ perché - forse - siamo bravi, ma soprattutto perché andavamo a colmare un vuoto di informazione, e - soprattutto - di azione.

Si perché nell’INFN eravamo cresciuti e vissuti in una realtà un po’ separata, rassicurati dalle promesse più o meno vaghe dei nostri "responsabili", senza accorgerci (collettivamente) che le condizioni stavano drammaticamente cambiando. La torre d’avorio della fisica delle particelle, nata dalla tradizione di Fermi e consolidata nei grandi successi al Cern di Ginevra, non erano più al riparo da tagli indiscriminati di risorse e di posti. Tutto avrebbe potuto peggiorare rapidamente, con tanti lavoratori specializzati, dai tecnici ai ricercatori, costretti a lasciare la ricerca o l’Italia.

Negli anni abbiamo costruito una rete di relazioni dentro e fuori l’INFN. Abbiamo interagito con i sindacati (di tutti i colori, fino a quando è stato possibile), stimolandoli a occuparsi seriamente di precariato e di politiche del personale. Abbiamo provato a convincere la dirigenza di questo ente a rendere conto ai lavoratori precari e non, delle scelte fatte. Abbiamo concesso interviste, manifestato in piazza, volantinato nelle strade, prodotto documenti di sintesi, convocato assemblee, organizzato presidi, creato eventi… anni intensi, a volte molto faticosi, ma con risultati concreti, più o meno visibili. Le vite delle persone che hanno animato BucoNero hanno preso tante strade diverse. Alcuni precari non lo sono più, altri sono tuttora appesi ai propri contratti a termine, altri hanno proseguito la loro ricerca all’estero. Alcuni di noi sono entrati a far parte di un sindacato o di un altro, continuando a portare avanti le idee che fecero nascere BucoNero. Altri ancora hanno assunto ruoli istituzionali dentro l’INFN, proseguendo in altri ambiti l’impegno a "cambiare per il meglio" iniziato con il Coordinamento Precari.

Cerchiamo di ricordare (e ricordarci!) tutto il buono fatto in questi anni: abbiamo lottato perché le stabilizzazioni non si dissolvessero nel nulla, con una pressione al management dell’ente affinche’ la procedura fosse aperta e chiusa rapidamente e in trasparenza. Non abbiamo mai dimenticato quanti, pur con lunga anzianita’ di servizio nell’ente, per pura casualita’ non soddisfacevano i criteri freddi della legge Mussi. Su questo punto abbiamo ottenuto risultati alterni. Molti contratti sono stati prorogati a seguito delle nostre pressioni, ma non siamo ancora riusciti a difendere appieno il diritto alla stabilita’ di molti colleghi (basti pensare che le assunzioni sul turnover 2009 e 2010 devono ancora essere effettuate!!).

In generale ci siamo impegnati affinché i problemi del reclutamento e del precariato nella ricerca non fossero affrontati in modo episodico e sotto la pressione delle "emergenze", ma pianificando in modo attento e lungimirante (per quanto questo sia possibile in un contesto normativo e socio-politico come quello italiano). Abbiamo spinto molti sindacalisti ad occuparsi prioritariamente di precariato, con non poche tensioni con coloro che difendevano i pur legittimi interessi degli strutturati. Abbiamo ottenuto di discutere nel merito con il management, almeno per qualche tempo.

Abbiamo cercato di dare un senso di condivisione e partecipazione al nostro mondo, da sempre abituato a costruire il consenso tra i propri pari scienziati quando si parla di questioni scientifiche, meno quando si pianificano, si richiedono, e si rende conto alla società (agli "stake-holders") delle risorse finanziarie ed umane.

Eccole, le "tre" cose da cui ripartire. Noi che abbiamo vissuto quest’esperienza dall’inizio siamo ripartiti in tante direzioni diverse, rendendo forse superato e poco utile l’esistenza di questo blog come lo conoscevamo. Ma siamo arrivati fino a qui e non vogliamo disperdere quel tanto o poco di buono che abbiamo fatto. Abbiamo deciso di continuare a "lottare" per altre strade, ma questo blog resta. Lasciamo allora questo sito in uno stato di "animazione sospesa", con tutta la documentazione del passato in linea, ma fermo a quest’ultimo editoriale, fino a che qualcun altro nella nostra comunità avrà il bisogno, la voglia e l’energia per farlo ripartire.

Coordinamento Nazionale Precari INFN


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